<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833</id><updated>2011-11-27T16:27:58.964-08:00</updated><title type='text'>Vincere l'ansia e la depressione</title><subtitle type='html'>Tanti consigli per vincere l'ansia e la depressione.
Comincia a sistemare la tua vita e migliorala da subito.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>72</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-2037798984908095443</id><published>2010-05-14T02:27:00.000-07:00</published><updated>2010-05-14T02:27:00.121-07:00</updated><title type='text'>Cure definitive per l'ansia</title><content type='html'>&lt;p&gt;Mi sembra di vedere le vostre facce mentre pensate: finalmente c’è  qualcuno che mi dirà se si può guarire definitivamente dall’ansia oppure  no.&lt;br /&gt;Okay. Le cose stanno così: dipende.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Scusate per il preambolo (che non è il massimo per una persona  ansiosa), arriverò subito al punto e poi approfondirò alcune cose.&lt;br /&gt;Prima di tutto non esiste un solo tipo di disturbi ansiosi e non esiste  una sola causa per l’ansia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le risposte dipendono in massima parte dal tipo di cura che si  intraprende, e da quanto tempo il disturbo d’ansia fa parte della vita  dell’individuo. Inoltre bisogna anche tenere presenti componenti  ansiogene facenti parte della personalità e di altri disturbi correlati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quindi quello che vi serve è una diagnosi. Dunque questa è la  risposta ufficiale. Una risposta più informale potrebbe essere: sì se  non fa parte della vostra personalità. Tenete conto che anche in questo  caso potrete abbassare il livello della vostra ansia fino a farlo  diventare un sottofondo invisibile e, se intraprenderete un percorso  curativo o autocurativo, potrete tenerlo sotto controllo praticamente  per sempre senza l’uso dei farmaci.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se invece l’ansia deriva da qualcosa di più specifico come un trauma  che potremmo definire lieve e in assenza di altre patologie più gravi,  allora diciamo che con un percorso curativo adatto in linea di massima  dovreste poter risolvere il problema, anche definitivamente. Fermo  restando, naturalmente, le eccezioni alla regola e la vostra motivazione  al cambiamento.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-2037798984908095443?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/2037798984908095443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=2037798984908095443' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2037798984908095443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2037798984908095443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/cure-definitive-per-lansia.html' title='Cure definitive per l&apos;ansia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-7539359292449077705</id><published>2010-05-13T01:48:00.000-07:00</published><updated>2010-05-13T01:48:00.209-07:00</updated><title type='text'>Il disturbo da attacchi di panico</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ma è vero che quando ci prende un attacco di panico vuol dire che  soffriamo di disturbo di panico? Non è detto che avere un attacco ogni  tanto siginfichi che soffriamo del disturbo associato. In parte questo  dipende dalla risposta alla domanda se abbiamo o no la preoccupazione  più o meno costante che si possa verificare il prossimo attacco. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La paura dell’attacco o, come è stata definita, la paura della paura,  è una costante quasi indiscindibile dal disturbo di panico. Ma il  manuale diagnostico delle cosiddette malattie psichiatriche avverte che,  per convenzione, diciamo che una persona soffre di disturbo di panico  anche se ha avuto quattro o più attacchi in un anno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Insomma se una persona ha meno di quattro attacchi in un anno e non  ha paura che possano tornare, perché dovrebbe farsi curare? Secondo le  convenzioni diagnostiche non soffre di disturbo di panico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un attacco può anche essere considerato un momento di riflessione  nella vita. Se ci pensate un attimo e chi lo ha avuto sa che è così, il  fatto di avere avuto un attacco che mima perfettamente i segnali di un  infarto, per esempio, la paura di morire, eccetera, e poi lo scoprire,  dopo gli accertamenti del caso, che si tratta solo di un attacco di  panico, induce ad alcune riflessioni  profonde della vita, del  significato delle cose quotidiane, degli affetti, della direzione in cui  stiamo andando e così via.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Certamente possiamo dire che si tratta “solo” di un attacco di panico  se abbiamo la fortuna che questo non si ripeta troppe volte e  conseguentemente non degeneri in un disturbo di panico. Nel caso in cui  questo non fosse che il primo di una serie di attacchi, allora gli  episodi non devono essere presi alla leggera, ed è molto meglio farsi  curare da subito che aspettare che il disturbo cronicizzi e diventi  parte (malata) della vita di una persona.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma se capita come prima volta allora prenderlo alla leggera può  essere la strategia migliore.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-7539359292449077705?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/7539359292449077705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=7539359292449077705' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7539359292449077705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7539359292449077705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/il-disturbo-da-attacchi-di-panico.html' title='Il disturbo da attacchi di panico'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1123209839062098096</id><published>2010-05-12T01:48:00.000-07:00</published><updated>2010-05-12T01:48:00.793-07:00</updated><title type='text'>Autoipnosi per curare l'ansia</title><content type='html'>&lt;p&gt;L’autoipnosi può essere impiegata con successo nella cura dell’ansia?  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;I disturbi d’ansia sono particolarmente adatti per l’ipnosi come  terapia, sia per via del fatto che l’ipnosi agendo sul sistema  parasimpatico, provoca un rilassamento generale del soggetto in trance,  sia per la natura dissociativa dell’ipnosi, capacità questa  particolarmente sviluppata in coloro i quali soffrono di disturbi  d’ansia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’ultima affermazione merita una discussione approfondita che sarà  fatta altrove. Per quanto riguarda l’ipnosi, c’è da fare i conti con la  conoscenza erronea ma diffusa della possibilità di perdere il controllo  in stato di trance. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La paura intrenseca nei soggetti ansiosi nei confronti di questa  credenza, fa sì che apparentemente per il soggetto ansioso sia più  difficile sviluppare una trance. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In realtà le cose non stanno così e, anzi, il soggetto ansioso che  vuole sinceramente rilassarsi troverà lo stato di trance molto più  facilmente raggiungibile e ancora più gratificante (per via  dell’eserienza di rilassamento che riescono finalmente a provare in uno  stato, sì modificato, ma vigile).&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1123209839062098096?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1123209839062098096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1123209839062098096' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1123209839062098096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1123209839062098096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/autoipnosi-per-curare-lansia.html' title='Autoipnosi per curare l&apos;ansia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-5718467400734362229</id><published>2010-05-11T00:47:00.000-07:00</published><updated>2010-05-11T00:47:00.298-07:00</updated><title type='text'>Il GAD - Disturbo d'Ansia Generalizzata</title><content type='html'>&lt;p&gt;Il disturbo d’ansia generalizzata, conosciuto anche come “GAD”,  (dall’inglese Generalized Anxiety Disorder), viene comunemente  conosciuto come disturbo a se stante dal manuale di riferimento mondiale  per i disturbi psichiatrici e psicologici, manuale noto con il nome di &lt;em&gt;manuale  diagnostico statistico&lt;/em&gt; o, più semplicemente, DSM IV-TR,  dall’inglese “Diagnostic Statistical Manual” versione IV, Text Revision.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Recentemente, sempre più esperti hanno cominciato ad esprimere dubbi  sulla legittimità di tale classificazione. Il GAD, essi dicono, non  presenta le caratteristiche di un disturbo a sé stante, per una serie di  motivi. Si veda per esempio il grafico nella figura al lato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma se non è un disturbo, allora, che cos’è? Un tratto di personalità,  sostengono tali studiosi. Se questa ipotesi fosse verificata, alcune  importanti conseguenze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il GAD non sarebbe curabile come malattia. Potrebbe solo essere  attenuato e circoscritto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non avrebbe più senso somministrare farmaci Antidepressivi come viene  fatto oggi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il GAD non dovrebbe più comparire tra i disturbi dell’ansia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-5718467400734362229?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/5718467400734362229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=5718467400734362229' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5718467400734362229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5718467400734362229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/il-gad-disturbo-dansia-generalizzata.html' title='Il GAD - Disturbo d&apos;Ansia Generalizzata'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-6549721537565215700</id><published>2010-05-10T00:46:00.000-07:00</published><updated>2010-05-10T00:46:00.173-07:00</updated><title type='text'>Fobie Semplici</title><content type='html'>&lt;p&gt;Le fobie si possono dividere in semplici (o specifiche), agorafobia e  fobia sociali. Questo secondo il manuale (il DSM IV-TR). In realtà,  tuttavia, presentano molte differenze, non soltanto riguardo l’oggetto  fobico, ma anche secondo modalità e problematiche. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per oggetto fobico, in questo caso voglio comprendere non solo gli  oggetti fisici veri e propri, ma anche situazioni, immagini, animali.  Nelle fobie può essere presente una forte paura, immotivata nei  confronti di qualcosa di conosciuto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ed è precisamente questo l’aspetto che differenzia la fobia  dall’ansia più propriamente detta o, in alcuni casi, dall’attacco di  panico. La fobia semplice, più specificamente, è irrazionale, spesso  riconosciuta tale anche da chi ne è colpito, ed il suo oggetto fobico, è  di per sé spesso innocuo, ma diventa terrificante solo per l’individuo  che soffre di questo disturbo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nella fobia semplice, in genere, viene riscontrata anche una  recondita e controversa ricerca dell’oggetto fobico da parte di tale  individuo. È una ricerca sottile e inconscia che fa in modo che la  persona si trovi alla fine sempre in un modo o in un altro vicino  all’oggetto fobico.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-6549721537565215700?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/6549721537565215700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=6549721537565215700' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6549721537565215700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6549721537565215700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/fobie-semplici.html' title='Fobie Semplici'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-3538518717501737092</id><published>2010-05-09T02:46:00.000-07:00</published><updated>2010-05-09T02:46:00.113-07:00</updated><title type='text'>L'ansia collettiva</title><content type='html'>&lt;p&gt;L’allarme terrorismo ha scatenato e scatena, in tutto il mondo  occidentale reazioni ansiose in una fetta della popolazione  relativamente larga. Quali sono le persone che più di altre soffrono di  ansia relativamente al pericolo degli attentati?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo una riflessione rapida, tutte quelle persone già sofferenti  di disturbo di ansia generalizzata sono sfortunatamente ottime candidate  per ricoprire il nuovo ruolo di persone ansiose per il terrorismo.  L’ansia per il terrorismo può assumere varie forme per varie situazioni.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per esempio nella metro, nella grandi città, soprattutto Roma, oppure  dove ci sono grandi raduni di persone come nelle manifestazioni,  concerti, eventi sportivi. E soprattutto, naturalmente, negli aerei e  negli aeroporti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le ultime disposizioni in materia di sicurezza, sicuramente dovute,  non fanno che aumentare l’ansia nelle persone di cui abbiamo parlato  prima. Dal 18 agosto del 2006,  il bagaglio a mano che è consentito ha  subito notevoli restrizioni per parecchie destinazioni. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mentre questo provvedimento fa rabbia (nei confronti dei terroristi,  per lo più) nella maggior parte dei passeggeri abituali e non, a tutta  quella fascia di persone già menzionate, il procedimento mette  soprattutto ansia. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ansia perché significa che “oggettivamente” viaggiare in aereo è  diventato più pericoloso, ansia perché non ci si può portare dietro le  cose che attenuano la sensazione fastidiosa (come la bottiglia d’acqua) e  ansia perché le persone cominciano ad avere l’impressione di avere  sempre meno controllo sul viaggio in sé.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-3538518717501737092?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/3538518717501737092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=3538518717501737092' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3538518717501737092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3538518717501737092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/lansia-collettiva.html' title='L&apos;ansia collettiva'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-7716845401193936898</id><published>2010-05-08T00:46:00.000-07:00</published><updated>2010-05-08T00:46:00.579-07:00</updated><title type='text'>L'Immaginazione Guidata</title><content type='html'>&lt;p&gt;Per combattere l’ansia esistono svariati metodi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;A parte quelli più ovvi come le varie psicoterapie, quello di cui  voglio parlare oggi è un metodo relativamente nuovo nella sua  delineazione attuale, ma sostanzialmente ben conosciuto all’interno di  altri trattamenti come alcune psicoterapie (ipnotica ericksoniana,  gestalt, cognitivo-comportamentale), il training autogeno, l’ipnosi  tradizionale. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Essenzialmente un operatore suggerisce al soggetto che ha gli occhi  chiusi, di trovarsi in un certo posto, di compiere alcune azioni e  descrive il contenuto di tale fantasia con tutti i particolari ritenuti  necessari affinché possa esserci un efficace risultato terapeutico. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Data la ridotta interattività tra operatore e soggetto terapeutico,  l’immaginazione guidata si presta particolarmente bene all’uso per così  dire “in differita” della guida dell’operatore e, pertanto, può essere  possibile l’uso di nastri pre-registrati con immaginazioni guidate  standard.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-7716845401193936898?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/7716845401193936898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=7716845401193936898' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7716845401193936898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7716845401193936898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/limmaginazione-guidata.html' title='L&apos;Immaginazione Guidata'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-8150835920104353162</id><published>2010-05-07T00:45:00.000-07:00</published><updated>2010-05-07T00:45:00.087-07:00</updated><title type='text'>Scopri se hai la fobia sociale</title><content type='html'>&lt;p&gt;I criteri per determinare che si tratta di fobia sociale sono i  seguenti:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Paura marcata di una situazione in cui si è posti a contatto con  persone non familiari o al possibile giudizio degli altri&lt;br /&gt;Di fronte alla situazione sociale temuta il soggetto risponde sempre con  ansia (panico, scoppi d’ira, irrigidendosi o sfuggendo dalla  situazione)&lt;br /&gt;Il soggetto riconosce che la paura è irrazionale&lt;br /&gt;Le situazioni temute vengono evitate o sopportate con ansia e disagio  intensi&lt;br /&gt;Gli effetti negativi riguardo la situazione temuta (l’evitamento,  l’ansia anticipatoria, il disagio) limitano il funzionamento del  soggetto nella sfera lavorativa, scolastica o sociale.&lt;br /&gt;Si è in presenza di un disturbo di fobia sociale se i fenomeni citati  non sono ascrivibili ad una condizione medica, all’uso di sostanze o ad  altro disturbo psichiatrico già diagnosticato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’ultimo punto, in particolare, ci dice che se siamo di fronte ad  attacchi di panico, ma questi derivano dalla situazione sociale per la  quale il soggetto sperimenta disagio, la diagnosi primaria non dovrebbe  essere quella di disturbo di panico, ma di fobia sociale.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-8150835920104353162?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/8150835920104353162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=8150835920104353162' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8150835920104353162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8150835920104353162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/scopri-se-hai-la-fobia-sociale.html' title='Scopri se hai la fobia sociale'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-3588904914257001986</id><published>2010-05-06T01:44:00.000-07:00</published><updated>2010-05-06T01:44:00.373-07:00</updated><title type='text'>Rimedi per l'Ansia</title><content type='html'>&lt;p&gt;E’ possibile combattere da soli l’ansia? Se non è troppo grave sì.  Altrimenti bisogna rivolgersi ad uno specialista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alcuni principi guida sono: mangiare poco, non passare molto tempo  davanti alla TV, fare un po’ di movimento fisico, leggere un libro.&lt;br /&gt;La cosa più importante che bisogna imparare a fare è imparare a vivere  il presente. Né il passato né il futuro, ma proprio il presente (Si veda  l’articolo “La preoccupazione per il futuro”).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vivendo il presente si evita di essere preoccupati dell’incertezza  legata al futuro e alle aspettative, delusioni, timori per fatti che  devono ancora accadere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quello che si dovrebbe cercare di fare, inoltre, è rallentare la  velocità e cominciare ad assaporare le sensazioni e le emozioni del  momento. Come fanno i bambini, per cui certi pomeriggi sono così lunghi  che sembrano non finire più, e riescono sempre ad entusiasmarsi per  delle cose che ai nostri occhi appaiono insignificanti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ecco, credo che se imparassimo a vedere il mondo e le nostre  esperienze con lo sguardo dei bambini, forse riusciremmo a vivere il  presente molto di più e con questa possibilità anche l’ansia  diminuirebbe di parecchio.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-3588904914257001986?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/3588904914257001986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=3588904914257001986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3588904914257001986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3588904914257001986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/rimedi-per-lansia.html' title='Rimedi per l&apos;Ansia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-5060217042030056453</id><published>2010-05-05T00:44:00.000-07:00</published><updated>2010-05-05T00:44:00.240-07:00</updated><title type='text'>Il futuro è ansia, il passato è depressione</title><content type='html'>&lt;p&gt;Se una persona passa troppo tempo pensando al passato, sia bello che  brutto, ha molte probabilità di essere depresso. Se una persona passa  troppo tempo pensando al futuro, anche questo sia bello che brutto, ha  molte probabilità di essere ansioso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bisogna cercare di vivere nel presente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo non significa che bisogna vivere alla giornata come se il  futuro non ci fosse o non ci riguardasse. Significa solo che non  dobbiamo sospendere la nostra vita finché un determinato obiettivo o  desiderio si realizzi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pensare costantemente ad ora ci permette di pianificare il nostro  futuro e di prepararlo con le nostre azioni e il nostro comportamento di  ora. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;è proprio nel momento presente che determiniamo il nostro futuro ed è  nel presente che che dobbiamo vivere la nostra preparazione di un  obiettivo futuro, coscienti del fatto che stiamo creando qualcosa ora,  ma non proiettati nel futuro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ un po’ come fare un viaggio (la preparazione di un obiettivo) per  arrivare in un posto (il nostro obiettivo). Il viaggio può essere lungo o  corto, confortevole o scomodo, breve o lungo. Questo dipende sempre da  noi stessi. Non mi riferisco ai fatti “obiettivi” in cui siamo vincolati  ma alla nostra percezione di tali fatti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-5060217042030056453?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/5060217042030056453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=5060217042030056453' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5060217042030056453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5060217042030056453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/il-futuro-e-ansia-il-passato-e.html' title='Il futuro è ansia, il passato è depressione'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1713932809643581293</id><published>2010-05-04T00:43:00.000-07:00</published><updated>2010-05-04T00:43:00.820-07:00</updated><title type='text'>L'Ansia Cattiva</title><content type='html'>&lt;p&gt;Anche se può sembrare strano, sulle prime, parlare di ansia buona,  forse è sufficiente richiamare alla mente che se ad una persona capita  di sentire qualcosa di strano, come un odore di bruciato in casa, questo  il più delle volte produce un tipo di ansia che definiamo buona in  quanto è circostanziale e soprattutto temporanea. Cioè scompare una  volta che il pericolo sia rientrato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’ansia diventa cattiva nel momento in cui:&lt;br /&gt;si attiva con qualcosa che non è un reale pericolo&lt;br /&gt;persiste oltre il tempo che l’organismo può tollerare senza comportare  un deterioramento nel sistema omeostatico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Prendiamo per esempio l’ansia da prestazione. Quando è poca, deriva  solo da quel momento specifico ed è temporanea, cioè scompare dopo la  prestazione medesima, allora è buona e serve a migliorare il rendimento  in fase di preparazione e in fase di performance.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quando è tanta, viene fatta crescere molto tempo prima della  performance ed è perciò duratura, allora porta l’organismo ad attivarsi  per un tempo troppo prolungato e si ha quella che Seyle definì sindrome  generale di adattamento, che porta, se costante, un abbassamento dei  livelli di efficacia del sistema immunitario.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1713932809643581293?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1713932809643581293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1713932809643581293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1713932809643581293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1713932809643581293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/lansia-cattiva.html' title='L&apos;Ansia Cattiva'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1327713410460683227</id><published>2010-05-03T00:44:00.000-07:00</published><updated>2010-05-03T00:44:00.263-07:00</updated><title type='text'>La Solitudine e l'Ansia</title><content type='html'>&lt;p&gt;Il grande numero di persone che siamo in grado di raggiungere (vedi  articolo “L’ansia nella nostra epoca”) nella nostra epoca fa sì che di  fatto ci sentiamo ancora più soli. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Paradossalmente, il fatto di venire a contatto con così tante  persone, opinioni e stili di vita diversi, provoca una sorta di  sovraccarico di scelte che ci rende ancora più difficile capire quale  sia la scelta giusta. Il fatto che la nostra epoca sia così ricca di  opportunità aumenta il nostro senso di inadeguatezza paragonandoci, per  esempio alle persone “normali” che riescono a diventare ricchi o famosi,  per esempio. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oppure ci sentiamo inadeguati per i troppi modelli a cui siamo  sottoposti quotidianamente dalla televisione, cinema, giornali. Le  pubblicità che vengono studiate con cura per rappresentare il sogno  segreto o palese delle persone “normali”, a volte non fanno altro che  far aumentare quel senso di insoddisfazione insito in ciascuno di noi  che viviamo in questa epoca dalle grandi opportunità. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con il risultato che quando usciamo per strada e siamo in mezzo alla  folla, al supermercato o nel traffico, qualcosa in noi si ribella e  nella nostra solitudine diventiamo ancora più soli, cominciamo a  prestare spasmodicamente attenzione al nostro interno, con lo stato  d’animo triste di chi cerca disperatamente una via di fuga e a volte  corriamo il rischio di avere un attacco di panico.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1327713410460683227?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1327713410460683227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1327713410460683227' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1327713410460683227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1327713410460683227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/la-solitudine-e-lansia.html' title='La Solitudine e l&apos;Ansia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-564644720242926448</id><published>2010-05-02T00:42:00.000-07:00</published><updated>2010-05-02T00:42:00.220-07:00</updated><title type='text'>L'Ansia Oggi</title><content type='html'>&lt;p&gt;Freud riteneva che il disagio dell’epoca in cui viveva, agli inizi  del secolo scorso, fosse dovuto essenzialmente all’eccesso di ordine e  alla repressione delle pulsioni. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Senza voler entrare nel merito di una delle teorie fondanti della  psicoanalisi, ovvero della teoria delle pulsioni, semplificando di molto  basti dire che una pulsione non è altro che un impulso fondamentale,  buono o cattivo, il cui scopo è, da un punto di vista biologico, la  sopravvivenza dell’individuo e della specie. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non sempre questo si traduce in un bisogno accettabile dal punto di  vista culturale, sociale o desiderabile in generale, per cui ciò che in  psicoanalisi viene chiamato “Io” deve costantemente mediare tra  l’impulso primordiale (la pulsione) da una parte e la non desiderabilità  di tale impulso (che può essere semplificata con un’altra istanza  chiamata “Super-Io”). Questa perenne lotta porta l’uomo, nella  concezione freudiana, a provare angoscia, tanto più forte quanto più  impellenti sono questi bisogni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi la sensazione d’angoscia si ritiene che sia dovuta ad altre  cause, prima fra tutte la solitudine. Paradossalmente, il fatto di  vivere in un mondo ricco e attento al benessere dei cittadini come  quello occidentale, non ci mette al sicuro dall’ansia portata dalla  solitudine.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oggi uno dei meccanismi di identificazione principali è ritenuto  essere il fatto di essere riconosciuto dagli altri. Il ruolo che  ciascuno di noi ricopre nella società, nei vari gruppi di appartenenza,  determina ciò che noi stessi pensiamo di noi, in misura maggiore di  quanto avveniva in passato, in quanto viviamo nell’epoca della  comunicazione. Oggi comunicare non è mai stato tanto facile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E’ addirittura relativamente facile, rispetto ad altri tempi, parlare  a milioni di persone ed essere riconosciuto da questi, attraverso la  televisione, in cui l’uomo della strada è in grado di crearsi un  personaggio ed essere riconosciuto per la strada proprio per quello che  fa e che dice in televisione.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-564644720242926448?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/564644720242926448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=564644720242926448' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/564644720242926448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/564644720242926448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/lansia-oggi.html' title='L&apos;Ansia Oggi'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-8110851788195918984</id><published>2010-05-01T00:41:00.000-07:00</published><updated>2010-05-01T00:41:00.704-07:00</updated><title type='text'>EMDR: cura per Traumi psicologici Gravi</title><content type='html'>&lt;p&gt;Da poco, praticamente meno di vent’anni, esiste una terapia  rivoluzionaria, il suo nome è EMDR. Sta per Eyes Movement  Desensitization and Reprocessing, che vuol dire Desensibilizzazione e  Rielaborazione con il Movimento degli Occhi, ma a dispetto del nome non  implica necessariamente il movimento degli occhi come momento importante  della terapia, ma si può fare anche in altri modi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Solo all’inizio la sua autrice, Francine Shapiro, pensava che il  movimento degli occhi fosse l’unico metodo per far sì che il cervello  avesse l’energia necessaria per rielaborare l’evento negativo, poi si è  scoperto che possono essere usate anche stimolazioni sensoriali tattili o  uditive.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel caso in cui si scelga il movimento oculare, il metodo consiste  nel sottoporre il paziente a diversi set di questi movimenti oculari  mentre è concentrato sulle emozioni negative. Poi si rifà il tutto  facendo concentrare il paziente sulle condizioni desiderabili. Ogni  volta si fa autovalutare al paziente sia il grado di disagio che il  grado in cui sente come veritiera la condizione desiderabile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche se ancora questo approccio risulta controverso, soprattutto tra  gli accademici, i risultati clinici sono piuttosto incoraggianti,  soprattutto nella cura del disturbo post traumatico da stress. Chi ha  subito un trauma, anche grave, come uno stupro, oppure è scampato alla  morte, o ha visto morire qualcuno da vicino, in molti casi può risultare  affetto da questo disturbo d’ansia. E se molte terapie non danno  risultati affatto, in questo campo, l’EMDR sembra essere quella che ha  la percentuale di successi più ampi, in parecchi studi comparati.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-8110851788195918984?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/8110851788195918984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=8110851788195918984' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8110851788195918984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8110851788195918984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/05/emdr-cura-per-traumi-psicologici-gravi.html' title='EMDR: cura per Traumi psicologici Gravi'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1144155758184549667</id><published>2010-04-30T09:28:00.000-07:00</published><updated>2010-04-30T11:29:50.100-07:00</updated><title type='text'>Le cause delle fobie</title><content type='html'>&lt;p&gt;Storicamente esistono due tipi di spiegazioni riguardo alla genesi  del disturbo di fobia specifica. Una spiegazione è di stampo  psicoanalitico, l’altra è di stampo comportamentale. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo la teoria psicoanalitica la fobia specifica ha la sua genesi  nell’infanzia. Quando un bambino prova una pulsione aggressiva nei  confronti di persone della sua famiglia, per esempio per una delle  figure genitoriali, nei casi in cui tale aggressività risulti  inaccettabile, questa viene trasformata e deviata verso un oggetto o un  animale, altrimenti innocuo, oppure che ha provocato uno spavento. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La pulsione inaccettabile avvenuta in età precoce, può così venire  rimossa dalla coscienza, dopodiché rimane a lungo nascosta finché un  trauma o un periodo di stress cronico non fa sì che venga di nuovo fuori  sotto forma di sintomo, cioè di fobia per quell’animale dell’infanzia  oppure ancora una volta trasformata ed indirizzata ad un altro oggetto o  animale. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo la teoria del comportamento, invece, la fobia è semplicemente  qualcosa che si impara. Guardando al comportamento, infatti, la  reazione di paura esagerata di fronte all’esposizione dell’oggetto  fobico, è qualcosa che esiste perché almeno in un’altra occasione (forse  in età evolutiva) abbiamo avuto quella stessa esposizione, seguita  forse da uno stimolo terrificante di per sé (stimolo incondizionato)  seguito dal nostro comportamento adeguato (la reazione di paura). &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il problema, secondo questa teoria, è che impauriti come eravamo dal  primo oggetto, di per sé innocuo (stimolo condizionato) non ci siamo mai  esposti nuovamente a questo, non potendo mai disapprendere la nostra  reazione errata (la forte paura inadeguata). &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In altre parole, evitando l’oggetto fobico non abbiamo mai potuto  vedere quanto fosse innocuo, e per di più corriamo il rischio di  lasciare in questo modo che la fobia si generalizzi ad altri oggetti e  contesti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1144155758184549667?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1144155758184549667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1144155758184549667' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1144155758184549667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1144155758184549667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2010/04/le-cause-delle-fobie.html' title='Le cause delle fobie'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-6514198415568226038</id><published>2008-06-16T14:42:00.002-07:00</published><updated>2008-06-16T14:43:14.628-07:00</updated><title type='text'>Come curare l'ansia in maniera naturale</title><content type='html'>L'ansia colpisce a livelli più o meno gravi il 50% della popolazione italiana. Due donne su tre. Per periodi brevissimi o per tempi lunghissimi, manifestandosi con diversi sintomi che possono andare dalla semplice inquietudine sino a malattie vere e proprie come la colite, l'insonnia. Spesso è accompagnata dalla depressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'ansia si guarisce, con l'ansia si può convivere. È dunque un fenomeno che possiamo definire complesso ma che per quello che costa, in termini privati e pubblici è certamente un tema di grande interesse. Avere l'ansia, significa vivere male, amare male, lavorare male, creare male. Grandissimi dibattiti e ricerche sono aperti sull'uso di diverse terapie, sia psicologiche, che farmacologiche o naturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come tante sono le forma d’ansia, tante possono essere le forme di cura, che si possono anche incrociare tra loro. In fitoterapia e in generale nelle terapie naturale, è data grande importanza, alle erbe officinali, all’alimentazione, agli oli essenziali, per affrontare l’ansia e i fenomeni ad essa legati. E voi ansiosi di questo blog, qual’è la vostra storia: benzodiazepine o camomilla ? Massaggio ayurvedico o terapia psicoanalitica ? Parliamone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-6514198415568226038?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/6514198415568226038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=6514198415568226038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6514198415568226038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6514198415568226038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2008/06/come-curare-lansia-in-maniera-naturale.html' title='Come curare l&apos;ansia in maniera naturale'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-5342603330336086288</id><published>2008-06-16T14:42:00.001-07:00</published><updated>2008-06-16T14:42:25.660-07:00</updated><title type='text'>Depressione, cura con incenso previene l'ansia</title><content type='html'>L'incenso potrebbe essere importante nella cura dell'ansia e, di conseguenza, nel prevenire possibili stati di depressione. Questa la conclusione di uno studio multicentrico condotto da alcuni ricercatori della Josh Hopkins University di Baltimora e della Hebrew University di Gerusalemme. In base ai dati ottenuti fino ad ora, pubblicati sulla rivista The FASEB Journal (The Federation of American Societies for Experimental Biology - Giugno 2008), una particolare sostanza rilasciata dall'incenso ardente è in grado di allevia l'ansia e la depressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sostanza utile per la cura dell'ansia è il franchincenso, un elemento dell'incenso costituito dalla resina della Boswellia, una pianta medicinale molto comune in Etiopia, in Egitto e nello Yemen. Secondo i ricercatori, l'incenso agisce su particolari aree del cervello coinvolte nelle emozioni riuscendo ad alleviare la depressione e gli stati d'ansia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una fase della sperimentazione, i ricercatori hanno iniettato in alcuni topolini una particolare molecola presente nel franchincenso, l'incensolo acetato. Dopo la somministrazione dell'incensolo acetato si è potuto osservare un fatto interessante, la molecola incrementava la produzione della proteina Trpv3, una proteina presente naturalmente nel cervello dei mammiferi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arieh Moussaieff, coordinatore dello studio condotto presso la Hebrew University di Gerusalemme, spiega che i risultati ottenuti indicherebbero l'incensole acetato, e i suoi derivati, come potenziale alternativa al trattamento farmacologico tradizionale nella cura della depressione e degli stati d'ansia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente i ricercatori non sono a conoscenza dell'esatto ruolo della proteina Trpv3, alcuni studiosi ritengono possa essere coinvolta nella capacità di percepire il calore e, secondo l'attuale ricerca, potrebbe essere anche responsabile del controllo dell'ansia e della depressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l'uso della molecola dell'incensolo acetato nella cura della depressione e dell'ansia bisognerà attendere i risultati di ulteriori ricerche che dimostrino l'efficacia anche sull'uomo. Per il momento possiamo continuare ad usarlo in modo tradizionale (bruciandolo), anche così favorisce il rilassamento e di conseguenza aiuta ad attenuare gli stati d'ansia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene nella "medicina alternativa" la resina della Boswellia (pianta dell'incenso) si è dimostrata efficace come antinfiammatorio, antireumatico (inibisce la 5 lipoossigenasi che stimola la produzione di leucotrieni), riduce il dolore ed il gonfiore articolare ed aiuta a ristabilire una buona funzionalità articolare, è bene ricordare che, per evitare spiacevoli effetti collaterali, è importante rivolgersi ad un omeopata autorizzato. Particolare cautela bisogna avere anche nel periodo della gravidanza, considerato che l'olio di incenso è emmenagogo (una sostanza che aumenta il flusso mestruale), è preferibile non farne uso soprattutto nei primi 3 mesi di gravidanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-5342603330336086288?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/5342603330336086288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=5342603330336086288' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5342603330336086288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5342603330336086288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2008/06/depressione-cura-con-incenso-previene.html' title='Depressione, cura con incenso previene l&apos;ansia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1864384049459293475</id><published>2008-06-16T14:37:00.000-07:00</published><updated>2008-06-16T14:42:09.270-07:00</updated><title type='text'>Mangiare fa bene ad ansia e depressione</title><content type='html'>Mangiare fa bene&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ad ansia e depressione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile sentirsi in colpa se, per superare momenti di tensione, ci si butta sul cibo. Mangiare è un'arma antistress prevista dalla Natura. Ricercatori dell'University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, Usa hanno dimostrato che i livelli dell'ormone della fame, grelina, si impennano non solo in risposta al bisogno di cibo, ma anche come reazione allo stress indotto da ansia e depressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il meccanismo funziona come un «pronto intervento» antistress, ma ha un effetto collaterale: il bisogno di mangiare di più e, di conseguenza, il rischio di ingrassare. Il sistema grelina «coordina le risposte allo stress nel loro complesso», ed è legato «all'umore e ai livelli di energia». In altre parole, mangiare rilassa e fa sentire più forti.&lt;br /&gt;PIERCING&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presto una direttiva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal Ministero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'episodio della donna di Merano in gravissime condizioni per essersi fatta appplicare un anellino al sopracciglio, al ministero del Lavoro e Salute si fa strada l'ipotesi di emanare una normativa nazionale sul piercing che fissi principi e criteri per l'esercizio di questa attività. Si ricorda inoltre alle Regioni la circolare ministeriale del 1999 su tatuaggi e piercing che prevede corsi di formazione obbligatori.&lt;br /&gt;BAMBINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pipì a letto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decalogo per i genitori&lt;br /&gt;Una percentuale tra il 5 e il 10% dei bambini presenta perdite di urina di giorno o di notte di carattere «funzionale». Emerge dal convegno all'ospedale Bambino Gesù di Roma, che ha riunito oltre 100 esperti mondiali. Rara ma più difficile da curare è l'incontinenza organica, causata da una malformazione congenita delle vie urinarie o del sistema nervoso (estrofia vescicale, anomalie anorettali, spina bifida). Dal convegno è uscito anche un utile decalogo: 1. parlare dell'incontinenza, senza vergogna, con il tuo dottore e i tuoi familiari; 2. sapere che è frequente (di giorno o notte): almeno 2 in una classe scolastica; 3. tenere presente che l'enuresi di notte è uno dei più pesanti fardelli per un bambino; 4. affrontare l'enuresi di notte solo dopo aver risolto eventuali problemi di giorno; 5. indagare la stitichezza; 6. spiegare bene cosa succede nella vescica (contrazioni sono causa di urgenza); 7. essere tolleranti (genitori) e mai punitivi 8. far bere per tutto il giorno, non solo la sera 9. far svuotare vescica e intestino in relax e con postura corretta; 10. incoraggiare il bambino e non farlo sentire solo.&lt;br /&gt;CERVELLO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messo a punto sistema&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per misurare il coma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricercatori dell'Università di Liegi hanno messo a punto un sistema per misurare il grado di attività cerebrale in persone che hanno subito un forte trauma al cervello. Ciò permetterebbe di costruire un metro che permetta di valutare la possibilità di recupero dei pazienti e anche la loro eventuale uscita dallo stato di coma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1864384049459293475?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1864384049459293475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1864384049459293475' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1864384049459293475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1864384049459293475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2008/06/mangiare-fa-bene-ad-ansia-e-depressione.html' title='Mangiare fa bene ad ansia e depressione'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-6764551672498059204</id><published>2007-03-16T09:26:00.001-07:00</published><updated>2007-03-16T09:26:32.320-07:00</updated><title type='text'>Perché i bravi ragazzi non piacciono alle donne?</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title"&gt;                          &lt;a href="http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/perch-i-bravi-ragazzi-non-piacciono.html"&gt;Perché i bravi ragazzi non piacciono alle donne?&lt;/a&gt;                      &lt;/h3&gt;           &lt;table align="right"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left"&gt; &lt;script type="text/javascript"&gt; google_ad_client = "pub-6056059112265656"; google_ad_width = 336; google_ad_height = 280; google_ad_format = "336x280_as"; google_ad_type = "text_image"; google_ad_channel = ""; google_color_border = "FFFFFF"; google_color_bg = "FFFFFF"; google_color_link = "3D81EE"; google_color_text = "000000"; google_color_url = "000000"; &lt;/script&gt; &lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt; &lt;/script&gt;&lt;iframe name="google_ads_frame" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/ads?client=ca-pub-6056059112265656&amp;dt=1174062258936&amp;amp;lmt=1172513581&amp;format=336x280_as&amp;amp;output=html&amp;url=http%3A%2F%2Fansiaedepressione.blogspot.com%2F2007%2F02%2Fperch-i-bravi-ragazzi-non-piacciono.html&amp;amp;color_bg=FFFFFF&amp;color_text=000000&amp;amp;color_link=3D81EE&amp;color_url=000000&amp;amp;color_border=FFFFFF&amp;ad_type=text_image&amp;amp;ref=http%3A%2F%2Fansiaedepressione.blogspot.com%2F&amp;cc=100&amp;amp;u_h=768&amp;u_w=1024&amp;amp;u_ah=734&amp;u_aw=1024&amp;amp;u_cd=32&amp;u_tz=60&amp;amp;u_his=2&amp;u_java=true&amp;amp;u_nplug=27&amp;u_nmime=108" marginwidth="0" marginheight="0" vspace="0" hspace="0" allowtransparency="true" frameborder="0" height="280" scrolling="no" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;     &lt;div class="post-body"&gt;       &lt;table id="paneldx" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Bravi ragazzi: troppo scontati e prevedibili?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Appuntamenti rimandati all'ultimo momento senza una spiegazione, ore passate a chiedersi perché lui è sparito all'improvviso, notti in bianco trascorse a piangere, ripensando a quella cosa che lui ha detto o ha fatto che ci ha ferito così tanto ... &lt;p&gt;Alcune persone finiscono per scegliere solo da partner sfuggenti e non disponibili sentimentalmente, mentre respingono con decisione partner affettuosi e disponibili a costruire qualcosa. Queste persone amano solo chi non le ama e desiderano solo chi non li desidera. I partner affidabili e sinceri, i cosiddetti "bravi ragazzi" vengono considerati noiosi e scontati mentre gli uomini inaffidabili e sfuggenti vengono visti come partner eccitanti e affascinanti. I "bravi ragazzi" non interessano perché percepiti come troppo "normali": si sta bene in loro compagnia, ma non ci sono brividi, non c'è passione e non ci sono emozioni forti. Il batticuore e i brividi si provano invece per gli altri, uomini complicati e imprevedibili del cui amore non si è mai certe. Uomini che hanno sicuramente meno qualità ma che hanno il grande merito di farci sentire vive. E allora che fare? Rinunciare alla passione oppure vivere un rapporto passionale ma che ci fa soffrire?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Perché i partner inaffidabili affascinano di più?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;In genere, le storie difficili sono accompagnate da un grande coinvolgimento fisico ed emotivo: sono storie di "pancia" dove l'attrazione fisica e il sesso sono intensi e sconvolgenti. Ma tutto questo coinvolgimento ha poco a che fare con la vera intimità,un sentimento che presuppone una profonda fiducia nell'altro, e molto a che fare con il desiderio per quello che non si può avere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La passione, infatti, si nutre di incertezza e di fantasia e nelle relazioni difficili la componente immaginativa gioca un ruolo di primo piano. Sul partner irraggiungibile (perché sposato con un'altra, non disponibile sentimentalmente, ecc) si possono proiettare tutte le nostre fantasie senza confrontarle con i limiti della realtà. Per esempio, all'uomo taciturno e sfuggente posso attribuire chissà quali pensieri profondi e immaginare che abbia chissà quante cose da dire, mentre se lo conoscessi meglio di più, potrei scoprire che non è così interessante come credevo. Proprio perché è una relazione instabile, dove manca una vera quotidianità e una vera condivisione, io posso fantasticare sul che come sarebbe se (se lui lasciasse finalmente la moglie/ si rendesse conto di amarmi/ trovasse un lavoro, ecc). Ma a volte la fantasia è molto più eccitante della realtà:niente routine, niente calzini sporchi da raccogliere, niente discussioni sulle bollette da pagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutta questa attività di fantasia non è possibile con il "ragazzo della porta accanto" o comunque con una persona raggiungibile e disponibile. Proprio perché lo conosciamo bene, ci sembra che non possa riservarci nessuna sorpresa. Non c'è mistero: sappiamo di piacergli, sappiamo quello che pensa e che vuole, come sappiamo di poter contare sempre su di lui. Dal momento che abbiamo un rapporto reale con lui, non possiamo averne un immagine idealizzata: lo vediamo in modo spassionato e realistico, con tutti i suoi difetti e i suoi limiti. Lui ci sembra una persona molto positiva che stimiamo e che rispettiamo, ma certo non all'altezza del principe azzurro dei nostri sogni. Nessuno visto da vicino è così straordinario, ma tutti, conosciuti meglio siamo almeno un po'ordinari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;La fantasia dell'"io ti salverò/ io ti conquisterò".&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Le relazioni impossibili sono eccitanti proprio perché si basano sua sfida inconscia: quella di riuscire a conquistare, far innamorare o salvare l'altro. Molte donne si innamorano del potenziale inespresso di un uomo e sognano di farlo sbocciare grazie al loro amore incondizionato. Così nell'uomo affettivamente freddo, vediamo qualcuno che non è stato amato abbastanza ma che ha tantissimo amore da dare e a cui noi possiamo insegnare ad amare. Nel playboy vediamo un uomo che non ha ancora incontrato la persona giusta (noi!) e sogniamo di farlo innamorare, riuscendo dove le altre hanno fallito. Nell'irresponsabile vediamo qualcuno non è mai stato incoraggiato e che grazie al nostro aiuto, può iniziare a credere in se stesso. L'elenco potrebbe continuare a lungo: è questa sfida, questo desiderio di farcela ad ottenere quello che vogliamo che conferisce alle relazioni impossibili quell'elemento di suspence ed eccitazione. Elemento che invece manca nelle relazioni "normali" quelle in cui non c'è bisogno di dimostrare niente perché lui è "nostro" e ci ama. Tutto questo può sembrare ad una donna che ama troppo, qualcosa di troppo facile, troppo tranquillo, troppo scontato e quindi noioso e banale. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Imprevedibilità ed eccitazione.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Le relazioni impossibili sono caratterizzate da una tempesta di emozioni che ci fa sentire un giorno in paradiso e il giorno dopo all'inferno. In genere gli uomini che soffrono di problematiche della sfera affettiva hanno degli atteggiamenti contradditori: alternano dei gesti affettuosi (pochi) a dei comportamenti freddi e insensibili (la maggioranza del tempo). E'proprio questa alternanza di comportamenti a provocare delle forti emozioni: i pochi gesti gentili vengono, per contrasto con il comportamento di abituale disinteresse, apprezzati tantissimo. Come il bianco vicino al nero spicca e sembra ancora più chiaro, i momenti belli della storia, in confronto con i numerosi momenti brutti, sembrano fantastici e vengono vissuti in modo amplificato. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al contrario le costanti attenzioni e la disponibilità di un fidanzato o di un uomo innamorato vengono date per scontate e considerate troppo prevedibili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una paziente spiegava così la sua motivazione di lasciare il suo fidanzato per un uomo inaffidabile e infedele:" G. (il fidanzato) mi dava sempre il 100%, faceva per me moltissime cose ma io non lo apprezzavo, anzi non ci facevo quasi più caso. Però quando capitava che non riuscisse a darmi il 100% e mi dava, per esempio, l'80% io mi arrabbiavo e mi risentivo perché ormai mi ero abituata alle sue attenzioni. Le consideravo un mio diritto. Invece P. (l'altro) mi dava solo il 10% e non si sarebbe mai sognato di fare per me quello che faceva il mio fidanzato. Ma quando mi dava il 30%, beh, allora era fantastico!".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con il bravo ragazzo non c'è suspence: telefona quando ha detto che avrebbe chiamato, mantiene le sue promesse, dice quello che pensa. Con lui non bisogna arrovellarsi per sapere se è veramente uscito con gli amici o con un'altra donna o tormentarsi per cercare di capire quello che prova per noi. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Può sembrare strano, ma sono proprio l'imprevedibilità, la tensione, l'attrazione per quello che non si può avere, che caratterizzano i rapporti difficili, a creare un clima di eccitazione che favorisce il sesso e la passione. Ed è questa una delle ragioni per cui gli amori impossibili sono molto coinvolgenti dal punto di vista sessuale. Se la persona amata è poco disponibile e sfuggente, i momenti con lei vengono vissuti con grande intensità: ogni incontro è un incontro rubato, potrebbe essere l'ultimo. In una relazione "più tranquilla" l'intensità emotiva è sicuramente minore: proprio perché non ci sono abissi di dolore, non ci possono essere neanche delle vette di gioia. La relazione offre un dolce senso di benessere e di appagamento a cui ci si abitua anche fin troppo facilmente e che viene interpretato come "mancanza di emozioni", "noia" o "troppa tranquillità". Ma è davvero così? Le cose più importanti per noi, spesso sono quelle a cui pensiamo di meno: per esempio, alla nostra salute. Nessuno apprezza&lt;b&gt; &lt;/b&gt;veramente il fatto di essere sano prima di essere stato malato. E spesso ci accorgiamo del valore di una cosa o di una persona solo quando la perdiamo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Quando il cuore ti porta in una direzione sbagliata..&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;In molti casi, le relazioni impossibili cominciano sulla spinta di una potente motivazione istintuale e questo spiega perché siano così coinvolgenti e sconvolgenti. L'altra persona ci attrae perché vediamo in lei la possibilità di sanare le nostre ferite emotive e di prenderci una rivincita sul passato. Nelle relazioni più sane c'è meno proiezione, si vede l'altro per la persona che è e meno per la persona che vorremmo che fosse, e quindi c'è meno passione e meno pathos. Ma non sempre seguire l'"attrazione di pelle" è la cosa migliore perché il nostro inconscio ha un lato oscuro e può portarci a scelte distruttive. Una donna, per esempio, si innamorava solo da uomini con problematiche di alcool o droga. Invitata ad una festa, in una sala piena di gente si sentì fortemente attratta da un uomo per scoprire parlando con lui, che era appena uscito da una comunità per tossicodipendenti! Il suo inconscio, in sala piena di uomini, l'aveva portata a flirtare con l'unico tossicodipendente presente alla festa! Nelle scelte amorose l'attrazione gioca un ruolo fondamentale, ma deve essere bilanciata con la razionalità. L'amore e la passione sono due sentimenti che all'inizio possono assomigliarsi, ma mentre l'amore presuppone anche stima, rispetto, fiducia nell'altro, la passione può essere una cieca attrazione per una persona che non stimiamo e di cui non ci fidiamo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dottoressa Anna Zanon&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;table align="right"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;              &lt;/div&gt;     &lt;div class="post-footer"&gt;     &lt;p class="post-footer-line post-footer-line-1"&gt;       &lt;span class="post-author"&gt;                    Pubblicato da S                &lt;/span&gt;        &lt;span class="post-timestamp"&gt;                    alle                    &lt;a class="timestamp-link" href="http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/perch-i-bravi-ragazzi-non-piacciono.html" title="permanent link"&gt;17.03&lt;/a&gt;                         &lt;/span&gt;        &lt;span class="post-comment-link"&gt;                &lt;/span&gt;                 &lt;span class="post-backlinks post-comment-link"&gt;                  &lt;/span&gt;        &lt;span class="post-icons"&gt;                                             &lt;span class="item-control blog-admin pid-1806082798"&gt;       &lt;a href="post-edit.g?blogID=1902972755936861833&amp;amp;postID=1519701509307519944" title="Modifica post"&gt;         &lt;span class="quick-edit-icon"&gt; &lt;/span&gt;       &lt;/a&gt;     &lt;/span&gt;           &lt;/span&gt;       &lt;/p&gt;        &lt;p class="post-footer-line post-footer-line-2"&gt;       &lt;span class="post-labels"&gt;                &lt;/span&gt;       &lt;/p&gt;             &lt;/div&gt;                       &lt;div class="comments" id="comments"&gt;     &lt;a name="comments"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="sidebar-wrapper"&gt;&lt;div class="sidebar section" id="sidebar"&gt;&lt;div class="widget BlogArchive" id="BlogArchive1"&gt;&lt;div class="widget-content"&gt;&lt;span class="widget-item-control"&gt;&lt;span class="item-control blog-admin"&gt;&lt;a class="quickedit" href="rearrange?blogID=1902972755936861833&amp;widgetType=BlogArchive&amp;amp;widgetId=BlogArchive1&amp;action=editWidget" onclick="'return" target="configBlogArchive1" title="Modifica"&gt;&lt;span class="quick-edit-icon"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;     &lt;/a&gt;   &lt;/span&gt;   &lt;/span&gt;       &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;       &lt;/div&gt;               &lt;div class="clear"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-6764551672498059204?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/6764551672498059204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=6764551672498059204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6764551672498059204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6764551672498059204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/03/perch-i-bravi-ragazzi-non-piacciono.html' title='Perché i bravi ragazzi non piacciono alle donne?'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-207007284624767966</id><published>2007-03-16T09:25:00.001-07:00</published><updated>2007-03-16T09:25:58.305-07:00</updated><title type='text'>COME AFFRONTARE L'ANSIA DA PRESTAZIONE SESSUALE</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title"&gt;                          &lt;a href="http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/come-affrontare-lansia-da-prestazione.html"&gt;COME AFFRONTARE L'ANSIA DA PRESTAZIONE SESSUALE&lt;/a&gt;                      &lt;/h3&gt;           &lt;table align="right"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left"&gt; &lt;script type="text/javascript"&gt; google_ad_client = "pub-6056059112265656"; google_ad_width = 336; google_ad_height = 280; google_ad_format = "336x280_as"; google_ad_type = "text_image"; google_ad_channel = ""; google_color_border = "FFFFFF"; google_color_bg = "FFFFFF"; google_color_link = "3D81EE"; google_color_text = "000000"; google_color_url = "000000"; &lt;/script&gt; &lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt; &lt;/script&gt;&lt;iframe name="google_ads_frame" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/ads?client=ca-pub-6056059112265656&amp;dt=1174062260452&amp;amp;lmt=1172513581&amp;format=336x280_as&amp;amp;output=html&amp;url=http%3A%2F%2Fansiaedepressione.blogspot.com%2F2007%2F02%2Fcome-affrontare-lansia-da-prestazione.html&amp;amp;color_bg=FFFFFF&amp;color_text=000000&amp;amp;color_link=3D81EE&amp;color_url=000000&amp;amp;color_border=FFFFFF&amp;ad_type=text_image&amp;amp;ref=http%3A%2F%2Fansiaedepressione.blogspot.com%2F&amp;cc=100&amp;amp;u_h=768&amp;u_w=1024&amp;amp;u_ah=734&amp;u_aw=1024&amp;amp;u_cd=32&amp;u_tz=60&amp;amp;u_his=2&amp;u_java=true&amp;amp;u_nplug=27&amp;u_nmime=108" marginwidth="0" marginheight="0" vspace="0" hspace="0" allowtransparency="true" frameborder="0" height="280" scrolling="no" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt; 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Per tale motivo, quando non viene vissuta con tranquillità, sorgono problemi sia psicologici che fisici.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;   &lt;tr&gt;&lt;td style="padding-left: 4px; font-size: 12px;" colspan="2"&gt;&lt;span class="testo_autore"&gt;  Dott.ssa Maria Rosa Greco&lt;br /&gt;Psicologo clinico e Psicoterapeuta della Gestalt&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;   &lt;tr&gt;     &lt;td colspan="2" style="padding: 0px;"&gt;         &lt;div class="articolo" align="center"&gt;         &lt;table style="width: 100%;"&gt;           &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;             &lt;td style="padding: 4px; text-align: justify; font-size: 12px;" class="testo"&gt;                             La vita sessuale di un individuo contribuisce a mantenere il suo equilibrio psico-fisico.&lt;br /&gt;Per tale motivo, quando non viene vissuta con tranquillità, sorgono problemi sia psicologici che fisici.&lt;br /&gt;Voglio citare &lt;b&gt;Alexander Lowen&lt;/b&gt;, padre della Bioenergetica, per descrivere un tipo di atteggiamento che egli definisce &lt;b&gt;“sofisticazione sessuale”&lt;/b&gt;. Sono analisi che risalgono a qualche anno fa, ma le trovo ancora molto attuali, infatti, nelle modalità di approccio alla sessualità adottate da molte persone, in questi anni di esperienza, ho trovato e continuo a trovare frequentemente elementi che si inseriscono con facilità nel tipo di comportamento sopra definito appunto come “sofisticazione sessuale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si differenzia dalle altre il &lt;b&gt;”sofisticato sessuale”&lt;/b&gt;? La persona sessualmente sofisticata, in genere, conosce le varie tecniche sessuali, si vanta di non avere inibizioni riguardo la propria vita erotica, è un appassionato di letteratura sexy ed è sessualmente emancipato, almeno a parole. Questi atteggiamenti, infatti, capita spesso che non siano associati ad una equilibrata attività sessuale, la quale, invece, si contraddistingue in questi individui perché segnata da &lt;b&gt;ansia di insuccesso nelle “prestazioni”&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, considerare come una prestazione l’espressione della propria vita sessuale implica il trovarsi ad affrontare una vera e propria prova, con tutto l’insieme di sfaccettature che seguono il concetto di “prova”, come, ad esempio, la paura di non riuscire e di non saper soddisfare l’altro o l’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò, ovviamente, provoca l’incapacità del sapere vivere con naturalezza il piacere sessuale, senza per forza finalizzarlo e associarlo a sentimenti interiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fino a non molto tempo fa l’ansia da prestazione era espressione soprattutto del mondo maschile, perlopiù ansia legata alla paura di non avere erezioni o di avere eiaculazioni precoci, ai giorni nostri la medesima ansia è sempre più condivisa anche dal mondo femminile, stato emotivo legato alla difficoltà di raggiungere l’orgasmo (prima considerata assolutamente normale) o alla paura di non essere in grado di soddisfare i desideri del partner.&lt;br /&gt;             &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;table align="right"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;              &lt;/div&gt;&lt;div id="sidebar-wrapper"&gt;&lt;div class="sidebar section" id="sidebar"&gt;&lt;div class="widget BlogArchive" id="BlogArchive1"&gt;&lt;div class="widget-content"&gt;&lt;span class="widget-item-control"&gt;&lt;span class="item-control blog-admin"&gt;&lt;a class="quickedit" href="rearrange?blogID=1902972755936861833&amp;widgetType=BlogArchive&amp;amp;widgetId=BlogArchive1&amp;action=editWidget" onclick="'return" target="configBlogArchive1" title="Modifica"&gt;&lt;span class="quick-edit-icon"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;       &lt;/div&gt;               &lt;div class="clear"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-207007284624767966?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/207007284624767966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=207007284624767966' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/207007284624767966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/207007284624767966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/03/come-affrontare-lansia-da-prestazione.html' title='COME AFFRONTARE L&apos;ANSIA DA PRESTAZIONE SESSUALE'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1504124992232247539</id><published>2007-03-16T09:20:00.000-07:00</published><updated>2007-03-16T09:25:04.503-07:00</updated><title type='text'>Come affrontare l’ansia e la paura</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title"&gt;                          &lt;a href="http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/come-affrontare-lansia-e-la-paura.html"&gt;Come affrontare l’ansia e la paura&lt;/a&gt;                      &lt;/h3&gt;           &lt;table align="right"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left"&gt; &lt;script type="text/javascript"&gt; google_ad_client = "pub-6056059112265656"; google_ad_width = 336; google_ad_height = 280; google_ad_format = "336x280_as"; google_ad_type = "text_image"; google_ad_channel = ""; google_color_border = "FFFFFF"; google_color_bg = "FFFFFF"; google_color_link = "3D81EE"; google_color_text = "000000"; google_color_url = "000000"; &lt;/script&gt; &lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt; &lt;/script&gt;&lt;iframe name="google_ads_frame" src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/ads?client=ca-pub-6056059112265656&amp;dt=1174062261764&amp;amp;lmt=1172513581&amp;format=336x280_as&amp;amp;output=html&amp;url=http%3A%2F%2Fansiaedepressione.blogspot.com%2F2007%2F02%2Fcome-affrontare-lansia-e-la-paura.html&amp;amp;color_bg=FFFFFF&amp;color_text=000000&amp;amp;color_link=3D81EE&amp;color_url=000000&amp;amp;color_border=FFFFFF&amp;ad_type=text_image&amp;amp;ref=http%3A%2F%2Fansiaedepressione.blogspot.com%2F&amp;cc=100&amp;amp;u_h=768&amp;u_w=1024&amp;amp;u_ah=734&amp;u_aw=1024&amp;amp;u_cd=32&amp;u_tz=60&amp;amp;u_his=2&amp;u_java=true&amp;amp;u_nplug=27&amp;u_nmime=108" marginwidth="0" marginheight="0" vspace="0" hspace="0" allowtransparency="true" frameborder="0" height="280" scrolling="no" width="336"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;     &lt;div class="post-body"&gt;       &lt;p&gt;&lt;span style="font-family: verdana; font-size: 85%;"&gt;&lt;i&gt;Rassicurare anche con il contatto fisico&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="15" width="1" /&gt;Se ci sembra che il malato sia in una condizione di ansia o di paura, possiamo rassicurarlo spiegandogli che capiamo quello che prova, ma che non c'è nulla di cui preoccuparsi. Se sembra che il malato non capisca quello che stiamo dicendo, possiamo forse stringergli una mano, oppure mettergli un braccio attorno alle spalle. Nel caso di allucinazioni che lo spaventano, è meglio non far finta di vederle, ma nemmeno cercare di convincerlo che non esistono.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="20" width="1" /&gt;&lt;span style="font-family: verdana; font-size: 85%;"&gt;&lt;i&gt;Rispondere ai sentimenti che esprime&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="15" width="1" /&gt;I malati di demenza possono avere difficoltà ad esprimersi: quello che dicono può non essere la vera causa dell'ansia o della paura. Per esempio, se il malato è spaventato e continua a chiedere: «Quanto tempo?», possiamo intenderlo come "Quanto tempo manca al pranzo?". Invece potrebbe significare "Quanto tempo rimani fuori?" oppure "Quanto tempo riuscirai ancora ad aver cura di me?". Meglio conosciamo il malato, tanto più facile sarà capire che cosa cerca veramente di dire. Possiamo comunque sempre rispondere all'emozione che esprime, dandogli sicurezza e dimostrandogli quanto è importante per noi.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="20" width="1" /&gt;&lt;span style="font-family: verdana; font-size: 85%;"&gt;&lt;i&gt;Se possibile, distrarre il malato&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="15" width="1" /&gt;È esperienza comune che se si riesce a distrarre il malato, egli dimentica la paura o l'ansia. È invece spesso difficile conoscerne la ragione, ma se crediamo di sapere quale sia la causa alla base della sua inquietudine, possiamo per prima cosa cercare di rimuoverla (ad esempio togliendo un soprammobile, un poster o uno specchio, riducendo il numero delle persone presenti nella camera, migliorando l'illuminazione per eliminare le ombre, ecc.). In alternativa, può essere utile allontanare il malato dalla possibile situazione di paura.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="20" width="1" /&gt;&lt;span style="font-family: verdana; font-size: 85%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="sidebar-wrapper"&gt;&lt;div class="sidebar section" id="sidebar"&gt;&lt;div class="widget BlogArchive" id="BlogArchive1"&gt;&lt;div class="widget-content"&gt;&lt;span class="widget-item-control"&gt;&lt;span class="item-control blog-admin"&gt;&lt;a class="quickedit" href="rearrange?blogID=1902972755936861833&amp;widgetType=BlogArchive&amp;amp;widgetId=BlogArchive1&amp;action=editWidget" onclick="'return" target="configBlogArchive1" title="Modifica"&gt;&lt;span class="quick-edit-icon"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;     &lt;/a&gt;   &lt;/span&gt;   &lt;/span&gt;       &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;       &lt;/div&gt;               &lt;div class="clear"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1504124992232247539?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1504124992232247539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1504124992232247539' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1504124992232247539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1504124992232247539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/03/come-affrontare-lansia-e-la-paura.html' title='Come affrontare l’ansia e la paura'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-235380145473793658</id><published>2007-02-26T10:11:00.000-08:00</published><updated>2007-04-13T04:52:45.876-07:00</updated><title type='text'>Cenni sul Training Autogeno per sconfiggere lo stress</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Attualmente, noi viviamo                                      in un' epoca caratterizzata da fatica, &lt;a href="http://ansiaedepressione.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;stress&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;                                      e tensioni che fanno ormai parte della nostra                                      vita quotidiana. Sembra quindi impossibile                                      concedere qualche pausa di rilassamento al                                      nostro corpo e alla nostra mente. Eppure il                                      &lt;a href="http://ansiaedepressione.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Training Autogeno&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (T.A.) è stato studiato                                      apposta per questo, e consente di raggiungere                                      il totale rilassamento fisico e psichico,                                      aiutandoci a ritrovare l'autostima, tramite                                      una serie di esercizi da svolgere mentalmente                                      e assumendo (come vedremo più avanti)                                      delle ben determinate posizioni. Il training                                      autogeno è un po' come un'isola su                                      cui potete rifugiarvi quando avete bisogno                                      di staccare la spina, di riprendere contatto                                      con i vostri desideri, di liberarvi dallo                                      stress; é un "metodo di autodistensione";                                      é una tecnica di rilassamento profondo                                      che porta ad allontanarsi temporaneamente                                      dalla realtà. Immaginate che il vostro                                      atteggiamento abituale sia come un vestito:                                      il training autogeno vi permette di toglierlo                                      per un momento e di vedere cosa c'è                                      sotto. Vi permette cioè di percepire                                      le sensazioni che provereste se non foste                                      pressati da doveri, impegni e necessità.                                      Fuggire ogni tanto sull'isola è un                                      modo per diventare più padroni di sé,                                      che è la condizione indispensabile                                      per sopportare e superare le tensione o per                                      prendere decisioni importanti. La strada che                                      porta su quest'isola è fatta di facili                                      esercizi che coinvolgono soprattutto il pensiero:                                      niente ginnastica, basta ripetere nella mente                                      alcune frasi con la massima concentrazione.                                      Le parole che direte (per esempio "Mi                                      rilasso" o "Le mie gambe sono pesanti")                                      susciteranno in voi sensazioni fìsiche                                      come pesantezza, calore o freschezza, che                                      vi faranno raggiungere uno stato di calma                                      psichica e di rilassamento muscolare. E come                                      se, con il pensiero, faceste un massaggio                                      al vostro corpo e alla vostra anima: più                                      spesso ripetete questo massaggio, più                                      ne sentirete i benefici. Chi pratica con costanza                                      il training diventa meno sensibile agli stimoli                                      stressanti, quelli che a lungo andare provocano                                      vari disturbi, dalle contrazioni muscolari                                      (in particolare nella zona delle spalle),                                      alla tachicardia. Perche gli esercizi siano                                      efficaci, però, dovete imparare a eseguirli                                      correttamente. Dovete addestrarvi con costanza                                      e fiducia. E poi potrete farli ovunque vi                                      troviate, anche in ufficio..&lt;br /&gt;                                   Richiedono poco tempo, basta avere una sedia                                      e trovare un angolo un po'appartato. &lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Lo stress&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;Al giorno d’oggi, lo                                      stress è la malattia del secolo: sono                                      stressati gli impiegati, le mamme, gli studenti,                                      i nonni e perfino i bambini.&lt;br /&gt;                                   Lo stress, se presente in giusta quantità,                                      è NECESSARIO alla nostra vita: infatti,                                      se immaginiamo di dover affrontare un esame,                                      è lo stress che ci spinge a dare il                                      meglio di noi per ottenere una prestazione                                      ottimale. E’ però necessario                                      tenerlo sotto controllo perché non                                      diventi nocivo.&lt;br /&gt;                                   Lo stress è un messaggio del nostro                                      corpo che va ascoltato: solo così capiremo                                      cosa il nostro corpo vuole comunicarci e potremo                                      fare un passo in direzione del nostro benessere                                      personale. &lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;La medicina Psico-somatica,                                      attribuisce allo stress una vasta gamma di                                      sintomi e di reazioni fisiologiche. Gli stimoli                                      che danno origine allo stress, possono essere                                      di varia natura: rumore, suoni, luce, caldo,                                      freddo, tensioni familiari, relazioni difficili                                      e disturbate,angosce, paure, ecc.&lt;br /&gt;                                   Il nostro organismo risponde allo stress in                                      3 fasi:&lt;/p&gt;                                                                  &lt;blockquote&gt;                                    &lt;div align="justify"&gt; &lt;strong&gt;1) DI ALLARME&lt;/strong&gt;:                                      in questa fase il nostro organismo riconosce                                      lo stimolo (per esempio la ventola rumorosa                                      di un computer) e cerca di adeguarsi ad esso.                                      Così “sentiremo” il rumore                                      continuo e fastidioso solo se qualcuno ce                                      lo farà notare.&lt;/div&gt;                                   &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;2) DI RESISTENZA&lt;/strong&gt;:                                      in questa seconda fase, che segue a quella                                      di allarme, il nostro corpo e la nostra psiche                                      intervengono attraverso una serie di reazioni                                      che coinvolgono tutto il nostro sistema per                                      cercare di “combattere” il fastidioso                                      rumore.&lt;/div&gt;                                   &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;3) DI ESAURIMENTO&lt;/strong&gt;:                                      in questa ultima fase, se lo stimolo stressante                                      persiste, l’organismo esaurisce le energie                                      richiamate per fare resistenza, e si instaurano                                      delle risposte organiche e psicologiche complesse                                      quali: ansia, panico, insonnia, depressione,                                      affaticamento, cefalea, palpitazioni, sudore,                                      perdita di memoria o di concentrazione, tensione                                      muscolare, disturbi sessuali (vaginismo, impotenza,                                      eiaculazione precoce), ecc.&lt;br /&gt;                                 &lt;/div&gt;                                 &lt;/blockquote&gt;                                                                     &lt;p align="justify"&gt;Trascurare i sintomi da stress,                                      in molti casi può portare ad una cronicizzazione                                      dei disturbi.&lt;br /&gt;                                   Se avvertite i sintomi elencati nella fase                                      di esaurimento, se siete irascibili e vi alterate                                      per nulla, se faticate a prendere sonno mentre                                      la vostra mente continua a “pensare”,                                      il Training Autogeno vi può essere                                      di grande aiuto. La causa è in genere                                      psico-somatica, ovvero un insieme di reazioni                                      psicologiche ed organiche associate.&lt;br /&gt;                                   La terapia quindi, non può rivolgersi                                      esclusivamente alla cura di un aspetto tralasciando                                      l’altro: man mano che la cura “allevia”                                      le cause più profonde del nostro malessere,                                      anche i sintomi esteriori andranno via via                                      scomparendo. &lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Cos'è il Training                                      Autogeno?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;Il Training Autogeno, ideato                                      da J.H. Schultz, è il più famoso                                      metodo di autodistensione e di rilassamento,                                      finalizzato al recupero energetico, ad eliminare                                      ansia,insonnia, stress, ed utilizzato per                                      aumentare le prestazioni psicofisiche in ogni                                      settore. Un allenamento regolare al T.A. è                                      inoltre indicato per curare numerose patologie                                      psicosomatiche, e può essere utilizzato                                      per liberare le forze di autoguarigione, superare                                      blocchi e difficoltà mentali, eliminare                                      abitudini nocive e dipendenze (fumo, alcol,                                      bulimia, ecc.).&lt;br /&gt;                                   Il T.A. è inoltre uno strumento utile                                      alle persone “sane” nella vita                                      di tutti i giorni per riscoprire, conservare                                      e migliorare la propria capacità di                                      essere individui armonici e sereni.&lt;br /&gt;                                   Lo stress, la depressione, la nevrosi, l’insonnia,                                      l’irritabilità, il panico, sono                                      parole entrate nel linguaggio quotidiano e                                      che richiedono un’urgenza di intervento.&lt;br /&gt;                                   La DISTENSIONE è divenuta un’esigenza.&lt;br /&gt;                                   &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;                                   &lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Il Training Autogeno: Per                                      cosa e per chi&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Quali problemi risolve&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                                   Con il T.A. si impara ad avere più                                      sicurezza e fiducia, ad essere più                                      calmi e distesi ed a scaricare meno le tensioni                                      sui vari organi, infatti si hanno efficaci                                      interventi sui disturbi psicosomatici.&lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;A causa di disagi psicologici,                                      spesso si hanno i seguenti disturbi:&lt;br /&gt;                                   -gastro-intestinali (ulcera, colite, gastrite,                                      stitichezza, diarrea, calcolosi);&lt;br /&gt;                                   -respiratori (asma, rinite, bronchite);&lt;br /&gt;                                   -della pelle (irritazione cutanea, eczema);&lt;br /&gt;                                   -dell'attenzione (cefalea, insonnia);&lt;br /&gt;                                   -cardiocircolatori (tachicardia, ipertensione);&lt;br /&gt;                                   -sessuali (frigidità, impotenza, eiaculazione                                      precoce).&lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;A chi serve in Training                                      Autogeno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                                   A tutti e sempre.&lt;br /&gt;                                   Non serve solo a chi sta male, ma anche a                                      chi sta bene, per imparare a stare meglio.&lt;br /&gt;                                   A chi desidera potenziare al massimo le proprie                                      prestazioni sia fisiche che mentali, nel lavoro,                                      nello studio e nei rapporti.&lt;br /&gt;                                   Il T.A. ha la funzione di far raggiungere                                      alle persone una situazione di benessere fisico                                      e psichico; serve per aiutare a vivere meglio                                      lo stress della vita quotidiana, ad avere                                      una visione più positiva dei problemi.&lt;br /&gt;                                   &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;                                   &lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;A me che sono adulto, servirebbe                                      perchè...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                                   - &lt;a href="http://ansiaedepressione.blogspot.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sono ansionso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                                   - Sono depresso&lt;br /&gt;                                   - Sono stanco senza motivo&lt;br /&gt;                                   - Sono più triste di quanto non sarebbe                                      giusto&lt;br /&gt;                                   - Soffro di insonnia&lt;br /&gt;                                   - Mangio troppo&lt;br /&gt;                                   - Bevo troppo&lt;br /&gt;                                   - Mangio poco&lt;br /&gt;                                   - Mangio normalmente ma ingrasso&lt;br /&gt;                                   - Mi sveglio durante la notte&lt;br /&gt;                                   - Mi sveglio stanco come se non avessi dormito&lt;br /&gt;                                   - Somatizzo, cioè soffro di disturbi                                      di tipo psicogeno&lt;br /&gt;                                   - Mi sento fragile e insicuro&lt;br /&gt;                                   - Ho paura del futuro&lt;br /&gt;                                   - Ho paura della solitudine&lt;br /&gt;                                   - Ho paura delle malattie e della morte&lt;br /&gt;                                   - Sono introverso e faccio fatica a stabilire                                      rapporti sociali&lt;br /&gt;                                   - Considero la mia vita ormai inutile&lt;br /&gt;                                   - Non ho più desideri sessuali&lt;br /&gt;                                   - Non sopporto più mia moglie/mio marito&lt;br /&gt;                                   - Sono irritabile e permaloso&lt;br /&gt;                                   - Soffro di ipertensione arteriosa&lt;br /&gt;                                   - Soffro di malattie della pelle&lt;br /&gt;                                   - Soffro di incontinenza "nervosa"&lt;br /&gt;                                   - Desidero migliorare il mio benessere psicofisico                                      ed avere una piacevole sensazione di me stesso.&lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;A me che sono giovane,                                      gioverebbe per uno dei seguenti motivi...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                                   - Migliorare la capacità di memorizzazione                                      e di concentrazione&lt;br /&gt;                                   - Migliorare il rendimento scolastico&lt;br /&gt;                                   - Migliorare il rendimento sportivo&lt;br /&gt;                                   - Migliorare il rendimento lavorativo&lt;br /&gt;                                   - Migliorare il mio aspetto estetico&lt;br /&gt;                                   - Superare la timidezza&lt;br /&gt;                                   - Sentirmi meno stanco e più vitale&lt;br /&gt;                                   - Sentirmi più sicuro di me stesso                                    &lt;br /&gt;                                   - Avere un rapporto migliore con gli altri&lt;br /&gt;                                   - Migliorare il mio rapporto di coppia&lt;br /&gt;                                   - Risolvere i miei disturbi psicosomatici&lt;br /&gt;                                   - Superare l'ansia e le paure.&lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Come sportivo dovrei                                      apprenderlo per...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                                   - Controllare meglio il mio tono muscolare&lt;br /&gt;                                   - Recuperare più in fretta le energie&lt;br /&gt;                                   - Controllare l'emotività prima della                                      gara&lt;br /&gt;                                   - Imparare a visualizzare il percorso o le                                      varie fasi della gara&lt;br /&gt;                                   - Saper padroneggiare e dosare lo sforzo atletico&lt;br /&gt;                                   - Prefiggermi dei risultati precisi da conseguire&lt;br /&gt;                                   - Mantenere inalterato il senso di fiducia                                      nelle mie possibilità.&lt;/p&gt;                                   &lt;p align="justify"&gt;Coraggio e autostima sono                                      le componenti essenziali per l'attività                                      sportiva ed esse si conseguono se si riesce                                      a plasmare la personalità con i corretti                                      "atteggiamenti positivi".&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-235380145473793658?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/235380145473793658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=235380145473793658' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/235380145473793658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/235380145473793658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/cenni-sul-training-autogeno-per.html' title='Cenni sul Training Autogeno per sconfiggere lo stress'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-102767913956228626</id><published>2007-02-26T10:10:00.001-08:00</published><updated>2007-02-26T10:10:35.447-08:00</updated><title type='text'>Interpretazione dei sogni</title><content type='html'>&lt;table bgcolor="#f0f0f0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" align="center" height="29" valign="middle"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr valign="top"&gt;&lt;td rowspan="3" align="left" height="107"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://www.psychologyreaders.it/img/sogni.jpg" alt="Continua a sognare di Lorna Cordwell" height="131" width="200" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;td align="left" height="41" width="65%"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Conosciamo  veramente l'importanza dei nostri sogni? Solo poche persone la conoscono. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr valign="top"&gt;&lt;td align="left" height="39" width="65%"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Al  giorno d'oggi ci disinteressiamo di cio'&lt;br /&gt;che non e' misurabile o logico.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr valign="top"&gt;&lt;td align="left" height="49" width="65%"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000099;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Considerando  che passiamo una gran parte della nostra vita sognando, dovremmo dare ai nostri  sogni un ruolo piu' prominente.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="88"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;La  ricerca sulla psiche umana ci mostra che ( anche se non ci atteniamo ad un modello  della mente che include l'inconscio ), c'e' una parte della mente che si preoccupa  di cio' di cui non siamo consapoveli a livello cosciente. I nostri ricordi, convinzioni,  le funzioni corporali, le attitidini etc.etc., sono imma gazinate e pronte ad  entrare nella nostra coscienza quando noi ne abbiamo bisogno.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="120"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Freud  diceva che i sogni sono la strada maestra al nostro inconscio. Allo stesso modo,  Fritz Perls sostiene che sono la strada maestra all'integrazione. I due studiosi  asseriscono che per la nostra salute psichica, abbiamo bisogno di portare alla  coscienza quelle emozioni, e sentimenti che a volte si celano dietro i nostri  pensieri negativi o bizzarri. Comprendendo i messaggi che il nostro inconscio  ci manda, noi abbiamo una migliore comprensione di noi stessi. Terapie e metodi  di analisi usano strumenti diversi cercano di ottenere questa comprensione.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr align="left" valign="top"&gt;&lt;td colspan="2" height="119"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Uno  degli strumenti che io uso e' l'analisi dei sogni in ipnosi. Nelle mie sedute  di ipnoterapia, io ed il cliente lavoriamo in uno dei seguenti due modi. Guardiamo  ad un sogno specifico che la persona porta in terapia, di solito perche' il sogno  angosciante, affascinante o perche' sembra avere un significato.&lt;br /&gt;Oppure induciamo  nuovi sogni sotto ipnosi, per dare alla persona una direzione quando si incontrano  ostacoli che impediscono la comprensione nel corso della terapia.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr align="left" valign="top"&gt;&lt;td colspan="2" height="71"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;Le  tecniche di rilassamento sono usate in diversi campi della psicologia umana, ad  esempio nel trattamento di pazienti depressi. In questi casi devono essere intese,  non come alternativa agli approcci tradizionali alla depressione, ma come uno  strumento addizionale della terapia.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="121"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Sulla  base della mia esperienza mi sento di poter dire che il nostro inconscio non comunica  per vie logiche, e che a noi viene insegnato di pensare logicamente, i messaggi  inconsci devono essere affrontati in maniera diversa. Nella teoria della memoria  di Milton Erickson, lo stato ipnotico essendo piu' vicino allo stato di sonno  che a quello di veglia, ci permette di ricordare i nostri sogni facilmente, dal  momento che la nostra parte inconscia riconosce la seduta terapeutica come un'opportunita'  per lasciar passare il messaggio.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="70"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;In  ipnosi, i pensieri coscienti dell'individuo possono riposarsi ed il terapista  puo' mantenere una comunicazione chiara con i processi del pensiero inconscio.  Di solito il terapista lavoro intuitavamente, aiutando la persona a scoprire il  significato del messaggio in arrivo.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="99"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Io  non interpreto i sogni delle persone. Non consulto il dizionario dei sogni e non  baso il mio lavoro sul significato generale di immagini e simboli che i miei pazienti  sognano. Io ritengo che tutti possano scoprire il significato dei propri sogni.  D'altro canto i nostri sogni sono unici per noi, ed anche se facessimo esattamente  lo stesso sogno di un'altra persona, il significato ed il messaggio potrebbero  essere completamente diversi.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="86"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Spesso,  lo stato ipnotico, essendo uno stato di rilassamento favorisce un diverso livello  di consapevolezza, che e' gia' sufficiente di per se'.Grazie alla guida del terapista  si puo' comprendere il significato del messagio del sogno. Inoltre, lo stato ipnotico  permette prolungamenti lucidi del sogno originale, o permette nuovi strumenti  di interpretazione.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="100"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Alcune  persone soffrono di sogni ricorrenti o spaventosi. E' un peccato che alcuni di  noi abbiano ancora paura dell'inconscio, percependolo come un luogo buio e pericoloso,  tanto da non voler esplorare i messaggi che si celano dietro i nostri sogni. Di  solito i sogni ricorrenti sono quelli che facciamo quando non ascoltiamo il nostro  inconscio, e questo continua a bussare alla nostra porta nella speranza che noi  prima o poi ce ne accorgiamo.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="69"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;Quando  cominciamo il lavoro interiore, i nostri sogni possono aiutarci da aprirci in  modo completo a noi stessi, facendoci iniziare un viaggio di trasparenza ed integrazione,  guidandoci in un luogo di pace interiore, conoscenza e comprensione.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="98"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Sotto  ipnosi, una singola seduta puo' rivelare il messaggio di un sogno.&lt;br /&gt;Una volta  che la persona comincia ad esplorare i diversi elementi , esaminando il significato  ed il messaggio in ogni sua parte, la paura o l'ansia del sogno svaniscono immediatamente.  Essere inseguiti dal mostro, non fa piu' paura quando ci si mette nella pelle  del mostro e ci si lascia andare ai suoi pensieri ed emozioni.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="132"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Io  consiglio di tenere un diario. Una volta svegli se avete deciso di richiamare  alla mente i vostri sogni, potrete farlo facilmente. E' consigliabile trascrivere  i sogni subito appena svegli. Questo non solo ci dara' l'opportunita' di farlo  a mente fresca, ma impedira' anche alla parte cosciente di interpretarli a modo  proprio, cambiadone i messaggi per renderli meno efficaci. Io tengo un diario  da anni. Non contiene solo descrizioni scritte, ma anche disegni, simboli, poesie.  La nostra vera creativita' puo' aprirsi e crescere attraverso i sogni. I musicisti  spesso sognano la musica ed i pittori quadri.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="35"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Non  aver paura dei messaggi dall'inconscio, sono uno splendido arazzo da tessere ed  interpretare.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="40"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;LORNA  CORDWELL per &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.psychologyreaders.it/indice.htm"&gt;www.psychologyreaders.it&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;indirizzo e-mail  : &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="mailto:hypno.therapy@mac.com"&gt;hypno.therapy@mac.com&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="24"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Traduzione  di Daniele Teti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-102767913956228626?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/102767913956228626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=102767913956228626' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/102767913956228626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/102767913956228626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/interpretazione-dei-sogni.html' title='Interpretazione dei sogni'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-4175146195273557682</id><published>2007-02-26T10:05:00.000-08:00</published><updated>2007-02-26T10:09:25.017-08:00</updated><title type='text'>Tecniche per ridurre lo stress</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#be0000;"&gt;&lt;br /&gt;                  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Come premesso la prima domanda da farsi è: cosa                   può aver originato lo stress? Se si tratta di fattori esterni                   come eventi importanti o difficoltà di relazioni può essere                   efficace una tecnica basata sul pensiero positivo o sulla                   visualizzazione. Qualora lo stress sia un fenomeno a più                   lungo termine possono essere d'aiuto interventi sul sistema                   di vita o piccoli assestamenti nell'organizzazione                   giornaliera.&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;                  &lt;b&gt;&lt;span style="color:#be0000;"&gt;Tecniche mentali&lt;br /&gt;                  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Si tratta di sistemi che controllano lo stress nel                   caso ad originarlo siano eventi specifici o un generale stato                   ansioso: ansia prima di un discorso, esami, performance,                   eventi spiacevoli.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;                  &lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;                    &lt;li&gt;                       &lt;p align="left"&gt;Anticipare lo stress. I sistemi migliori sono prepararsi                       all'evento, provare a riprodurre la situazione,                       analizzare cosa in particolare lo causi e in ultima                       analisi evitare la situazione stressante, qualora sia                       possibile                     &lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                       &lt;p align="left"&gt;Ridurre l'importanza dell'evento. Nel caso ci siano                       prospettive di una promozione, di un ritorno economico o                       di una crescita personale si può generare stress, è                       quindi necessario sminuire la situazione. Concentrarsi                       così più sulla qualità che non sui vantaggi eventuali e                       convincersi che l'opportunità non è unica ma può                       ripresentarsi.                     &lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                       &lt;p align="left"&gt;Ridurre l'incertezza. Se non si ha idea di cosa si                       stia prospettando il rimedio è di chiarire, laddove è                       possibile, ciò che lascia perplessi.                     &lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                       &lt;p align="left"&gt;Visualizzare. È un metodo molto efficace di ridurre lo                       stress, spesso unito a tecniche di rilassamento fisico. Si                       tratta di immaginare un posto nel quale ci si trovi                       particolarmente a proprio agio o di evocare un ricordo                       piacevole.&lt;br /&gt;                     &lt;br /&gt;                                       &lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/span&gt;&lt;/ul&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;                  &lt;i&gt;                   &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Pensiero positivo&lt;br /&gt;                  &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;Non sentirsi all'altezza, dubitare delle proprie                   capacità, aspettarsi un fallimento imminente, tutti                   comportamenti piuttosto comuni. Per fronteggiarli è opportuno                   innanzitutto prendere coscienza di quello che passa per la                   testa e in seconda battuta cercare di eliminare i pensieri                   negativi. Il tutto può essere agevolato trascrivendo i propri                   pensieri per aumentare la consapevolezza e ricorrendo alle                   cosiddette affermazioni positive.&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;                  &lt;i&gt;&lt;b&gt;Meditazione&lt;br /&gt;                  &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;Oltre alla visualizzazione di cui abbiamo già parlato                   esistono altre tecniche di meditazione ugualmente efficaci.&lt;br /&gt;                  In generale si tratta di tecniche che permettono di fissare la                   propria attenzione su qualcosa di specifico allentando così i                   pensieri. Le più comuni sono: respirazione&lt;i&gt;, &lt;/i&gt;fissare un                   oggetto , concentrarsi su un suono&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;                  &lt;b&gt;&lt;span style="color:#be0000;"&gt;Tecniche fisiche&lt;br /&gt;                  &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Sono particolarmente utili quando la causa                   principale di stress viene dal nostro organismo: eccessiva                   tensione muscolare o iperproduzione di adrenalina.&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;                  &lt;i&gt;&lt;b&gt;Esercizio fisico&lt;br /&gt;                  &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;Oltre a migliorare la salute e ridurre lo stress                   contribuisce a rilassare la tensione muscolare e aiuta a                   dormire. La sua azione positiva si esercita sulla circolazione                   sanguigna, sull'attività neuronale, sull'aumentato                   rilascio di endorfine.&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;                  &lt;i&gt;&lt;b&gt;Rilassamento muscolare&lt;br /&gt;                  &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;Tecnica che consiste nel tendere un gruppo muscolare                   per contrarlo il più possibile, quindi mantenere i muscoli in                   uno stato di tensione per qualche secondo e infine ritornare                   alla condizione di partenza. Il lavoro può essere fatto su                   singole zone o su tutto il corpo.&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;                  &lt;i&gt;&lt;b&gt;Controllo del respiro&lt;br /&gt;                  &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;È un approccio di rilassamento molto comune, unito a                   rilassamento muscolare, visualizzazione e meditazione per                   ridurre lo stress.&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;                  &lt;i&gt;&lt;b&gt;Biofeedback&lt;br /&gt;                  &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;Questo sistema si basa sull'uso di sensori                   elettronici che rilevano lo stress, i risultati vengono poi                   espressi tramite un grafico o dall'intensità di suono                   emessa da microfoni collegati. Si tratta anche di una verifica                   diretta, l'unica esistente, dell'efficacia di tecniche                   anti-stress. I tre metodi più utilizzati sono:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;                &lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;                  &lt;li&gt;                     &lt;p align="left"&gt;temperatura cutanea                   &lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                     &lt;p align="left"&gt;conducibilità elettrica cutanea                   &lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;                     &lt;p align="left"&gt;attività muscolare elettrica                 &lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/span&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-4175146195273557682?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/4175146195273557682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=4175146195273557682' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/4175146195273557682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/4175146195273557682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/tecniche-per-ridurre-lo-stress.html' title='Tecniche per ridurre lo stress'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-2341764383393428633</id><published>2007-02-22T11:41:00.002-08:00</published><updated>2007-02-22T11:42:07.238-08:00</updated><title type='text'>Lo yoga</title><content type='html'>Per vincere i propri timori e liberarsi dall'ansia, talvolta, gli psicoterapeuti invitano i pazienti a partecipare a sedute di &lt;a href="http://salute.virgilio.it/itinerari/437_yoga.html"&gt;yoga&lt;/a&gt;. E' una tecnica che trova le sue origini in tempi antichissimi. Serve per rilassarsi e soprattutto concentrarsi sul corpo e sui messaggi che invia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppo spesso, infatti, si è distratti dagli stimoli esterni. Se fatto con metodo e costanza lo yoga può far ritrovare una grande forza interiore combattendo tutti i fattori che procurano tensione. Nella tecnica yoga mente e corpo lavorano insieme.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-2341764383393428633?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/2341764383393428633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=2341764383393428633' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2341764383393428633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2341764383393428633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/lo-yoga.html' title='Lo yoga'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-8289893421601908779</id><published>2007-02-22T11:41:00.001-08:00</published><updated>2007-02-22T11:41:32.747-08:00</updated><title type='text'>Tecniche di rilassamento</title><content type='html'>&lt;table bg cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%" style="color:#f0f0f0;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr valign="top"&gt;&lt;td rowspan="2" align="left" height="107"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://www.psychologyreaders.it/img/relax.jpg" alt="Daniele Teti: tecniche di rilassamento" height="133" width="200" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;td align="left" height="58" width="65%"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;Il  rilassamento viene definito come uno&lt;br /&gt;stato psico-fisico nel quale l'individuo  si sente sollevato dalla tensione. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr valign="top"&gt;&lt;td align="left" height="54" width="65%"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;Raggiungere  uno stato di rilassamento significa quindi essere in grado di controllare il livello  di eccitazione, in modo tale da essere in grado di liberarsi dalla tensione.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="39"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;Quando  lo stress condiziona il normale funzionamento della persona il rilassamento puo'  essere utile al ristabilimento dell'equilibrio.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="74"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;Molte  persone usano il rilassamento perche' lo trovano di aiuto nel ridurre il livello  di stress, condizione necessaria per seguire una vita salutare. Noi tutti molto  spesso siamo cosi' presi dalla nostra routine quotidiana da essere incapaci di  riconoscere alcuni dei sintomi premonitori, tra questi citiamo:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr align="left" valign="top"&gt;&lt;td colspan="2" height="84"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;-  Ansia&lt;br /&gt;- Stanchezza&lt;br /&gt;- Irritabilita'&lt;br /&gt;- Aumento del consumo di nicotina  e/o alcol&lt;br /&gt;- Disturbi del sonno&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr align="left" valign="top"&gt;&lt;td colspan="2" height="67"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;Le  tecniche di rilassamento sono usate in diversi campi della psicologia umana, ad  esempio nel trattamento di pazienti depressi. In questi casi devono essere intese,  non come alternativa agli approcci tradizionali alla depressione, ma come uno  strumento addizionale della terapia.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="52"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;In  psicologia dello sport gli atleti imparano a rilassarsi per poter convivere con  lo stress della competizione. Uno stato di rilassamento deve diventare la risposta  alla tensione che scaturisce nel pre-gara.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="56"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;In  psicologia clinica le tecniche di rilassamento vengono usate con i pazienti e/o  clienti per sollevarli dallo stress emotivo ed insegnargli a mantenersi concentrati  sulla strada che porta alla risoluzione dei problemi.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="70"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;Il  rilassamento si e' dimostrato molto utile anche nel trattamento di vari disturbi  psicosomatici quali: mal di testa, insonnia, ipertensione, asma.&lt;br /&gt;Alcune ricerche  evidenziano un miglioramento della memoria dopo un periodo di utilizzo di tecniche  di rilassamento.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr bg style="color:#cccccc;"&gt;&lt;td colspan="2" height="20"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;&lt;i&gt;Cosa  succede durante una seduta di rilassamento?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="82"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;-  Il metabolismo rallenta&lt;br /&gt;- L'afflusso di sangue a muscoli e cuore diminuisce&lt;br /&gt; - Aumenta il trasporto di ossigeno al cervello&lt;br /&gt;- Le pupille si restringono&lt;br /&gt; - Il sistema nervoso centrale si libera dallo stato di eccitazione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="70"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;In  oriente le tecniche di rilassamento sono note da secoli. I maestri di yoga le  praticavano come un aspetto molto importante della loro disciplina.&lt;br /&gt;L'occidente  al contrario, ha mostrato uno scarso interesse fino a tempi piuttosto recenti  allo studio di mente e corpo come sistema unico ed interagente.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="68"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;Un  contributo fondamentale allo studio del rilassamento fu portato dal professor  J. H. Schultz il quale sviluppo' un metodo chiamato Training Autogeno. Si tratta  di uno stato di leggero trance autoindotto attraverso tecniche di autosuggestione,  il quale porta ad uno stato di rilassamento fisico e mentale.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="70"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;Dopo  Schultz, molti psicologi e medici hanno cominciato ad usare le tecniche di rilassamento  in aggiunta alle terapie di tipo convenzionale. Grazie al crescente interesse  nel campo, oggi sappiamo che tecniche diverse possono essere adattate a diverse  tipi di personalita'.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr bg style="color:#cccccc;"&gt;&lt;td colspan="2" height="20"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#0033ff;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Pronti  a rilassarvi?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="39"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;I  due esempi che seguono li suggeriamo come tecniche di rilassamento da sperimentare  quando avete tempo da dedicare a voi stessi.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="21"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;Prima  di iniziare vi consigliamo di prepare l'ambiente:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="68"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;-  Sedete su una sedia comoda o sdraiatevi sul divano&lt;br /&gt;- Abbassate la luce&lt;br /&gt; - Mettetevi in una posizione confortevole&lt;br /&gt;- Indossate abiti comodi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr bg style="color:#cccccc;"&gt;&lt;td colspan="2" height="20"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;ESERCIZIO  DI RESPIRAZIONE CONTROLLATA&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="197"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;-  Chiudete gli occhi&lt;br /&gt;- Fate un respiro profondo, contando lentamente fino a  tre&lt;br /&gt;- Trattenete il respiro per tre secondi&lt;br /&gt;- Espirate lentamente contando  fino a cinque&lt;br /&gt;- Usate il naso per inalare, la bocca per espirare&lt;br /&gt;- Concentratevi  sula respirazione e provate a fare l'esercizio per dieci minuti&lt;br /&gt;- Mentre espirate  cercate di liberare la vostra mente da problemi e preoccupazioni&lt;br /&gt;- In questo  esercizio possiamo distinguere una parte attiva ed una passiva che corrispondono  a inspirare ed espirare&lt;br /&gt;- Esercitatevi per pochi giorni e scoprirete come  sia facile raggiungere un stato di rilassamento.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr bg style="color:#cccccc;"&gt;&lt;td colspan="2" height="21"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;RILASSAMENTO  MUSCOLARE PROGRESSIVO&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="114"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#000066;"&gt;Cominciate  a respirare lentamente e profondamente. Se volete potete usare l'esercizio descritto  in precedenza.&lt;br /&gt;Lo scopo di questa tecnica e' di raggiungere il rilassamento  tendendo e rilassando alcuni gruppi muscolari. Ad esempio potete iniziare stringendo  i pugni per cinque secondi per poi aprirli e rilassare la muscolatura.&lt;br /&gt;Potete  quindi proseguire con altre parti del corpo: piedi, gambe, stomaco, spalle, collo,  mandibole, occhi.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2" height="24"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;"&gt;Dr.  Daniele Teti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-8289893421601908779?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/8289893421601908779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=8289893421601908779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8289893421601908779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8289893421601908779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/tecniche-di-rilassamento.html' title='Tecniche di rilassamento'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-6730953611173654283</id><published>2007-02-22T11:40:00.000-08:00</published><updated>2007-02-22T11:41:07.687-08:00</updated><title type='text'>Come Rilassarsi</title><content type='html'>&lt;h2 class="subtitle"&gt;Tratto dal nuovo libro, &lt;i&gt;Io amo meditare,&lt;/i&gt; di Swami Kriyananda&lt;/h2&gt;   &lt;p class="nohead"&gt;Il modo migliore per rilassare il corpo è cominciare col tenderlo, poiché così facendo potrai distribuire uniformemente il flusso di tensione dalla testa ai piedi. In questo modo, quando poi rilasserai i muscoli, se ne saranno andate anche tensioni che nemmeno sapevi di avere.&lt;/p&gt;    &lt;p&gt; Questo procedimento è utile anche in caso di tensione emotiva. Molto spesso possiamo liberarci da un'emozione solo quando ha raggiunto l'apice della sua intensità, poiché prima non era ancora abbastanza definita perché potessimo metterla a fuoco chiaramente. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt; Anche le nostre debolezze psicologiche sono difficili da affrontare finché sono sostenute da un'energia mentale debole. Una persona può sembrare del tutto innocua, fino a quando la buona salute e la rinnovata energia non fanno emergere improvvisamente in lei una vena di meschinità che era in agguato da sempre. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le crisi spirituali e le prove della vita sono una benedizione, nel senso che contribuiscono a mettere "sotto tensione" i nostri difetti, rendendoci più consapevoli della loro esistenza. La calma accettazione che annuncia il superamento di una prova è spesso accompagnata dalla liberazione da quella debolezza. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per raggiungere uno stato di rilassamento fisico, necessario per poter meditare profondamente, dapprima tendi e poi rilassa tutto il corpo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per cominciare, fai alcuni respiri lenti e profondi per liberare il sangue dall'eccesso di anidride carbonica. Se hai abbastanza tempo, esegui questo esercizio:&lt;br /&gt; 1) inspira, contando mentalmente fino a 12&lt;br /&gt; 2) trattieni il respiro, contando fino a 12&lt;br /&gt; 3) espira, sempre contando fino a 12. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt; Ripeti da 6 a 12 volte, poi inspira profondamente e tendi tutto il corpo, non di colpo ma gradatamente, con tensione bassa, media e infine alta. Tendi con forza sufficiente a far vibrare tutto il corpo. Poi espira velocemente e rilassa ogni tensione. Ripeti ancora una o due volte. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Da qui in avanti, è importante che tu mantenga il corpo immobile. All'inizio può esserti difficile stare seduto perfettamente fermo, abituato come sei a muoverti di continuo; nel momento in cui decidi di stare immobile, è probabile che ti assalga il bisogno irrefrenabile di muoverti! Tuttavia, più a lungo riesci a mantenere il corpo completamente immobile, più ti sarà facile continuare a farlo. La tua irrequietezza fisica svanirà dopo cinque minuti o poco più e ben presto potrai apprezzare quella sensazione di libertà dalla coscienza del corpo. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt; Ricorda, essere legato ai muscoli significa essere schiavo del corpo. Getta via mentalmente il corpo e soffermati sul pensiero dello spazio. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Visualizzati circondato di spazio: spazio tutt'intorno a te; spazio che penetra lentamente nel tuo corpo attraverso i pori della pelle, come una purissima luce evanescente; spazio che permea il tuo corpo e lo rilassa completamente. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Di tanto in tanto, controlla mentalmente che il corpo sia ancora rilassato. Concentrati sulle tensioni che senti, visualizzando spazio o pura luce in quei punti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt; Oppure, se senti che tutto il corpo sta diventando teso, inspira nuovamente, tendi il corpo, espira con forza e rilassati. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Anche il rilassamento mentale è importante. Non puoi meditare profondamente - anzi, non puoi meditare affatto - se la mente è tesa. Tra le cause principali di tensione mentale ci sono sentimenti di ostilità, rabbia e competitività, come pure il desiderio di esercitare il potere, in un modo o nell'altro, sulle persone o sugli avvenimenti. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt; Per rilassare la mente, concentra la tua attenzione nel cuore. Immagina in quel punto una pura luce bianca. Visualizza raggi di amore e di armonia che si irradiano da quella luce nel mondo intorno a te. Il cuore è il centro del sentire emotivo. Se le emozioni sono altruistiche e calme, si trasforman in intuizione e portano un'espansione della libertà interiore; se invece sono egoistiche o perturbate, causano solo confusione e un senso di schiavitù interiore. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Molto spesso, l'energia che fluisce dal cuore verso l'esterno ha l'effetto di intrappolare le persone nelle cose, negli avvenimenti o nella vita degli altri. Questi individui sono pieni di desideri e di avversioni; afferrano altri raggi di energia per possederli, oppure li combattono nella speranza di indebolirli e di vincerli. Immagina invece che nel tuo cuore ci sia una luce benefica. Irradia all'esterno questa luce, come una benedizione per tutti. Benedici mentalmente tutti coloro che si trovano intorno a te. Poi invia benedizioni dal tuo cuore agli abitanti di ogni Paese, su tutta la Terra. Invia raggi d'amore a tutte le creature, a tutte le cose. Benedici le rocce, i deserti, gli immensi oceani e le alte montagne. Circonda il mondo intero di un'aura di luce, di amore, di gioia, perché tutto è vivo. Tutti gli esseri, tutte le cose create manifestano coscienza a vari livelli e sono parte della medesima vita, senza principio né fine, che anima anche te. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt; Più offri te stesso come canale di pace e di benedizioni per tutti, più ti sentirai colmato di benedizioni e di pace interiore. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-6730953611173654283?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/6730953611173654283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=6730953611173654283' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6730953611173654283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6730953611173654283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/come-rilassarsi.html' title='Come Rilassarsi'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-2258002042148088604</id><published>2007-02-19T12:48:00.001-08:00</published><updated>2007-02-19T12:48:11.774-08:00</updated><title type='text'>Tecniche cognitive per curare gli attacchi di panico</title><content type='html'>&lt;h2&gt;Tecniche cognitive per curare gli attacchi di panico&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;La prima parte della cura è soprattutto informativa; molte persone vengono già aiutate moltissimo per il semplice fatto di comprendere esattamente che cosa è un disturbo da attacchi di panico, e che molti altri soffrono dello stesso problema. In molti casi, dunque, curare gli attacchi di panico significa semplicemente conoscere più approfonditamente il fenomeno. Molte persone che soffrono del disturbo da attacchi di panico temono che gli attacchi significhino che stanno "impazzendo" o che il panico possa indurre un attacco di cuore. La "ristrutturazione cognitiva" (il cambiamento del modo di pensare) aiuta le persone a rimpiazzare questi pensieri con modi più realistici e positivi di vedere gli attacchi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con il susseguirsi delle sessioni del trattamento le tecniche cognitive possono aiutare il paziente a identificare i possibili fattori scatenanti degli attacchi. In un caso specifico il fattore scatenante può essere un pensiero, una situazione o qualcosa di impercettibile come un leggero cambio nel battito cardiaco. Una volta che il paziente capisce che l'attacco di panico è separato e indipendente dal fattore scatenante, questo fattore comincia a perdere un po' del suo potere nell'indurre un attacco.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-2258002042148088604?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/2258002042148088604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=2258002042148088604' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2258002042148088604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2258002042148088604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/tecniche-cognitive-per-curare-gli.html' title='Tecniche cognitive per curare gli attacchi di panico'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1953517254061441109</id><published>2007-02-19T12:47:00.001-08:00</published><updated>2007-02-19T12:47:46.637-08:00</updated><title type='text'>Tecniche comportamentali per curare gli attacchi di panico</title><content type='html'>&lt;p&gt;La componente comportamentale della terapia può consistere in ciò che un gruppo di clinici ha definito "&lt;strong&gt;esposizione interocettiva&lt;/strong&gt;" (o anche esposizione enterocettiva). Questa è simile alla desensibilizzazione sistematica usata per curare le fobie, ma ciò su cui si concentra è l'esposizione delle sensazioni fisiche che qualcuno sperimenta durante un attacco di panico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le persone con il disturbo da attacchi di panico sono più spaventate dall'attacco vero e proprio che da oggetti o eventi; per esempio la loro paura di volare non consiste nel pensare che l'aereo possa cadere, ma nel pensare di poter avere un attacco di panico in un posto, l'aereo appunto, in cui non possono ricevere aiuto. Altri non bevono caffè o non vanno in un ambiente surriscaldato perché temono che questi possano scatenare i sintomi di un attacco di panico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'esposizione interocettiva può aiutare queste persone a sperimentare i &lt;a href="http://www.attacchi-di-panico.com/Sintomi_degli_attacchi_di_panico/"&gt;sintomi&lt;/a&gt; di un attacco (frequenza cardiaca elevata, vampate di calore, sudorazione, e così via) in condizioni controllate e insegnare loro che questi sintomi non devono necessariamente svilupparsi in un attacco completo. Le tecniche comportamentali vengono usate anche per trattare gli &lt;strong&gt;evitamenti situazionali&lt;/strong&gt; associati con gli attacchi di panico. Un &lt;strong&gt;trattamento per le fobie&lt;/strong&gt; efficace è l'esposizione dal vivo, che nei termini più semplici significa frantumare una situazione spaventosa in passi piccoli e maneggevoli facendone uno per volta finché viene padroneggiando il livello più difficile. Va detto tuttavia che questa tecnica in passato si è rivelata inutilmente traumatica, e nel caso si debbano &lt;strong&gt;curare gli attacchi di panico&lt;/strong&gt; nello stesso soggetto, le tecniche più consigliate rimangono altre (come la desensibilizzazione sistematica immaginativa usata in ipnosi, per esempio).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le &lt;strong&gt;tecniche di rilassamento&lt;/strong&gt; possono aiutare ulteriormente qualcuno a superare un attacco di panico. Queste tecniche includono una rieducazione alla respirazione e la visualizzazione positiva. Alcuni esperti hanno scoperto che le persone con disturbo da attacchi di panico tendono ad avere una frequenza di respirazione leggermente più alta del normale. Imparare a rallentare la frequenza respiratoria può aiutare qualcuno ad vincere gli attacchi di panico e può anche prevenire futuri attacchi.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1953517254061441109?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1953517254061441109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1953517254061441109' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1953517254061441109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1953517254061441109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/tecniche-comportamentali-per-curare-gli.html' title='Tecniche comportamentali per curare gli attacchi di panico'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-3732032146125476199</id><published>2007-02-19T12:44:00.000-08:00</published><updated>2007-02-19T12:46:55.826-08:00</updated><title type='text'>Una terapia per il disturbo di panico</title><content type='html'>&lt;p&gt;La terapia per gli attacchi di panico può essere vista come la preparazione fisica di un calciatore precedentemente infortunato da parte del suo allenatore, il coach della squadra, in vista del suo rientro in campo. Questa metafora è corretta da diversi punti di vista, che vale la pena evidenziare. &lt;/p&gt;             &lt;p&gt;Il calciatore, a causa del suo infortunio, non è in grado di funzionare come prima, così la persona che soffre di attacchi di panico ha delle limitazioni nella sua vita lavorativa, sociale, personale. Diciamo che torna a bordo campo con il gesso ad una gamba per vedere gli altri giocare.&lt;/p&gt;             &lt;p&gt;Per continuare questa metafora, immaginiamo che il calciatore in questione non sappia che il suo infortunio possa essere guarito o che non sappia come fare. Poniamo che il calciatore dopo essersi fatto mettere il gesso alla gamba da un medico, abbia provato da solo rimedi errati come rifiutandosi di togliere il gesso per cercare di evitare il dolore, cercando finanche di allenarsi con il gesso e finendo magari con lo stare immobile sulla panchina per paura di farsi ancora più male. Il cliente comincia a prendere farmaci tranquillanti, poi non ne può fare a meno. E anche così dopo un po' continua ad avere gli attacchi di panico. Quindi aumenta la dose, a volte anche senza un parere medico, e questo potrebbe andare avanti per anni, se non si decide, prima o poi, a fare una terapia psicologica sotto il controllo di uno psicologo o di uno psichiatra che abbia un'adeguata preparazione psicoterapeutica.&lt;/p&gt;             &lt;p&gt;Più il calciatore infortunato continua a portare il gesso e a stare seduto immobile, però più qualunque movimento risulta essere doloroso, con i muscoli che hanno cominciato ad atrofizzarsi e non sanno che dovrebbero fare fisioterapia... Alcune persone che soffrono di disturbo di panico da tanti anni si trovano in una situazione dolorosamente analoga. Le dosi dei farmaci aumentano con lo scorrere del tempo, mentre sembrano aumentare, dopo situazioni di temporaneo miglioramento, sia la frequenza che l'intensità degli attacchi di panico. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-3732032146125476199?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/3732032146125476199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=3732032146125476199' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3732032146125476199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3732032146125476199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/una-terapia-per-il-disturbo-di-panico.html' title='Una terapia per il disturbo di panico'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-7419632072353646385</id><published>2007-02-18T13:21:00.003-08:00</published><updated>2007-02-18T13:21:54.345-08:00</updated><title type='text'>Depressione ed ansia: esercizi per migliorare i sintomi</title><content type='html'>Mediante alcuni esercizi si può migliorare la sintomatologia della depressione e dell’ ansia: ne possono servire anche piccoli quantità.&lt;br /&gt;I seguenti consigli e obiettivi realistici possono aiutarvi a iniziare a farli. &lt;div align="left"&gt;In caso di depressione o ansia, è possibile che il  medico vi prescriva una dose regolare di esercizi in aggiunta al farmaco o alla psicoterapia.&lt;br /&gt;L’esercizio non è una cura della depressione o dell’ansia, ma i suoi benefici psicologici e fisici possono migliorare i sintomi.&lt;br /&gt;"Non è una bacchetta magica, ma un’attività fisica più intensa è una strategia positiva ed efficace per aiutare a gestire depressione ed ansia," dichiara Kristin Vickers-Douglas, uno psicologo alla Mayo Clinic, Rochester, Minn.&lt;br /&gt;Quando si è depressi o ansiosi, esercitarsi può essere l’ultima cosa a cui si pensi, ma bisogna scrollarsi di dosso questo senso di inerzia.&lt;br /&gt;Qui di seguito alcuni esercizi che possono alleviare i sintomi di depressione ed ansia ed in più alcuni consigli ragionevoli per iniziare ad eseguirli &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In che modo gli esercizi aiutano nella depressione e nell’ansia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da molto tempo si considera l’esercizio fisico come un modo per mantenere la condizione fisica e prevenire l’ipertensione, diabete, obesità ed altre malattie.&lt;br /&gt;Un crescente volume di ricerche mostra che può anche migliorare i sintomi di certe patologie mentali, quali la depressione e l’ansia, ed anche a prevenire una ricaduta dopo un trattamento della  depressione o della ansia.&lt;br /&gt;Potrebbero bastare almeno 30 minuti di esercizi al giorno per almeno tre-cinque giorni alla settimana per migliorare in modo significativo la sintomatologia.&lt;br /&gt;Comunque, anche più piccole quantità di attività — da 10 a15 minuti per volta — hanno mostrato di migliorare l’umore nel breve termine.&lt;br /&gt;Non è ancora chiaro come ciò avvenga, ma i ricercatori ritengono che l’esercizio fisico causi cambiamenti sia nella mente che  nel corpo.&lt;br /&gt;Certe evidenze suggeriscono che l’esercizio influisce positivamente sui livelli di certi neurotrasmettitori cerebrali che innalzano l’umore, aumentare la produzione di endorfine, ridurre la tensione muscolare, aiutare a dormire meglio e ridurre i livelli di cortisolo, ormone dello stress.&lt;br /&gt;L’esercizio aumenta anche la temperature corporea, con conseguenti effetti calmanti.&lt;br /&gt;Se esercitandosi regolarmente, depressione o ansia continuano a compromettere l’attività e l’efficienza giornaliera parlatene al medico: l’esercizio non può ovviamente sostituire il trattamento medico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I benefici dell’esercizio su depressione e ansia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Fiducia&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;Impegnarsi nell’attività fisica offre un senso di realizzazione. Porsi degli obiettivi o delle sfide, non ne  importa l’entità, può stimolare un senso di fiducia in se stessi nel momento in cui se ne ha più bisogno.&lt;br /&gt;L’esercizio può anche farvi sentire meglio riguardo al proprio aspetto ed autostima.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Distrazione&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;Se siete depressi o ansiosi, è facile autocompiangersi, ma questo compromette la capacità di risolvere i problemi e reagire in modo sano, ed nel lungo periodo la depressione può peggiorare.&lt;br /&gt;L’esercizio può costituire una buona distrazione spostando il focus da pensieri spiacevoli a qualcosa  di più piacevole, quale l’ambiente attorno o l’ascolto della musica durante l’esercizio&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Interazioni&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;Depressione ed ansia possono portare all’isolamento che a sua volta può peggiorare la malattia.&lt;br /&gt;L’esercizio può creare opportunità per interagire con gli altri, anche solo uno scambio di sorrisi amichevoli o di saluti con i propri vicini mentre si cammina.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Affrontare la malattia in modo sano&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;Fare qualcosa di benefico per gestire la depressione o l’ ansia è una strategia positiva per superarla: cercare di sentirsi meglio bevendo in modo eccessivo, compiangersi per il proprio stato, o sperando che la depressione e l’ansia se ne andrà da sola non sono modi giusti per affrontarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Consigli per iniziare a fare esercizi quando si è depressi o ansiosi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, sapere che c’è qualcosa di buono per te non rende più facile farla.&lt;br /&gt;La depressione o l’ansia, rende abbastanza difficile anche solo lavare i piatti , fare la doccia o andare a lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è possibile pensare di fare qualche esercizio fisico?&lt;br /&gt;Qui di seguito alcuni passi da fare che vi aiuteranno a iniziare un esercizio fisico:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Ottenere il supporto del vostro medico: &lt;/em&gt; parlare con il vostro medico o terapeuta per essere guidati e supportati. Discutete i problemi legati ad un programma di esercizi e come questo si inserisca in un programma complessivo di trattamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Identificare ciò che vi piace fare&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Capire quale tipo di esercizio o attività si è più propensi ad eseguire ed immaginare quando e come sareste più disponibili a farli.&lt;br /&gt;Per esempio, sarebbe più gradevole fare un po’ di giardinaggio di sera o fare una corsa di primo mattino?&lt;br /&gt;Passeggiare nel bosco o giocare a pallacanestro con vostro figlio dopo la scuola?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Porsi degli obiettivi ragionevoli&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il vostro compito non deve essere quello di  fare passeggiate di un ora quattro o cinque volte la settimana: considerate quanto potreste realmente fare: venti o dieci minuti?&lt;br /&gt;Cominciate da qui ed aumentate. Fatevi un piano adatto alle vostre necessità e capacità piuttosto che seguire delle indicazione teoriche che potrebbero  aggiungere altre tensioni.&lt;br /&gt;Non pensare all’esercizio come ad un peso. Se deve essere solo un altro obbligo nella vostra vita con cui  non ritenete  di dover convivere, sarete portati a considerarlo come un fallimento. Piuttosto, considerare al piano di esercizi analogamente a modo con cui affrontate le sessioni di terapia o  un trattamento farmacologico— come uno degli strumenti per aiutarvi a stare meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Address your barriers&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Identificare le vostre barriere individuali agli esercizi.&lt;br /&gt;Se vi sentite intimiditi da altri o  siete imbarazzati, potete desiderare di esercitarvi nel privato della vostra casa.&lt;br /&gt;Se affrontate meglio gli obiettivi con un partner, trovate un amico con cui lavorare.&lt;br /&gt;Se non avete abbastanza denaro da spendere per l’equipaggiamento, fate qualcosa virtualmente privo di costi — camminate.&lt;br /&gt;Se pensate bene a ciò che vi impedisce di fare esercizi, potete trovare probabilmente un soluzione alternativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Preparsi ai contrattempi ed agli ostacoli.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Esercitarsi non è sempre facile e divertente ed è allettante biasimarsi per questo: soggetti depressi sono particolarmente portati vergognarsi dei fallimenti percepiti. Non cadete in questa trappola,  datevi credito da soli per ogni passo nella giusta direzione non importa quanto piccolo. Se una volta saltate un esercizio, non significa che state fallendo e potete anche non farlo proprio.&lt;br /&gt;Tenterete di nuovo in un altro giorno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Iniziare un esercizio quando siete depressi o ansiosi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Iniziare un programma di esercizi è duro: un problema chiave da risolvere è come superare i momenti in cui sembra di non potercela fare o non volere fare gli esercizi.&lt;br /&gt;Cosa accadrebbe se la vostra auto non parte? Probabilmente sareste capaci di trovare subito varie soluzioni per superare questo ostacolo, come chiamare un auto service, prendere il bus, o chiamare in aiuto il vostro partner o un amico. Ma i più non approcciano l’esercizio in questo modo.&lt;br /&gt;Cosa accade se volete andare a fare una passeggiata ma sta piovendo?&lt;br /&gt;La maggior parte deciderebbe di non uscire e non tenta di trovare alternative.&lt;br /&gt;Con gli esercizi spesso ci creiamo un ostacolo e diciamo  'E’ così! Non posso eseguirlo, dimenticalo,”&lt;br /&gt;Invece, occorre trovare la maniera di superare questa barriera, proprio come superereste  altri ostacoli nella vostra vita. Immaginare altre opzioni — passeggiare sotto la pioggia, andare in palestra ed esercitarsi al coperto, per esempio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-7419632072353646385?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/7419632072353646385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=7419632072353646385' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7419632072353646385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7419632072353646385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/depressione-ed-ansia-esercizi-per.html' title='Depressione ed ansia: esercizi per migliorare i sintomi'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-397209093488221936</id><published>2007-02-18T13:21:00.001-08:00</published><updated>2007-02-18T13:21:32.544-08:00</updated><title type='text'>COME AFFRONTARE L'ANSIA DA PRESTAZIONE SESSUALE</title><content type='html'>&lt;table style="border: 0px none ; background-color: rgb(64, 152, 211); width: 420px;" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="padding-left: 4px; font-size: 12px; text-align: justify; padding-right: 4px;" colspan="2"&gt;&lt;span class="testo_commento"&gt;La vita sessuale di un individuo contribuisce a mantenere il suo equilibrio psico-fisico. Per tale motivo, quando non viene vissuta con tranquillità, sorgono problemi sia psicologici che fisici.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;   &lt;tr&gt;&lt;td style="padding-left: 4px; font-size: 12px;" colspan="2"&gt;&lt;span class="testo_autore"&gt;  Dott.ssa Maria Rosa Greco&lt;br /&gt;Psicologo clinico e Psicoterapeuta della Gestalt&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;   &lt;tr&gt;     &lt;td colspan="2" style="padding: 0px;"&gt;         &lt;div class="articolo" align="center"&gt;         &lt;table style="width: 100%;"&gt;           &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;             &lt;td style="padding: 4px; text-align: justify; font-size: 12px;" class="testo"&gt;                             La vita sessuale di un individuo contribuisce a mantenere il suo equilibrio psico-fisico.&lt;br /&gt;Per tale motivo, quando non viene vissuta con tranquillità, sorgono problemi sia psicologici che fisici.&lt;br /&gt;Voglio citare &lt;b&gt;Alexander Lowen&lt;/b&gt;, padre della Bioenergetica, per descrivere un tipo di atteggiamento che egli definisce &lt;b&gt;“sofisticazione sessuale”&lt;/b&gt;. Sono analisi che risalgono a qualche anno fa, ma le trovo ancora molto attuali, infatti, nelle modalità di approccio alla sessualità adottate da molte persone, in questi anni di esperienza, ho trovato e continuo a trovare frequentemente elementi che si inseriscono con facilità nel tipo di comportamento sopra definito appunto come “sofisticazione sessuale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si differenzia dalle altre il &lt;b&gt;”sofisticato sessuale”&lt;/b&gt;? La persona sessualmente sofisticata, in genere, conosce le varie tecniche sessuali, si vanta di non avere inibizioni riguardo la propria vita erotica, è un appassionato di letteratura sexy ed è sessualmente emancipato, almeno a parole. Questi atteggiamenti, infatti, capita spesso che non siano associati ad una equilibrata attività sessuale, la quale, invece, si contraddistingue in questi individui perché segnata da &lt;b&gt;ansia di insuccesso nelle “prestazioni”&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, considerare come una prestazione l’espressione della propria vita sessuale implica il trovarsi ad affrontare una vera e propria prova, con tutto l’insieme di sfaccettature che seguono il concetto di “prova”, come, ad esempio, la paura di non riuscire e di non saper soddisfare l’altro o l’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò, ovviamente, provoca l’incapacità del sapere vivere con naturalezza il piacere sessuale, senza per forza finalizzarlo e associarlo a sentimenti interiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fino a non molto tempo fa l’ansia da prestazione era espressione soprattutto del mondo maschile, perlopiù ansia legata alla paura di non avere erezioni o di avere eiaculazioni precoci, ai giorni nostri la medesima ansia è sempre più condivisa anche dal mondo femminile, stato emotivo legato alla difficoltà di raggiungere l’orgasmo (prima considerata assolutamente normale) o alla paura di non essere in grado di soddisfare i desideri del partner.&lt;br /&gt;              &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-397209093488221936?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/397209093488221936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=397209093488221936' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/397209093488221936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/397209093488221936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/come-affrontare-lansia-da-prestazione.html' title='COME AFFRONTARE L&apos;ANSIA DA PRESTAZIONE SESSUALE'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1131250166019432613</id><published>2007-02-18T13:16:00.000-08:00</published><updated>2007-02-18T13:21:14.134-08:00</updated><title type='text'>Come affrontare l’ansia e la paura</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;Rassicurare anche con il contatto fisico&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="15" width="1" /&gt;Se ci sembra che il malato sia in una condizione di ansia o di paura, possiamo rassicurarlo spiegandogli che capiamo quello che prova, ma che non c'è nulla di cui preoccuparsi. Se sembra che il malato non capisca quello che stiamo dicendo, possiamo forse stringergli una mano, oppure mettergli un braccio attorno alle spalle. Nel caso di allucinazioni che lo spaventano, è meglio non far finta di vederle, ma nemmeno cercare di convincerlo che non esistono.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="20" width="1" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;Rispondere ai sentimenti che esprime&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="15" width="1" /&gt;I malati di demenza possono avere difficoltà ad esprimersi:  quello che dicono può non essere la vera causa dell'ansia o della paura. Per esempio, se il malato è  spaventato e continua a chiedere: «Quanto tempo?», possiamo intenderlo come "Quanto tempo manca al pranzo?".  Invece potrebbe significare "Quanto tempo rimani fuori?" oppure "Quanto tempo riuscirai ancora ad aver cura di  me?". Meglio conosciamo il malato, tanto più facile sarà capire che cosa cerca veramente di dire. Possiamo  comunque sempre rispondere all'emozione che esprime, dandogli sicurezza e dimostrandogli quanto è importante  per noi. &lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="20" width="1" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;Se possibile, distrarre il malato&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="15" width="1" /&gt;È esperienza comune che se si riesce a distrarre il malato, egli dimentica la paura o l'ansia. È invece spesso difficile conoscerne la ragione, ma se crediamo di sapere quale sia la causa alla base della sua inquietudine, possiamo per prima cosa cercare di rimuoverla (ad esempio togliendo un soprammobile, un poster o uno specchio, riducendo il numero delle persone presenti nella camera, migliorando l'illuminazione per eliminare le ombre, ecc.). In alternativa, può essere utile allontanare il malato dalla possibile situazione di paura.&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="20" width="1" /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;Se l’ansia è grave, rivolgersi al medico&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.alzheimer.it/spacer.gif" height="15" width="1" /&gt;I farmaci ansiolitici talvolta sono efficaci, ma bisogna farvi ricorso soltanto nei casi di ansia grave e dopo aver provato tutte le possibili alternative non farmacologiche. Questi farmaci presentano sempre il rischio di effetti collaterali, che per i malati di demenza possono portare ad un peggioramento dello stato confusionale.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1131250166019432613?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1131250166019432613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1131250166019432613' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1131250166019432613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1131250166019432613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/come-affrontare-lansia-e-la-paura.html' title='Come affrontare l’ansia e la paura'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-7095320445968170440</id><published>2007-02-15T12:14:00.001-08:00</published><updated>2007-02-15T12:14:15.424-08:00</updated><title type='text'>Un aiuto per coppie in crisi</title><content type='html'>Versione stampabile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guide    Un aiuto per coppie in crisi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione.&lt;br /&gt;Questa guida affronta il tema della comunicazione nel rapporto di coppia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le coppie felici considerano spesso il partner come il loro migliore amico, al contrario due innamorati in crisi comunicano poco e male.&lt;br /&gt;Scopri con la nostra giuda come comunicare più efficacemente con il tuo partner e come gestire meglio i conflitti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I segreti delle coppie felici.&lt;br /&gt;Alcune ricerche psicologiche (Wallerstein &amp; Blckeslee, 1995, Gottlieb, 1990) hanno cercato di capire quali sono i segreti delle coppie felici.&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorprendentemente, le risposte date dalle persone felicemente sposate erano molti simili:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Considerano il partner come il loro migliore amico. Gli confidano sogni, emozioni, progetti, sono aperti e sinceri l'uno verso l'altro.&lt;br /&gt;    * Accettano l'altro così come è e non cercano di cambiarlo.&lt;br /&gt;    * Si concentrano sui lati positivi del partner, lo sanno apprezzare e ringraziare per tutto quello che fa , anche per le piccole gentilezze di ogni giorno.&lt;br /&gt;    * Si rispettano reciprocamente, hanno lo stesso potere  all'interno della coppia. Prendono insieme le decisioni importanti .&lt;br /&gt;    * Hanno lo stesso modo di vedere la vita : sono d'accordo sulle cose importanti, sui valori di base e sugli obiettivi da raggiungere.&lt;br /&gt;    * Sanno come gestire i conflitti. Accettano di non essere d'accordo su tutto, sono disponibili  a fare dei compromessi. Esprimono l'aggressività in un modo costruttivo.&lt;br /&gt;    * Stanno bene insieme e cercano di fare insieme delle cose interessanti. Combattono la routine, cercando nuovi interessi.&lt;br /&gt;    * Sanno rispettare gli spazi dell'altro.&lt;br /&gt;    * Considerano il loro rapporto molto importante e sono disponibili ad investire tempo ed energia per farlo funzionare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente nessun rapporto di coppia è così perfetto! Quello che emerge da questa ricerca sono una serie  di indicazioni, tratte dall'esperienza di un vasto campione di coppie felicemente sposate,  per avere una relazione sentimentale appagante e duratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come cambiare una  situazione di coppia insoddisfacente.&lt;br /&gt;In tutte la coppie in crisi,  scatta un meccanismo psicologico particolare: ciascuno considera il partner il principale responsabile della situazione di tensione che si è venuta a creare. In altre parole, ciascuno sente di essere dalla parte della ragione: è il brutto carattere del partner il vero problema.  E' inutile dire che questo modo di vedere le cose causa dei grossi problemi alla relazione: ciascun coniuge si arrocca sulle sue posizioni e cerca invece di fare delle pressioni perché il partner cambi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è possibile cambiare un'altra persona: il solo risultato che si ottiene è quello di far sentire il partner poco capito, poco apprezzato e poco amato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per migliorare il rapporto di coppia, occorre invece rendersi conto delle nostre responsabilità nel aver contribuito ad instaurare una situazione insoddisfacente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto di coppia è come una danza: bisogna essere in due per ballarla. Perciò se i modifico i miei passi , cioè le mie reazioni e i mie comportamenti, anche il mio partner modificherà i suoi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni suggerimenti per migliorare il tuo rapporto di coppia puoi trovarli nell'articolo Come far funzionare il rapporto di coppia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se però, nonostante gli sforzi per migliorare la situazione, non ci sono progressi, potreste aver bisogno di una terapia di coppia. La terapia di coppia è particolarmente consigliata per le coppie che si trovano in una situazione di stallo: dove non riescono a stare bene insieme ma neppure a lasciarsi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-7095320445968170440?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/7095320445968170440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=7095320445968170440' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7095320445968170440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7095320445968170440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/un-aiuto-per-coppie-in-crisi.html' title='Un aiuto per coppie in crisi'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-8644287065465162038</id><published>2007-02-15T12:13:00.001-08:00</published><updated>2007-02-15T12:13:58.389-08:00</updated><title type='text'>Conoscere e superare l'abuso</title><content type='html'>Questa guida si rivolge ad adulti che hanno subito degli abusi sessuali, fisici o psicologici durante l'infanzia e/o l'adolescenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'abuso è un fenomeno ancora poco conosciuto e la cui frequenza è ampiamente sottostimata. All'attenzione dell'opinione pubblica arrivano solo i casi di violenza più eclatanti: il resto degli abusi si consuma, in segreto, fra le mura domestiche. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benché gli esperti del settore siano concordi nell'affermare che l'abuso comporta degli effetti a lungo termine sulla personalità di chi lo subisce, poche ricerche sono volte ad aiutare gli adulti che hanno subito degli abusi durante l'età della crescita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa guida, si cercherà di definire che cos'è l'abuso e verranno brevemente spiegate le dinamiche psicologiche che possono portare un adulto ad abusare di un bambino.&lt;br /&gt;Inoltre verranno esaminate le problematiche psicologiche che si possono riscontrare nelle persone che hanno abusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è possibile trattare in poche pagine un fenomeno tanto complesso, ricordiamo pertanto che il taglio di questa guida è divulgativo e informativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per superare un trauma come l'abuso è importante, come prima cosa,conoscere più informazioni possibili sull'argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrai capire che i tuoi problemi non sono una parte immodificabile del tuo carattere, ma sono una risposta che  hai dovuto sviluppare nel tempo per sopravvivere ad una situazione molto difficile. Tu sei più forte di quello che credi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conoscere le dinamiche psicologiche delle famiglie abusanti, ti aiuterà a superare il senso di colpa legato alla violenza subita. Ti guarderai con occhi nuovi e smetterai di punirti per quello che è successo. L'abuso è uno dei traumi peggiori che possano accadere ad una persona , per questo potresti avere bisogno di aiuto professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse potresti pensare che nessuno possa veramente capirti o potresti persino dubitare che qualcuno ti creda, ma io ti invito a dare a te stesso la possibilità di farti aiutare.&lt;br /&gt;L'aiuto che non ti è stato dato a suo tempo dalle persone che stavano intorno a te, è ora disponibile e può aiutarti a stare meglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-8644287065465162038?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/8644287065465162038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=8644287065465162038' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8644287065465162038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8644287065465162038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/conoscere-e-superare-labuso.html' title='Conoscere e superare l&apos;abuso'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-8383578144756155457</id><published>2007-02-15T12:06:00.000-08:00</published><updated>2007-02-15T12:13:25.821-08:00</updated><title type='text'>Gli psicofarmaci</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="855"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="603"&gt;&lt;div id="colonnaDx"&gt;&lt;table id="paneldx" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td height="100%" valign="top" width="300"&gt;Gli psicofarmaci sono dei farmaci che contengono delle &lt;strong&gt;sostanze psicotrope, &lt;/strong&gt;cioè sostanze in grado di agire sul sistema nervoso. &lt;p&gt;Gli psicofarmaci si dividono in 3 grandi categorie:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;Ansiolitici e ipnoinducenti &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Neurolettici o antipsicotici &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Antidepressivi&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Gli psicofarmaci sono prescritti da medici come il medico di base, lo psichiatra e il neurologo. &lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;td width="20"&gt; &lt;/td&gt;&lt;td height="100%" valign="top" width="300"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td width="0"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilmiopsicologo.it/pagine/ansiolitici_ipnoinducenti.aspx"&gt;Ansiolitici e ipnoinducenti&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Gli ansiolitici più comuni sono a base di benzodiazepine (BDZ) un princiop attivo utilizzati sin dall'inizio degli anni '70.  &lt;p&gt;I sedativi ipnotici sono utilizzati terapeuticamente nel trattamento di: &lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;ansia e depressione (BDZ)&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;ipertensione (BDZ)&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;epilessia (barbiturici, in particolare Gardenale)&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;insonnia (BDZ)&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;tensione muscolare (BDZ)&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Sono utilizzati anche in pre-anestesia e in anestesia, possono ritrovarsi associati con altri farmaci come gli analgesici. La somministrazione avviene usualmente per via orale, in forma di compresse, alcuni sono assunti sotto forma di sospensione liquida. Sono inoltre disponibili anche forme iniettabili. Gli effetti dei sedativi ipnotici consistono in una generale depressione del SNC, del sistema respiratorio e del sistema cardio-vascolare. In alcuni casi tali sostanze inducono una reazione d'ira, durante la quale la persona diventa violenta e imprevedibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;sedativi ipnotici:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;diminuiscono la trasmissione degli impulsi nervosi&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;diminuiscono il tempo di addormentamento e il sonno REM&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;diminuiscono la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;diminuiscono l'ampiezza e il tono delle contrazioni gastro-intestinali&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilmiopsicologo.it/pagine/pagina.aspx?ID=Neurolettici001&amp;L=IT"&gt;Neurolettici o antipsicotici&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Gli antipsicotici presentano un'azione prevalentemente antidelirante e antiallucinatoria e non sono dei tranquillanti maggiori "supersedativi", come alcuni credono. Vengono impiegati prevalentemente per la terapia della schizofrenia e di altre manifestazioni psicotiche. Possono essere somministrati per via orale, intramuscolare, e per via venosa. Alcuni tra i farmaci più diffusi in questa categoria sono:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;Serenase&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;Haldol&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;Largagtil&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;Moditen&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;Melleril&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;Nozinan&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;p&gt;Orap&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Assunti a dosaggi adeguati riducono il delirio, le allucinazioni (le voci), i comportamenti devianti degli psicotici, favorendone il reinserimento sociale. Assunti da un soggetto non psicotico, non producono uno stato di sedazione quanto piuttosto una estrema indifferenza agli stimoli ambientali e un fortissimo appiattimento emotivo. Non inducono né assuefazione né dipendenza, non sono particolarmente tossici, ma possono produrre però importanti e consistenti effetti collaterali: riduzione della mimica facciale, rigidità e tremori muscolari simili al morbo di Parkinson. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilmiopsicologo.it/pagine/antidepressivi.aspx"&gt;Antidepressivi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;In generale i cosiddetti antidepressivi sono psicofarmaci utili nel trattamento della sintomatologia depressiva. In soggetti che non presentano disturbi di questo tipo, i farmaci antidepressivi generalmente non danno alcun effetto psicologico desiderabile, mentre possono comportare una generale sensazione di fatica e alcuni sgradevoli effetti collaterali. Per questo i farmaci antidepressivi non sono oggetto di abuso tossicomanico. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;In persone depresse, invece, gli antidepressivi si dimostrano spesso capaci di migliorare il tono dell'umore, di sbloccare l'inibizione psicomotoria tipica del depresso, di attivare l'appetito e, in qualche caso, di moderare l'ansia del soggetto.&lt;br /&gt;Gli antidepressivi attenuano i sintomi della depressione, ma non risolvono le cause del proprio malessere psicologico, per cui vanno sempre associati alla psicoterapia&lt;br /&gt;A causa dei loro effetti collaterali sono indicati sopratutto nel trattamento delle depressioni gravi. Si rivelano molto meno efficaci e quindi altamente sconsigliati per le forme di lieve depressione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dottoressa Anna Zanon&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;    &lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;td rowspan="4" width="20"&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-8383578144756155457?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/8383578144756155457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=8383578144756155457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8383578144756155457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8383578144756155457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/gli-psicofarmaci.html' title='Gli psicofarmaci'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1519701509307519944</id><published>2007-02-13T17:03:00.002-08:00</published><updated>2007-02-13T17:03:35.793-08:00</updated><title type='text'>Perché i bravi ragazzi non piacciono alle donne?</title><content type='html'>&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="603"&gt;&lt;table id="paneldx" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Bravi ragazzi: troppo scontati e prevedibili? &lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Appuntamenti rimandati all'ultimo momento senza una spiegazione, ore passate a chiedersi perché lui è sparito all'improvviso, notti in bianco trascorse a piangere, ripensando a quella cosa che lui ha detto o ha fatto che ci ha ferito così tanto ... &lt;p&gt;Alcune persone finiscono per scegliere solo da partner sfuggenti e non disponibili sentimentalmente, mentre respingono con decisione partner affettuosi e disponibili a costruire qualcosa. Queste persone amano solo chi non le ama e desiderano solo chi non li desidera. I partner affidabili e sinceri, i cosiddetti "bravi ragazzi" vengono considerati noiosi e scontati mentre gli uomini inaffidabili e sfuggenti vengono visti come  partner eccitanti e affascinanti. I "bravi ragazzi" non interessano perché percepiti come troppo "normali": si sta bene in loro compagnia, ma non ci sono brividi, non c'è passione e non ci sono emozioni forti. Il batticuore e i brividi si provano invece per gli altri, uomini complicati e imprevedibili del cui amore non si è mai certe. Uomini che hanno sicuramente meno qualità ma che hanno il grande merito di farci sentire vive. E allora che fare? Rinunciare alla passione oppure vivere un rapporto passionale ma che ci fa soffrire?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Perché i partner inaffidabili affascinano di più?&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;In genere, le storie difficili sono accompagnate da un grande coinvolgimento fisico ed emotivo: sono storie di "pancia" dove l'attrazione fisica e il sesso sono intensi e sconvolgenti. Ma tutto questo coinvolgimento ha poco a che fare con la vera intimità,un sentimento che presuppone una profonda fiducia nell'altro, e molto a che fare con il desiderio per quello che non si può avere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La passione, infatti, si nutre di incertezza e di fantasia e nelle relazioni difficili la componente immaginativa gioca un ruolo di primo piano. Sul partner irraggiungibile (perché sposato con un'altra, non disponibile sentimentalmente, ecc) si possono proiettare tutte le nostre fantasie senza confrontarle con i limiti della realtà.  Per esempio, all'uomo taciturno e sfuggente posso attribuire chissà quali pensieri profondi e immaginare che abbia chissà quante cose da dire, mentre se lo conoscessi meglio di più, potrei scoprire che non è così interessante come credevo. Proprio perché è una relazione instabile, dove manca una vera quotidianità e una vera condivisione, io posso fantasticare sul che come sarebbe se (se  lui lasciasse finalmente la moglie/ si rendesse conto di amarmi/ trovasse un lavoro, ecc). Ma a volte la fantasia è molto più eccitante della realtà:niente routine, niente calzini sporchi da raccogliere, niente discussioni sulle bollette da pagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutta questa attività di fantasia non è possibile con  il "ragazzo della porta accanto" o comunque con  una persona raggiungibile e disponibile.  Proprio perché lo conosciamo bene, ci sembra che non possa riservarci nessuna sorpresa. Non c'è mistero: sappiamo di piacergli, sappiamo quello che pensa e che vuole, come sappiamo di poter contare sempre su di lui. Dal momento che abbiamo un rapporto reale con lui, non possiamo averne un immagine idealizzata: lo vediamo in modo spassionato e realistico, con tutti i suoi difetti e i suoi limiti. Lui ci sembra una persona molto positiva che stimiamo e che rispettiamo, ma certo non all'altezza del principe azzurro dei nostri sogni. Nessuno visto da vicino è così straordinario, ma tutti, conosciuti meglio siamo almeno un po'ordinari.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;La fantasia dell'"io ti salverò/ io ti conquisterò".&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Le relazioni impossibili sono eccitanti proprio perché si basano sua sfida inconscia: quella di riuscire a conquistare, far innamorare o salvare l'altro. Molte donne si innamorano del potenziale inespresso di un uomo e sognano di farlo sbocciare grazie al loro amore incondizionato. Così nell'uomo affettivamente freddo, vediamo qualcuno che non è stato amato abbastanza ma che ha tantissimo amore da dare e a cui noi possiamo insegnare ad amare. Nel playboy vediamo un uomo che non ha ancora incontrato la persona giusta (noi!) e sogniamo di farlo innamorare, riuscendo dove le altre hanno fallito. Nell'irresponsabile vediamo qualcuno non è mai stato incoraggiato e che grazie al nostro aiuto, può iniziare a credere in se stesso. L'elenco potrebbe continuare a lungo: è  questa sfida, questo desiderio di farcela ad ottenere quello che vogliamo che conferisce alle relazioni impossibili quell'elemento di suspence ed eccitazione. Elemento che invece manca nelle relazioni "normali" quelle in cui non c'è bisogno di dimostrare niente perché lui è "nostro" e ci ama. Tutto questo può sembrare ad una donna che ama troppo, qualcosa di troppo facile, troppo tranquillo, troppo scontato e quindi noioso e banale. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Imprevedibilità ed eccitazione.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Le relazioni impossibili sono caratterizzate da una tempesta di emozioni che ci fa sentire un giorno in paradiso e il giorno dopo all'inferno. In genere gli uomini che soffrono di problematiche della sfera affettiva hanno degli atteggiamenti contradditori: alternano dei gesti affettuosi (pochi) a dei comportamenti freddi e insensibili (la maggioranza del tempo). E'proprio questa alternanza di comportamenti a provocare delle forti emozioni: i pochi gesti gentili vengono, per contrasto con il comportamento di abituale disinteresse, apprezzati tantissimo. Come il bianco vicino al nero spicca e   sembra ancora più chiaro, i momenti belli della storia, in confronto con i numerosi momenti brutti, sembrano fantastici e vengono vissuti in modo amplificato. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al contrario le costanti attenzioni e la disponibilità di un fidanzato  o di un uomo innamorato vengono  date per scontate e considerate troppo prevedibili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una paziente spiegava così la sua motivazione di lasciare il suo fidanzato per un uomo inaffidabile e infedele:" G. (il fidanzato) mi dava sempre il 100%, faceva per me moltissime cose ma io non  lo apprezzavo, anzi  non ci facevo quasi più caso. Però quando capitava che non riuscisse a darmi il 100% e mi dava, per esempio, l'80% io mi arrabbiavo e mi risentivo perché ormai mi ero abituata alle sue attenzioni. Le consideravo un mio diritto. Invece P. (l'altro) mi dava solo il 10% e non si sarebbe mai sognato di fare per me quello che faceva il mio fidanzato. Ma quando mi dava il 30%, beh, allora era fantastico!".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con il bravo ragazzo non c'è suspence: telefona quando ha detto che avrebbe chiamato, mantiene le sue promesse, dice quello che pensa. Con lui non bisogna arrovellarsi per sapere se è veramente uscito con gli amici o con un'altra donna o tormentarsi per cercare di capire quello che prova per noi.      &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Può sembrare strano, ma sono proprio l'imprevedibilità, la tensione, l'attrazione per quello che non si può avere, che caratterizzano i rapporti difficili, a creare un clima di eccitazione che favorisce il sesso e la passione. Ed è questa una delle ragioni per cui gli amori impossibili sono molto coinvolgenti dal punto di vista sessuale.  Se la persona amata è poco disponibile e sfuggente, i momenti con lei vengono vissuti con grande intensità: ogni incontro è un incontro rubato,  potrebbe essere l'ultimo. In una relazione "più tranquilla" l'intensità emotiva è sicuramente minore: proprio perché non ci sono abissi di dolore, non ci possono essere neanche delle vette di gioia. La relazione offre un dolce senso di benessere e di appagamento a cui ci si abitua anche fin troppo facilmente e che viene interpretato come "mancanza di emozioni", "noia" o "troppa tranquillità". Ma è  davvero così? Le cose più importanti per noi, spesso sono quelle a cui pensiamo di meno: per esempio, alla nostra salute. Nessuno apprezza&lt;b&gt; &lt;/b&gt;veramente il fatto di essere sano prima di essere stato malato. E spesso ci accorgiamo del valore di una cosa o di una persona solo quando la perdiamo.    &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Quando il cuore ti porta in una direzione sbagliata..&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;In molti casi, le relazioni impossibili cominciano sulla spinta di una potente motivazione istintuale e questo spiega perché siano così coinvolgenti e sconvolgenti. L'altra persona ci attrae perché vediamo in lei la possibilità di sanare le nostre ferite emotive e di prenderci una rivincita sul passato. Nelle relazioni più sane c'è meno proiezione, si vede l'altro per la persona che è e meno per la persona che vorremmo che fosse, e quindi c'è meno passione e meno pathos.  Ma non sempre seguire l'"attrazione di pelle" è la cosa migliore perché il nostro inconscio ha un lato oscuro e  può portarci a scelte distruttive. Una donna, per esempio, si innamorava  solo da uomini con problematiche di alcool o droga. Invitata ad una festa, in una sala piena di gente si sentì fortemente attratta da un uomo per scoprire parlando con lui, che era appena uscito da una comunità per tossicodipendenti! Il suo inconscio, in sala piena di uomini, l'aveva portata a flirtare con l'unico tossicodipendente presente alla festa! Nelle scelte amorose l'attrazione gioca un ruolo fondamentale, ma deve essere bilanciata con la razionalità. L'amore e la passione sono due sentimenti che all'inizio possono assomigliarsi, ma mentre l'amore presuppone anche stima, rispetto, fiducia nell'altro, la passione può essere una cieca attrazione per una persona che non stimiamo e di cui non ci fidiamo.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dottoressa Anna Zanon&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1519701509307519944?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1519701509307519944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1519701509307519944' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1519701509307519944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1519701509307519944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/perch-i-bravi-ragazzi-non-piacciono.html' title='Perché i bravi ragazzi non piacciono alle donne?'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-189222055829321848</id><published>2007-02-13T17:03:00.001-08:00</published><updated>2007-02-13T17:03:19.354-08:00</updated><title type='text'>Riconoscere la depressione, quali sono i sintomi.</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td height="100%" valign="top" width="300"&gt;Depressione: la sola parola incute un po' di timore, eppure si tratta di una condizione psicologica molto diffusa e comunque superabilissima. Le statistiche dicono che una persona su dieci sperimenterà nel corso della sua vita un episodio depressivo, ma, a parere degli addetti ai lavori il numero delle persone che soffrono di depressione è molto più elevato.&lt;br /&gt;Infatti, solo una minoranza delle persone depresse si rivolge ad un professionista per una diagnosi e per un aiuto terapeutico.&lt;br /&gt;Tra le ragioni di questa riluttanza a farsi aiutare c'è sicuramente il fatto che ammettere di non stare bene e di avere bisogno d'aiuto richiede un grande coraggio in una società come la nostra in cui il "malessere dell'anima" è ancora un tabù.&lt;/td&gt;&lt;td width="0"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma un'altra delle motivazioni per il quale solo pochi depressi si fanno curare è perché esiste ancora molta disinformazione sulla depressione. &lt;p&gt;La depressione è una condizione psicologica che può esprimersi con una sintomatologia molto diversa non solo da persona a persona ma anche con sintomi diversi in diverse fasi della vita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per questo motivo, molte forme di depressione non vengono riconosciute o addirittura confuse con altre problematiche di tipo diverso : così capita che la depressione nel bambino venga scambiata dai genitori per iperattività, nel adolescente etichettata come inquietudine, nell'anziano confusa con la demenza senile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nell'adulto invece la depressione viene spesso confusa con una condizione estrema di stanchezza e di malessere. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questo articolo si propone di far luce brevemente sui sintomi della depressione ,anche quelli meno conosciuti dai non addetti ai lavori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;La depressione: un disagio con molte facce.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;La depressione può presentarsi con una sintomatologia molto diversa da individuo ad individuo, ma c'è un sintomo che accomuna tutte le persone depresse ed è la &lt;b&gt;anedonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;L'anedonia ovvero la ridotta capacità di provare gioia e piacere è in un certo senso l'essenza della depressione. Chi è depresso prova una profonda sensazione di noia e apatia, o, nei casi più gravi, di impotenza e disperazione. Tutto appare grigio e senza scopo, non si riesce più a divertirsi, a provare entusiasmo per niente. Anche la capacità d'amare risulta (momentaneamente) menomata : le persone care ci diventano improvvisamente indifferenti quando non sentiamo di detestarle. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Proprio per l'impatto distruttivo che la depressione ha non solo sul nostro benessere psicologico ma anche sulle relazioni con gli  altri, è importante riconoscere questo disturbo  e curarlo il prima possibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;La depressione nelle fasi della vita.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;In questo paragrafo spiegheremo brevemente come si manifesta la depressione nelle diverse fasi della vita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;La depressione nel bambino.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Per molte persone è assurdo pensare che un bambino possa essere depresso, invece la depressione infantile è in costante aumento. I bambini, tuttavia, non hanno ancora la capacità di verbalizzare il loro malessere, ma esprimono la loro sofferenza con il comportamento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tipicamente, il bambino depresso è una piccola peste : iperattivo e sempre agitato, sprezzante del pericolo, non riesce a rispettare le regole. I rapporti con gli adulti e gli altri bambini sono conflittuali : il bimbo depresso non riesce ad integrarsi con i coetanei a causa dei suoi atteggiamenti aggressivi e oppositivi, non riesce a tollerare la  frustrazione ma reagisce con frequenti scoppi di rabbia ad ogni  minima contrarietà.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il rendimento scolastico non è adeguato all'intelligenza del bambino : anche se il bambino è molto intelligente, a scuola incontra notevoli difficoltà a causa della sua iperattività, del suo scarso interesse per la scuola e della sua difficoltà a mantenere l'attenzione per un tempo prolungato.    &lt;/p&gt; &lt;p&gt;A volte la depressione si esprime con il rifiuto della scuola: il bambino ha paura di  essere abbandonato e di non trovare  più i suoi genitori quando tornerà a casa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono frequenti i disturbi del sonno ( incubi, frequenti risvegli, sonnolenza durante il giorno)  e dell'alimentazione ( mangia troppo oppure troppo poco).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In molti casi il bambino depresso presenta enuresi notturna (cioè fa la pipì a letto).  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;La depressione nell'adolescente.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;La depressione nell'adolescente non dovrebbe mai essere sottovalutata : se è vero che i momenti di crisi fanno parte di una normale adolescenza, è anche vero che questa è la fase della vita in cui si verifica il maggior numero di suicidi.   &lt;/p&gt; &lt;p&gt;La depressione negli adolescenti può esprimersi con una sintomatologia simile a quella dell'adulto oppure in una forma  " mascherata"  difficilmente riconoscibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel primo caso, l'adolescente appare depresso e apatico e/o irritabile e di cattivo umore, non ha amici né legami sentimentali ,niente sembra interessarlo. Trascorre tutto il giorno chiuso nella sua stanza a giocare ai video giochi ,a guardare la televisione  oppure a non far niente. Sono frequenti i disturbi del sonno: l'adolescente depresso si rifugia nel sonno, dormendo per tutto il giorno oppure al contrario, soffre d'insonnia. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'aspetto fisico anche nelle ragazze è trascurato; sono frequenti i disturbi dell'alimentazione ( anoressia, diete  punitive, abbuffate con conseguente aumento di peso oppure un alternanza di digiuni e abbuffate) .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si verifica spessissimo un calo vistoso del rendimento scolastico : anche gli adolescenti che prima riuscivano bene in tutto, ora accumulano insufficienze su insufficienze. Questi problemi scolastici sono dovuti sia ad un generale disinteresse verso la scuola che all'affaticabilità e alla difficoltà di concentrazione tipiche della depressione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come negli adulti la depressione può manifestarsi con disturbi psicosomatici : i ragazzi depressi si sentono sempre stanchi e lamentano vaghi e confusi malesseri ( tipicamente cefalee e disturbi digestivi) .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche i sintomi psicologici della depressione sono gli stessi degli adulti : gli adolescenti depressi hanno un immagine negativa di sé, si vedono brutti e pieni di difetti, si sentono poco amati, giudicano la loro vita un fallimento e non hanno nessuna speranza per il futuro.    &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tuttavia , la depressione negli adolescenti può manifestarsi  anche con comportamenti " ribelli" e trasgressivi , che a prima vista sembrano non avere alcun legame con la depressione, quali uso di droghe, frequenti ubriacature, promiscuità sessuale, risse e comportamenti spericolati. Queste condotte  servono per tenere a bada la sofferenza stordendosi o provando forti emozioni. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;La depressione nell'anziano.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;La depressione nella persona anziana viene confusa con il normale processo di invecchiamento oppure con un principio di demenza senile, per questo solo una piccola parte degli anziani depressi riceve un trattamento adeguato. Come negli adolescenti, la depressione senile non va sottovalutata: dopo l'adolescenza, la terza età è la fase della vita in cui si verificano più suicidi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In genere nell'anziano la depressione è spesso nascosta  sotto sintomi somatici quali cefalee, palpitazioni, dolori alle articolazioni , vertigini, difficoltà respiratorie, insonnia ecc..&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'anziano tende quindi a concentrarsi e a lamentare questi sintomi che riporta e sottolinea ad ogni occasione.  L'anziano depresso tende a chiudersi in se stesso, diventando passivo ed evitando i contatti con gli altri o diventando lamentoso e irritabile. .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Altri sintomi tipici della depressione senile sono alterazioni delle memoria, eloquio rallentato e motricità rallentata. Questo non deve stupire perché la depressione comporta  a tutte le età, ma specie nella vecchiaia, un globale rallentamento delle funzioni cognitive. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;La depressione nell'adulto.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Anche nell'adulto, specie se di sesso maschile, la depressione può presentarsi con sintomi atipici. Molte persone non riescono a riconoscere nemmeno con se stesse di stare male perciò  il disagio psicologico viene somatizzato. Il corpo esprime la fatica di vivere con  una serie di malesseri : ci sono i dolori alle gambe per indicare la fatica di reggersi sulle proprie gambe, la stanchezza cronica diventa l'espressione della propria stanchezza interiore, la cefalea parla di una testa troppo piena di ansie e preoccupazioni, i disturbi gastrointestinali diventano il simbolo delle cose che facciamo fatica a " digerire" e così via.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il desiderio sessuale ha un vistoso calo: la persona depressa sperimenta poca o nessuna voglia di fare l'amore. Il sonno è disturbato : ci può essere un insonnia persistente oppure si può avere un eccessivo bisogno di sonno. In genere queste persone girano da un medico all'altro e si sottopongono ad una serie di esami che risultano essere negativi ma continuano a pensare di avere un " brutto male".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Tipici casi di depressione nell'adulto&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;In questo paragrafo invece descriveremo brevemente come si presenta solitamente la depressione lieve, media e grave nell'adulto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Depressione lieve.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Una persona che è depressa in modo lieve può nascondere facilmente a se stessa e agli altri la sua condizione psicologica. Apparentemente è tutto come prima : si lavora e ci si occupa della famiglia ma in modo diverso : manca il piacere di fare le cose e,a volte, tutto sembra un peso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si verifica una flessione dell'umore: la persona depressa si sente "spenta", niente sembra coinvolgerla ed entusiasmarla. Ci sente annoiati e apatici, oppure irritabili e di cattivo umore : si scatta per ogni piccolezza. Il pensiero tende al pessimismo: si ha la tendenza a rimuginare su fatti spiacevoli e a pensare che ormai nella propria vita non può succedere niente di bello.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; I rapporti con gli altri risentono dello stato di depressione: parenti e amici della persona depressa percepiscono da parte di quest'ultima freddezza e distacco. L' anedonia coinvolge anche la sfera sessuale : la persona depressa ha sempre meno voglia di fare l'amore. C'è una sensazione di ridotta energia : ci sente sempre stanchi anche al mattino appena alzati. Il sonno difficilmente è ristoratore e spesso è disturbato : si fa fatica a dormire oppure ci sono frequenti risvegli verso le quattro o le cinque del mattino. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Depressione media.&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;In questo caso, si sperimenta una profonda stanchezza : tutto, anche le attività più semplici, costa molta fatica e sembra un peso insormontabile. La persona non ha più l'energia per assolvere ai compiti della vita quotidiana: " perde colpi" sul lavoro, trascura il suo aspetto, la casa, la famiglia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La capacità di provare amore è diminuita: non si prova più niente nemmeno verso il partner e i propri figli che appiano all'improvviso degli estranei. Il desiderio sessuale è assente. Tipicamente, la persona depressa si colpevolizza moltissimo per questo stato di cose e si sente un individuo indegno.  L'autostima è a terra : la persona dà un interpretazione negativa della sua vita. Cominciano a comparire pensieri di morte, anche se spesso non c'è un vero intento suicida. In questa fase la persona comincia a pensare che gli altri starebbero meglio senza di lui, oppure che nessuno sarebbe dispiaciuto per la sua morte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non si riesce più a pensare con chiarezza: si fa fatica a concentrarsi, ci si dimentica le cose, anche la capacità decisionale diminuisce : chi è depresso lamenta spesso di non riuscire a prendere da solo neanche le decisioni più semplici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il mattino è il momento più critico della giornata : la persona depressa fa moltissima fatica ad alzarsi dal letto, mentre verso sera  si verifica un leggero miglioramento del tono dell'umore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il sonno è disturbato come pure l'alimentazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Depressione grave&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Una persona gravemente depressa non è più in grado di lavorare e di occuparsi di se stessa .Nei casi peggiori il depresso grave trascorre tutto il giorno a letto. I movimenti sono lenti ed incerti come se la persona si muovesse al rallentatore. Più raramente, si può invece verificare un comportamento agitato.  Anche il pensiero è rallentato : pensare diventa faticoso e la persona soffrente non riesce più a pensare in modo coerente. Alcuni clinici sottolineano che il comportamento di un depresso grave assomiglia a quello di un morto vivente come se la persona diventasse immagine vivente dell'angoscia mortifera che sente dentro di sé. Infatti, il depresso grave sperimenta una sofferenza e un angoscia di un intensità tali che la morte viene vista come l'unica via d'uscita. Il depresso grave è infatti tormentato da pensieri di colpa eccessivi ( tipico è la sensazione di aver rovinato la propria vita e quella delle persone care) di biasimo verso se stessi ( ci si percepisce come delle persone cattive o fallite), di morte e di suicidio. L'alimentazione e il sonno sono gravemente disturbati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Dalla depressione si può guarire&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Se ti sei riconosciuto in questi sintomi, non devi disperarti. La depressione è una condizione psicologica  molto comune, che non solo può essere curata ma da cui si può guarire completamente, riconquistando  un equilibrio psicologico migliore. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' molto difficile, però, che un depresso possa guarire da solo con la " forza di volontà" o con altre tecniche tipo i fiori di bach o il pensiero positivo, ecc.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La depressione può essere curata facendo ricorso alla psicoterapia associata in alcuni casi ad un trattamento farmacologico. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dottoressa Anna Zanon&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-189222055829321848?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/189222055829321848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=189222055829321848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/189222055829321848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/189222055829321848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/riconoscere-la-depressione-quali-sono-i.html' title='Riconoscere la depressione, quali sono i sintomi.'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-2844197804712892059</id><published>2007-02-13T17:00:00.000-08:00</published><updated>2007-02-12T15:57:46.211-08:00</updated><title type='text'>Come vincere la timidezza</title><content type='html'>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td height="100%" valign="top" width="240"&gt;&lt;strong&gt;Timidezza : un problema molto diffuso&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La timidezza è uno dei problemi psicologici più diffusi al mondo : si stima che in occidente il 40% della popolazione soffra di timidezza.     &lt;p&gt;Alla radice della timidezza sia quella " genuina" sia quella mascherata da un atteggiamento aggressivo e sicuro, c'è una concezione negativa di sé : il timido non riesce a stabilire un contatto con gli altri perché non si ritiene all'altezza , gli altri ,a loro volta, hanno al sensazione di essere respinti e si allontano.&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;td width="0"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;Questa guida analizzerà sinteticamente cause e conseguenze della timidezza, fornendo un programma per imparare  a relazionarsi con gli altri in modo più libero e spontaneo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Consigli pratici per vincere la timdezza&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Lo sapete che Bernard Show, un famoso commediografo e oratore, era terribilmente timido?&lt;br /&gt;Quando qualcuno gli chiedeva come avesse fatto a superare la sua paura di parlare in pubblico, rispondeva: "Ho imparato a esibirmi in pubblico nello stesso modo in cui ho imparato a pattinare: facendo un mucchio di brutte figure!".&lt;br /&gt;Per vincere la timidezza , vale lo stesso principio : bisogna esporsi gradualmente alle situazioni che ci creano ansia. Nel paragrafo successivo verrà presentato un programma per superare la timidezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Programma graduale per vincere la timidezza&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Questo programma si basa su alcune tecniche della terapia cognitivo comportamentale. Se seguito fedelmente con costanza e determinazione può rivelarsi veramente efficace. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Stendi un elenco delle 10 situazioni che ti creano più ansia: per esempio telefonare a qualcuno che conosci poco, riportare indietro un oggetto al negozio, chiedere a un compagno di corso di prendere un caffè insieme e così via. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ordina queste situazioni dall'uno al dieci:&lt;br /&gt;al livello 1 ci metterai una situazione che ti crea uno &lt;strong&gt;stato d'ansia&lt;/strong&gt; molto lieve, ad esempio: chiedere un informazione ad un passante.&lt;br /&gt;Al livello 2 ci metterai una situazione che ti crea un livello d'ansia basso ma un po' più marcato del precedente : ad esempio fare con un commento sulla lezione che stai seguendo con un compagno di corso.&lt;br /&gt;Al livello 3 ci sarà una situazione che ti crea ancora più ansia e così via fino al livello 10 dove ci sarà una situazione che ti crea una fortissima ansia , ad esempio: chiedere un appuntamento alla ragazza dei tuoi sogni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Inizia dalla situazione che ti crea un livello minimo d'ansia.&lt;br /&gt;Se per esempio, nel tuo elenco, al livello 1 c'è chiedere un informazione ad un passante, allenati chiedere a tutte le persone che passano per strada dove è la tal via (anche se lo sai benissimo).&lt;br /&gt;Quando potrai chiedere un informazione sentendoti &lt;strong&gt;tranquillo e sicuro&lt;/strong&gt;, sei pronto per passare al livello successivo e così via sino  ad arrivare al decimo livello. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per le abilità più complesse come fare una conversazione o invitare qualcuno a prendere un caffè o a uscire, può essere utile fare delle prove. Ad esempio se voglio invitare un mio compagno di corso a venire al bar con me, poterebbe essermi d'aiuto prepararmi  in anticipo le cose da dire. Oppure ancora meglio: esercitarmi a casa  davanti allo specchio a fare l'invito. Non desistere se ti sentirai ridicolo: queste simulazioni possono davvero aiutarti.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-2844197804712892059?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/2844197804712892059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=2844197804712892059' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2844197804712892059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2844197804712892059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/come-vincere-la-timidezza.html' title='Come vincere la timidezza'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-144456048480363288</id><published>2007-02-12T15:57:00.003-08:00</published><updated>2007-02-12T15:57:22.438-08:00</updated><title type='text'>Otto consigli pratici per prevenire la depressione</title><content type='html'>1) Interessatevi agli altri.&lt;br /&gt;La depressione comporta un ripiegamento egocentrico su se stessi.&lt;br /&gt;Le persone depresse vivono spesso in un universo limitato a se stessi, alle loro sofferenze, e alle persone che li fanno soffrire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come frequentemente  avviene ai soggetti predisposte alla depressione, la loro ossessione per se stessi e i loro bisogni, impedisce loro di valutare pienamente sia i bisogni degli altri, come pure l'esistenza di un mondo al di là dell'universo circoscritto della loro sofferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un antidoto a tutto questo è smettere di concentrarsi sui propri problemi.&lt;br /&gt;Più allargherete i vostri orizzonti, più sarete in grado di ridimensionare le vostre disgrazie.&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Interessatevi a quello che succede nel mondo,leggete i giornali e tenetevi informati.&lt;br /&gt;    * Imparate una nuova lingua o qualcosa di nuovo.&lt;br /&gt;    * Cercate di conoscere e di fare amicizia con i vostri vicini di casa.&lt;br /&gt;    * Combattete la vostra tendenza all'egocentrismo, facendo del volontariato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dedicatevi ad una buona causa e il vostro umore migliorerà notevolmente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Controllate i pensieri negativi.&lt;br /&gt;Il nostro umore dipende moltissimo da quello che pensiamo e da come ci rivolgiamo a noi stessi. Alcune persone, senza accorgersene, si criticano e si rimproverano tutto il giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mente di queste persone, è come se si svolgesse un dialogo negativo continuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mente di una persona depressa rimugina costantemente idee negative su se stesso, la vita, gli altri, il passato e il futuro. Ma quando uno ripete a se stesso in continuazione cose del tipo. "non valgo niente", "la mia vita è uno schifo" e "nessuno mi ama", non può certo aspettarsi di sentirsi pieno di gioia di vivere! Per stare meglio è importante imparare a non soffermarsi sui pensieri negativi e a non crogiolarsi nell'autocommiserazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ha paragonato i pensieri deprimenti agli uccelli: non è possibile impedire ad un uccello di volare, ma posso impedire che l'uccello faccia il nido sopra la mia testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo significa che meno si rimugina sui torti subiti, sui nostri dolori, e su altri argomenti di questo genere, meglio si sta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Concentratevi sulle cose belle.&lt;br /&gt;I depressi tendono a rimuginare su quello che non hanno avuto dalla vita e sulle ingiustizie subite. In effetti, molte persone predisposte alla depressione hanno alle spalle storie familiari difficili, spesso hanno avuto dei genitori poco affettuosi, dei lutti in famiglia o delle disgrazie ancora peggiori. Le ragioni per essere tristi ci sarebbero tutte, ma, proprio per questo motivo, bisogna cercare di stare bene e di volersi bene!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo nessuno può cambiare il passato e i traumi subiti, tutto quello che si può fare è cercare di cogliere le opportunità che la vita offre nel presente (per quanto poche possano essere).Non concentratevi su quello che non avete avuto nel passato, o su quello che non avete al momento attuale : concentratevi invece sulle vostre possibilità e su come rendere la vostra esistenza più gratificante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Prendetevi la responsabilità della vostra vita&lt;br /&gt;La depressione è strettamente correlata alla passività. Molti depressi si sentono insoddisfatti della loro vita, ma fanno poco o niente per cambiare le situazioni spiacevoli in cui si trovano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei casi più gravi, si limitano a sognare che un giorno, quasi per magia, tutto cambierà per il meglio e che finalmente incontreranno una persona molto speciale, capace di portare alla loro esistenza vitalità, passione e stimoli nuovi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' inutile dire che queste sono aspettative illusorie e destinate a una rapida, ma dolorosa , disillusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se volete tenere lontana la depressione, dovete imparare a prendervi la responsabilità della vostra vita, cercando di cambiare quello che non funziona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordate che uno stile di vita solitario e privo di impegni favorisce la comparsa della depressione, viceversa uno stile di vita dinamico e attivo la previene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Prendetevi cura di voi stessi.&lt;br /&gt;Gli antichi romani sostenevano l'importanza di avere una " mens sana in corpore sano".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ricerche nel campo della medicina e della psicologia hanno dimostrato, come, la pratica regolare di un' attività fisica abbia una funzione stabilizzatrice dell'umore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli effetti positivi sull'umore, però, si hanno solo se lo sport scelto piace ed è adeguato al proprio allenamento fisico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La persona che in palestra si ammazza con i pesi, tanto per intenderci, non ha benefici né sul corpo né sulla psiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere in buona forma fisica, alimentarsi correttamente (evitando sia il soprappeso che diete squilibrate), dormire a sufficienza sono condizioni che aiutano a mantenere elevato il morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Provate una attività artistica.&lt;br /&gt;Di solito, i depressi sono profondamente indifferenti a tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La depressione diminuisce quando la persona diventa capace di trovarsi degli stimoli e delle gratificazioni. Pare che funzionino particolarmente bene in tal senso le attività artistiche. Quando una persona riesce ad esprimere i suoi sentimenti , dipingendo, modellando la creta ,scrivendo sul diario, ecc.. il dolore esistenziale che l'affligge, diminuisce considerevolmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente non importa essere bravi, disegnare bene o fare un capolavoro letterario: quello che conta è che esprimiate le vostre emozioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Adottate un cucciolo.&lt;br /&gt;Le virtù della pet therapy sono sempre più conosciute e allora perché non approfittarne? Chiunque ama gli animali conosce bene il sollievo e il divertimento che si provano giocando con un cagnolino o un furetto, ascoltando le fusa di un gatto,o accarezza il morbido pelo di un coniglietto. I cuccioli fanno compagnia, portano allegria e rilassano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) Coltivate aspettative realistiche nei confronti degli altri &lt;br /&gt;La depressione è legata a delle carenze affettive precoci .In genere, i depressi hanno ricevuto poco amore da parte dei loro genitori. Di conseguenza, non hanno sviluppato una buona autostima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte persone che soffrono di un disagio psicologico come la depressione, si sentono poco interessanti e indegne d'amore, e hanno bisogna di continue conferme affettive da parte degli altri. Essi sentono che possono amarsi se qualcun altro li ama. Ma, l'amore che vorrebbero dagli altri, è  un amore totale e incondizionato come quello di una madre per il figlio piccolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello inconscio, i depressi non stanno cercando un rapporto alla pari con un altro adulto, ma un rapporto simbiotico con qualcuno che li ami e accetti incondizionatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente un tale rapporto non è possibile.&lt;br /&gt;Chi ha una predisposizione alla depressione deve imparare a ridimensionare le sue aspettative nell'amore e nell'amicizia, e non dipendere troppo dagli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottoressa Anna Zanon&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-144456048480363288?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/144456048480363288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=144456048480363288' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/144456048480363288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/144456048480363288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/otto-consigli-pratici-per-prevenire-la.html' title='Otto consigli pratici per prevenire la depressione'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-7497232029375572338</id><published>2007-02-12T15:57:00.001-08:00</published><updated>2007-02-12T15:55:58.816-08:00</updated><title type='text'>Come migliorare il benessere psicologico e la gioia di vivere</title><content type='html'>Sin dai suoi albori, la psicologia clinica si è occupata esclusivamente di persone sofferenti e malate, solo negli ultimi anni è sorta una branca della psicologia che studia il benessere psicologico, cercando di capire quali elementi possono contribuire alla soddisfazione personale.&lt;br /&gt;Se state pensando ad un cospicuo conto in banca o ad una fantastica carriera, vi sbagliate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una serie di ricerche condotte da Martin Seligman, docente di psicologia all'Università della Pennsylvania, hanno dimostrato che esistono persone felici anche tra i miserabili delle bidonville.  E la felicità non è legata nemmeno ad una salute di ferro, alla giovinezza, all' aspetto fisico o alla cultura.     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, tutte queste cose possono aiutare, ma quello che rende felici le persone è qualcosa di meno tangibile: qualcosa che può essere definito come l'atteggiamento psicologico verso la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi affronta la vita con un atteggiamento psicologico positivo, riesce a superare meglio anche periodi difficili ed avversità, mentre chi guarda alla propria vita in modo negativo e pessimistico, anche quando ha tutto, non riesce ad essere felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edonismo e felicità&lt;br /&gt;Nella nostra cultura, il piacere viene associato con la felicità. Negli ultimi cinquant'anni, nei paesi ricchi, il reddito è cresciuto in modo costante: al giorno d'oggi abbiamo vite immensamente più comode e piacevoli rispetto ai nostri nonni.&lt;br /&gt;Ma, nonostante, possiamo permetterci quello che una volta erano considerati dei lussi inimmaginabili , è difficile sostenere che il progresso economico abbia portato la felicità. Una vita ricca di piaceri  (qualsiasi cosa si intenda per piacere: dal cibo, alla  masturbazione, allo shopping, ai video giochi, ecc)   non è sinonimo di una vita felice. Il piacere è per sua natura effimero: non appena, la stimolazione che lo provoca cessa , svanisce senza lasciar traccia  anche l'emozione positiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, l'indulgere ripetutamente allo stesso piacere è controproducente. Il piacere del secondo assaggio di gelato alla crema è di molto inferiore al primo, e il quarto assaggio è solo un introduzione di calorie. Dopo un po', il piacere perde la sua attrattiva perché nel nostro cervello intervengono dei particolari meccanismi a livello neurologico. I neuroni sono, infatti, programmati per rispondere ad eventi nuovi o insoliti, e per non attivarsi se non ci sono nuove informazioni. Molte persone sognano di vincere al superenalotto e di poter condurre un esistenza da nababbi. Ma, secondo Seligman, una vita fatta di piaceri a buon mercato, che non comporta mai qualche sfida, è una vita che conduce alla noia e alla depressione. L'essere umano ha bisogno di crescere, di mettersi alla prova, di sviluppare i suoi talenti e le sue potenzialità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La felicità si costruisce&lt;br /&gt;Purtroppo, non bisogna fare molti sforzi per essere insoddisfatti e scontenti. Mentre l'infelicità viene da sé, e in abbondanza, la felicità va cercata e costruita giorno per giorno.  Alcune persone possono avere vite più soddisfacenti e appaganti di altre, ma chiunque può incrementare il proprio benessere psicologico, coltivando quanto c'è di buono e di bello nella propria indole. Nel prossimo paragrafo,esamineremo alcuni atteggiamenti psicologici che possono favorire la soddisfazione personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli atteggiamenti psicologici che favoriscono la felicità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ottimismo.&lt;br /&gt;Molte ricerche hanno dimostrato che le persone ottimiste vivono più a lungo, godono di una migliore salute e hanno dei matrimoni più felici rispetto ai pessimisti. Il pensiero positivo ha spesso confuso l'ottimismo con un atteggiamento psicologico di negazione dei problemi e delle difficoltà. L'ottimismo di cui stiamo parlando non è fingere che tutto vada bene, quando si sta attraversando un periodo difficile. L' ottimismo a cui facciamo riferimento, è una atteggiamento psicologico che nasce dalla consapevolezza di essere in grado di  affrontare  le difficoltà della vita. Mentre i pessimisti tendono  a concentrarsi sui problemi, gli ottimisti cercano di concentrarsi sulle soluzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saper apprezzare quello che si ha e quello che si è.&lt;br /&gt;L'invidia e l'autocommiserazione sono sentimenti che possono minacciare gravemente il nostro benessere psicologico. Queste emozioni nascono dalla dolorosa percezione delle proprie mancanze e fallimenti, e dalla spiacevole  consapevolezza di aver ricevuto dalla vita meno di altre persone. Anche se in alcuni casi, questo può essere vero, la serenità psicologica si ottiene focalizzandosi su quello che di buono e di positivo c'è nella nostra esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il professor Fara, docente di psicologia dinamica all' Università degli Studi di Padova, ha utilizzato questa tecnica per guarire alcuni pazienti depressi. Egli consigliò ai pazienti con un disturbo dell'umore di tenere un diario su cui annotare i momenti di felicità. I pazienti dovevano trovare ogni giorno almeno cinque cose positive da scrivere nel loro diario. Nel giro di qualche mese, l'umore dei depressi migliorò sensibilmente perché era cambiato, almeno in parte, il loro modo di pensare. Al posto di rimuginare su quanto non andava nella loro esistenza, sui loro fallimenti e sui difetti delle persone che li circondavano, cominciavano a cercare i lati positivi di se stessi e degli altri. E si accorsero che la loro vita era più ricca di  opportunità di quanto non avessero mai pensato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'altruismo.&lt;br /&gt;Un atteggiamento altruistico favorisce il benessere psicologico e l'autostima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettere passione e impegno in quello che si fa&lt;br /&gt;Al lavoro trascorriamo la maggior parte della nostra giornata, e se quest'ambito della nostra vita è insoddisfacente, la nostra soddisfazione personale ne risentirà notevolmente. Purtroppo la precarietà lavorativa e la crisi economica, obbligano molte persone ad accettare lavori mal pagati e poco interessanti, che non permettono loro di esplicitare le proprie potenzialità. Se cambiare lavoro non è possibile, bisogna cercare di mettere il nostro tocco personale in quello che si fa. Se si cerca di utilizzare le proprie potenzialità personali e di vedere il lavoro come un contributo per il bene comune, anche il lavoro più noioso può diventare meno gravoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sviluppare le proprie potenzialità.&lt;br /&gt;Una vita facile, ma senza obiettivi e prospettive, conduce alla noia e alla depressione. L'essere umano ha bisogno di stimoli, di scoprire e utilizzare i propri talenti. Chi non si sfida mai, chi non si mette alla prova per paura di fallire, non può realizzare il suo potenziale. E una persona che vive un esistenza monotona e senza stimoli, difficilmente sarà felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottoressa Anna Zanon&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-7497232029375572338?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/7497232029375572338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=7497232029375572338' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7497232029375572338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7497232029375572338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/come-migliorare-il-benessere.html' title='Come migliorare il benessere psicologico e la gioia di vivere'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1391634138553126637</id><published>2007-02-12T15:49:00.000-08:00</published><updated>2007-02-07T10:15:11.430-08:00</updated><title type='text'>Sette modi per sconfiggere l'ansia</title><content type='html'>Questo che vi proponiamo è un programma di auto aiuto che serve per ridurre l'ansia. Se seguirete le nostre indicazioni per circa un mese dovreste sentirvi molto meglio&lt;br /&gt;a cura di Dott.sa Anna Zanon&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguite con costanza il nostro programma anche se all' inizio potreste non notare alcun cambiamento o addirittura sentirvi più nervosi! Ricordate, per svilupparsi, i vostri sintomi hanno richiesto molto tempo e quindi potrebbe volerci del tempo in più per alleviare il vostro stress fisico ed emotivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)  Tenete un diario&lt;br /&gt;Questo è molto importante per conoscere le vere cause della vostra ansia. Questo sistema è particolarmente utile per le persone che risentono sempre sotto pressione e non sanno perché. Scrivendo imparerete nuove cose su voi stessi. Una ragazza , per esempio, scoprì che la su ansia era scatenata dalla visione dei film violenti. Vedere dei personaggi che esprimevano liberamente la propria rabbia , la faceva entrare in contatto con la rabbia presente dentro di lei. e che negava di avere.  Tenendo un diario potrete comprendere come ci sia una relazione fra i vostri pensieri e le vostre emozioni, inoltre comprendere le proprie paure è il primo passo per padroneggiarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel diario dovete annottare giorno per giorno il vostro livello d' ansia : esempio tranquillo, un po' preoccupato, nervoso, sul punto di  scoppiare, quello che fate e sinteticamente quello che pensate . Un esempio di diario potrebbe essere il seguente : oggi ho avuto l' esame, ero agitatissimo, pensavo che forse sarei stato bocciato e mi preoccupavo di come avrebbero potuto reagire i miei genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Praticate il rilassamento&lt;br /&gt;Imparate una tecnica di rilassamento e applicatela tutti i giorni.  Non scoraggiatevi se all' inizio farete fatica a rilassarvi o addirittura vi  sentirete più tesi di prima! Se persevererete noterete una significativa diminuzione del vostro livello di ansia. Presto il rilassamento diventerà per voi una piacevole abitudine e scoprirete che, dal momento che mente e corpo sono strettamente collegate , il rilassamento fisico conduce al rilassamento mentale. Esistono moltissime tecniche di rilassamento , tuttavia noi consigliamo il training autogeno che è abbastanza semplice da imparare. Anche la meditazione e lo yoga e la respirazione addominale funzionano in maniera eccellente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Fate esercizio fisico&lt;br /&gt;Fate ogni giorno 30 minuti di attività fisica. Ma attenzione per non aggiungere stress a stress , dovete scegliere qualcosa che vi piaccia! Anche una passeggiata di 30 minuti può essere un eccellente modo di scaricare la tensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Alimentatevi correttamente&lt;br /&gt;Attenzione all' alimentazione! A volte l'ansia può essere esacerbata da un intolleranza alimentare o dall' abuso di sostanze stimolanti. Le persone ansiose dovrebbero evitare il tè, il caffè , la coca cola e la nicotina.  Dal momento che una condizione fisica di ipoglicemia spesso causa ansia è importante ridurre i dolci, preferire pane e pasta integrali e fare cinque pasti leggeri .Anche conservanti e additivi possono provocare delle allergie e quindi problemi d' ansia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5 ) Coltivate le amicizie!&lt;br /&gt;Stare con delle persone che vi apprezzano è un ottimo antidoto alla tendenza alla autocritica tipica della personalità ansiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Non criticatevi più!&lt;br /&gt;Attenzione all' autocritica! La persona ansiosa è il peggior critico di se stesso. Per eliminare l'ansia bisogna prestare attenzione ai propri pensieri, di solito chi è ansioso si critica in continuazione. Imparate a parlarvi gentilmente ,se per esempio vi ripetete molto spesso "non ne combino una giusta" , sostituite l'affermazione negativa con una positiva tipo "ho fatto molte cose positive nella mia vita".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Fate le cose che vi piacciono&lt;br /&gt;Anche se avete una giornata  densa di impegni, anzi soprattutto in questi casi, trovate il tempo per fare qualcosa che vi  piace e vi rilassa. Può trattarsi di ascoltare della musica, di dipingere, fare un puzzle o qualsiasi cosa vi ricarichi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1391634138553126637?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1391634138553126637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1391634138553126637' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1391634138553126637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1391634138553126637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/sette-modi-per-sconfiggere-lansia.html' title='Sette modi per sconfiggere l&apos;ansia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1905539653456249179</id><published>2007-02-07T10:14:00.002-08:00</published><updated>2007-02-07T10:15:11.580-08:00</updated><title type='text'>Stress in gravidanza</title><content type='html'>Molte &lt;strong&gt;mamme in attesa&lt;/strong&gt; si chiedono se l'essere sottoposte a stress in gravidanza può in qualche modo influire sul proprio bambino. &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ci saranno rischi per lui/lei? Ci saranno maggiori problemi? Finora non c'è una risposta certa a questo angosciante quesito. Un&lt;/span&gt;&lt;a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/6298909.stm"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; servizio della BBC si è recentemente occupato della ricerca in quest'area&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. Sembra comunque, da uno studio recente, che donne che sperimentano situazioni di tensione e di stress durante la gravidanza abbiano figli con un QI più basso ed una maggiore predisposizione&lt;/span&gt; all'ansia. Il lavoro sembrerebbe suggerire che vi sia effettivamente un fattore di rischio per queste gravidanze poco serene, ma il Professor Glover fa notare che non possano essere dimenticati, nella valutazione finale, anche i &lt;strong&gt;fattori genetici&lt;/strong&gt; e la qualità &lt;strong&gt;dell'ambiente domestico&lt;/strong&gt;, una volta che il bambino sia nato, come fattori particolarmente determinanti per lo &lt;strong&gt;sviluppo complessivo del bambino&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://psychcentral.com/blog/archives/2007/01/28/mothers-stress-child-development/"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Psych Central&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;n.d.b. Va da sé, insomma, che una persona rilassata e felice sia più sana di un'altra stressata e depressa e certamente questo vale anche per le mamme in attesa (e per i loro bebé). Tuttavia, il bambino ha in sé forti potenzialità per un sano recupero e, a mio avviso, una mamma in attesa che tema in misura esagerata gli effetti del suo stress personale sul bambino accresce stress a stress.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.psicolinea.it/"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte : http://psicolinea.blogspot.com/2007/01/stress-in-gravidanza.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1905539653456249179?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1905539653456249179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1905539653456249179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1905539653456249179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1905539653456249179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/stress-in-gravidanza.html' title='Stress in gravidanza'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-4255003279252421624</id><published>2007-02-07T10:14:00.001-08:00</published><updated>2007-02-07T10:14:46.957-08:00</updated><title type='text'>Tutto sull'isteria</title><content type='html'>&lt;strong&gt;L'isteria&lt;/strong&gt; è una sindrome nevrotica dal &lt;em&gt;quadro clinico molto eterogeneo&lt;/em&gt;, caratterizzato da &lt;strong&gt;sintomi fisici senza base organica&lt;/strong&gt;. Ciò ha indotto spesso a ritenere che 'isteria' fosse sinonimo di &lt;em&gt;'simulazione'&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il termine fu introdotto da &lt;strong&gt;Ippocrate&lt;/strong&gt;, il quale, rifacendosi ad una teoria medica dell'età periclea, riteneva l'isteria una malattia &lt;strong&gt;tipicamente femminile&lt;/strong&gt;, dovuta ad un cattivo funzionamento dell'utero (in gr. hystéra).&lt;br /&gt;L'utero era pensato come un organo mobile che, a causa dell'astinenza sessuale 'errava' all'interno del corpo, &lt;strong&gt;premendo sugli altri organi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa interpretazione, attraverso &lt;strong&gt;Galeno&lt;/strong&gt; (sec. II) si trasmise al Medio Evo, durante il quale le isteriche venivano sottoposte ad &lt;strong&gt;esorcismo&lt;/strong&gt;. Nei secoli successivi il termine fu mantenuto per raggruppare tutte quelle malattie che si presentavano '&lt;em&gt;sine materia'.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo nel &lt;strong&gt;Settecento&lt;/strong&gt; fu gradualmente abbandonata la convinzione che si trattasse di una malattia soprannaturale, esclusivamente femminile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agli inizi dell'Ottocento il neurologo &lt;strong&gt;J.F.F. Babinski&lt;/strong&gt; sottolineò l'importanza delle &lt;strong&gt;emozioni traumatiche&lt;/strong&gt; nella genesi della malattia, pur confermandone l'origine organica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito, un altro neurologo, &lt;strong&gt;J.M. Charcot&lt;/strong&gt; escluse dall'isteria tutte quelle manifestazioni somatiche riconducibili con certezza ad alterazioni organiche, convinto che si trattasse di uno &lt;strong&gt;stato psichico dovuto all'autosuggestione e curabile con la persuasione&lt;/strong&gt;. Charcot aveva introdotto &lt;strong&gt;&lt;em&gt;l'isteria traumatica,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; per spiegare quei sintomi somatici, in particolare le paralisi, a seguito di traumi fisici. Nel prenderla in considerazione, Freud preciserà che :&lt;em&gt; 'c'è un'analogia completa fra la paralisi traumatica e l'isteria comune, non traumatica'(... ) Nessuno infatti oggi mette più in dubbio che anche nel grave trauma meccanico dell'isteria traumatica non è il fattore meccanico a produrre quell'effetto, ma l'affetto di paura, il&lt;/em&gt; 'trauma psichico' (1893, Meccanismo psichico dei fenomeni isterici)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito, gli studi di &lt;strong&gt;P. Janet&lt;/strong&gt; individuarono nell'individuo isterico una forma di dissociazione, una tendenza, provocata dalla &lt;strong&gt;&lt;em&gt;tensione emotiva troppo forte rispetto alle proprie capacità di difesa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, a isolare gruppi di idee e di ricordi della coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Influenzato da Charcot, Freud si convinse della &lt;strong&gt;eziologia sessuale della malattia isterica&lt;/strong&gt;, che successivamente estenderà anche alle altre nevrosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venuto a contatto con il caso di &lt;strong&gt;Anna O&lt;/strong&gt;., una paziente isterica curata dal suo amico &lt;strong&gt;Josef Breuer&lt;/strong&gt; con il metodo catartico e con il metodo ipnotico, &lt;strong&gt;Freud&lt;/strong&gt; si rese conto dei gravi limiti terapeutici di quest'ultimo, che cela le resistenze psichiche, anziché evidenziarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partendo da questa constatazione, con un'altra paziente isterica, &lt;strong&gt;Lucy R&lt;/strong&gt;., egli elaborò il metodo delle&lt;strong&gt;&lt;em&gt; associazioni libere in stato di veglia.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1893, nel libro &lt;em&gt;Il meccanismo psichico dei fenomeni isterici&lt;/em&gt;, Freud definì il processo fondamentale &lt;strong&gt;dell'abreazione&lt;/strong&gt;, o scarica emozionale che libera l'affetto legato al ricordo di un evento traumatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1894 in &lt;em&gt;Studi sull'isteria&lt;/em&gt;, Freud e Breuer sostengono che l'isterica soffra essenzialmente di &lt;strong&gt;reminiscenze&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Le reminiscenze sono ricordi che si mantengono senza che si sappia che si tratta di ricordi,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e che provocano, mettono in atto, comportamenti paradossali, chiamati "&lt;strong&gt;sintomi&lt;/strong&gt;". Ebbene, &lt;strong&gt;Freud è il primo a non considerare l'isteria come una sindrome medica, come una patologia nel senso medico del termine&lt;/strong&gt;, perché capisce che &lt;strong&gt;il soggetto isterico vuol sempre dire qualcosa&lt;/strong&gt;: che si tratti del sintomo corporeo, o della dissociazione della coscienza, egli esprime qualcosa di impossibile a dirsi, di impossibile a viversi. Nel libro, Freud diede un risalto molto maggiore &lt;strong&gt;all'isteria da difesa&lt;/strong&gt; rispetto alle altre due forme, &lt;strong&gt;l'isteria da ritenzione&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;caratterizzata dal fatto che alcuni affetti non hanno potuto essere 'abreagiti'per la natura del trauma, che urta o contro le condizioni sociali, o contro una difesa del soggetto stesso&lt;/em&gt;) e &lt;strong&gt;l'isteria ipnoide&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;che avrebbe la sua origine negli 'stati ipnoidi', durante i quali il soggetto non è in grado di integrare nel proprio vissuto esperenziale le rappresentazioni che in tali stati compaiono&lt;/em&gt;). &lt;strong&gt;L'isteria da difesa veniva esercitata dal soggetto contro rappresentazioni capaci di provocare affetti spiacevoli.&lt;/strong&gt; (Nella ricerca eziologica è questa la causa preferita da Freud contro lo 'stato ipnoide', sostenuto da Breuer)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni successivi, Freud eliminò questa tripartizione e la stessa espressione 'isteria da difesa', essendo ormai convinto che il&lt;strong&gt; &lt;em&gt;conflitto difensivo contro determinate pulsioni sessuali&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;rappresentazioni capaci di provocare affetti spiacevoli&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; fosse &lt;strong&gt;l'unico responsabile dell'isteria e di tutte le altre nevrosi.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Nel 1897 Freud scoprì anche che le &lt;strong&gt;esperienze infantili di seduzione paterna&lt;/strong&gt;, riferitegli dalle sue pazienti isteriche, non hanno quasi mai luogo nella realtà, ma nell'immaginario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1901, in rapporto al caso di &lt;strong&gt;Dora&lt;/strong&gt;, una paziente affetta da 'piccola isteria', con sintomi di depressione, di dispnea, aforia ed emicrania, Freud enucleò il ruolo patogenetico del&lt;strong&gt; complesso edipico&lt;/strong&gt; e, prendendo spunto dal teatralismo autoscenico dei soggetti isterici, sviluppò la tematica del &lt;strong&gt;transfert&lt;/strong&gt; analitico ed extra-analitico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'isteria venne così classificata da Freud fra le &lt;strong&gt;nevrosi di transfert&lt;/strong&gt;, con &lt;strong&gt;&lt;em&gt;punto di fissazione alla fase edipica&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, e con la &lt;strong&gt;rimozione&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;dissociazione&lt;/strong&gt; quali meccanismi di difesa caratteristici. Tra le forme di isteria meglio formulate da Freud sul piano sintomatologico ricordiamo &lt;em&gt;l'isteria di conversione e l'isteria d'angoscia&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Isteria di conversione&lt;/strong&gt;, L'isteria di conversione si genera per effetto di un'innervazione &lt;strong&gt;somatica di un contenuto psichico rimosso&lt;/strong&gt;, scegliendo un organo piuttosto che l'altro, in funzione di un simbolismo inconscio. La cecità rappresenta ad esempio il rifiuto di vedere, la paralisi il rifiuto di camminare, ecc. In questo caso dunque il &lt;strong&gt;conflitto intrapsichico dà luogo, in assenza di alterazioni anatomiche, a sintomi somatici,&lt;/strong&gt; registrabili sia a livello sensoriale &lt;em&gt;(cecità, sordità, anestesia cutanea, iperestesia ecc.),&lt;/em&gt; sia a livello motorio &lt;em&gt;(paralisi, contratture, convulsioni&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nell'isteria da angoscia&lt;/strong&gt;, i sintomi sono costituiti da sensazioni angosciose e da &lt;strong&gt;fobie&lt;/strong&gt; relative ai più svariati oggetti esterni, in assenza di fenomeni conversivi. Così scrive Freud sull'origine della fobia : ' &lt;em&gt;Nell'isteria d'angoscia la &lt;strong&gt;libido&lt;/strong&gt; sprigionata dal materiale patogeno in virtù della rimozione, &lt;strong&gt;non viene convertita&lt;/strong&gt;, ossia non viene sottratta alla sfera psichica per riapparire in una innervazione somatica, ma &lt;strong&gt;viene liberata sotto forma di angoscia'&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;. La formazione dei sintomi fobici trova dunque la sua origine in un &lt;em&gt;'lavoro psichico inteso a legare di novo psichicamente l'angoscia divenuta libera'&lt;/em&gt; (1908, analisi del piccolo Hans). L'oggetto a cui si lega diventa un '&lt;em&gt;&lt;strong&gt;oggetto fobico'&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;In entrambi i casi dunque, &lt;strong&gt;la rimozione separa l'affetto dalla rappresentazione&lt;/strong&gt;: nella &lt;strong&gt;nevrosi fobica&lt;/strong&gt; però la &lt;strong&gt;&lt;em&gt;libido non è convertita, ma è&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;liberata&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;sotto forma di angoscia e spostata successivamente su un oggetto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: l'oggetto fobico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Isteria 'maschile'.&lt;/strong&gt; Freud ritiene che vi siano anche &lt;strong&gt;uomini isterici&lt;/strong&gt;. Da Ippocrate fino a Freud si era &lt;strong&gt;&lt;em&gt;femminizzato il sintomo isterico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Il discorso sull'isteria in qualche modo era stato condotto &lt;strong&gt;&lt;em&gt;sulla base di stereotipi sociali. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Freud forse è &lt;strong&gt;&lt;em&gt;il primo a trattare la donna isterica in quanto soggetto, preda di un conflitto inconscio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. E da questo punto di vista, certamente, c'è anche &lt;strong&gt;un'isteria maschile&lt;/strong&gt;, il che fu considerato da molti come una &lt;strong&gt;'contraddzione in termini'.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;sintomo&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;isterico&lt;/strong&gt; (come gli altri tipi di sintomi) nasce da conflitti la cui gravità è variabile: ma in tutti questi casi &lt;strong&gt;il desiderio è impedito&lt;/strong&gt;, e può giungere ad esprimersi solo in questa forma, in quella &lt;strong&gt;formazione di compromesso qual è il sintomo&lt;/strong&gt;. Dato che il desiderio è proibito, esso deve trovare una modalità di espressione che non sia diretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'isterico, o più in generale il nevrotico, in realtà, è &lt;strong&gt;malato del suo desiderio&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;qualcosa che non può esser detto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;; e questa "&lt;em&gt;malattia&lt;/em&gt;" ci dà la possibilità di &lt;em&gt;conoscere noi stessi&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In psichiatria, si parla di &lt;strong&gt;'personalità isterica'&lt;/strong&gt; quando, anche in mancanza di sintomi conversivi e fobici, siano rilevabili tratti di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;istrionismo, mitomania e suggestionabilità accentuata. K. Jaspers&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;indica questa personalità come quella che 'tende &lt;em&gt;ad apparire piuttosto che ad essere'&lt;/em&gt; (Jaspers K., Psicopatologia generale 1913-1959, Il Pensiero Scientifico, Roma). &lt;strong&gt;G. Jervis&lt;/strong&gt; scrive in proposito che &lt;em&gt;'i sintomi hanno la caratteristica di esprimersi in &lt;strong&gt;modo appariscente&lt;/strong&gt;, ma senza un'intensa partecipazione di sofferenza da parte del soggetto. Lo spazio che separa l'isteria dalla simulazione di malattia è sottile e ambiguo: l'isteria si distingue dalla simulazione nella misura in cui &lt;strong&gt;il soggetto non è pienamente consapevole&lt;/strong&gt; del significato e della reale intenzionalità del proprio comportamento'&lt;/em&gt; &lt;em&gt;(G. Jervis, Isteria, in Manuale critico di psichiatria, Feltrinelli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;L'isterico,&lt;/strong&gt; sempre secondo Jervis, è &lt;em&gt;'un soggetto che si trova in una situazione conflittuale, per cui da un lato ha &lt;strong&gt;un bisogno che deve esprimere&lt;/strong&gt; (negarsi agli altri, protestare, ricevere affetto, aggredire) e per un altro egli non può permettersi di esprimere questo bisogno, perché &lt;strong&gt;sa che se lo facesse verrebbe censurato&lt;/strong&gt;, prima che dalla società, dalle sue proprie istanze morali. Il risultato di questa situazione conflittuale è che il &lt;strong&gt;bisogno viene espresso in modo distorto e mascherato, spesso simbolico, come sintomo&lt;/strong&gt; (isterico); e che il soggetto convince sé stesso e gli altri &lt;strong&gt;che la sua volontà non c'entra&lt;/strong&gt; per nulla. Il sintomo isterico presenta il vantaggio di essere 'socialmente accettabile' (in quanto sintomo di una - apparente - lesione organica); contemporaneamente &lt;strong&gt;permette il raggiungimento del fine proposto,&lt;/strong&gt; che può essere la propria non disponibilità, la propria valorizzazione, l'aggressione, l'aiuto da parte di altri&lt;/em&gt;"(Jaspers, op. cit).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I due meccanismi impiegati dall'isterico sono dunque &lt;em&gt;l'esibizione del disturbo&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;l'utilizzazione del sintomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Tipica dell'isteria è la figura, illustrata da &lt;strong&gt;J. P. Sartre&lt;/strong&gt;, dell'&lt;strong&gt;&lt;em&gt;impersonazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, in cui l'individuo si lascia catturare da un &lt;strong&gt;ruolo, da un personaggio&lt;/strong&gt;, che assume ed interpreta. L'isterico impersona il &lt;strong&gt;ruolo del malato, identificandosi con i suoi sintomi&lt;/strong&gt;. Il fatto che non lo faccia consapevolmente dice che l'isterico, per mentire agli altri, è costretto a mentire a sé stesso. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ma chi impersona un ruolo, non è quel personaggio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, chi fa il malato non è malato. Questa &lt;strong&gt;distanza che l'isterico mantiene fra essere e fare&lt;/strong&gt;, questa &lt;em&gt;&lt;strong&gt;belle indifférence&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, come la chiamava &lt;strong&gt;Janet&lt;/strong&gt;, non è una finzione, ma l'estremo tentativo di custodire la propria esistenza che, se dovesse coincidere irrimediabilmente con le proprie azioni, si vedrebbe ridotta a cosa e soppressa nella sua possibilità di trascendersi e di esprimersi in progetto esistenziale. Solitamente il progetto isterico denuncia un repertorio limitato di mezzi, una fuga da un largo settore dell'esistenza; &lt;strong&gt;fuga a volte necessaria&lt;/strong&gt; in personalità che non dispongono di grandi prospettive per il futuro, per cui nel gioco della vita si trovano costrette alla semplice &lt;strong&gt;'rappresentazione di una parte'&lt;/strong&gt; che possa ottenere e riscuotere l'approvazione della società. &lt;em&gt;(ved. Sartre J.P., L'essere e il nulla- 1943 - Il saggiatore)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonti:&lt;br /&gt;AAVV Enciclopedia della Filosofia Garzanti&lt;br /&gt;Umberto Galimberti, Dizionario di Psicologia, De Agostini&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.emsf.rai.it/interviste/interviste.asp?d=159"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;EMSF&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;Rai, Intervista a Paul Laurent Assoun, Freud e l'steria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.psicolinea.it/"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte :http://psicolinea.blogspot.com/2007/02/tutto-sullisteria.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-4255003279252421624?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/4255003279252421624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=4255003279252421624' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/4255003279252421624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/4255003279252421624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/tutto-sullisteria.html' title='Tutto sull&apos;isteria'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-9008566149933988816</id><published>2007-02-07T10:11:00.000-08:00</published><updated>2007-02-07T10:13:39.705-08:00</updated><title type='text'>Tecniche antistress</title><content type='html'>&lt;big&gt;Lo stress viene subito come qualcosa che accade ma che non sopportiamo anzi ci mostriamo insofferenti davanti ad esso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Esso non va visto, pur se spesso erroneamente lo si fa, come causa esterna, in quanto l'evento cosiddetto stressante lo è non per natura propria ma per "incapacità" nostra di viverlo senza reazioni di emozionalità sgradita.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Queste ultime indicano che in noi vi è una disarmonia "relativa" rispetto all'evento stesso oltre ad una disarmonia di fondo quale indicatore del nostro livello di riempimento e saturazione della capacità di sopportazione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Quindi è fondamentale che la strada "&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;antistress&lt;/span&gt;" sia diretta all'armonizzazione interiore affinché possa essere veramente efficace e che se si lavora solo cercando di evitare gli eventi stressanti, ci si ritrova a combattere contro i mulini a vento che si replicano con velocità incredibile quanto più si tenta di evitarli o distruggerli.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Bisogna comprendere profondamente che quello che determina lo stress non è l'evento ma la reazione che esercitiamo nei suoi confronti in quanto potremmo dire che lo stress è in noi!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Compreso ciò si potrà scegliere la strada delle tecniche antistress come un cammino tutto incentrato sull'autoconoscenza e la conquista dell'armonia interiore.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Quest'ultima è direttamente proporzionata al nostro benessere ed alla nostra salute globale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Esistono molte tecniche che si limitano a migliorare solo la superficie del nostro essere, cioè come una sorta di disintossicazione che comunque dà sollievo anche se spesso temporaneo se non si aggiunge alcun altro lavoro sul proprio sè.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Poi vi sono tecniche che poco si praticano, perché all'apparenza &lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;sembrano&lt;/span&gt; non dare effetti, invece sono quelle più efficaci, esse coinvolgono la persona attraverso un cammino serio di &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;autoconoscenza e consapevolezza&lt;/span&gt; dei vari gradi di crescita che modificano le profondità della stessa dandole un'armonia solida e concreta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  Queste sono tecniche che si basano anche sulla fisica quantica applicata all'uomo poichè stimolano lo stesso ad avere dei "&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;flash quantici&lt;/span&gt;" cioè dei momenti d'illuminazione interiore attraverso i quali egli scopre che la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;verità&lt;/span&gt; è dentro di lui pur se molto nascosta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;  In tale verità lui si &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;autoconosce &lt;/span&gt;cioè comprende chi è veramente e come è spesso sotto il dominio dell'illusorietà della mente che avendo "&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;abusato&lt;/span&gt;" dell'esercizio delle sue funzioni strumentali gli ha sottratto la sua identità fino a fargli credere che l'entità uomo e la mente siano la stessa cosa.&lt;br /&gt;  &lt;/big&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-9008566149933988816?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/9008566149933988816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=9008566149933988816' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/9008566149933988816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/9008566149933988816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/tecniche-antistress.html' title='Tecniche antistress'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-8111828414001438591</id><published>2007-02-05T16:01:00.002-08:00</published><updated>2007-02-05T16:02:20.806-08:00</updated><title type='text'>Depressione post-partum: ne soffrono anche i papà</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span class="wwwautoreblocco"&gt;A cura de &lt;a class="dim10" href="http://www.pensiero.it/" target="_blank"&gt;Il Pensiero Scientifico Editore&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="data_piccola"&gt;11/12/2006 17.48.00&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anche i padri possono soffrire di depressione "post-partum". Mentre per le donne questa forma di depressione è fortemente collegata al calo di ormoni che verifica dopo il parto, nel caso dei padri è il senso di responsabilità o di inadeguatezza a far sviluppare una sorta di preoccupazione che però solo in casi rari sfocia in depressione. Lo sostiene uno studio di popolazione pubblicato sull’ultimo numero della rivista &lt;em&gt;Journal of the American Medical Association&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i neogenitori le settimane immediatamente seguenti al parto sono molto delicate tanto che non è inusuale che compaia, in entrambi i sessi, una leggera forma di depressione. Per stimare il rischio di disturbi mentali post-partum, per entrambi i genitori, che possono anche determinare un ricovero in ospedale nel corso del primo anno di vita del bambino, è stato condotto in Norvegia uno studio di popolazione su un campione di circa due milioni e trecentomila persone. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dato il campione molto ampio i ricercatori norvegesi hanno potuto suddividere la popolazione in due fasce d’età, la prima compresa tra i 18 e i 25 anni, la seconda tra i 25 e i 38 anni, la terza per gli over 38. I dati hanno indicato che nel gruppo di genitori più giovani l’incidenza di depressione legata alla nascita del primo figlio è più alta in entrambi i sessi. Con l’aumentare dell’età tale incidenza tende ad assestarsi sui valori definiti normali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aiuto e un sostegno psicologico e pratico per le coppie, soprattutto se giovani, è essenziale per evitare non solo che i genitori abbiano episodi di depressione ma anche che i figli crescano in un ambiente poco tranquillo e accogliente in cui vengono percepiti come un elemento estraneo alla vita condotta in precedenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Munk-Olsen T et al. New parents and mental disorders. JAMA 2006;296:2582-89&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;em&gt;emanuela grasso&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-8111828414001438591?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/8111828414001438591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=8111828414001438591' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8111828414001438591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8111828414001438591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/depressione-post-partum-ne-soffrono.html' title='Depressione post-partum: ne soffrono anche i papà'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-2153275173233483105</id><published>2007-02-05T16:01:00.001-08:00</published><updated>2007-02-05T16:01:42.958-08:00</updated><title type='text'>A una risata il cervello risponde ridendo</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span class="wwwautoreblocco"&gt;A cura de &lt;a class="dim10" href="http://www.pensiero.it/" target="_blank"&gt;Il Pensiero Scientifico Editore&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="data_piccola"&gt;14/12/2006 13.10.00&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Rispondere a tono ai segnali comunicativi, soprattutto quelli positivi, è molto importante per la qualità delle relazioni sociali. Uno studio realizzato in collaborazione con lo University College di Londra, e pubblicato sul &lt;i&gt;Journal of Neuroscience,&lt;/i&gt; ha evidenziato che in alcuni casi queste reazioni appropriate, definite “a specchio”, vengono attivate istintivamente dal cervello.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In modo particolare i ricercatori hanno prestato la loro attenzione alla risata e alla sua capacità di contagiare le persone che la sentono. Hanno sottoposto un gruppo di volontari ad una serie di stimoli sonori sia positivi, come le risate, sia negativi, come le urla. Attraverso una risonanza magnetica funzionale hanno valutato la risposta cerebrale a questi stimoli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Hanno visto così che tutti i suoni erano in grado di stimolare una risposta neuronale nella corteccia premotoria ma che l'intensità della risposta raddoppiava nel caso di suoni piacevoli, e che in questo caso l'attività neuronale si estendeva alla regione della corteccia motoria primaria come per preparare i muscoli del viso a rispondere appropriatamente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;“&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;L'automatica attivazione di una risposta mimica oro-faciale ad alcune vocalizzazioni legate a determinate emozioni suggerisce che le interazioni uditivo-motorie forniscono un meccanismo fondamentale per riflettere come uno specchio gli stati emozionali degli altri”, spiega Sophie Scott, neuroscienziata presso lo University College londinese e coautrice dello studio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Secondo i ricercatori è probabile che questo meccanismo di risposte automatiche, che “copiano” i comportamenti degli altri, giochi un ruolo molto importante nel costruire legami forti tra gli individui all'interno di un gruppo. “Pare che il detto 'ridi e il mondo riderà con te' sia assolutamente vero”, conclude la Scott. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonte: Warren JE, Sauter DA et al. Positive emotions preferentially engage an auditory-motor “mirror” system. J Neurosc 2006; 26:13067-13075.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;caterina visco&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-2153275173233483105?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/2153275173233483105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=2153275173233483105' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2153275173233483105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2153275173233483105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/una-risata-il-cervello-risponde-ridendo.html' title='A una risata il cervello risponde ridendo'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-3404237689707809098</id><published>2007-02-05T15:46:00.000-08:00</published><updated>2007-02-05T16:00:35.572-08:00</updated><title type='text'>Lui e lei: parlano alla stessa maniera ma pensano diversamente</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span class="wwwautoreblocco"&gt;A cura de &lt;a class="dim10" href="http://www.pensiero.it/" target="_blank"&gt;Il Pensiero Scientifico Editore&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="data_piccola"&gt;29/11/2006 11.39.00&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="wwwtesto"&gt;Maschi e femmine tendono a usare parti diverse del cervello per imparare ed utilizzare alcune "basi" della grammatica. Uno studio pilota del Georgetown University Medical Center, pubblicato sulla rivista &lt;em&gt;Developmental Science&lt;/em&gt;, suggerisce che il sesso potrebbe essere un fattore importante nell’acquisizione e nell’uso del linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo gli autori, le femmine userebbero il sistema deputato alla memorizzazione delle parole, la cosiddetta “memoria dichiarativa”. I maschi, invece, adopererebbero la “memoria procedurale”, quel sistema che governa le regole del linguaggio. Una potenziale causa di questa differenza potrebbe essere rappresentata dagli estrogeni, ormoni principalmente femminili, che influenzano diversi processi cerebrali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il sesso è stato ignorato negli studi sull’apprendimento, sulla rappresentazione, sull’utilizzazione e sulle basi neurologiche del linguaggio. Questo studio mostra che le differenze tra maschi e femmine potrebbero essere un fattore importante in questo processo cognitivo”, spiega l’autore Michael Ullman, professore di neuroscienze, neurologia e scienza del linguaggio presso la Georgetown University.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Studiando come un gruppo di bambini, divisi in maschi e femmine, usavano le forme regolari e irregolari del passato remoto hanno potuto stabilire che le forme irregolari inducevano in errore entrambi i gruppi, ma a seguito di procedimenti mentali diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le bambine andavano avanti per assonanza: ricordavano numerose parole che terminavano nello stesso modo (egli andò, parlò, cercò) e quindi davanti al verbo essere o al verbo avere (egli fu, ebbe) sbagliavano. I maschi, invece, si ricordavano la regola di accentare l’ultima vocale della terza persona singolare e su essa basavano le loro risposte: al verbo avere ed essere sbagliavano anche loro anche se per un motivo diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri tipi di test più allargati hanno confermato questa differenza nei procedimenti adoperati dagli uomini e dalle donne. “Nonostante i due sessi sembrino fare le stesse cose e farle bene alla stessa maniera, in realtà usano due processi neurocognitivi diversi per farle”. Diversi dunque, ma ugualmente imperfetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: &lt;a href="http://explore.georgetown.edu/news/?ID=20915" target="_blank"&gt;Georgetown University Medical Center&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;em&gt;caterina visco&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-3404237689707809098?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/3404237689707809098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=3404237689707809098' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3404237689707809098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3404237689707809098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/lui-e-lei-parlano-alla-stessa-maniera.html' title='Lui e lei: parlano alla stessa maniera ma pensano diversamente'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-2306800762103738469</id><published>2007-02-04T16:37:00.002-08:00</published><updated>2007-02-04T16:38:03.193-08:00</updated><title type='text'>La prevenzione: un'utopia?</title><content type='html'>&lt;p class="titolo3"&gt;La prevenzione: un'utopia?&lt;/p&gt;&lt;br /&gt; &lt;p&gt;Nel campo della salute mentale, prevenzione fa rima con informazione e sensibilizzazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Stiamo parlando, chiaramente, d'informazione corretta, sana, che non crei inutili allarmismi, ma sia in grado di fornire tutti gli elementi sufficienti per una diagnosi ed un intervento precoce.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' dimostrato che, laddove il disturbo ansioso e fobico venga riconosciuto tempestivamente e il trattamento sia immediato e mirato, i tempi di risoluzione si accorciano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Oltretutto si evita il rischio, da non sottovalutare, che il protrarsi del disagio, oltre ad aumentare i costi sociali in modo notevole, finisca con l'indurre la persona a intraprendere percorsi pericolosi (abuso d'alcool, di sostanze stupefacenti, ecc.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Scuola dovrebbe creare spazi e tempi, per insegnanti e genitori, in cui affrontare le tematiche legate al processo di crescita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Sanità dovrebbe, dal canto suo, fornire aggiornamenti mirati al Medico di Base ed al Servizio di Medicina d'Urgenza, che sono i primi punti di riferimento per chi sperimenta un Attacco di Panico o una violenta crisi d'ansia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-2306800762103738469?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/2306800762103738469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=2306800762103738469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2306800762103738469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2306800762103738469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/la-prevenzione-unutopia.html' title='La prevenzione: un&apos;utopia?'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-6717444438301409992</id><published>2007-02-04T16:37:00.001-08:00</published><updated>2007-02-04T16:37:39.590-08:00</updated><title type='text'>Ansia, farmaci e sessualità</title><content type='html'>&lt;p class="titolo3"&gt;Ansia, farmaci e sessualità&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;di &lt;strong&gt;Roberto Todella*&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt; &lt;p&gt;Quando la sessualità non si esprime come vorremmo o non è più come un tempo, quanto può dipendere dalla terapia farmacologica che stiamo assumendo per un disturbo d'ansia?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Di fatto psicofarmaci e sessualità non sempre van d'accordo: li lega un rapporto complesso e non facile da interpretare. L'influenza sulla vita sessuale può essere molto variabile: migliorarne la qualità quando i benefici della terapia sulle manifestazioni ansiose riverberano positivamente sulla disponibilità e sul desiderio sessuale, danneggiarla quando amplificano modalità e caratteristiche sessuali preesistenti (come una carente risposta eccitatoria o una difficoltà orgasmica).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Vediamo in dettaglio come agiscono.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I farmaci più comunemente usati per i problemi d'ansia sono gli antidepressivi dell'ultima generazione (paroxetina: Seroxat, Sereupin; citalopram: Elopram, Seropram; fluoxetina: Prozac, Fluoxeren; sertralina: Zoloft, ed altri ancora) e gli ansiolitici (Xanax, Frontal, Lexotan, Tavor, Control, Ansiolin, Valium, Prazene, per citare i più utilizzati).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli antidepressivi hanno come effetto più frequente sull'attività sessuale l'inibizione del riflesso orgasmico, che può manifestarsi come ritardo, difficoltà o impossibilità al raggiungimento dell'orgasmo. Le conseguenze sono variabili: un buon vantaggio sulla qualità del rapporto per l'uomo e per la sua partner qualora sia preesistente una rapidità dell'eiaculazione (sono utilizzati come terapia questa disfunzione). Nei soggetti in cui invece orgasmo ed eiaculazione avvenivano già con tempi lunghi, prima della terapia, l'effetto inibitorio può rendere difficile o impossibile la scarica orgasmica. Dobbiamo inoltre ricordare che tale effetto diminuisce con la riduzione del dosaggio terapeutico. Analoghe conseguenze sull'eiaculazione-orgasmo possiedono anche gli antidepressivi di vecchia generazione (i triciclici), meno frequentemente usati nei disturbi d'ansia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Antidepressivi ed ansiolitici hanno in comune la possibilità di ridurre il desiderio sessuale e la risposta eccitatoria (erezione e lubrificazione). Anche questi effetti sono proporzionati alle dosi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alcuni studi sul rapporto farmaci-sessualità hanno però evidenziato come più spesso le disfunzioni sessuali di chi assume farmaci (ad esempio per la pressione alta o per uno stato depressivo) siano da attribuire più alla malattia per la quale si è in cura, che al farmaco stesso. Significa che la pressione alta o l'umore depresso sono direttamente in grado di modificare negativamente la risposta sessuale. Quindi, attenzione ad attribuire un'eccessiva responsabilità ai farmaci.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per orientarsi, può essere utile porsi alcune domande: com'era la sessualità prima della terapia? E quanto la comparsa dei disturbi d'ansia ha modificato la vita relazionale affettiva e sessuale? E ancora, la difficoltà sessuale è un problema individuale o l'espressione di una insoddisfacente intimità e complicità erotica col partner? Queste riflessioni spesso ridimensionano il ruolo negativo delle cure farmacologiche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In altri casi invece, i farmaci sembrano avere maggiori responsabilità, ma non dimentichiamo che, se la terapia può influenzare la nostra sessualità, ben difficilmente può deprimerla e svuotarla di significato: in altri termini possiamo partire dalla difficoltà che si è manifestata, utilizzandola come occasione di riflessione e presa in carico della nostra intimità, intesa come espressione del nostro mondo interiore e terreno di incontro-scontro con l'altro: evidenza di incapacità di crescita e di comunicazione o, al contrario, opportunità di percorsi comuni e nuove complicità.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;* Sessuologo Specializzato in Ginecologia - Genova&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-6717444438301409992?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/6717444438301409992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=6717444438301409992' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6717444438301409992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6717444438301409992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/ansia-farmaci-e-sessualit.html' title='Ansia, farmaci e sessualità'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-7125561529580247054</id><published>2007-02-04T16:32:00.000-08:00</published><updated>2007-02-04T16:37:16.899-08:00</updated><title type='text'>D.A.P. e Disturbi dell'Alimentazione</title><content type='html'>&lt;p class="titolo3"&gt;D.A.P. e Disturbi dell'Alimentazione&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;di Nicola Ghezzani *&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id="content"&gt; &lt;p&gt;Che rapporto intercorre fra il disturbo da &lt;b&gt;attacchi di panico&lt;/b&gt; (il &lt;b&gt;DAP&lt;/b&gt;) e i &lt;b&gt;disturbi alimentari (bulimia, anoressia, vomiting)&lt;/b&gt;? Il rapporto è certamente di parentela, poiché nell'universo psicopatologico la matrice che genera i vari disturbi è unica ed è il &lt;b&gt;conflitto interno&lt;/b&gt;, dal quale originano manifestazioni patologiche simili e sempre intercomunicanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per avere una corretta impostazione del problema del rapporto fra disturbi alimentari e DAP occorre innanzitutto conoscere a fondo le caratteristiche dei due disturbi. Riguardo ai disturbi alimentari dobbiamo porci due domande preliminari:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1) il cibo &lt;i&gt;materialmente&lt;/i&gt; che cos'è?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2) Il cibo &lt;i&gt;simbolicamente&lt;/i&gt; che cosa rappresenta?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per rispondere occorre tener conto che:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1) l'organismo umano ha appreso a distinguere i materiali commestibili da quelli non commestibili, dunque potenzialmente dannosi, nel corso di milioni di anni di evoluzione della specie;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2) che questo lunghissimo apprendimento è stato memorizzato dalle culture umane, che a loro volta hanno scoperto che gran parte dei materiali classificati come commestibili sono più digeribili e più gustosi se trattati mediante cottura e condimento;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;3) che le varie tradizioni culturali si sono incaricate di codificare e trasmettere questa cultura alimentare nel corso delle generazioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ciò vuol dire semplicemente che nutrirsi - a livello umano - significa accettare incondizionatamente il peso della tradizione alimentare, così come essa viene replicata da ogni singola madre, famiglia, società. E' ovvio che non esiste un solo bambino che ripeta l'esperienza dell'apprendimento alimentare di specie e dell'invenzione storica della cucina (perché morirebbe di fame prima di essere in grado di distinguere un sasso da una patata). Ogni bambino, dunque, riceve il cibo già fatto, e se ne alimenta sulla base della fiducia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Dunque: il cibo è l'alimento della specie umana; esso è trattato socialmente, e rappresenta il primo imprescindibile &lt;b&gt;rapporto di fiducia&lt;/b&gt; che ogni essere umano intrattiene con la sua famiglia e con la società di appartenenza. I disturbi alimentari non sono altro che l'atto di rottura di questa fiducia. Come ogni atto di rottura (nei confronti di genitori, famiglia, gruppo culturale), il disturbo alimentare genera &lt;b&gt;ansia&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il disturbo alimentare, dunque, esprime la difficoltà del soggetto a regolare il rapporto fra &lt;b&gt;appartenenza&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;differenziazione&lt;/b&gt;, fra &lt;b&gt;dipendenza&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;autonomia&lt;/b&gt;. In tal senso esso si colloca nella stessa matrice strutturale dei &lt;b&gt;disturbi fobici maggiori (agorafobia, claustrofobia, ipocondria)&lt;/b&gt; e conseguentemente dell'attacco di panico. Come nei disturbi alimentari anche nei disturbi fobici il tema centrale è il conflitto interno del soggetto con dipendenze (da persone o valori) sostanzialmente rifiutate ma non espulse - per via dei sensi di colpa - dalla propria vita e dalla propria personalità. Nel panico questo conflitto si arresta di fronte al terrore di essere liberi, nei disturbi alimentari esso investe talora drammaticamente quel campo di battaglia che è il corpo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In termini statistici le fobie maggiori e il DAP investono circa il 20% della popolazione globale. Di questa quota il 60-70% appartiene alla popolazione femminile. Data la forte inerenza fra identità femminile e angosce estetiche è facilmente comprensibile la chiara correlazione fra fobie e DAP da una parte e tematiche alimentari dall'altra. Correlazione marcatamente minore nel caso della popolazione maschile, nella quale il tema alimentare, prevalentemente bulimico (con rari episodi anoressici), è estraneo alle problematiche estetiche e riguarda piuttosto la dualità morale buono/cattivo.&lt;/p&gt;   &lt;p&gt;La &lt;b&gt;bulimia&lt;/b&gt; è un disturbo alimentare contrassegnato dall'ingestione smodata di cibo, ingestione che avviene sempre secondo una modalità compulsiva, spesso disordinata. Essa si distingue in due "tipi" principali: la bulimia opposizionistica e la bulimia riparativa. Quella opposizionistica è una ribellione edonistica "contro" le limitazioni sperimentate in famiglia. Quella riparativa è un atto di compulsivo rabbonimento di istanze di protesta. La sintomatologia bulimica nel DAP è correlata nella popolazione femminile al &lt;b&gt;passaggio simbolico bambina/donna&lt;/b&gt;. La dappista bulimica è di fatto identificata alla bambina, talvolta per esigenze di ribellione edonistica, talaltra - più spesso - per l'esigenza di mostrare agli altri e a se stessa un'aspetto innocuo e marcatamente desessualizzato. Questa sindrome mista (DAP e bulimia) colpisce una quota del 10% circa dell'intera popolazione DAP.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L'&lt;b&gt;anoressia&lt;/b&gt; è un rifiuto radicale dell'appartenenza "viscerale", profonda, a una certa madre, famiglia, società. Essa dimostra che il &lt;b&gt;bisogno di differenziarsi&lt;/b&gt; è assoluto, a un punto tale che il soggetto anoressico può spingere la sua protesta fino alla morte. L'anoressia riconosce il suo nucleo fobico nel rifiuto della dipendenza/debolezza rappresentata dal "cedere" al bisogno di cibo, quindi implicitamente ai parenti, al partner, al coniuge. Nel senso del disturbo DAP l'anoressia investe perlopiù in maniera invisibile e in modo fluido e non strutturato almeno il 20-25% della popolazione globale, prevalentemente fra le donne. Il perché è chiaro: data la regola, costante in quasi tutte le culture umane, del possesso del corpo femminile da parte della società (a fini produttivi, riproduttivi e di godimento sessuale) è ovvio che il &lt;b&gt;conflitto per l'indipendenza fisica&lt;/b&gt; è nettamente maggiore nella popolazione femminile che in quella maschile. E infatti, l'anoressia è un disturbo al 95% femminile e lo si ritrova più o meno presente in buona parte delle della popolazione femminile affetta da una qualche psicopatologia.&lt;/p&gt;      &lt;p&gt;La "parentela" fra il DAP e l'anoressia sta nel fatto che come il DAP tematizza la lotta per l'indipendenza al livello della paura della libertà, l'anoressia fisicizza e biologizza la matrice conflittuale. Essa segnala che il conflitto è stato precoce e ha strutturato &lt;b&gt;fantasie di ribellione&lt;/b&gt; intransigenti e radicali: il rifiuto della relazione primaria, la sfida nei confronti dell'ambiente mediata da fantasie di scatenamento sessuale e - oggigiorno sempre più spesso - la fantasia di una totale e onnipotente autosufficienza da ogni tipo di relazione e di scambio col mondo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il &lt;b&gt;vomiting&lt;/b&gt; è una forma mista anoresso-bulimica. Esso consiste nel rituale segreto del vomito dopo l'aver assolto in apparenza ai propri "doveri" alimentari. Si tratta sostanzialmente di una &lt;b&gt;anoressia mascherata&lt;/b&gt;, e va trattata secondo gli stessi criteri terapeutici.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dato il particolare tipo di rifiuto e di "segreto" insito nelle pratiche anoressiche e di vomiting è in genere più facile creare &lt;b&gt;gruppi di auto-aiuto&lt;/b&gt; con soggetti bulimici che non con soggetti anoressici palesi o mascherati. I soggetti affetti da vomiting, proprio per la presenza in loro di una componente bulimica, sono in genere più disponibili di quelli anoressici "puri". Nel DAP, in genere, l'anoressia benché non rara è tuttavia fluida e poco marcata, dunque non oppone particolari resistenze alla dipendenza dal gruppo. Superati i primi ostacoli, il gruppo si dimostra sempre di notevole ausilio.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;* Psicoterapeuta e consulente LIDAP&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-7125561529580247054?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/7125561529580247054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=7125561529580247054' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7125561529580247054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/7125561529580247054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/dap-e-disturbi-dellalimentazione.html' title='D.A.P. e Disturbi dell&apos;Alimentazione'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-2365046025557168979</id><published>2007-02-03T07:54:00.001-08:00</published><updated>2007-02-03T07:54:30.995-08:00</updated><title type='text'>Quando gli attacchi di panico dventano un disturbo di panico?</title><content type='html'>Gli attacchi di panico fanno parte dei disturbi di ansia. Dal momento in cui insorge un attacco, al momento in cui si può definire il disturbo di panico, devono essere passati almeno 4 attacchi. Ma già dal primo attacco di panico si vede se vi è la paura del secondo attacco.&lt;br /&gt;Una nuova risorsa online sugli attacchi di panico è costituita dal panico. Si mostrano i sintomi degli attacchi di panico, come si possono curare gli attacchi di panico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-2365046025557168979?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/2365046025557168979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=2365046025557168979' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2365046025557168979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2365046025557168979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/quando-gli-attacchi-di-panico-dventano.html' title='Quando gli attacchi di panico dventano un disturbo di panico?'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-5559032201050719848</id><published>2007-02-03T07:39:00.000-08:00</published><updated>2007-02-03T07:54:17.388-08:00</updated><title type='text'>Impiego dell'ipnosi nella cura degli attacchi di panico</title><content type='html'>Un trattamento che sta prendendo piede sempre più frequentemente, (non dimentichiamo che l'attacco di panico o gli attacchi d'ansia possono capitare in qualunque momento) per tenere sotto controllo e guarire dagli attacchi di panico, è l'ipnoterapia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dice il nome, l'ipnoterapia è una terapia che fa uso di una tecnica, oppure si può definire metodo, che di per sé potrebbe essere usato in tantissime psicoterapie di qualunque tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio l'ipnosi viene usata all'interno di altre terapie cognitive. Ma la terapia che più di tutte ne fa uso e che ha fatto dell'ipnosi il proprio punto nevralgico è la psicoterapia ipnotica ericksoniana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la cura degli attacchi di panico, e l'ansia òa psicoterapia si è rivelata importante per l'abilità che ha l'individuo di controllare il fisiologico durante lo stato d'ipnosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ansia è una manifestazione psicologica che ci avverte di qualcosa, comunque e l'attacco, cos'è? E come è correlato con i sintomi e con le reazioni di attacco o fuga? In ipnosi si può controllare anche questi aspetti? Una risposta semplice non c'è si tratta solo di stati psicologici emozionali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-5559032201050719848?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/5559032201050719848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=5559032201050719848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5559032201050719848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5559032201050719848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2007/02/impiego-dellipnosi-nella-cura-degli.html' title='Impiego dell&apos;ipnosi nella cura degli attacchi di panico'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-2988590528379014012</id><published>2006-12-08T08:08:00.001-08:00</published><updated>2006-12-08T08:08:16.546-08:00</updated><title type='text'>Terapia comportamentale</title><content type='html'>La terapia comportamentale è - in psicologia - la terapia che si occupa esclusivamente del comportamento che - secondo il punto di vista dei terapisti - viene appreso naturalmente all'interno del proprio ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piuttosto che analizzare le ragioni inconsce che motivano il comportamento dell'individuo, il terapista comportamentale vuole solamente aiutare il paziente a cambiare del tutto o a modificare i suoi comportamenti problematici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-2988590528379014012?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/2988590528379014012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=2988590528379014012' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2988590528379014012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2988590528379014012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/terapia-comportamentale.html' title='Terapia comportamentale'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1599343603943993529</id><published>2006-12-08T08:07:00.004-08:00</published><updated>2006-12-08T08:08:03.686-08:00</updated><title type='text'>Terapia breve</title><content type='html'>La terapia breve è più correttamente definita psicoterapia breve strategica, in inglese "Brief Strategic Therapy"; questo modello parte dall'assunto che un problema psicologico, o "sintomo" deve la sua persistenza al fatto che le soluzioni per superarlo non sono state efficaci.&lt;br /&gt;Indice&lt;br /&gt;[nascondi]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * 1 Come funziona&lt;br /&gt;    * 2 Storia&lt;br /&gt;    * 3 Campi d'impiego&lt;br /&gt;    * 4 Voci correlate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Come funziona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoterapia breve è un processo limitato nel tempo, rivolto ad un obiettivo circoscritto e ad un'azione preventiva mediante l'uso flessibile di diverse tecniche ed un ruolo attivo del terapeuta su pazienti selezionati motivati, in grado di procedere nell'autogestione delle proprie problematiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La BST quindi analizza le soluzioni inefficaci, che svelano la struttura del problema, e costruisce strategie alternative (come ad esempio la prescrizione del sintomo stesso - se riesco a far avvenire un qualcosa che esce dal mio controllo, allora lo controllo...- ) che interrompono il circolo vizioso fra soluzioni inefficaci e sintomo stesso. Le tecniche impiegate ingannano la percezione problematica del paziente portandolo inavvertitamente a provare nuovi comportamenti. Questi si trova a superare una situazione per lui problematica senza riconoscerla come tale, perché la sua attenzione o il suo modo di vedere sono stati opportunamente guidati dal terapeuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo in genere porta una persona, una coppia, o una famiglia, al totale superamento del problema, o ad un marcato miglioramento, in tempi molto rapidi, cioè, in media, nell'arco di 10-15 sedute di psicoterapia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Storia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoterapia breve strategica fu elaborata dalla Scuola di Palo Alto (California, USA, all'inizio degli anni '60, con i contributi di P. Watzlawick, D. D. Jackson, J. Haley, G. Bateson e altri, e continuamente aggiornata. Le prime ricerche furono pubblicate nel 1974 Watzlawick con altri studiosi del Mental Research Institute. Si attinge ai precedenti piú varî, dal pensiero cinese (come i Trentasei stratagemmi o L'arte della guerra di Sun Tzu) all'arte della persuasione dei sofisti, e agl'insegnamenti dello Zen. Vi sono resistenze da parte dei sostenitori di altre cure e in alcuni casi sembrano preferibili tecniche diverse, ma la fortuna di questa terapia breve si è accresciuta molto velocemente, anche in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Campi d'impiego&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi sistemi e tecniche della terapia breve strategica sono sempre piú usati nel management e si sta diffondendo anche la pratica dell'autoaiuto (self-help), grazie ai libri di divulgazione che si trovano sul mercato. Pare probabile che questo modo di pensare trovi impieghi anche piú differenziati nel futuro prossimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1599343603943993529?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1599343603943993529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1599343603943993529' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1599343603943993529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1599343603943993529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/terapia-breve.html' title='Terapia breve'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-8663386362040876593</id><published>2006-12-08T08:07:00.003-08:00</published><updated>2006-12-08T08:07:49.766-08:00</updated><title type='text'>Terapia familiare</title><content type='html'>La terapia familiare è un modello di intervento terapeutico che deriva dalle teorie sistemico-relazionali sul significato del disagio e dei sintomi psichici espressi dagli individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esistono anche modelli di intervento familiare di derivazione psicoanalitica particolarmente sviluppati in Inghilterra (Tavistock Clinic), Francia (Kaes e altri) e Argentina, che hanno preso particolare ispirazione fra l'altro dai modelli psicoanalitici di funzionamento dei gruppi (Wilfred Bion e altri) e dei gruppi familiari (Donald Meltzer e Martha Harris).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] La terapia famigliare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l'approccio sistemico-relazionale i sintomi e il disagio del singolo individuo sono il risultato di un intersecarsi complesso tra esperienza soggettiva, qualità delle relazioni interpersonali più significative e capacità cognitive di autovalutazione della propria situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sintomi di una persona, oltre ad esprimere in maniera metaforica il conflitto psichico soggettivo, acquisiscono una funzione precisa all'interno del sistema relazionale in cui emergono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La famiglia, intesa come il sistema vivente di riferimento principale nell'esperienza emotiva di una persona, è il primo contesto esperienziale all'interno del quale i sintomi assumono una funzione precisa nel funzionamento relazionale del gruppo di persone che ne fanno parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I conflitti che tendono a disgregare il sistema-famiglia creano una tensione emotiva che di solito viene vissuta in termini drammatici dal soggetto portatore del sintomo; egli si fa carico, attraverso la manifestazione dei sintomi, di distogliere i membri della famiglia dall'affrontare in modo manifesto le proprie difficoltà di relazione, accentrando l'attenzione su di sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sintomo ha quindi una doppia valenza: segnala alla famiglia l'esistenza di un disagio e, nello stesso tempo, rende innocuo il suo potere distruttivo accentrando su di sé tutte le preoccupazioni degli altri membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terapia familiare interviene attraverso varie tecniche di lavoro sulle famiglie, operando su 4 livelli principali di osservazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * la storia trigenerazionale della famiglia (nonni-genitori-figli)&lt;br /&gt;    * l'organizzazione relazionale e comunicativa attuale della famiglia&lt;br /&gt;    * la funzione del sintomo del singolo individuo nell'equilibrio della famiglia&lt;br /&gt;    * la fase del ciclo vitale della famiglia in cui si presenta il sintomo del singolo (ciclo vitale: rappresenta una tappa delle varie fasi evolutive attraversate da un sistema-famiglia; si parla, ad esempio dell'uscita da casa dei figli a seguito del matrimonio, del decesso di un genitore o della nascita di un figlio etc. Questi eventi costringono il sistema a riorganizzarsi e quindi ad evolvere verso nuovi assetti relazionali.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tecniche, attraverso l'utilizzo di compiti da attuare sia nelle sedute terapeutiche che a casa, si articolano intorno alle problematiche dei ruoli, della gerarchia, delle alleanze, e della qualità della comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] La terapia famigliare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l'approccio psicoanalitico la famiglia è un particolare tipo di gruppo in cui, come nei gruppi in generale, ostacoli al funzionamento possono derivare da conflitti fra le funzioni, i compiti e i ruoli dei vari membri (Gruppo di Lavoro, nella concettualizzazione di Bion) e dinamiche e pulsioni sottostanti non coscienti (Assunti di Base).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella famiglia, in particolare, assumono importanza nel creare disfunzioni e disturbi le confusioni fra ruoli e funzioni adulte e infantili (ad esempio la funzione di un padre assente assunta impropriamente da un figlio maschio che, facendo un salto generazionale, diventa il marito-figlio della madre; oppure un figlio che addirittura vuole insegnare ai propri genitori come essere genitori, eseguendo un doppio salto generazionale andando a ricoprire il ruolo proprio dei nonni.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intervento tende a diminuire le confusioni e favorire la maturazione di funzioni genitoriali distinte dalle componenti infantili, per ricostituire un contenimento sufficiente che riduca gli ostacoli e faciliti l'evoluzione del gruppo-famiglia e dei suoi membri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-8663386362040876593?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/8663386362040876593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=8663386362040876593' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8663386362040876593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8663386362040876593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/terapia-familiare.html' title='Terapia familiare'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-2423351449193768112</id><published>2006-12-08T08:07:00.001-08:00</published><updated>2006-12-08T08:07:29.055-08:00</updated><title type='text'>Ipnoterapia</title><content type='html'>L'ipnoterapia è l'applicazione in campo terapeutico dell'ipnosi. (Il termine "ipnoterapia" sebbene sia generalmente usato per dire della terapia fatta con ipnosi è più idoneo a definite la terapia del sonno. Il Prof. F.Granone fondatore Del Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale propone il termine più adeguato di "Ipnositerapia")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipnosi è conosciuta e studiata ormai da secoli, ma solo da pochi decenni e con pareri discordi è stata accolta in campo terapeutico nella cura di nevrosi o per eliminare disturbi di tipo comportamentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo con Anton Mesmer, agli inizi del XIX secolo, l'ipnosi comincia a divenire fenomeno culturale "di massa" nella Parigi "bene", conquistando col suo carisma la corte parigina. Mesmer, sottoposto a un'indagine scientifica da parte di due commissioni nominate dal Re di Francia, venne sbugiardato apertamente e conseguentemente allontanato da Parigi. La medicina ufficiale di Vienna, accusandolo di praticare magia, obbligò Mesmer a lasciare l'Austria. Le sue teorie assai poco scientifiche del magnetismo animale, e del fluido magnetico, ebbero un declino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;James Braid, in Inghilterra, coniò i termini di "ipnosi" e "ipnotismo", con un approccio maggiormente scientifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La svolta in campo terapeutico avverrà grazie all'opera del medico parigino Jean-Martin Charcot che la utilizzava per curare i casi di isteria nella clinica di Nancy già nel 1880. Suo allievo fu Sigmund Freud che in un primo momento rimase entusiasta del nuovo metodo, ma poi ne sospese l'utilizzo per i gravi inconvenienti legati alla tecnica ipnotica dell'epoca, e al suo uso dell'ipnosi troppo direttivo e paterno, che non trovò applicazione in una sua paziente, facendolo così desistere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto di svolta fu rappresentato dall'opera del medico Milton Erickson che sostituì il "modello unidirezionale" (l'ipnotista si avvale di suggestioni dirette implicanti una risposta di servile accettazione da parte del paziente) con un modello che permette al paziente di condizionare e controllare la trance di tipo ipnotico attraverso la sua mimica e le sue resistenze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-2423351449193768112?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/2423351449193768112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=2423351449193768112' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2423351449193768112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2423351449193768112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/ipnoterapia.html' title='Ipnoterapia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-8148743441406960484</id><published>2006-12-08T08:06:00.004-08:00</published><updated>2006-12-08T08:07:10.748-08:00</updated><title type='text'>Analisi transazionale</title><content type='html'>L'analisi transazionale è una teoria psicologica ideata da Eric Berne negli anni cinquanta del XX secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La teoria parte da assunti di base comuni ad altre teorie: ogni comunicazione avviene su due livelli che si influenzano reciprocamente, il contenuto (il cosa si dice) e la forma (il come lo si dice). Si comunica secondo segnali verbali e non verbali e se il verbale è contraddetto dal non verbale, ne è inficiato. Ciascuno di noi è libero e responsabile dei propri comportamenti.&lt;br /&gt;Indice&lt;br /&gt;[nascondi]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * 1 I tre stati dell'Io&lt;br /&gt;    * 2 L'egogramma&lt;br /&gt;    * 3 Glossario di AT&lt;br /&gt;          o 3.1 Carezze (Stroke Economy)&lt;br /&gt;          o 3.2 Emozioni parassite&lt;br /&gt;          o 3.3 Gioco&lt;br /&gt;          o 3.4 Guarigione&lt;br /&gt;          o 3.5 Matrice di Svalutazione&lt;br /&gt;          o 3.6 OK Corrall&lt;br /&gt;          o 3.7 Problem Solving&lt;br /&gt;          o 3.8 Qui-E-Ora&lt;br /&gt;          o 3.9 Rigenitorializzazione&lt;br /&gt;          o 3.10 Script/Copione&lt;br /&gt;          o 3.11 Spontaneità&lt;br /&gt;          o 3.12 Strutturazione del tempo&lt;br /&gt;          o 3.13 Svalutazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] I tre stati dell'Io&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'analisi transazionale schematizza l'Io rappresentandolo graficamente come una sola personalità, tre stati dell'Io e dodici variazioni. I tre stati dell'Io sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   1. Genitore&lt;br /&gt;   2. Adulto&lt;br /&gt;   3. Bambino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stato Genitoriale si schematizza ulteriormente in:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Genitore Affettivo&lt;br /&gt;    * Genitore Critico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stato Bambino si schematizza ulteriormente in:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Bambino Libero&lt;br /&gt;    * Bambino Ribelle&lt;br /&gt;    * Bambino Adattato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La comunicazione tra due individui può essere letta come una transazione (o scambio) tra stati diversi o omologhi dei due Io, quindi, si parla nel primo caso di transazioni invertite e nel secondo di transazioni dirette. Ogni stato dell'Io ha connotazioni positive e connotazioni negative, lo stato Genitoriale Critico, nella sua accezione positiva, guida, insegna e offre regole e valori, lo stato Genitoriale Critico, nella sua accezione negativa, impone, rimprovera, punisce, critica. Lo stato Genitoriale Affettivo, mentre nella sua accezione positiva, cura e incoraggia, nella sua accezione negativa si sostituisce e condiziona il suo affetto ad un avere. Lo stato Adulto, nella sua accezione positiva, vive oggettivamente la realtà, non drammatizza l'errore e decide in base a ciò che è noto, invece, nella sua accezione negativa trascura le emozioni e non si cura dei rapporti interpersonali. Il Bambino Adattato positivo, accetta le regole, collabora e agisce per farsi accettare, il Bambino Adattato negativo, si sottomette alle regole, si compiange e subisce per farsi accettare. Il Bambino Ribelle positivo ha spirito d'iniziativa, il Bambino Ribelle negativo è sempre contrario per principio. Il Bambino Libero positivo si esprime in tutto liberamente, mostrandosi apertamente. La parte Genitoriale dell'Io è dove sono custodite le esperienze e gli esempi, la parte Adulta è dove si elaborano le informazioni, la parte Bambino dell'Io è dove è racchiusa la spontaneità e l'emotività. Uno strumento utilizzato dall'Analisi Transazionale è l'egogramma che consiste in un grafico prodotto esaminando le risposte fornite a dei test.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] L'egogramma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'egogramma ha in ordinata i punteggi riferiti alle risposte e in ascissa gli stati dell'Io. L'istogramma che si forma per ogni stato fornisce l'energia spesa, la differenza energetica tra uno stato e l'altro fornisce una descrizione degli stati dominanti, ovviamente, dato che ogni stato dell'Io può avere una forma positiva e una forma negativa, il risultato, non fornisce un giudizio sull'individuo, ma solo la forma probabile che prenderanno le sue transazioni con gli altri individui. Stewart e Joines nel loro libro lo chiamano anche OK Corrall (vedi Glossario).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Glossario di AT&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Carezze (Stroke Economy)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le transazioni consistono in uno scambio di stimoli che in AT vengono denominati carezze (strokes). L'AT considera le carezze e le modalità del loro scambio come strumento di diagnosi e di terapia. Durante lo sviluppo della personalità, l'individuo può imparare alcune regole che costituiscono la base della cosiddetta Stroke Economy:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * non puoi chiedere le carezze che desideri&lt;br /&gt;    * non puoi dare le carezze che desideri dare&lt;br /&gt;    * non puoi rifiutare le carezze che non desideri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Stroke Economy può essere insegnata dai genitori o dalle altre figure di attaccamento nel periodo in cui l'individuo dipende da loro per il proprio sviluppo e per migliorare il controllo necessario legato alla responsabilità. In seguito possono verificarsi negli individui difficoltà a derogare da queste regole. La scelta di non consentirsi deroghe dalla Stroke Economy allontana l'individuo dalla spontaneità, un elemento importante della guarigione. Si generano nell'individuo svalutazioni ed emozioni parassite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Emozioni parassite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le emozioni in una persona sana sono vissute in armonia con i propri bisogni e desideri. Le emozioni che l'individuo vive però possono anche impedirgli di realizzare quelli che ritiene i propri bisogni e desideri. Per esempio, l'individuo potrebbe essere triste sebbene si trovi ad una festa e desideri socializzare. La tristezza viene vissuta strutturando il tempo nell'isolamento, e si verifica l'impossibilità di procedere nella strutturazione del tempo verso l'intimità desiderata e verso uno scambio di carezze più stimolanti. In tal caso la tristezza si può quindi definire come una emozione parassita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le emozioni parassite si presentano unite alle svalutazioni e si contrastano insieme a queste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Gioco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tipologia di Strutturazione del tempo ad alto contenuto emotivo, ma altamente prevedibile che si svolge secondo uno schema fisso e termina in modo sgradevole per entrambe i partecipanti. Alla base di dipendenze, litigi frequenti, incomprensioni durevoli e simili sofferenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo schema è il seguente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G + A = R &gt; S &gt; X &gt; TC&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;G = Gancio, vale a dire la prima mossa o stimolo che compie il giocatore partendo da una svalutazione di sé, o degli altri, o della realtà, e cercando di coinvolgere altre persone nel proprio gioco (Francesco si lamentava dicendo di non saper eseguire la consegna perché era per lui troppo difficile: svalutazione di sé).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A = Anello, vale a dire l’aggancio dell’interlocutore allo stimolo, il punto debole di chi si lascia "agganciare" (l’insegnante risponde che l’attività non è affatto difficile e che si può eseguire anche in poco tempo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;R = Risposta al G + A nella comunicazione (Francesco dice che proverà a svolgere il compito, ma non lo finisce; l’insegnante si infuria e minaccia di mandarlo fuori in punizione per l’intera giornata).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S = Scambio di ruoli (o Colpo di scena) che avviene ad un certo punto del gioco (Francesco inizia a disturbare in classe perseguitando la maestra; l’insegnante, vittima del suo atteggiamento, sente di non riuscire a dominarlo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;X = Confusione, vale a dire disagio psicologico negli interlocutori (sia Francesco sia l’insegnante avvertono un notevole intensificarsi del vissuto emotivo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TC = Tornaconto, vale a dire stato d’animo finale negativo in entrambi gli interlocutori (Francesco è triste perché rimane lontano dalla sua maestra e dai suoi compagni tutto il giorno, mentre l’insegnante sente di aver fallito come insegnante e come educatrice).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Guarigione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo che ci si prefigge avviando la terapia AT è di ristabilire la spontaneità e di rendere più stabile la condizione di problem solving dell'individuo. In questo senso si tratta quindi di avvicinarsi alla condizione in cui le emozioni ci aiutano a risolvere i nostri problemi e a soddisfare i nostri bisogni, anziché contrastare i nostri sforzi ed intralciarli inutilmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Matrice di Svalutazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strumento sviluppato da Mellor e Schiff. La Matrice di Svalutazione consiste in una matrice con le colonne Stimoli, Problemi, Opzioni e con le righe Esistenza, Importanza, Possibilità di cambiamento, Capacità personali di cambiamento. Procedendo secondo un ordine prestabilito dagli studiosi che lo propongono (a partire dall'Esistenza degli Stimoli) si può scoprire in quale area avviene la Svalutazione. Una volta individuata si può procedere a rimuoverla. Per esempio la casella Esistenza degli Stimoli si compila descrivendo ciò che si prova. Bruciore di stomaco, tristezza, difficoltà di concentrazione, rabbia, rancore, dolore, eccessiva euforia, eccetera. Poi si passerà a determinare l'Importanza di questo Stimolo, il che richiede una conoscenza del corpo e dell'animo umano che si può approfondire appositamente per imparare a compilare la matrice. Si tratta di una tecnica molto accessibile che porta rapidissimi e stabili miglioramenti ripristinando la condizione di Problem Solving.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] OK Corrall&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un modo di rappresentare l'insieme di convinzioni su se stessi e sugli altri su due assi I, U.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Problem Solving&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attività, stato e capacità dell'individuo Spontaneo che consiste nell'individuare i propri bisogni e desideri con precisione e realismo ed agire in maniera concreta ed efficace per realizzarli in tempo utile utilizzando tutte le informazioni a disposizione. L'Analisi Transazionale fornisce la base teorica per un lavoro terapeutico che si rivolga a proteggere e sviluppare il Problem Solving.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Qui-E-Ora&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insieme di stimoli reali che il corpo percepisce dall'ambiente circostante tramite i cinque sensi qui e adesso. Le Svalutazioni sopprimono, restringono e deformano gli stimoli percepiti nel Qui-E-Ora, impedendo il loro utilizzo per il Problem Solving. Rimanere nel Qui-E-Ora può essere fonte di emozioni molto piacevoli e benefiche. Si tratta di una esperienza che può essere assimilata alla gioia del gioco infantile, produrre uno stato di Flusso (area di performance ottimale) o somigliare a certi tipi e stati di meditazione. Nel caso l'individuo si trovi in compagnia la gestione del Qui-E-Ora conduce alla Strutturazione del tempo (vedi) secondo una modalità precisa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Rigenitorializzazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Processo terapeutico adottato dagli Schiff basato sul ricreare un ruolo genitoriale temporaneo a scopo terapeutico coltivando nel terapeuta lo Stato dell'Io del Genitore. Gradualmente il paziente si esercita ed apprende attraverso la relazione con il terapeuta-Genitore degli Stati dell'Io Genitore e Bambino più consoni al suo armonioso sviluppo e più sani. Per dare una cornice equa al processo gli Schiff adottavano legalmente i pazienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Script/Copione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’A.T. fornisce anche una teoria dello sviluppo infantile. Il concetto di “copione”, tra i più noti in quest’ambito, illustra come molti degli schemi di vita attuali di un soggetto abbiano origine nell’infanzia. Nel quadro del copione, l’A.T. elabora spiegazioni di come l’adulto riproponga continuamente le strategie che ha appreso nell’infanzia, anche quando esse generano risultati dolorosi o autolesionisti: l’A.T. propone così una teoria della psicopatologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Spontaneità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una parte essenziale della Guarigione: viene intesa come la capacità di reagire in maniera appropriata a quello che avviene Qui-e-ora. Se siamo spontanei le nostre reazioni naturali ci aiutano a realizzare i nostri bisogni e desideri. Non si parlerà di Spontaneità quando queste invece finiscono con l'ostacolarci o risultare inutilmente costose. Nel primo caso le emozioni verranno chiamate Emozioni Genuine nel caso opposto in AT si parla di Emozioni Parassite. La Spontaneità viene danneggiata dalle Svalutazioni (vedi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Strutturazione del tempo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In AT si considera che ogni individuo posto in presenza di altri sceglierà liberamente di strutturare il proprio tempo in uno dei seguenti modi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Isolamento (l'individuo evita gli altri e non vi interagisce)&lt;br /&gt;    * Rituali (l'individuo si impegna in interazioni regolate da norme condivise)&lt;br /&gt;    * Passatempi (oltre alle norme condivise si presenta la possibilità di ricche variazioni come negli scacchi o alle carte ma sempre sulla base di regole rigide)&lt;br /&gt;    * Attività (le regole sono imposte non più dalla convenzione sola ma dalla necessità; un esempio è l'attività lavorativa volta a guadagnarsi da vivere)&lt;br /&gt;    * Giochi (interazioni ad alto contenuto emotivo ma di natura ripetitiva: litigi frequenti e discussioni inutili, ripicche; avviene secondo uno schema fisso, vedi "gioco" nel glossario)&lt;br /&gt;    * Intimità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lista è in ordine crescente di rischio e anche in ordine crescente di intensità delle Carezze che si possono scambiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Svalutazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una Svalutazione consiste nell'ignorare un elemento utile alla soluzione del proprio problema o nel conferire eccessiva enfasi ad un elemento che impedisce la soluzione. Contrastare le Svalutazioni permette di ricreare una situazione di Problem Solving. Le Svalutazioni si possono rilevare tramite la compilazione di una Matrice di Svalutazione.&lt;br /&gt;[[Immagine:{{{sfondo}}}|center]]&lt;br /&gt;[[Image:{{{logo}}}|25px]]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-8148743441406960484?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/8148743441406960484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=8148743441406960484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8148743441406960484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8148743441406960484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/analisi-transazionale.html' title='Analisi transazionale'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-3075768152919053423</id><published>2006-12-08T08:06:00.003-08:00</published><updated>2006-12-08T08:06:47.168-08:00</updated><title type='text'>Attacco di panico</title><content type='html'>Un attacco di panico è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), sensazione di soffocamento o asfissiamento. Il disturbo è significativamente diverso dagli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debililtanti. Un episodio è spesso categorizzato come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggior parte delle persone che hanno un attacco, poi ne hanno altri in seguito. Se una persona ha attacchi ripetuti, oppure sente una forte ansia riguardo la possibilità di avere un altro attacco, allora si dice che ha un disturbo di panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indice&lt;br /&gt;[nascondi]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * 1 Introduzione&lt;br /&gt;    * 2 Sintomi&lt;br /&gt;    * 3 Fobie provocate&lt;br /&gt;    * 4 Occorrenza&lt;br /&gt;    * 5 La cura&lt;br /&gt;    * 6 Cause&lt;br /&gt;    * 7 Collegamenti esterni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Introduzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggior parte delle persone che soffrono di attacchi di panico, riferiscono la paura di morire, “impazzire” o perdere il controllo di emozioni e comportamento. L’esperienza generalmente provoca un forte bisogno di evitare o scappare dal posto in cui comincia l’attacco (risposta “combatti o fuggi”) e, quando è associata a dolori nel petto o respiro affannoso, un senso di morte imminente e/o visione del tunnel,sempre risulta nel cercare aiuto al pronto soccorso di un ospedale o ad altri tipi di assistenza urgente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attacco di panico si distingue da altre forme di ansia dall’intensità e la sua natura improvvisa ed episodica. Gli attacchi di panico sono spesso esperiti dalle persone che soffrono di disturbi d’ansia, agorafobia, e altre condizioni psicologiche che comprendono l’ansia, sebbene gli attacchi di panico non siano sempre indicativi di un disturbo mentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino al 10% di persone altrimenti sane, esperiscono un attacco di panico isolato ogni anno, e negli Stati Uniti una persona su sessanta soffre di disturbo di panico ad un certo punto nella vita. Le persone con fobie esperiscono attacchi di panico, spesso come risultato diretto dell’esposizione al loro elemento scatenante. Questi attacchi di panico sono di solito corti e si attenuano rapidamente una volta che è stato evitato l’elemento scatenante. In condizioni di ansia cronica un attacco di panico può spesso finire in un altro, portando ad un esaurimento nervoso nel giro di pochi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Sintomi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sintomi di un attacco di panico appaiono improvvisamente, senza alcuna causa apparente. Possono includere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Aumento della frequenza cardiaca o palpitazioni&lt;br /&gt;    * Sudorazione&lt;br /&gt;    * Dolori al petto&lt;br /&gt;    * Vertigini, stordimento, nausea&lt;br /&gt;    * Difficoltà di respirazione (dispnea)&lt;br /&gt;    * Formicolio o intorpidimento alle mani, al viso, ai piedi o alla bocca&lt;br /&gt;    * Rossore al viso e al petto o brividi&lt;br /&gt;    * Sensazioni di sogno o distorsione percettiva (derealizzazione)&lt;br /&gt;    * Dissociazione, la percezione che non si è connessi al corpo o perfino che si è disconnessi dal tempo e dallo spazio (depersonalizzazione)&lt;br /&gt;    * Terrore, una sensazione che qualcosa di inimmaginabilmente orribile sta per succedere e si è impotenti per prevenirlo&lt;br /&gt;    * Paura di perdere il controllo e fare qualcosa di imbarazzante o di diventare matti&lt;br /&gt;    * Paura di morire&lt;br /&gt;    * Sensazione di morte imminente&lt;br /&gt;    * Tremori fini o a scatti&lt;br /&gt;    * Pianto&lt;br /&gt;    * Sensazioni di rivissuto (deja-vu)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un attacco di panico tipicamente dura dai 2 agli 8 minuti ed è una delle condizioni più stressanti di cui una persona può avere esperienza nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vari sintomi di un attacco di panico possono essere compresi come segue. Per primo arriva l’improvviso inizio di una paura con poco o nessuno stimolo. Questo porta al rilascio di adrenalina (epinefrina) che causa la cosiddetta risposta “attacca o fuggi”, per cui il corpo si prepara un’attività fisica importante. Questo porta a sua volta ad una frequenza cardiaca accresciuta (tachicardia), respirazione rapida (iperventilazione) e sudorazione (che aumenta la presa e aiuta la perdita di calore). Siccome l’attività vigorosa succede raramente, l’iperventilazione porta ad abbassare i livelli di anidride carbonica nei polmoni e quindi nel sangue. Questo porta al cambiamento di pH del sangue che a sua volta porta a tanti altri sintomi, come formicolio o intorpidimento, vertigini e stordimento. Da parte di qualcuno è anche possibile sentire di non essere in grado di trattenere l’aria che respira, e di conseguenza cominciare a respirare più profondamente: anche questo fa decrescere i livelli di anidride carbonica nel sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiunque si iperventila per un breve periodo di tempo può mostrare questi sintomi. Per le persone sofferenti di attacchi di panico che sanno questo, questi sintomi sono visti spesso come prova ulteriore di quanto sia seria la loro condizione. Un circolo vizioso di rilascio di adrenalina alimenta e peggiora i sintomi fisici e lo stress psicologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Fobie provocate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le persone che hanno avuto un attacco di panico, per esempio mentre guidavano, facendo shopping in un negozio affollato o stando in ascensore, possono sviluppare paure irrazionali, chiamate fobie, riguardo le situazioni e cominciare ad evitarle. Alla fine, lo schema di evitamento e il livello di ansia riguardo un altro attacco possono raggiungere il punto in cui individui con disturbo di panico possono essere incapaci di guidare o perfino di mettere un piede fuori casa. A questo stadio, si dice che la persona ha un disturbo di panico con agorafobia. Quindi il disturbo di panico può avere un serio impatto sulla vita quotidiana di una persona come altre patologie più gravi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Occorrenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo di panico negli Stati Uniti è un problema grave. Si stima che l’1,6% della popolazione americana soffre di disturbo di panico. Tipicamente colpisce nella prima età adulta; all’incirca la metà di tutti coloro che soffrono di disturbo di panico sviluppano la condizione prima dei 24 anni, con le donne in numero doppio rispetto agli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo di panico può continuare per mesi o anni, a seconda di come e quando si cerca la cura. Se viene lasciato non curato può peggiorare fino al punto in cui la vita della persona è influenzata gravemente dagli attacchi di panico e dai tentavi di evitarli o di nasconderli. Di fatto, molte persone hanno avuto problemi con gli amici e la famiglia o con la perdita del lavoro mentre si affannavano a lottare con il disturbo di panico. Di solito non passa a meno che la persona riceva cure progettate specificatamente per aiutare persone con il disturbo di panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le persone che cercano cure efficaci dall’esordio del disturbo, la maggior parte dei sintomi può scomparire in poche settimane, con nessun effetto negativo permanente dopo che la cura è completata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] La cura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo di panico è reale e potenzialmente debilitante, ma può essere controllato con cure specifiche. A causa dei sintomi che accompagnano il disturbo di panico, può essere scambiato erroneamente per una cardiopatia o altre malattie mediche pericolose. Questo malinteso spesso aggrava o scatena attacchi futuri nelle persone disinformate. Spesso le persone vanno al pronto soccorso quando hanno un attacco di panico e possono essere fatti test medici completi per escludere queste altre condizioni di salute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri spesso cercano di rassicurare le persone che hanno un attacco di panico che non sono in un grande pericolo. Espressioni del tipo “niente di serio”, “tutto nella tua testa” o “niente di cui preoccuparsi” possono dare l’impressione che non vi è alcun problema reale e che la cura non sia possibile oppure non sia necessaria. Comunque, mentre i sintomi e la serietà del disturbo di panico è molto reale, la sensazione del panico o del morire che accompagnano molti attacchi di panico sono esagerate. Una notizia importante che molti medici danno a chi soffre di disturbo di panico è che mentre il corpo è sotto l’effetto di un attacco, non si è in pericolo di vita (a parte le reazioni supplementari come fare un incidente con la macchina, correre in mezzo al traffico, suicidarsi, ecc.). Dunque se chi soffre di disturbo di panico può anticipare un attacco e trovare un posto sicuro dove sfogare la crisi, vi sono pochi rischi immediati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cura per il disturbo di panico include farmaci e la psicoterapia. Spesso sono risultate più idonee terapie brevi o terapie orientate alla soluzione dei sintomi (fra cui psicoterapie cognitive e cognitivo-comportamentali che insegnano come vedere differentemente gli attacchi di panico e mostrano come ridurre l’ansia e psicoterapie "ericksoniane" che sono in grado di agire in alcuni casi più rapidamente). Cure appropriate da un professionista esperto possono ridurre o prevenire gli attacchi di panico nel 70-90% di persone con disturbo di panico. La maggior parte dei pazienti mostrano un significativo progresso dopo poche settimane di terapia. Possono capitare delle ricadute, ma spesso tali ricadute possono essere efficacemente curate proprio come l’episodio iniziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 95% di pazienti che cercano una cura attivamente guariscono quasi completamente entro 10-20 settimane dai sintomi più gravi degli attacchi di panico, ma un miglioramento significativo può essere già visto nelle prime settimane di terapia in molti casi. A volte coloro i quali soffrono di disturbo di panico sviluppano agorafobia: le situazioni sociali possono scatenare attacchi e guidare può risultare impossibile. Questo può essere uno degli effetti collaterali più dannosi del disturbo di panico, in quanto può impedire ai malati di cercare la cura in prima battuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I farmaci possono essere usati per interrompere la connessione psicologica tra una fobia specifica e gli attacchi di panico, riducendo la frequenza di attacchi di panico nel futuro. I farmaci possono includere antidepressivi (SSRI, MAOI, ecc.) presi ogni giorno, o ansiolitici (benzodiazepine, per esempio: Valium, Xanax, ecc.) durante o in previsione degli attacchi di panico. L’esposizione allo stimolo fobico diverse volte, senza che risulti un attacco di panico (a causa dei farmaci) riesce spesso a rompere lo schema fobia-panico, permettendo alle persone di riprendere il funzionamento normale gradualmente anche in assenza di farmaci. Comunque per le fobie meno importanti che si sviluppano come risultato dell’attacco di panico, se prese per tempo, possono essere eliminate tramite una terapia adeguata (come la cognitivo comportamentale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre a tutto il resto, le persone che soffrono di disturbo di panico, possono avere bisogno di cure per altri problemi. La depressione clinica viene spesso associata con il disturbo di panico, così come l’alcolismo e l’abuso di sostanze. Circa il 30% delle persone che soffrono di disturbo di panico fanno uso di alcol e il 17% fanno uso di sostanze come cocaina o marijuana per alleviare l’angoscia e lo stress causati dalla propria condizione. Uno studio ha anche suggerito che i tentativi di suicidio potrebbero essere più frequenti nelle persone che soffrono di disturbo di panico, sebbene questo studio rimanga controverso. Come per molti altri disturbi, avere una struttura di supporto o una famiglia e amici che capiscono la situazione può aiutare ad aumentare la rapidità di guarigione. Durante l’attacco non è inusuale per il malato sviluppare una paura immediata e irrazionale, che può spesso essere dispersa da un sostenitore che conosce la situazione. Per una cura più seria e attiva ci sono gruppi di supporto per i malati d’ansia che possono aiutare le persone a capire e affrontare il disturbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre forme di trattamento includono il tenere un diario, in cui il paziente annota le sue attività ed emozioni giorno per giorno in un registro per trovare e affrontare il suo stress personale, e gli esercizi di respirazione. Attività anti-stress come il tai-chi, lo yoga e l’esercizio fisico possono anche aiutare a migliorare le cause del disturbo di panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Cause&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso i primi attacchi sono scatenati da una malattia fisica, uno stress severo o alcuni farmaci. Alcune persone che tendono a prendersi troppe responsabilità possono sviluppare la tendenza a soffrire di attacchi di panico. Anche i pazienti con DPTS mostrano una maggiore frequenza di disturbo di panico rispetto alla popolazione generale. Le cause esatte del disturbo da panico sono ignote e sono soggette ad una intensa ricerca scientifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Studi condotti su animali ed umani si sono concentrati nel localizzare le aree specifiche del cervello che sono coinvolte nei disturbi di ansia come il disturbo di panico. La paura, un’emozione che si è evoluta per affrontare il pericolo, causa un’automatica, rapida risposta protettiva, che avviene senza il bisogno di pensiero cosciente. È stato scoperto che la risposta di paura è coordinata da una piccola ma complicata struttura all’interno del cervello, chiamata amigdala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l’ipoglicemia può causare attacchi di panico. In questa condizione i recettori dell’insulina non rispondono in maniera appropriata all’insulina, interferendo con il trasporto di glucosio attraverso le membrane delle celle. Il cervello dipende da un rifornimento sostenuto di glucosio, la sua unica fonte di energia. Quando si verifica una caduta improvvisa dei livelli di zucchero nel sangue, il cervello manda un segnale ormonale alle ghiandole adrenergiche per produrre adrenalina. Questo ormone agisce innalzando il livello di zuccheri nel sangue convertendo il glicogeno in glucosio, perciò prevenendo la mancanza di energia al cervello, ma è anche un ormone del panico che è responsabile degli attacchi di paura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-3075768152919053423?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/3075768152919053423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=3075768152919053423' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3075768152919053423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3075768152919053423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/attacco-di-panico.html' title='Attacco di panico'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-5189252361846535524</id><published>2006-12-08T08:06:00.001-08:00</published><updated>2006-12-08T08:06:24.462-08:00</updated><title type='text'>Agorafobia</title><content type='html'>L'agorafobia (dal greco agorà, "piazza") è la paura degli spazi aperti , dei luoghi affollati e della eventuale difficoltà di trovare una fuga immediata verso un luogo sicuro (di solito la propria abitazione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il termine si riferisce quindi a un miscuglio di fobie: di uscire di casa; di entrare nei negozi, nei luoghi pubblici; o di viaggiare da soli nei bus, nei treni o negli aerei. Sebbene la gravità dell'ansia e dei comportamenti evitanti siano di misura variabile, questo è di gran lunga il disturbo fobico più invalidante, in quanto chi ne soffre spesso diventa completamente dipendente dalle mura domestiche; molti sono terrorizzati dalla possibilità di avere un collasso e di essere lasciati senza aiuto in pubblico. Oppure dalla mancanza di un'uscita di sicurezza immediata (una delle caratteristiche chiave di queste situazioni agorafobiche). Chi ne viene colpito sono in prevalenza donne in età compresa fra i 20 e i 32 anni. Sintomi depressivi e ossessivi e fobie sociali possono essere presenti ma non dominano il quadro clinico. In assenza di una cura effettiva, l'agorafobia spesso diviene cronica, sebbene di solito altalenante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-5189252361846535524?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/5189252361846535524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=5189252361846535524' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5189252361846535524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5189252361846535524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/agorafobia.html' title='Agorafobia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1960111373825507613</id><published>2006-12-08T08:04:00.000-08:00</published><updated>2006-12-08T08:05:07.699-08:00</updated><title type='text'>Lista di fobie</title><content type='html'>In psicologia sono state classificate una vastissima gamma di fobie, dalle più comuni (claustrofobia, agorafobia) alle più rare come la bibliofobia (paura dei libri) o la amatofobia (paura della polvere).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si riportano di seguito un elenco di nomi di fobie note. La struttura del nome è generalmente derivata dal greco (più raramente latino o altre lingue), e comprende il suffisso -fobia ("paura") preceduto da un sostantivo che indica l'oggetto della paura. Molti di questi termini hanno un corrispondente in -filia che rappresenta l'amore o l'attrazione per il medesimo oggetto (pedofilia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni di questi termini (e dei loro corrispettivi in "-filia") sono usati anche nel linguaggio comune per indicare una generica avversione/attrazione per un certo oggetto, senza connotazioni patologiche in senso stretto; alcuni esempi sono "bibliofilia", "xenofobia", "omofobia".&lt;br /&gt;Indice:  Top - A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] A&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Ablutofobia: paura di lavarsi o fare il bagno.&lt;br /&gt;    * Acarofobia: paura di avere prurito; degli insetti che causano prurito.&lt;br /&gt;    * Acatartofobia: paura dello sporco e della polvere.&lt;br /&gt;    * Acerofobia: paura dell'acidità.&lt;br /&gt;    * Acluofobia: paura del buio.&lt;br /&gt;    * Acrofobia: paura dell'altezza e dei luoghi alti.&lt;br /&gt;    * Acusticofobia: paura dei rumori.&lt;br /&gt;    * Aeroacrofobia: paura di posti alti e aperti.&lt;br /&gt;    * Aerofobia: paura dell'aria (di inghiottire aria; di aria contaminata).&lt;br /&gt;    * Aeronausifobia: paura di vomitare a causa del mar d'aria.&lt;br /&gt;    * Afefobia: paura del contatto, di esser toccati.&lt;br /&gt;    * Agiofobia: paura dei santi, delle cose sacre.&lt;br /&gt;    * Agliofobia: paura del dolore.&lt;br /&gt;    * Agorafobia: paura degli spazi aperti o dei luoghi affollati (da agorà, piazza).&lt;br /&gt;    * Agrafobia: paura degli abusi sessuali.&lt;br /&gt;    * Agrizoofobia: paura degli animali selvatici.&lt;br /&gt;    * Agyrofobia: paura delle strade o di attraversare le strade.&lt;br /&gt;    * Aicmofobia: paura degli oggetti acuminati e taglienti.&lt;br /&gt;    * Ailurofobia: paura dei gatti.&lt;br /&gt;    * Albuminurofobia: paura di ammalarsi ai reni.&lt;br /&gt;    * Alectorofobia: paura dei polli.&lt;br /&gt;    * Algofobia: paura di soffrire (di provare dolore).&lt;br /&gt;    * Alliumfobia: paura dell'aglio.&lt;br /&gt;    * Allodoxafobia: paura delle opinioni diverse dalle proprie.&lt;br /&gt;    * Altofobia: vedi acrofobia&lt;br /&gt;    * Amartofobia: paura di sbagliare o peccare.&lt;br /&gt;    * Amatofobia: paura della polvere.&lt;br /&gt;    * Amaxofobia: paura di guidare un'automobile.&lt;br /&gt;    * Ambulofobia: paura di camminare.&lt;br /&gt;    * Amnesifobia: paura di soffrire di amnesia.&lt;br /&gt;    * Amycofobia: paura dei graffi o di essere graffiato.&lt;br /&gt;    * Anablefobia: paura di guardare in alto.&lt;br /&gt;    * Anchilofobia: paura dell'immobilità di un'articolazione.&lt;br /&gt;    * Ancraofobia: vedi Anemofobia.&lt;br /&gt;    * Androfobia: paura degli uomini (maschi).&lt;br /&gt;    * Anemofobia: paura del vento, delle correnti d'aria.&lt;br /&gt;    * Anginofobia: paura di soffocare.&lt;br /&gt;    * Anglofobia: paura dell'Inghilterra, degli inglesi.&lt;br /&gt;    * Angrofobia: paura di avere fame e non trovare cibo. Gli angrofobici portano sempre con sé qualcosa da mangiare.&lt;br /&gt;    * Antlofobia: paura delle inondazioni.&lt;br /&gt;    * Antofobia: vedi Antrofobia.&lt;br /&gt;    * Antrofobia: paura dei fiori.&lt;br /&gt;    * Antropofobia: paura della gente e dei contatti sociali (dal greco "anthropos", uomo).&lt;br /&gt;    * Anuptafobia: paura di non sposarsi.&lt;br /&gt;    * Apeirofobia: paura dell'infinito.&lt;br /&gt;    * Apifobia: paura delle api.&lt;br /&gt;    * Apotemnofobia: paura delle persone con amputazioni.&lt;br /&gt;    * Arachibutyrofobia: paura del burro di arachidi attaccato al palato.&lt;br /&gt;    * Aracnefobia: vedi Aracnofobia.&lt;br /&gt;    * Aracnofobia: paura dei ragni.&lt;br /&gt;    * Arithmofobia: paura dei numeri.&lt;br /&gt;    * Arsonfobia: vedi pirofobia.&lt;br /&gt;    * Asimmetrofobia: paura delle cose non simmetriche.&lt;br /&gt;    * Astenofobia: paura di svenire o di sentirsi deboli.&lt;br /&gt;    * Astrafobia: paura dei tuoni e dei fulmini.&lt;br /&gt;    * Astrofobia: vedi siderofobia.&lt;br /&gt;    * Ataxofobia: paura dell'atassia (scoordinamento dei muscoli).&lt;br /&gt;    * Athazagorafobia: paura di essere dimenticati o ignorati, o di dimenticare.&lt;br /&gt;    * Atefobia: paura delle rovine.&lt;br /&gt;    * Atelofobia: paura dell'imperfezione.&lt;br /&gt;    * Atomosofobia: paura delle esplosioni atomiche.&lt;br /&gt;    * Atychifobia: paura di fallire.&lt;br /&gt;    * Aulofobia: paura dei flauti.&lt;br /&gt;    * Aurofobia: paura dell'oro.&lt;br /&gt;    * Aurorafobia: paura dell'aurora.&lt;br /&gt;    * Autofobia: paura di essere soli o di se stessi.&lt;br /&gt;    * Autodismorfofobia: paura di essere sgradevoli, brutti.&lt;br /&gt;    * Automatonofobia: paura di tutto ciò che è fatto ad imitazione di un essere umano (burattini, bambole, statue di cera, spaventapasseri)&lt;br /&gt;    * Automisofobia: paura di essere sporchi.&lt;br /&gt;    * Aviatofobia: vedi aviofobia.&lt;br /&gt;    * Aviofobia: paura di volare (paura degli aerei)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] B&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Bacillofobia: paura dei microbi.&lt;br /&gt;    * Bacteriofobia: paura dei batteri.&lt;br /&gt;    * Ballistofobia: paura dei proiettili.&lt;br /&gt;    * Barofobia: paura della gravità (del peso).&lt;br /&gt;    * Basifobia: vedi basofobia.&lt;br /&gt;    * Basofobia: paura di cadere (se si sta in piedi o si cammina).&lt;br /&gt;    * Batofobia: paura della profondità e delle altezze.&lt;br /&gt;    * Batonofobia: paura delle piante.&lt;br /&gt;    * Batracofobia: paura delle rane e degli anfibi.&lt;br /&gt;    * Belonefobia: vedi aicmofobia.&lt;br /&gt;    * Bibliofobia: paura dei libri (da biblios, libro).&lt;br /&gt;    * Blennofobia: paura delle cose viscide.&lt;br /&gt;    * Bogyfobia: paura dei folletti o degli spauracchi.&lt;br /&gt;    * Bolscefobia: paura dei Bolscevici.&lt;br /&gt;    * Bribolofobia: paura dei briboli (o triboli).&lt;br /&gt;    * Bromidrofobia: paura degli odori corporei.&lt;br /&gt;    * Bromidrosifobia: vedi bromidrofobia.&lt;br /&gt;    * Brontofobia: paura dei tuoni.&lt;br /&gt;    * Bufonofobia: paura dei rospi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] C&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Cacofobia: paura della bruttezza.&lt;br /&gt;    * Cainofobia: paura di cose o idee nuove.&lt;br /&gt;    * Cainotofobia: vedi cainofobia.&lt;br /&gt;    * Calliginefobia: paura delle donne belle.&lt;br /&gt;    * Cancerofobia: paura di ammalarsi di cancro&lt;br /&gt;    * Carcinofobia: vedi cancerofobia.&lt;br /&gt;    * Carcinomafobia: vedi cancerofobia.&lt;br /&gt;    * Cardiofobia: paura del cuore o delle malattie del cuore.&lt;br /&gt;    * Carnofobia: paura della carne.&lt;br /&gt;    * Catagelofobia: paura di essere ridicolizzati e presi in giro.&lt;br /&gt;    * Catapedafobia: paura di saltare.&lt;br /&gt;    * Catisofobia: paura di sedersi.&lt;br /&gt;    * Cenofobia: vedi cainofobia.&lt;br /&gt;    * Cenotofobia: vedi cainofobia.&lt;br /&gt;    * Ceraunofobia: paura dei tuoni.&lt;br /&gt;    * Chaetofobia: paura dei capelli.&lt;br /&gt;    * Cheimafobia: paura del freddo.&lt;br /&gt;    * Cheimatofobia: vedi cheimafobia.&lt;br /&gt;    * Chemofobia: paura delle sostanze chimiche.&lt;br /&gt;    * Cherofobia: paura della felicità.&lt;br /&gt;    * Chinofobia: paura della neve.&lt;br /&gt;    * Chiraptofobia: paura di essere toccati.&lt;br /&gt;    * Chorofobia: paura di ballare.&lt;br /&gt;    * Chrometofobia: paura del denaro.&lt;br /&gt;    * Cibofobia: paura del cibo.&lt;br /&gt;    * Ciclofobia: paura delle biciclette.&lt;br /&gt;    * Cinetofobia: paura del movimento.&lt;br /&gt;    * Cinofobia: paura dei cani (di essere morsi).&lt;br /&gt;    * Claustrofobia: paura degli spazi chiusi.&lt;br /&gt;    * Cleisiofobia: paura di essere rinchiusi in un luogo.&lt;br /&gt;    * Cleithrofobia: vedi cleisiofobia.&lt;br /&gt;    * Cleptofobia: paura di rubare.&lt;br /&gt;    * Climacofobia: paura delle scale o di cadere dalle scale.&lt;br /&gt;    * Clinofobia: paura di andare a letto.&lt;br /&gt;    * Cnidofobia: paura degli spaghi.&lt;br /&gt;    * Coimetrofobia: paura dei cimiteri.&lt;br /&gt;    * Coitofobia: paura dell'atto sessuale.&lt;br /&gt;    * Colerofobia: paura della rabbia (di provare rabbia).&lt;br /&gt;    * Cometofobia: paura delle comete.&lt;br /&gt;    * Contreltofobia: paura dell'abuso sessuale.&lt;br /&gt;    * Coprastasofobia: paura della costipazione.&lt;br /&gt;    * Coprofobia: paura delle feci.&lt;br /&gt;    * Coulrofobia: paura dei clown.&lt;br /&gt;    * Counterfobia: il piacere di un fobico nel ricercare situazioni che lo spaventano.&lt;br /&gt;    * Crematofobia: vedi chrometofobia.&lt;br /&gt;    * Cremnofobia: paura dei precipizi.&lt;br /&gt;    * Criofobia: paura del freddo, del gelo, del ghiaccio.&lt;br /&gt;    * Cristallofobia: paura del vetro, dei cristalli.&lt;br /&gt;    * Cromatofobia: paura dei colori.&lt;br /&gt;    * Cromofobia: vedi cromatofobia&lt;br /&gt;    * Cronofobia: Paura del tempo, da cronos ("tempo").&lt;br /&gt;    * Cronometrofobia: paura degli orologi.&lt;br /&gt;    * Cyberfobia: paura dei computer o di lavorare al computer.&lt;br /&gt;    * Cymofobia: paura delle onde o di movimenti ondeggianti.&lt;br /&gt;    * Cyprifobia: paura delle prostitute o delle malattie veneree.&lt;br /&gt;    * Cyprianofobia: vedi Cyprifobia.&lt;br /&gt;    * Cypridofobia: vedi Cyprifobia.&lt;br /&gt;    * Cyprinofobia: vedi Cyprifobia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] D&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Daemonofobia: paura dei demoni&lt;br /&gt;    * Decidofobia: paura di prendere decisioni.&lt;br /&gt;    * Defecaloesiofobia: paura di una defecazione dolorosa.&lt;br /&gt;    * Deipnofobia: paura di cenare o di conversare a cena.&lt;br /&gt;    * Dementofobia: paura della follia.&lt;br /&gt;    * Demofobia: paura della folla.&lt;br /&gt;    * Demonofobia, : vedi daemonofobia.&lt;br /&gt;    * Dendrofobia: paura degli alberi.&lt;br /&gt;    * Dentofobia: paura dei dentisti.&lt;br /&gt;    * Dermatofobia: paura delle lesioni o delle malattie alla pelle.&lt;br /&gt;    * Dermatopatofobia: vedi dermatofobia.&lt;br /&gt;    * Dermatosiofobia: vedi dermatofobia.&lt;br /&gt;    * Dextrofobia: paura degli oggetti alla destra del corpo.&lt;br /&gt;    * Diabetofobia: paura del diabete.&lt;br /&gt;    * Didascaleinofobia: paura di andare a scuola.&lt;br /&gt;    * Dichefobia: paura della giustizia, dei giudici o dei processi.&lt;br /&gt;    * Dinofobia: paura delle vertigini o dei vortici.&lt;br /&gt;    * Diplofobia: paura di vedere doppio o delle cose doppie.&lt;br /&gt;    * Dipsofobia: paura di bere.&lt;br /&gt;    * Disabiliofobia: paura di spogliarsi di fronte a qualcuno.&lt;br /&gt;    * Dismorfofobia o Quasimodofobia: paura di essere o apparire deformi.&lt;br /&gt;    * Domatofobia: paura delle case, di trovarsi in casa o nei dintorni di casa.&lt;br /&gt;    * Dorafobia: paura del pelo o della pelle degli animali.&lt;br /&gt;    * Dromofobia: paura dei mezzi di locomozione (treni).&lt;br /&gt;    * Dystychifobia: paura degli incidenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] E&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Ecclesiofobia: paura delle chiese.&lt;br /&gt;    * Ecofobia: paura di restare soli in casa.&lt;br /&gt;    * Edonofobia: paura di provare piacere fisico.&lt;br /&gt;    * Efebofobia: paura dei giovani imberbi.&lt;br /&gt;    * Eisoptrofobia: paura degli specchi.&lt;br /&gt;    * Electrofobia: paura dell'elettricità.&lt;br /&gt;    * Eleuterofobia: paura della libertà.&lt;br /&gt;    * Eliofobia: paura del Sole.&lt;br /&gt;    * Elurofobia: vedi ailurofobia.&lt;br /&gt;    * Ematofobia: vedi emofobia.&lt;br /&gt;    * Emetofobia: paura di vomitare.&lt;br /&gt;    * Emofobia: paura del sangue.&lt;br /&gt;    * Elmintofobia: paura dei vermi o di esserne infestati.&lt;br /&gt;    * Enetofobia: paura degli spilli.&lt;br /&gt;    * Enissofobia: paura di aver commesso un peccato imperdonabile o di ricevere critiche.&lt;br /&gt;    * Enofobia: paura del vino.&lt;br /&gt;    * Enochlofobia: paura della folla.&lt;br /&gt;    * Enosiofobia: vedi enissofobia.&lt;br /&gt;    * Entomofobia: paura degli insetti.&lt;br /&gt;    * Eosofobia: paura dell'alba.&lt;br /&gt;    * Epistaxiofobia: paura delle emorragie dal naso.&lt;br /&gt;    * Epistemofobia: paura della conoscenza.&lt;br /&gt;    * Equinofobia: paura dei cavalli.&lt;br /&gt;    * Eremofobia: paura di essere sé stessi o della solitudine.&lt;br /&gt;    * Ereutofobia: paura del colore rosso, delle luci rosse o di arrossire.&lt;br /&gt;    * Ergasiofobia, : paura di lavorare, di operare (da parte di chirurghi)o timore di agire e provocare esiti disastrosi.&lt;br /&gt;    * Ergofobia: paura del lavoro.&lt;br /&gt;    * Eritrofobia: vedi ereutofobia.&lt;br /&gt;    * Erotofobia: paura dell'amore sessuale o delle questioni sessuali.&lt;br /&gt;    * Erpetofobia: paura dei rettili o degli animali che strisciano.&lt;br /&gt;    * Eterofobia: paura del sesso opposto.&lt;br /&gt;    * Eufobia: paura di sentire buone notizie.&lt;br /&gt;    * Eurotofobia: paura dei genitali femminili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] F&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Fagofobia: paura di mangiare (o di essere mangiati).&lt;br /&gt;    * Falacrofobia: paura delle calvizie.&lt;br /&gt;    * Fallofobia: paura del pene (in erezione).&lt;br /&gt;    * Farmacofobia: paura dei medicinali.&lt;br /&gt;    * Felinofobia: vedi ailurofobia.&lt;br /&gt;    * Filofobia: paura di innamorarsi.&lt;br /&gt;    * Fobofobia: paura di aver paura.&lt;br /&gt;    * Fonofobia: paura dei suoni.&lt;br /&gt;    * Fotofobia: paura della luce&lt;br /&gt;    * Francofobia: paura od ostilità verso la Francia o verso i francesi.&lt;br /&gt;    * Frigofobia: vedi criofobia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] G&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Galeofobia: vedi ailurofobia.&lt;br /&gt;    * Galiofobia: vedi francofobia.&lt;br /&gt;    * Gamofobia: paura del matrimonio, di sposarsi.&lt;br /&gt;    * Gatofobia: vedi ailurofobia.&lt;br /&gt;    * Gefirofobia: paura dei ponti (di attraversare ponti).&lt;br /&gt;    * Genufobia: paura delle ginocchia.&lt;br /&gt;    * Gerontofobia: paura dei vecchi, di invecchiare.&lt;br /&gt;    * Gimnofobia: paura della nudità (di essere nudi, delle persone nude).&lt;br /&gt;    * Ginofobia: paura delle donne&lt;br /&gt;    * Glossofobia: paura di parlare (in pubblico).&lt;br /&gt;    * Gonofobia: paura degli angoli dei palazzi (estens. di urtare persone che sbucano da un angolo) da non confondersi con spigolofobia.&lt;br /&gt;    * Grafofobia: paura di scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] I&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Iatrofobia: paura dei medici.&lt;br /&gt;    * Idrofobia: paura dell'acqua.&lt;br /&gt;    * Idrofobofobia: paura della rabbia.&lt;br /&gt;    * Igrofobia: paura dell'umidità.&lt;br /&gt;    * Insectofobia: vedi entomofobia.&lt;br /&gt;    * Ipnofobia: paura di dormire.&lt;br /&gt;    * Ippofobia: vedi equinofobia.&lt;br /&gt;    * Ittiofobia: paura dei pesci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] K&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Keraunofobia: paura dei tuoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] L&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Laliofobia: paura di parlare.&lt;br /&gt;    * Leprofobia: paura della lebbra.&lt;br /&gt;    * Leucofobia: paura del colore bianco.&lt;br /&gt;    * Lilapsofobia: paura delle tempeste.&lt;br /&gt;    * Limnofobia: paura dei laghi.&lt;br /&gt;    * Logofobia: paura delle parole (di determinate parole).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] M&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Maniafobia: paura della malattia mentale.&lt;br /&gt;    * Mastigofobia: paura di essere puniti.&lt;br /&gt;    * Megalofobia: paura delle cose grandi.&lt;br /&gt;    * Melanofobia: paura del colore nero.&lt;br /&gt;    * Melissofobia: vedi apifobia.&lt;br /&gt;    * Melofobia: paura della musica.&lt;br /&gt;    * Meningitofobia: paura delle malattie al cervello.&lt;br /&gt;    * Menofobia: paura delle mestruazioni.&lt;br /&gt;    * Metallofobia: paura dei metalli.&lt;br /&gt;    * Micofobia: paura dei funghi.&lt;br /&gt;    * Microbiofobia: vedi bacillofobia.&lt;br /&gt;    * Microfobia: paura delle cose piccole.&lt;br /&gt;    * Mirmecofobia: paura delle formiche.&lt;br /&gt;    * Misofobia: paura di rimanere "contaminati" dal contatto con corpi estranei, più spesso dal contatto umano; ne conseguono numerose precauzioni igieniche da parte del soggetto misofobo.&lt;br /&gt;    * Mnemofobia: paura dei ricordi.&lt;br /&gt;    * Monofobia: paura della solitudine.&lt;br /&gt;    * Monopatofobia: paura di ammalarsi relativa a una singola, determinata malattia.&lt;br /&gt;    * Murofobia: vedi musofobia.&lt;br /&gt;    * Musofobia: paura dei topi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] N&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Necrofobia: paura della morte o di corpi morti.&lt;br /&gt;    * Nefofobia: paura delle nuvole.&lt;br /&gt;    * Neofobia: paura delle novità.&lt;br /&gt;    * Nictofobia: paure del buio (della notte).&lt;br /&gt;    * Noctifobia: vedi nictofobia.&lt;br /&gt;    * Nosocomefobia: paura degli ospedali.&lt;br /&gt;    * Nosofobia: paura di ammalarsi.&lt;br /&gt;    * Nudofobia: vedi gimnofobia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] O&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Obesobofobia: paura di ingrassare.&lt;br /&gt;    * Obofobia: paura dei barboni&lt;br /&gt;    * Odinofobia: vedi algofobia.&lt;br /&gt;    * Odontofobia: vedi dentofobia&lt;br /&gt;    * Ofidiofobia: paura dei serpenti&lt;br /&gt;    * Oicofobia: vedi domatofobia.&lt;br /&gt;    * Oikofobia: vedi domatofobia.&lt;br /&gt;    * Ombrofobia: paura della pioggia.&lt;br /&gt;    * Ommetafobia: paura degli occhi.&lt;br /&gt;    * Omofobia: paura delle persone omosessuali, di essere considerato o di diventare omosessuale.&lt;br /&gt;    * Ornitofobia: paura degli uccelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] P&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Pagofobia: paura del ghiaccio.&lt;br /&gt;    * Panofobia: paura di tutto.&lt;br /&gt;    * Papirofobia: paura della carta.&lt;br /&gt;    * Parassitofobia: paura dei parassiti.&lt;br /&gt;    * Partenofobia: paura delle vergini o delle ragazze giovani.&lt;br /&gt;    * Patofobia: paura delle malattie.&lt;br /&gt;    * Pediculofobia: paura dei pidocchi.&lt;br /&gt;    * Pedofobia: paura dei bambini.&lt;br /&gt;    * Peniafobia: paura della povertà.&lt;br /&gt;    * Pirofobia: paura del fuoco.&lt;br /&gt;    * Placofobia: paura delle tombe (lapidi).&lt;br /&gt;    * Plutofobia: paura della ricchezza.&lt;br /&gt;    * Pluviofobia: paura della pioggia.&lt;br /&gt;    * Pocrescofobia: vedi obesofobia.&lt;br /&gt;    * Pogonofobia: paura delle barbe.&lt;br /&gt;    * Polifobia: paura per molte cose (insieme di fobie).&lt;br /&gt;    * Potamofobia: paura dei fiumi (dell'acqua corrente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] R&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Radiofobia: paura delle radiazioni, dei raggi X.&lt;br /&gt;    * Rupofobia: paura dello sporco e di ciò che non è igienico, dalla quale spesso deriva l'ossessione a pulire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] S&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Satanofobia: paura di satana o del diavolo.&lt;br /&gt;    * Scatofobia: vedi coprofobia&lt;br /&gt;    * Sciofobia: paura delle ombre.&lt;br /&gt;    * Scolecifobia: paura dei vermi.&lt;br /&gt;    * Scopofobia: paura di essere guardati.&lt;br /&gt;    * Scopulofobia: paura degli scogli sommersi dal mare&lt;br /&gt;    * Scotofobia: vedi acluofobia&lt;br /&gt;    * Scotomafobia: paura di diventare ciechi.&lt;br /&gt;    * Scriptofobia: paura di scrivere (in pubblico).&lt;br /&gt;    * Selenofobia: paura della Luna.&lt;br /&gt;    * Sesquipedalofobia: paura delle parole lunghe.&lt;br /&gt;    * Sessuofobia: paura del sesso.&lt;br /&gt;    * Sfecsofobia: paura delle vespe (di essere punti).&lt;br /&gt;    * Siderodromo: paura dei treni (di viaggiare in treno).&lt;br /&gt;    * Siderofobia: paura delle stelle.&lt;br /&gt;    * Siderudromofobia: paura degli oggetti metallici in movimento&lt;br /&gt;    * Simmetrofobia: paura delle cose simmetriche.&lt;br /&gt;    * Sinofobia: paura della Cina, dei cinesi.&lt;br /&gt;    * Sitofobia: vedi cibofobia.&lt;br /&gt;    * Sociofobia: paura dei rapporti sociali.&lt;br /&gt;    * Spigolofobia: paura degli oggetti spigolosi (da non confondersi con gonofobia).&lt;br /&gt;    * Staurofobia: paura delle croci (dei crocifissi).&lt;br /&gt;    * Stenofobia: paura degli spazi stretti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] T&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Tacofobia: paura della velocità.&lt;br /&gt;    * Tafofobia: paura di venire sepolti vivi.&lt;br /&gt;    * Talassofobia: paura del mare (di annegare).&lt;br /&gt;    * Tanatofobia: paura ossessiva della morte&lt;br /&gt;    * Taurofobia: paura dei tori.&lt;br /&gt;    * Tecnofobia: paura della tecnologia.&lt;br /&gt;    * Teofobia: paura della religione, di Dio, degli dèi.&lt;br /&gt;    * Termofobia: paura del calore.&lt;br /&gt;    * Tomofobia: paura dei tagli, delle operazioni chirurgiche.&lt;br /&gt;    * Topofobia: paura di determinati luoghi.&lt;br /&gt;    * Toxofobia: paura di essere avvelenati.&lt;br /&gt;    * Traumatofobia: paura di ferirsi.&lt;br /&gt;    * Tricofobia: paura dei capelli.&lt;br /&gt;    * Triscaidecafobia: paura del numero 13.&lt;br /&gt;    * Tropofobia: paura di muoversi (di cambiare luogo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] U&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Uranofobia: paura del cielo (del paradiso).&lt;br /&gt;    * Urofobia: paura dell'urina (di urinare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] V&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Vaccinofobia: paura delle vaccinazioni.&lt;br /&gt;    * Venustrafobia: paura delle belle donne.&lt;br /&gt;    * Verbofobia: paura delle parole.&lt;br /&gt;    * Verminofobia: paura dei germi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] X&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Xantofobia: paura del colore giallo.&lt;br /&gt;    * Xenoglossofobia: Paura delle lingue straniere&lt;br /&gt;    * Xenofobia: paura degli stranieri (degli sconosciuti).&lt;br /&gt;    * Xerofobia: Paura della siccità.&lt;br /&gt;    * Xylofobia: 1) Paura degli oggetti di legno. 2) Boschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Z&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Zemmifobia: Paura di un grosso topo.&lt;br /&gt;    * Zeusofobia: Paura degli dei.&lt;br /&gt;    * Zoofobia: paura degli animali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1960111373825507613?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1960111373825507613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1960111373825507613' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1960111373825507613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1960111373825507613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/lista-di-fobie.html' title='Lista di fobie'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-8535228730195197595</id><published>2006-12-08T08:02:00.001-08:00</published><updated>2006-12-08T08:02:39.402-08:00</updated><title type='text'>Fobia</title><content type='html'>La parola fobia, in psicologia e psichiatria, indica una paura inaccettabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'individuo che la prova non può fare a meno di essere terrorizzato sebbene il suo insight sia sufficientemente buono da rendersi conto dell'irrazionalità e della sproporzionalità di questo sentimento, che permane per un determinato periodo di tempo e determina un disadattamento del soggetto al suo ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tipi di fobia sono l'agorafobia (Paura degli spazi aperti), la fobia sociale (che spesso si manifesta con ansia anticipatoria) e la fobia specifica fra cui si citano:l'aracnofobia (Paura dei ragni), la claustrofobia (Paura dei luoghi chiusi), etc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale le cause delle fobie si riteneva fossero imputabili a elementi rimossi (vedi psicoanalisi) che manifestano il loro effetto portando l'individuo ad evitare una certa situazione che attraverso un fenomeno di spostamento può essere ricondotta ad un evento traumatico avvenuto sia durante l'infanzia che l'età adulta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente, la più moderna psicoterapia cognitivo comportamentale sostiene che il disturbo derivi da un cattivo apprendimento che può avvenire per condizionamento classico (teoria del Preparedness di Selingman) o per apprendimento sociale (Bandura).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo si viene poi a mantenere per condizionamento operante tramite l'evitamento, dove, il rinforzo negativo è rappresentato dalla sensazione di diminuzione dell'ansia per effetto dell'allontanamento dalla situazione fobica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro tipo di fobia è la fobia scolare. La forma più grave, in genere, si manifesta quando il bambino è ancora piuttosto piccolo e si configura con il rifiuto di andare a scuola, fino all'incapacità di abbandonare/staccarsi dai propri genitori anche per brevi periodi. Questa fobia è da ricondurre ad alcune tipologie di relazioni problematiche all'interno dalla famiglia. Raramente si può ricondurre a veri problemi scolastici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggior parte degli autori insistono sulla necessità di distinguere l'ansia da separazione da quest'ultima appena trattata, dove il disturbo predominante consiste nel lasciare le figure genitoriali anche durante le attività ludiche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-8535228730195197595?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/8535228730195197595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=8535228730195197595' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8535228730195197595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/8535228730195197595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/fobia.html' title='Fobia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-2662314079830026065</id><published>2006-12-08T08:01:00.000-08:00</published><updated>2006-12-08T08:02:16.891-08:00</updated><title type='text'>Disturbo ossessivo-compulsivo</title><content type='html'>Il disturbo-ossessivo-compulsivo viene definito dal "Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali" (DSM-IV, 1994) come un disturbo d'ansia caratterizzato da ossessioni e compulsioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ossessione si intende precisamente un pensiero ricorrente e pervasivo che il soggetto giudica come eccessivo e inappropriato, ma al quale non riesce a sottrarsi. È un pensiero intrusivo, è cioè egodistonico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per compulsione si intende invece una particolare azione, spesso ripetitiva e inadeguata, una sorta di rituale stereotipato che il paziente mette in atto al fine di ridurre l'ansia e il disagio dovuti alle ossessioni. Queste possono riguardare diverse tematiche come la contaminazione, il perfezionismo, l'ordine, il controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le compulsioni possono implicare il lavarsi, il contare, il ripetere parole e numeri in silenzio, tanto che il soggetto, ad esempio, può arrivare a lavarsi le mani continuamente durante il giorno al fine di ridurre il timore legato all'ossessione della contaminazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo viene riconosciuto come tale solo se compromette il normale ritmo delle attività quotidiane e il funzionamento sociale e lavorativo del soggetto e se non può essere meglio giustificato da altri disturbi d'ansia o da malattie psichiatriche dovute a condizioni mediche generali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo ossessivo-compulsivo non è da confondere con il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Trattamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la letteratura basata sulle evidenze cliniche, le tecniche cognitive-comportamentali si sono dimostrate le più efficaci tra le psicoterapie nella cura del disturbo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In diversi trial emerge l'efficacia anche in abbinamento agli psicofarmaci. Tuttavia rispetto alla mera somministrazione di psicofarmaci, il trattamento psicoterapico cognitivo-comportamentale riduce significativamente le ricadute.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-2662314079830026065?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/2662314079830026065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=2662314079830026065' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2662314079830026065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/2662314079830026065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/disturbo-ossessivo-compulsivo.html' title='Disturbo ossessivo-compulsivo'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-4660580740761261840</id><published>2006-12-08T08:00:00.001-08:00</published><updated>2006-12-08T08:00:37.281-08:00</updated><title type='text'>Psicofarmaco</title><content type='html'>Psicofarmaco&lt;br /&gt;Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.&lt;br /&gt;Vai a: Navigazione, cerca&lt;br /&gt;Simbolo convenzionale di nocività&lt;br /&gt;Simbolo convenzionale di tossicità&lt;br /&gt;Questa voce contiene informazioni che possono generare situazioni di pericolo.&lt;br /&gt;I dati presenti hanno solo un fine illustrativo e in nessun caso esortativo. Non hanno, inoltre, alcun valore prescrittivo medico.&lt;br /&gt;Leggi il disclaimer&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la definizione di psicofarmaci si identificano diverse classi di farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale. Si possono classificare in base al tipo di molecole (classi farmaceutiche) o all'effetto terapeutico. Fra essi i più utilizzati sono: gli ansiolitici, gli antidepressivi e i neurolettici (o antipsicotici); che a loro volta includono molecole appartenenti a classi diverse. A questi possiamo aggiungere il litio e gli antiepilettici usati come stabilizzatori dell'umore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può parlare di un effetto terapeutico comune degli psicofarmaci proprio per la eterogeneità delle molecole e dei disturbi trattati (Responder, non responder): alcune patologie si risolvono con una terapia ben condotta, altre croniche e recidivanti (ovvero perduranti nel tempo o che si ripresentano ciclicamente, soprattutto se i trattamenti farmacologici sono discontinuati), il loro effetto è di attenuare almeno i sintomi del disturbo mentale, favorendo una eventuale psicoterapia, o almeno una convivenza con la malattia mentale, nei casi in cui questa renda impossibile al paziente mantenere un lavoro e una vita normali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso l'uso e la prescrizione di psicofarmaci va valutato attentamente per gli effetti collaterali, a volte pesanti, e la possibilità di errori nell'assunzione, che possono portare a una riaccensione dei sintomi o a vere e proprie intossicazioni, il cui esito è raramente letale; inoltre il trattamento con alcuni tipi di psicofarmaci deve essere interrotto gradualmente, pena l'insorgere di sintomi di astinenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indice&lt;br /&gt;[nascondi]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * 1 Ansiolitici&lt;br /&gt;          o 1.1 Effetti fisiologici&lt;br /&gt;          o 1.2 Effetti psicologici&lt;br /&gt;          o 1.3 Sintomi di assunzione&lt;br /&gt;          o 1.4 Sintomi di intossicazione acuta&lt;br /&gt;          o 1.5 L'astinenza da farmaci sedativo-ipnotici&lt;br /&gt;    * 2 Benzodiazepine&lt;br /&gt;          o 2.1 La dipendenza da benzodiazepine&lt;br /&gt;          o 2.2 Complicanze generali&lt;br /&gt;    * 3 Barbiturici&lt;br /&gt;          o 3.1 Sintomi specifici di astinenza&lt;br /&gt;    * 4 Antidepressivi&lt;br /&gt;          o 4.1 Triciclici&lt;br /&gt;                + 4.1.1 Intossicazione acuta da TCA&lt;br /&gt;          o 4.2 SSRI&lt;br /&gt;                + 4.2.1 Effetti collaterali&lt;br /&gt;                + 4.2.2 Controindicazioni&lt;br /&gt;          o 4.3 Inibitori delle monoammineossidasi (IMAO)&lt;br /&gt;    * 5 Neurolettici&lt;br /&gt;          o 5.1 Effetti collaterali&lt;br /&gt;          o 5.2 Effetti extrapiramidali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Ansiolitici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La classe degli ansiolitici e dei sedativo-ipnotici comprende le benzodiazepine (BDZ), gli azapironi, le imidazopiridine, i ciclopirroloni, le beta-carboline e i barbiturici, questi ultimi non più utilizzati con questa indicazione per i gravi effetti indesiderati e la elevata probabilità di decesso in caso di assunzione di quantità eccessive (noto ad esempio il suicidio di Marilyn Monroe). Alcune di queste sostanze sono inserite in Italia nelle tabelle ministeriali III e IV (legge 309/90, disciplina delle sostanze stupefacenti) e richiedono una ricettazione medica particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Effetti fisiologici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sedativi ipnotici:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * diminuiscono la trasmissione degli impulsi nervosi&lt;br /&gt;    * diminuiscono il tempo di addormentamento e il sonno REM&lt;br /&gt;    * abbassano la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca&lt;br /&gt;    * diminuiscono l'ampiezza e il tono delle contrazioni gastro-intestinali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Effetti psicologici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli effetti soggettivi di queste sostanze variano molto con la dose, l'ambiente e la personalità di chi la assume: a basse dosi danno disinibizione, euforia, diminuzione dell'ansia, visione meno angosciante e immediata dei propri problemi. L'assunzione per via endovenosa di BDZ accompagnata da alcol può produrre uno stato di stasi insensibile nel quale tutto passa e il soggetto è privo di vera coscienza, non si accorge di niente, non sa che cosa succederà e qualsiasi cosa accadrà attorno a lui non verrà vissuta né percepita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Sintomi di assunzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * processi mentali rallentati;&lt;br /&gt;    * concentrazione impossibile, confusione mentale;&lt;br /&gt;    * pesantezza degli arti e deambulazione instabile;&lt;br /&gt;    * stanchezza e difficoltà a parlare;&lt;br /&gt;    * torpore, sonnolenza;&lt;br /&gt;    * rilassamento muscolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Sintomi di intossicazione acuta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * umore instabile e irritabile;&lt;br /&gt;    * disinibizione sessuale e aggressività;&lt;br /&gt;    * pronuncia indistinta e loquacità;&lt;br /&gt;    * movimenti scoordinati;&lt;br /&gt;    * deficit di memoria, di attenzione e capacità critica;&lt;br /&gt;    * compromissione delle attività sociali e lavorative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] L'astinenza da farmaci sedativo-ipnotici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'astinenza si ha interrompendo bruscamente un uso prolungato e ad alte dosi di barbiturici, o un uso più prolungato di BDZ. Se compaiono convulsione, delirium, psicosi, si parla di astinenza maggiore, la quale comporta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * nausea&lt;br /&gt;    * malessere, debolezza&lt;br /&gt;    * tachicardia e ipertensione&lt;br /&gt;    * sudorazione e ipertermia&lt;br /&gt;    * forte tremore di mani, lingua e palpebre&lt;br /&gt;    * ansia diffusa e insonnia iniziale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possibili complicazioni possono essere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * dispercezioni o ipersensibilità a stimolazioni sensoriali (visive, olfattive, acustiche)&lt;br /&gt;    * deficit della memoria a breve e a lungo termine&lt;br /&gt;    * agitazione psicomotoria&lt;br /&gt;    * desiderio di assunzione (craving).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il principio basilare dell'interruzione dell'assunzione è sottrarre lentamente il soggetto al sedativo ipnotico, controllando attentamente il paziente per assicurare una astinenza con il minimo di sintomi. Bisogna fare anche attenzione al possibile insorgere di convulsioni dovuta ad un'astinenza troppo rapida. Le strategie da utilizzare sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * lento scalare della sostanza che da dipendenza&lt;br /&gt;    * sostituzione con un agente a lunga durata d'azione e successiva graduale riduzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Benzodiazepine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'introduzione delle benzodiazepine, per la loro efficacia nei più vari casi di ansia, il loro buon effetto ipnoinducente, la buona tollerabilità, la bassa tossicità e la scarsa interazione con altri farmaci, portò ben presto a sostituire con esse i barbiturici come terapia d'elezione per il trattamento dell'ansia, sia da parte dei medici generici che degli psichiatri. A partire dalla metà degli anni '70, una serie di studi hanno incominciato a valutare sistematicamente le conseguenze dell'abuso, dell'uso scorretto, della dipendenza farmacologica e dei problemi connessi alla sospensione del trattamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le benzodiazepine sono usate nel trattamento di:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * sindromi ansiose&lt;br /&gt;    * sindrome mista ansioso-depressiva&lt;br /&gt;    * insonnia&lt;br /&gt;    * tensione muscolare&lt;br /&gt;    * ipertensione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La somministrazione avviene usualmente per via orale, in forma di compresse o gocce, ma sono disponibili anche forme iniettabili. Gli effetti dei sedativi ipnotici consistono in una generale depressione del SNC, del sistema respiratorio e del sistema cardio-vascolare. Raramente tali sostanze inducono una reazione d'ira, durante la quale la persona diventa violenta e imprevedibile. L'effetto delle BDZ è dipendente dalla dose assunta: dopo un uso quotidiano prolungato il paziente sviluppa tolleranza, più rapidamente agli effetti psicoattivi che verso gli effetti depressivi del sistema respiratorio; gli abusatori possono ingerire una dose tossica nel tentativo di ripetere gli effetti gratificanti della sostanza. L'overdose da benzodiazepine provoca coma e depressione respiratoria. Complicazioni frequenti sono shock e aritmie cardiache. Raro il decesso. Antidoto: Flumazenil.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BDZ di uso comune:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * alprazolam&lt;br /&gt;    * lorazepam&lt;br /&gt;    * clorazepato&lt;br /&gt;    * diazepam&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uso di BDZ, deve avvenire sotto controllo medico e deve essere accompagnato da un adeguato sostegno affettivo, dal supporto sociale e familiare. È importante non miscelare mai BDZ con altre sostanze o alcol, perché gli effetti di questi ultimi vengono potenziati. L'interruzione dell'uso di BDZ deve avvenire gradualmente: si possono sostituire temporaneamente con basse dosi di neurolettici sedativi, o in casi particolari con dosi minori di BDZ ad emivita più lunga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] La dipendenza da benzodiazepine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso delle BDZ il fenomeno della dipendenza può essere così definito: moderata dipendenza fisica e moderati fenomeni da sospensione dell'uso, scarsa tolleranza, tendenza ad un'elevata dipendenza psicologica. Nel trattamento con BDZ per dosi terapeutiche si osservano evidenti ma non gravi fenomeni da sospensioni, non vi è tendenza all'aumento dei dosaggi, mentre vi è una tendenza a protrarre il trattamento anche quando non vi sono ragioni cliniche evidenti che ne consiglino la prosecuzione. Gli effetti di astinenza sono aumentati in soggetti alcolisti. L'inizio dei sintomi di astinenza può insorgere dalle 12 alle 14 ore dopo l'interruzione del trattamento per le BDZ con vita breve fino a 3-10 giorni per quelle a lunga durata d'azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattamento della dipendenza da BDZ dovrebbe essere sempre personalizzato. Gli effetti sul sistema nervoso centrale variano con il dosaggio, la durata d'uso, lo stato nutrizionale e il livello di dipendenza. Per una disintossicazione completa dalle BDZ possono servire fino a sei settimane, in cui i pazienti possono provare ansia transitoria, attacchi di panico e desiderio verso la sostanza, che può durare fino a sei mesi. Possono essere utili sedute di rilassamento o biofeedback.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Complicanze generali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le benzodiazepine possono intervenire sul livello di attenzione e di capacità di percepire i pericoli e di attivare le difese: possono compromettere o eliminare la capacità di critica e di indirizzo della propria vita. Le BDZ danno forte dipendenza fisica e psicologica e sono difficili da scalare, poiché riaffiorerebbero tutti i problemi per le quali sono state assunte. Possono dare sonnolenza, scadimento delle prestazioni psicointellettive, difficoltà di coordinazione motoria, minor rendimento nelle attività quotidiane, maggior rischio di infortuni o incidenti se associate ad alcol e accentuazione di problemi al fegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Barbiturici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le BDZ hanno sostituito i barbiturici nella terapia degli stati ansiosi nei primi anni '60. Oggi i barbiturici sono confinati nella terapia dell'epilessia e nell'induzione dell'anestesia, visto il grosso pericolo di abuso di queste sostanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Sintomi specifici di astinenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * aumento del tono muscolare e contrazione&lt;br /&gt;    * riflessi tendinei rapidi&lt;br /&gt;    * anoressia&lt;br /&gt;    * crampi addominali&lt;br /&gt;    * pupille dilatate&lt;br /&gt;    * convulsioni e possibile stato epilettico&lt;br /&gt;    * psicosi con allucinazioni visive e, a volte, uditive&lt;br /&gt;    * confusione e ideazione paranoica&lt;br /&gt;    * delirium (specialmente di notte, con disorientamento spazio-temporale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Antidepressivi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei primi anni '50 furono scoperte casualmente le proprietà euforizzanti dell'iproniazide, che allora veniva usato nella terapia della tubercolosi, e che fu efficace nel trattamento di pazienti depressi. Dall'iproniazide derivò la prima classe di antidepressivi, gli inibitori delle monoammino ossidasi (IMAO). Pochi anni dopo vennero riconosciute all'imipramina, che era usata come antipsicotico, anche proprietà antidepressive. Proprio dall'imipramina nacque l'altra grande classe di antidepressivi, i triciclici (TCA), così chiamati per la loro struttura molecolare. Con il progressivo approfondirsi delle conoscenze sui meccanismi d'azione degli antidepressivi e sui correlati biologici dei disturbi dell'umore, a queste due famiglie storiche si sono aggiunte altre sostanze di varia struttura chimica, definiti antidepressivi atipici o di seconda generazione, come il Prozac.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In soggetti che non presentano disturbi depressivi, i farmaci antidepressivi non hanno alcun effetto positivo ma danno una generale sensazione di fatica e alcuni sgradevoli effetti collaterali, quindi non c'è il rischio di abuso di antidepressivi. In persone depresse invece, gli antidepressivi migliorano spesso il tono dell'umore, sbloccano l'inibizione psicomotoria tipica del depresso, attivano l'appetito e in alcuni casi moderano l'ansia del soggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Triciclici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa classe di antidepressivi ha soppiantato quasi del tutto gli antidepressivi IMAO: l'efficacia di questi farmaci è stata ampiamente dimostrata da una serie di studi clinici effettuati negli ultimi 25 anni. Alcuni TCA come l'amitriptilina e la doxepina possiedono una maggiore attività sedativa rispetto ad altri TCA, infatti vengono impiegati negli episodi depressivi con una forte componente ansiosa e/o insonnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella pratica clinica i principi attivi più usati sono i seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * amitriptilina&lt;br /&gt;    * clorimipramina&lt;br /&gt;    * desipramina&lt;br /&gt;    * dotiepina&lt;br /&gt;    * imipramina&lt;br /&gt;    * maprotilina&lt;br /&gt;    * nortriptilina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I TCA vengono usati nella terapia della depressione, a fronte di questi sintomi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * disinteresse, stanchezza, difficoltà a concentrarsi&lt;br /&gt;    * pensieri tristi, voglia di piangere, sensi di colpa&lt;br /&gt;    * insonnia&lt;br /&gt;    * perdita dell'appetito&lt;br /&gt;    * perdita del senso del valore di sé e della propria autostima, idee di suicidio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Intossicazione acuta da TCA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sovradosaggio di TCA può dare un'intossicazione acuta, che va valutata sulla base della quantità di farmaco assunta e dei livelli plasmatici di principio attivo. L'ingestione di alte dosi di antidepressivi triciclici provoca una sintomatologia da intossicazione acuta (vedi sotto) e può essere mortale. L'intossicazione acuta da TCA interessa in particolare il cuore e il sistema nervoso centrale, i sintomi tipici sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * dilatazione pupillare&lt;br /&gt;    * agitazione psicomotoria e stato confusionale&lt;br /&gt;    * disartria e convulsioni&lt;br /&gt;    * paralisi respiratoria e intestinale&lt;br /&gt;    * cute secca e arrossata, diminuzioni delle secrezione mucosa&lt;br /&gt;    * gravi aritmie cardiache&lt;br /&gt;    * coma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le interazioni dei TCA con altri psicofarmaci sono molto pericolose. In particolare l'interazione fra TCA e antidepressivi IMAO deve essere evitata per l'insorgere di convulsioni, ipertensione arteriosa, collassi cardio-circolatori, morte improvvisa. Anche l'associazione di TCA con antiparkinsoniani, antistaminici, alcuni antispastici, deve essere evitata. I TCA aumentano inoltre l'effetto sedativo di molte sostanze che deprimono il sistema nervoso centrale: alcol, barbiturici, BDZ e altre ancora. I TCA possono anche potenziare gli effetti delle amfetamine e di farmaci amfetamino-simili. Sono stati riportati casi di crisi ipertensiva ed emorragie cerebrali talvolta fatali nei casi (documentati) di tali interazioni farmacologiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattamento dell'intossicazione acuta da TCA deve essere sempre effettuato in un'unità di terapia intensiva, il soggetto intossicato deve essere quindi accompagnato immediatamente in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] SSRI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Serotonin Selective Reuptake Inhibitors) sono una classe di antidepressivi piuttosto recente, rapidamente impostisi per la maggior sicurezza rispetto ai triciclici e alle minori controindicazioni rispetto agli antiMAO (IMAO, MAOi). Il primo antidepressivo di questa categoria è stata la fluoxetina (Prozac), adoperata con successo nelle sindromi depressive, ossessivo-compulsive e nella bulimia nervosa (binge-eating). Il trattamento, come per gli altri antidepressivi, deve durare almeno sei mesi, mentre i primi effetti non si manifestano prima di due settimane dalla prima assunzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Effetti collaterali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Sonnolenza&lt;br /&gt;    * Confusione&lt;br /&gt;    * Alterazioni visive&lt;br /&gt;    * Alterazioni del sonno&lt;br /&gt;    * Ansia, agitazione motoria&lt;br /&gt;    * Sindrome serotonergica (raramente)&lt;br /&gt;    * Riduzione della libido, deficit erettili&lt;br /&gt;    * Tremori&lt;br /&gt;    * Vomito, nausea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Controindicazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si evita nel modo più assoluto la somministrazione contemporanea di SSRIs e altre classi di antidepressivi, in quanto la combinazione potrebbe portare a sindrome serotonergica. In genere si deve osservare un intervallo di almeno 14 giorni tra la sospensione di un SSRI e l'inizio di una terapia con iMAO o triciclici. Per lo stesso motivo è da evitare l'assunzione di triptofano od Erba di San Giovanni (iperico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Inibitori delle monoammineossidasi (IMAO)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli IMAO sono farmaci ormai obsoleti, sia perché non hanno mai mostrato efficacia superiore a quella dei TCA più conosciuti, sia perché meno maneggevoli e meno tollerabili a causa delle pesanti restrizioni che impongono alla dieta del paziente. Questi farmaci agiscono con un meccanismo diverso da quello dei TCA e degli altri antidepressivi inibendo l'azione delle monoaminossidasi, enzimi duputati al catabolismo delle catecolamine (serotonina, dopamina, noradrenalina), inducendo una maggiore biodisponibilità di neurotrasmettitori nei processi sinaptici. In Italia è al momento presente sul mercato un solo IMAO, la tranilcipromina (Parmodalin, in associazione alla trifluoperaziona - un neurolettico), il cui utilizzo è generalmente limitato ai casi di grave depressione psicotica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Neurolettici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai primi del '900 si scoprì che un derivato dell'anilina, la prometazina, possedeva interessanti proprietà sedative e antiallergiche. Da questa fu derivata la cloropromazina, che usata inizialmente come sedativo, Henry Laborit scoprì essere in grado di indurre una specie di particolare indifferenza agli stimoli ambientali senza peraltro alterare lo stato di vigilanza. Proseguendo nelle ricerche Delay e Deniker scoprirono come questo farmaco fosse in grado di migliorare le condizioni dei pazienti psicotici. La cloropromazina è stata usata a lungo anche per i suoi effetti antinausea, antivomito, antivertigine, per alcuni tipi di somatizzazione e di cefalea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie all'enorme successo commerciale della cloropromazina, la ricerca dei nuovi neurolettici era comunque avviata e nel giro di una decina di anni si giunse all'individuazione e alla messa a punto di quasi tutte le maggiori classi di prodotti antipsicotici di cui disponiamo oggi: in tutto una ventina di diverse fenotiazine, prodotti assai simili strutturalmente alla cloropomazina, ed anche tioxanteni, dibenzazepine, il butirrofenone, le difenilbutilpiperidine ed altre ancora. Recentemente si è vista l'introduzione di nuovi antipsicotici, dotati di una affinità ad ampio spettro per i siti dopaminergici e serotonergici, quali risperidone, clozapina, olanzapina e quetiapina. Questi nuovi antipsicotici sembrano determinare con frequenza sensibilmente minore i sintomi extrapiramidali, e sono efficaci nel trattamento dei sintomi sia positivi che negativi delle psicosi gravi e croniche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli antipsicotici presentano un'azione prevalentemente antidelirante e antiallucinatoria e non sono dei "supersedativi", come alcuni credono. Vengono impiegati prevalentemente per la terapia della schizofrenia e di altre manifestazioni psicotiche: possono essere somministrati per via orale, intramuscolare o endovenosa: a dosaggi adeguati riducono il delirio, le allucinazioni, i comportamenti deviati degli psicotici, favorendone il reinserimento sociale. Se assunti da un soggetto non psicotico, non producono uno stato di sedazione quanto piuttosto una estrema indifferenza agli stimoli ambientali e un fortissimo appiattimento emotivo.&lt;br /&gt;A causa di questo effetto sui pazienti non psicotici, in passato si sono verificati casi di abuso di antipsicotici in nosocomi e altre strutture di cura, usati dal personale medico non per la terapia ma come camicia di forza chimica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si nota un potenziamento reciproco dell'effetto negativo, quando i neurolettici vengono amministrati in associazioni con altri farmaci come gli ansiolitici, gli ipnotici, droghe come gli oppiacei e l'alcool. Alcuni antiacidi, i succhi di frutta, tè e caffè possono ridurre l'assorbimento di molti neurolettici. Molti neurolettici possono d'altra parte ridurre l'effetto di alcuni prodotti anticoagulanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Effetti collaterali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'indice terapeutico dei farmaci antipsicotici è in genere estremamente elevato: è quasi impossibile che un paziente riesca a suicidarsi ingerendo solo queste sostanze. Il suicidio può riuscire quando il soggetto assume grandi quantità di farmaci diversi: barbiturici, antidepressivi, sali di litio, alcool. In tal caso è necessario portare il soggetto in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli effetti collaterali più comuni sono pesantezza del capo, torpore, debolezza, senso di svenimento, secchezza della bocca e difficoltà di accomodazione visiva, impotenza, stitichezza, difficoltà urinarie, sensibilizzazione della pelle (alterazione del colorito ed eruzioni cutanee), alterazione del ciclo mestruale, tendenza all'ingrassamento, aumento della temperatura corporea, sbalzi di pressione sanguigna; possono accentuare la tendenza alle convulsioni i pazienti epilettici. La clozapina può provocare un drammatico calo di globuli bianchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recentemente è stato osservato che gli antipsicotici atipici possono provocare disfrenia tardiva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Effetti extrapiramidali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rigidità dei muscoli e dei movimenti, mancanza di espressività del volto, irrequietezza motoria, lentezza o blocco dei movimenti, rallentamento della ideazione e dei riflessi. Gli antipsicotici di prima generazione provocavano anche discinesia tardiva (movimenti involontari o semivolontari rapidi simili a tic, lente contorsioni muscolari di lingua, volto, collo, del tronco, dei muscoli della deglutizione e della respirazione), che in un caso su tre poteva perdurare anche dopo l'interruzione del trattamento, se questo era molto prolungato nel tempo.&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt;Visita il Portale di Medicina&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-4660580740761261840?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/4660580740761261840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=4660580740761261840' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/4660580740761261840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/4660580740761261840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/psicofarmaco.html' title='Psicofarmaco'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-3226620356151017958</id><published>2006-12-08T07:59:00.001-08:00</published><updated>2006-12-08T07:59:51.951-08:00</updated><title type='text'>Psicoterapia</title><content type='html'>Con la parola psicoterapia - etimologicamente "cura dell'anima" - si definisce una tecnica della psicologia applicata da psicologi e psichiatri per la cura di disturbi diversi che vanno dal modesto disadattamento all'alienazione profonda e ch'è uso definire nevrotici e psicotici. Si tratta dunque di terapie della psiche realizzate con strumenti psicologici - la parola, l'ascolto, il pensiero, la relazione con lo psicologo - nella finalità del cambiamento consapevole di un stile di vita o dell'apprendere ad affrontare con le proprie risorse, le vicende della propria vita, malgrado la presenza di sintomi definiti come ansia, depressione, fobie, eccetera.&lt;br /&gt;Indice&lt;br /&gt;[nascondi]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * 1 Definizioni e scuole&lt;br /&gt;          o 1.1 Scuola psicoanalitica&lt;br /&gt;          o 1.2 Scuola psicosintetica&lt;br /&gt;          o 1.3 Scuola sistemico-relazionale&lt;br /&gt;          o 1.4 Scuola cognitivo-comportamentale&lt;br /&gt;          o 1.5 Scuola ericksoniana&lt;br /&gt;    * 2 Sintomi&lt;br /&gt;    * 3 Legislazione&lt;br /&gt;    * 4 Bibliografia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Definizioni e scuole&lt;br /&gt; Per approfondire, vedi la voce Categoria:Psicoterapia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente (2005) nel mondo esistono numerosissime scuole (e ancora più numerose definizioni) di psicoterapia pertinenti a teorie che in buona parte sono tra loro in conflitto epistemologico. Queste concezioni teoriche usano tecniche di psicologia applicata assai diverse tra loro. In Italia le teorie psicoterapeutiche rientrano in quattro filoni principali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * l'indirizzo psicoanalitico,&lt;br /&gt;    * l'indirizzo sistemico-relazionale,&lt;br /&gt;    * l'indirizzo cognitivo-comportamentale&lt;br /&gt;    * l'indirizzo umanistico o esistenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Scuola psicoanalitica&lt;br /&gt; Per approfondire, vedi la voce psicoanalisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gli psicoterapeuti di indirizzo psicoanalitico il sintomo manifestato dal paziente è la conseguenza di un conflitto inconscio. Per poter sopravvivere ad avvenimenti che non sa gestire l'individuo sviluppa delle difese di tipo psicologico (ad esempio la rimozione); l'evento traumatico viene così sepolto, ma resta come conflitto inconscio: il sintomo rappresenta l'espressione somatica di tale conflitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terapia prevede una stretta relazione tra psicoterapeuta e paziente, grazie alla quale questo riesce a comunicare i conflitti responsabili dei sintomi. Conosciuta la causa, lo psicoterapeuta guiderà il paziente alla correzione dei conflitti interiori e degli effetti provocati da questi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattamento da un punto di vista tecnico consiste nell'attivare una terapia analitica con un setting rigido al fine di favorire lo sviluppo del transfert, cioè l'espressione di una corrente pulsionale che viene a stabilirsi tra paziente e terapeuta, il soggetto attiverà nelle sedute una rappresentazione inconscia di stili relazionali primari patologici. L'interpretazione del transfert e delle libere associazioni prodotte in seduta cercherà di favorire la chiarificazione delle cause e dei conflitti per permettere al soggetto paziente di modificare i propri stili relazionali al fine di ottenere una ristrutturazione del proprio sè il più funzionale possibile alla sopravvivenza e al più corretto adattamento alla vita sociale e relazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scopo del trattamento psicoanalitico non è la cura del sintomo, ma la possibilità di ottenere il più alto grado di ristrutturazione del sè del paziente che è spesso il massimo che il paziente può ottenere per poter riprendere un funzionamento non patologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Scuola psicosintetica&lt;br /&gt; Per approfondire, vedi la voce psicosintesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicosintesi è un vasto movimento psicologico di derivazione psicoanalitica, fondato agli inizi del secolo dallo psichiatra Roberto Assagioli (1888-1974) e sviluppatosi poi come indirizzo umanistico-esistenziale, vicino anche a temi transpersonali. Gli psicoterapeuti psicosintetisti ritengono che il sintomo sia l'espressione di un allontanamento dal Sé transpersonale il cui riflesso nel campo della coscienza è il sé o io personale. L'uomo ha dentro di sé l'aspirazione alla completezza e alla sintesi e si muove nella sua vita secondo due dinamiche fondamentali, quella del conflitto tra molteplicità ed unità e fra passato e futuro. La terapia, che si basa su una prima fase di tipo analitico, procede con colloqui generalmente faccia a faccia, esercizi di disidentificazione e autoidentificazione oltre a tecniche specifiche come le visualizzazioni per sviluppare le varie parti che compongono la personalità del paziente (subpersonalità) e armonizzarle quindi attorno al sé. Cardini della terapia sono la scoperta e lo sviluppo della volontà (non vittoriana ma come funzione del sè) e l'attenzione per la parte spirituale o transpersonale dell'individuo. Il percorso terapeutico si snoda quindi in un percorso dove il dolore e la sofferenza hanno opportunità evolutive; si passa perciò da una fase conoscitiva a una interpretativa per arrivare alla parte attivo-sintetica mediante la quale il sé agisce attivamente sulla situazione per trasformarla o comunque accettarla. Per la psicosintesi il rapporto terapeutico ha due scopi fondamentali: il dissolvimento o la traformazione dello stesso, in quanto il paziente ricerca la sua autonomia e capacità di guidarsi da solo, e la guarigione esistenziale, intesa non tanto come perdita dei sintomi quanto come acquisto in salute e maturazione psichica di cui la sofferenza costituisce la naturale gestazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Scuola sistemico-relazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoterapia ad indirizzo sistemico-relazionale considera la persona portatrice del sintomo il cosiddetto "paziente designato". Ovvero che il paziente sia il soggetto del sistema famiglia (per famiglia si intendono sia la propria che le due generazioni che l'hanno preceduta famiglia nucleare-allargata) che esprime o segnala il funzionamento disfunzionale di uno o più dei sistemi di cui egli è uno dei vertici. Designato dal sitema stesso, secondo una prospettiva bio psico sociale, in quanto portavoce esperto di una modalità disfunzionale di vivere, pensare, agire. Talvolta specialmente in casi che riguardano i bambini o gli adolescenti (ambito ove la terapia familiare risulta particolarmente un approccio valido) come conseguenza di un blocco evolutivo, in modo tale da accentrare su di sé tutte le tensioni divenendo il controllore di forze ed energie al prezzo sentimenti di sofferenza e vissuti di disgregazione. In questa ottica, le tecniche si utilizzano hanno per obiettivo sia la modificazione del singolo che del gruppo di riferimento, per ciò che concerne la modificazione delle modalità di comunicazione e di interazione dei membri. Gli psicoterapeuti che si rifanno a questo approccio nato da un vasto movimento di teorie e idee che si sono diffuse negli Stati Uniti durante gli anni 60 e conosciute come teorie della prima e seconda cibernetica, ottengono la remissione dei sintomi e il benessere del paziente con tempi e modalità che fanno esplicito riferimento alle terapie brevi; numero di sedute ridotto tempi rapidi. La psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale si è molto diffusa in Italia e in Europa durante gli anni 80 in modo particolare nei servizi di salute pubblica nel campo della patologia psichiatrica adulti nella neuro-psichiatria infantile nel campo delle tossicodipendenze e negli ultimi anni nelle problematiche che riguardano la separazione-divorzi con la mediazione e nelle problematiche scolastiche con il counselling; inoltre nell'ambito della psicologia del lavoro ha trovato importanti e significative applicazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Scuola cognitivo-comportamentale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli psicoterapeuti di indirizzo cognitivo-comportamentale, invece, adottano un punto di vista del tutto diverso, fondato su una lunga tradizione di ricerca scientifica, che inizia con i primi studi di Pavlov sui riflessi condizionati e prosegue tutt'oggi con migliaia di studi sperimentali. Essi presumono che il "sintomo" sia l'espressione di un precedente apprendimento di schemi comportamentali, emotivi e di pensiero errati o disadattivi, derivanti da peculiari esperienze di vita del paziente, eventualmente mantenuti da un contesto interpersonale patogeno nel presente. Il soggetto che li mostra viene pertanto considerato portatore di strutture cognitive non adeguate (convinzioni), o di processi cognitivi inadatti a selezionare e ad elaborare in modo funzionale gli stimoli ambientali. Lo psicoterapeuta in questo caso può attuare, con l'aiuto del paziente, tecniche di condizionamento o decondizionamento sperimentalmente validate, al fine di modificare in modo diretto le risposte emozionali e gli schemi che si sono rivelati disadattivi, o sostituirli con nuovi schemi più funzionali, tramite esperienze (es. esposizione a stimoli prima evitati) e/o comportamenti di tipo nuovo (prescrizioni comportamentali). Un esempio è l'acquisizione di nuove abilità, come più efficaci competenze comunicative, tramite il "role playing" o pratica recitativa. Il terapeuta può anche usare procedure di vario tipo (anch'esse codificate e validate), dal "dialogo socratico" alla ristrutturazione cognitiva, per permettere al paziente di identificare ed esaminare criticamente e quindi modificare sia i propri processi (e strutture) cognitivi sia i comportamenti non funzionali ai suoi scopi. Infine, il terapeuta può adottare specifici atteggiamenti interpersonali all'interno della relazione terapeutica, per consentire al paziente una correzione dei suoi schemi interpersonali di base. Il trattamento pertanto è costituito da procedure di tipo maieutico e psicoeducativo, mentre il cambiamento nel paziente si assume sia legato a processi di apprendimento e ristrutturazione. Una volta eliminati tutti i "sintomi" ed acquisiti comportamenti alternativi, comprese le consonanti strutture cognitive, viene semplicemente eliminato il disturbo. Nuovi atteggiamenti del soggetto nonché i vantaggi dei nuovi comportamenti stabilizzeranno i cambiamenti ottenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Scuola ericksoniana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipnoterapia ericksoniana è una psicoterapia che deriva dal lavoro clinico di Milton H. Erickson e basa una parte importante della sua efficacia sull'ipnosi. L'ipnosi è un metodo che viene utilizzato anche in altre psicoterapie. L'ipnoterapia ericksoniana, o psicoterapia ericksoniana, viene definita anche come psicoterapia breve (si deve proprio a Erickson il primo uso di questa locuzione). Si basa su alcuni assunti importanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * il paziente è un individuo unico e pertanto unico sarà l'approccio utilizzato per curare il paziente (tayloring);&lt;br /&gt;    * l'inconscio di ciascun individuo è pieno di risorse per risolvere i problemi del vivere quotidiano; le persone sono considerate come capaci di autoguarirsi e autocorregersi se riescono a farlo;&lt;br /&gt;    * qualche individuo ha bisogno di aiuto per correggere i propri problemi e guarire dai propri sintomi; qualche volta una persona deve prima imparare delle abilità o deve orientare la propria attenzione verso nuovi modi di vedere le cose o di pensare;&lt;br /&gt;    * i sintomi e i problemi comportamentali sono frutto di un'inadeguata relazione tra mente conscia e mente inconscia;&lt;br /&gt;    * l'attività psicoterapeutica dell'ericksoniano è principalmente orientata alla risoluzione dei sintomi o dei problemi comportamentali portati nel setting dal paziente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Sintomi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I problemi oggetto di intervento dello psicoterapeuta vanno dal generico disagio esistenziale fino alle più gravi forme di alienazione con interpretazione delirante della realtà, spesso con allucinazioni uditive, visive o tattili; fenomeni sintomatici sono l'ansia, la depressione, il disturbo maniacale, le fobie, le ossessioni, i disturbi diversi del comportamento alimentare - anoressia e bulimia - e della sfera sessuale, il comportamento compulsivo, l'abuso di sostanze, eccetera, tutti riferiti ad eventuali disturbi della personalità con esiti attraverso fenomeni complessi quali il mobbing, il conflitto coniugale, il disturbo antisociale ed altri. In generale lo psicoterapeuta si può interessare anche di riabilitazione di soggetti con disturbi psichiatrici e della riabilitazione di tossicodipendenti, sia all'interno di strutture sanitarie pubbliche (per esempio i Centri di Salute Mentale per i soggetti psichiatrici e i SERT nel caso delle tossicodipendenze) o all'interno comunità terapeutiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tradizionalmente, alcune scuole di psicoterapia si sono occupate in particolare di determinati sintomi, come nel caso dell'indirizzo psicoanalitico, con l'attenzione alle cosiddette nevrosi (ansia, depressione, fobie, ossessioni). Altri, come il caso dei terapeuti cognitivo-comportamentali, si sono specializzati nel trattamento di disturbi da stress, depressione, fobie, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi sessuali, alimentari, del sonno e dipendenze patogene. Altri ancora, come i terapeuti familiari sistemico-relazionali, si sono occupati in particolar modo dei disturbi della condotta alimentare come anoressia e bulimia negli adolescenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Legislazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia la Legge 18 febbraio 1989, n. 56, in materia di "Ordinamento della professione di psicologo" stabilisce che l'esercizio dell'attività psicoterapeutica, in ambito pubblico o privato, è riservata a Psicologi e Medici psichiatri iscritti nei rispettivi Albi e Ordini professionali; per tale attività la legge prevede una formazione professionale da acquisire, dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi presso Scuole di Specializzazione Universitarie con il pagamento delle sole imposte accademiche, ed eventualmente - a titolo oneroso - presso istituti privati autorizzati da apposita commissione ministeriale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-3226620356151017958?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/3226620356151017958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=3226620356151017958' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3226620356151017958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/3226620356151017958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/psicoterapia.html' title='Psicoterapia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-6141351057705213271</id><published>2006-12-08T07:58:00.004-08:00</published><updated>2006-12-08T07:59:13.809-08:00</updated><title type='text'>Psicoanalisi (psicanalisi)</title><content type='html'>Psicoanalisi, termine coniato nel XX secolo unendo le parole psico e analisi (sul modello tedesco di psychoanalyse), definisce una particolare teoria psicologica che propone un modello di funzionamento della mente e dei processi psichici dell'uomo da un punto di vista dinamico, con particolare enfasi sull'inconscio, i sogni e la sessualità infantile; è usato anche per indicare il metodo terapeutico che in quella teoria ha le sue basi, appunto il metodo psicoanalitico. Fondatore di questa disciplina è stato Sigmund Freud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoanalisi si pone come scopo precipuo quello di individuare le cause delle nevrosi non in rapporto a specifici fatti traumatici accaduti in un passato più o meno remoto, ma in funzione di una possibile e complessiva distorsione della personalità conseguente ad un disarmonico sviluppo dell'istinto. Oltre che un metodo di cura, la psicoanalisi è anche una metapsicologia, ovvero una teoria del funzionamento della mente umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto diversi aspetti la psicoanalisi - che nel corso del XX secolo si è sviluppata e modificata con il contributo di studiosi di diversa nazionalità - ha molto contribuito, assieme alla filosofia moderna, alla formazione del pensiero dell'uomo, analizzandone i sogni, gli istinti e le pulsioni sessuali, le modalità relazionali come i lapsus e gli atti mancati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché studia il contenuto conscio ed inconscio dei pensieri dell'essere umano, e il rapporto che esso ha con l'immaginazione e la creatività fantastica, la psicoanalisi può confinare - nell'immaginario collettivo - con un certo tipo di magia di influenzamento, che in terminologia scientifica si chiama fantasia di onnipotenza.&lt;br /&gt;Indice&lt;br /&gt;[nascondi]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * 1 Gli inizi della psicoanalisi&lt;br /&gt;    * 2 La tecnica psicoanalitica&lt;br /&gt;    * 3 Critiche alla psicoanalisi&lt;br /&gt;          o 3.1 Il dibattito sull'efficacia terapeutica&lt;br /&gt;          o 3.2 Critiche recenti alla psicoanalisi&lt;br /&gt;    * 4 Note&lt;br /&gt;    * 5 Bibliografia&lt;br /&gt;    * 6 Voci correlate&lt;br /&gt;    * 7 Collegamenti esterni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Gli inizi della psicoanalisi&lt;br /&gt; Per approfondire, vedi la voce Storia della psicoanalisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poche altre imprese culturali hanno avuto la stessa straordinaria fortuna della psicoanalisi. A seguito dell'opera di Sigmund Freud, nella cultura occidentale si è diffusa per la prima volta la teoria che spiega, attraverso l’interpretazione di osservazioni non sistematiche e argomentazioni pseudo-scientifiche, le zone più recondite dell'animo umano. Freud privilegiò come terreno d'indagine quelle che apparivano come le componenti più irrazionali della personalità umana: i lapsus e gli atti mancati, il sogno e sintomi vari di natura psichiatrica. Fu lui ad attribuirne l’origine nei ricordi dell'infanzia e soprattutto in un oscuro “serbatoio degli istinti” che chiamò ”inconscio”, una parte di mente presente nel soggetto, al di fuori della sua mente cosciente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova “scienza” nacque alla fine del XIX secolo con lo scopo di spiegare e curare particolari disturbi nevrotici, come i disturbi isterici, di cui la medicina dell’epoca stava cercando una causa obiettivamente dimostrabile nell’ambito della neurologia nonché terapie efficaci. Di fronte al sostanziale fallimento anche della psicoanalisi come terapia, Freud sviluppò la teoria delle “resistenze”, ridefinendo sistematicamente come tali le contestazioni che la persona (paziente o allievo) opponeva alle sue interpretazioni. L’accettazione da parte del soggetto delle interpretazioni freudiane veniva quindi considerata un passaggio dei contenuti inconsci alla coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si concentrò verso manifestazioni trascurate fino ad allora come le molteplici attività mentali fuori della norma (lapsus, amnesie) e i sogni, che erano state fino allora considerate marginali "distrazioni" o forme di indebolimento dell'attività della coscienza o forme di psicopatologia (comportamenti ossessivi, fobie, etc.) fino ad allora non bene inquadrate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Freud, partendo dallo studio di simili manifestazioni, sarebbe stato possibile portare alla luce i meccanismi operanti nell’”inconscio”, che immaginava come fonte di forze o impulsi ad agire, che la coscienza avrebbe dovuto tenere a bada perché disdicevoli o socialmente inammissibili, così come una società si difende dai suoi elementi devianti. Secondo Freud, i vari comportamenti nevrotici erano spiegabili da questa “repressione” o “rimozione” degli impulsi istintivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presupposto di base consisteva nell’assunto che esistono leggi che governano la vita interiore e che queste sarebbero diverse da quelle della vita esteriore, cosa che permetteva di definire un campo di indagine autonomo dalle altre scienze, chiamato da Freud “psicologia del profondo”. Ciò esentava la psicoanalisi dal sottoporsi ai metodi di indagine e di verifica richiesti nelle scienze, come ad esempio nella psicologia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Precisamente queste leggi sono tre:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   1. l'esistenza dell'”inconscio”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;          La cui presenza si presumeva scientificamente dimostrata dal tentativo stesso di dare una spiegazione univoca sia a sintomi nevrotici, sia agli atti sintomatici e i lapsus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   2. l’esistenza di una energia psichica o “libido”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;          Originatasi nell’”inconscio”, vi sarebbe una energia di natura prevalentemente sessuale che tenderebbe ad avere una via di uscita attraverso una varietà di comportamenti, quali ad esempio i sintomi nevrotici,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   3. il determinismo psichico o principio di causalità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;          Nella mente, al contrario che nella natura fisica, nulla avverrebbe per caso ma ogni rappresentazione mentale sarebbe concatenata e dipendente dalla precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguendo questa strada, Sigmund Freud e sua figlia Anna Freud indagarono su fenomeni psichici apparentemente contraddittori, quali ad esempio le risposte a conflitti tra motivazioni opposte, gli auto-inganni o i falsi moralismi, interpretandoli come “meccanismi di difesa”. Ad esempio, l'uomo che nega a sé stesso certe rappresentazioni mentali disturbanti, mentendo a sé stesso sulla loro presenza, lo farebbe per ottenere il vantaggio di non provare dolore. Oppure, atteggiamenti moralistici, interpretati come l’effetto di un senso di colpa per azioni riprovevoli o della trasformazione delle pulsioni sessuali represse o deviate dal loro obiettivo naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo, comportamenti apparentemente giustificati o anche ammirevoli appaiono in realtà derivanti da motivazioni poco lusinghiere o inconfessabili, soprattutto di natura sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’esplorare la vita psichica dei pazienti e nel condurre le sue “terapie”, talvolta molto energiche e direttive, Freud si accorse ben presto che i pazienti sviluppavano talvolta nei suoi confronti reazioni molto emotive, positive o negative, come odio o innamoramento. Ne concluse, in accordo con la sua ipotesi dell’origine infantile delle nevrosi, che si trattava di un trasferimento verso la sua persona di atteggiamenti affettivi, ovvero nel suo lessico di cariche “libidiche”, che i soggetti stessi avevano provato nell’infanzia verso i propri genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credette quindi che si trattasse di un nuovo fenomeno, ovviamente inconscio, che chiamò “transfert”, ed arrivò a teorizzare che non vi potesse essere guarigione se questo non fosse “superato”, cioè se il paziente non accettasse l’interpretazione dell’analista di tali reazioni emozionali. La “teoria del transfert” divenne quindi uno dei capisaldi della costruzione teorica della psicoanalisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le teorie di Freud suscitarono scandalo negli ambienti più conservatori della borghesia austriaca, nei primi anni del 1900, soprattutto in rapporto alle formulazioni sulla sessualità infantile, che era considerata da Freud la base dell'intera vita psichica. Dai colleghi dell'Università Freud era già stato fortemente criticato per certe sue conclusioni affrettate tratte da precedenti studi sulla cocaina, di cui pare sia stato un assiduo consumatore. Dopo l'esposizione delle teorie psicoanalitiche, fu quasi del tutto ignorato negli ambienti accademici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Freud dovette andarsene dal reparto ospedaliero di Neurologia dove lavorava e fu costretto all'attività privata, in cui ebbe successo. Critici e detrattori successivi di Freud, che ebbero sempre meno fortuna di lui, furono spesso accusati, talvolta giustamente, di antisemitismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoanalisi ebbe ben presto dei seguaci, riuscendo Freud a farla accettare (ma al di fuori della medicina ufficiale) come tecnica terapeutica per un certo tipo di malattie psichiatriche come le nevrosi, che non avevano ancora trovato terapie efficaci. Così intorno a Freud, nella città di Vienna, si andò formando il primo gruppo di allievi; questo permise a Freud di fondare nel 1910 l'International Psychoanalytical Association definendo così i criteri di formazione dei futuri analisti basati sull'analisi personale, le supervisioni, i corsi clinico-teorici. In quel periodo si vennero formando le prime società psicoanalitiche che aderiranno all'I.P.A.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo insegnamento iniziò attraverso regole che Freud codificò ben presto; sono regole che comportano un particolare stato di soggezione del candidato “psicoanalista”; questi doveva ed ancora oggi deve sottoporsi allo stesso trattamento che riserverà ai futuri pazienti. Tale relazione rendeva e rende possibile un vero e proprio indottrinamento da parte dell'analista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così la psicoanalisi, assumendo vari indirizzi e applicata ad ambiti diversi da quello originario, divenne ben presto una ideologia, cioè una concezione generale della natura umana e dei suoi rapporti con il mondo (Weltanschauung), in cui l’uomo viene visto come “agito” da forze oscure, inconfessabili o autodistruttive (come l’”istinto di morte”) su cui non ha sostanzialmente alcun controllo consapevole. Dopo l’immane disastro provocato dalla prima Guerra Mondiale, ma in una epoca in cui c’era ancora grande fiducia nella scienza, il clima era probabilmente favorevole ad accettare tale visione della natura umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I principali nomi da ricordare fra i primi analisti sono Otto Rank, Karl Abraham, Max Eitingon, Ernest Jones, Sandor Ferenczi e Hans Sachs. Un posto particolare spetta alla variante della Psicologia analitica, di Carl Gustav Jung, psichiatra svizzero, il cui interesse si incentrò sullo studio dei modelli (o schemi mentali) impersonali e collettivi, che presumeva operassero anch’essi nell'inconscio, modelli che chiamerà "archetipi". Qui Jung credette di trovare la chiave per un'interpretazione sociale di particolari fenomeni psicologici, come l'”identificazione con un modello archetipico” che il bambino opererebbe nel giocare, o di fenomeni culturali, religiosi ed artistici che Jung vede come espressioni di “modelli archetipici”, presenti in una particolare raccolta mentale chiamata “inconscio collettivo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoanalisi influenzò molti scrittori e pensatori del ‘900 come Italo Svevo, James Joyce, George Groddeck, Bertrand Russell ed Herbert Marcuse; inoltre, molti intellettuali si sottoposero all’analisi, contribuendo ad aumentarne il credito e quindi a diffonderla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoanalisi entrerà in Italia passando da Trieste dove Edoardo Weiss, analizzato da Federn, allievo di Freud, diede impulso decisivo alla Società Psicoanalitica Italiana che era stata fondata a Teramo nel 1925 da Marco Levi Bianchini, libero Docente presso l'Università di Napoli, Direttore dell'Ospedale Psichiatrico di Teramo. Nel 1932 la S.P.I. fu trasferita a Roma e riorganizzata da Weiss che, nello stesso anno fondava la Rivista di Psicoanalisi, che è tuttora l'organo ufficiale della S.P.I. In quel periodo spiccavano le figure di Cesare Musatti, Nicola Perrotti, Emilio Servadio e Alessandra Tomasi di Palma che contribuiranno, anche in seguito, alla divulgazione e al progresso clinico-teorico della psicoanalisi in Italia e all' estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del secolo, soprattutto nel secondo dopoguerra ed anche per influenza dello sviluppo delle scienze umane, come la psicologia sociale, la psicoanalisi dei successori (“neofreudiana”) si è progressivamente distaccata dagli originari approcci "pulsionalisti", ovvero legati alle dinamiche intrapsichiche delle pulsioni e della “libido”. Si sviluppano invece versioni "relazionali", orientate alla comprensione delle dinamiche dei cosiddetti “investimenti oggettuali” e della loro articolazione nelle relazioni interpersonali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il luogo ultimo di origine di tali investimenti e quindi delle motivazioni umane rimane comunque l’”inconscio”, concetto che non ha riscontri in alcuna altra scienza. I molti orientamenti di stampo più relazionale nati dalla iniziale psicoanalisi, non hanno rinunciato ai pilastri teorici della “libido”, del “determinismo psichico” o del “transfert”, e soprattutto dell’”inconscio”. Questi sono indicati, in campo clinico, come psicoterapie “psicoanalitiche”. Altri trattamenti o orientamenti vengono invece chiamati “psicodinamici” o psicoanalitici, anche se poco hanno a che vedere con le suddette basi teoriche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Psicoanalisi” è considerata la dicitura corretta, volendo alcuni riservare il termine Psicanalisi (senza la "o") solo alla psicoanalisi di orientamento Lacaniano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli anni '80 e gli anni '90 si sono ridotti gli studi che si proponevano di controllare gli esiti della psicoanalisi come metodo clinico. Tale tendenza si è però modificata negli ultimi anni, con la ripresa di ampi studi e meta-analisi sull'efficacia degli approcci psicodinamici (ovvero, derivati dalla psicoanalisi) nell'ambito della psicoterapia; interessanti appaiono a questo proposito gli attenti lavori di ricerca supportati, a livello internazionale, dalla SPR, Society for Psychotherapy Research Society for Psychotherapy Research.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] La tecnica psicoanalitica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoanalisi fu sviluppata da Freud per cercare di affrontare i problemi di alcuni pazienti con cui falliva la tecnica catartica (ipnosi) utilizzata prevalentemente dal suo collega Breuer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Freud parte da un modello in cui la mente umana ha una struttura tripartita: Io, SuperIo ed Es; il primo è il substrato cosciente ed è quello di cui si ha consapevolezza, l'Es è esattamente il suo opposto (inconscio) il quale raccoglie e memorizza un'enorme quantità di informazioni che vanno dal periodo della prima infanzia sino alla morte. Tuttavia nell'adulto il contenuto psichico dell'Es è celato e reso normalmente inaccessibile dal SuperIo che rappresenta il 'censore' della mente umana. In una situazione di normalità i ricordi rimossi che stazionano nell'Es vengono ostacolati dal SuperIo e quindi non riescono a raggiungere l'Io, quando invece un qualsiasi elemento cosciente riesce a 'risvegliare' un oggetto rimosso nasce un conflitto tra il ritorno del rimosso e le resistenze del SuperIo. Freud chiama tale situazione nevrosi (o psicosi nel caso in cui l'alterazione della personalità risulti tale da compromettere del tutto il contatto con la realtà).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il metodo psicoanalitico si basa sull'idea che le nevrosi scaturiscano dall'incapacità dell'Io di impadronirsi delle idee rimosse: in altre parole, per Freud la conoscenza del motivo patologico è già di per sé cura del disagio stesso. Tuttavia gli elementi rimossi non sono noti a priori e quindi è impossibile cercare in una direzione precisa. Per questo motivo Freud basa la tecnica terapeutica sul concetto di associazione libera ovvero sul lasciare il paziente completamente svincolato da qualsiasi regola di condotta nei suoi discorsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il soggetto viene quindi invitato a parlare liberamente di ciò che vuole, senza censurare nulla di quello che pensa ed a cambiare argomento ogniqualvolta lo desideri. La 'speranza' dell'analista è che, in seguito ai condizionamenti inconsci, il paziente rievochi elementi (o parti di essi) rimossi e permetta quindi all'analista di aiutarlo nella ricostruzione dei fatti, che in termini tecnici si chiama 'interpretazione'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Particolare importanza hanno per Freud i sogni, egli infatti parte dal presupposto che durante il sonno REM la vigilanza del SuperIo sia ridotta, facilitando quindi il ritorno del rimosso all'Io sotto forma di materiale onirico, che si può ricordare al risveglio. In pratica il sogno è la strada maestra per addentrarsi nelle rappresentazioni simboliche e stratificate dell'inconscio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fenomeno comunemente chiamato sogno è caratterizzato dall'avere un contenuto manifesto, ciò che effettivamente si ricorda al risveglio e un contenuto latente, composto da elementi rimossi alterati. Il passaggio dal contenuto latente a quello manifesto è operato dal lavoro onirico che è sostanzialmente strutturato in due processi: lo spostamento e la condensazione. Lo spostamento comporta la deviazione dell'elemento rimosso verso oggetti differenti, mentre la condensazione comporta l'unione di più elementi rimossi in un unico 'blocco audiovisivo'. Compito dell'analista è proprio quello di interpretare il sogno, al fine di ottenere il contenuto latente a partire da quello manifesto, facendo associare il paziente sulle rappresentazioni audiovisive che l'inconscio lascia filtrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Critiche alla psicoanalisi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Freud considerava la psicoanalisi una scienza: "Ho sempre considerato una grande ingiustizia il fatto che non si sia voluto trattare la psicoanalisi come qualunque altra scienza naturale" (Sigmund Freud, "La mia vita e la psicoanalisi").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le prime critiche al proposito va menzionata quella di un altro famoso viennese di quei tempi, l'umorista Karl Kraus (1874-1936) che era di diverso avviso su quella che va considerata, la creatura di Freud: la psicoanalisi. La psicoanalisi, sosteneva Karl Kraus, è più una passione che una scienza. Tra i corrosivi aforismi di Kraus contro la psicoanalisi il più celebre è forse quello che la definisce "quella malattia di cui ritiene di essere la terapia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo di lui, Egon Friedell (1878-1938), anche lui viennese, sostiene in un suo imponente lavoro dal titolo "Kulturgeschichte der Neuzeit" la stessa tesi: che la psicoanalisi non è scientifica e dopo aver sottolineato fortemente che la psicoanalisi non è una scienza giunge alla conclusione che Freud è un poeta e la psicoanalisi è la fede di una setta poiché sebbene si atteggi a scienza di fatto è una religione. Freud che si considerava un materialista convinto viene quì tacciato di metafisico, che sempre secondo il Friedell, la sua attenuante è quella di non saper di esserlo. Friedell sembra ribaltare tutti i giudizi, visto che la psicoanalisi da molti viene considerata come esercizio della riflessione per antonomasia, quì viene invece addirittura accusata di bloccare l'esercizio della critica nei cosiddetti adepti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questo tema del fascino della psicoanalisi ottenebrante la ragione ritornerà più tardi il logico e filosofo Ludwig Wittgenstein (1889-1951). La psicoanalisi è "una mitologia che ha molto potere". Più in particolare, il procedimento della libera associazione delle idee, fa presente Wittgenstein, è alquanto oscuro, "perché Freud non chiarisce mai come possiamo sapere dove fermarci, dove la soluzione sia giusta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una credenza diffusa vorrebbe che Albert Einstein fosse un grande ammiratore di Freud, ma come ha fatto notare A. H. Esterson, si tratta di un mito: in una lettera a uno dei suoi figli nei primi anni trenta[1] Einstein scrisse che non era rimasto convinto dalle opere di Freud e che riteneva i suoi metodi dubbi se non fraudolenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo Wittgenstein, tra le critiche provenienti da personaggi in vista della scienza e della filosofia, la critica più nota nei confronti della psicoanalisi freudiana è sicuramente quella di Karl R. Popper. La posizione di Popper rispetto alla psicoanalisi è molto chiara: la psicoanalisi non è scientifica semplicemente per il fatto che non è falsificabile. E "quanto all'epica freudiana dell'Io, del Super-io e dell'Es non si può avanzare nessuna pretesa ad uno stato scientifico, più fondatamente di quanto lo si possa fare per l'insieme delle favole omeriche dell'Olimpo. Queste teorie descrivono alcuni fatti, ma alla maniera dei miti. Esse contengono delle suggestioni psicologiche assai interessanti, ma in forma non suscettibile di controllo". Ciò in contrasto con la maggior parte delle teorie fisiche le quali "sono del tutto [...] altamente falsificabili sin dall'inizio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo dibattito interviene Adolf Grünbaum, autore del famoso libro "Philosophical Problems of Space and Time" (1963; ed. ampl. 1976), di "The Foundations of Psychoanalysis" e "Reflections on the Foundations of Psychoanalysis". Grünbaum critica il falsificazionismo di Popper e nega validità alla critica di Popper contro Freud. Se la teoria psicoanalitica non è scientifica perché non falsificabile, come sostiene Popper, tuttavia - si chiede Grünbaum - "quale dimostrazione ha mai offerto Popper per ribadire con enfasi che il corpus teorico freudiano è completamente privo di conseguenze empiricamente controllabili?". La conseguenza a cui arriva il procedimento logico di Grünbaum è che "l'incapacità di certi filosofi della scienza di individuare una qualsiasi conseguenza controllabile della teoria freudiana, dimostra che essi non ne hanno studiato a fondo, o non ne padroneggiano, il contenuto logico, non dimostra certo una carenza scientifica della psicoanalisi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbaglia Popper a criticare Freud sulla base di una presunta non falsificabilità della psicoanalisi, questa è in sintesi la posizione di Grünbaum che tuttavia sostiene che in ogni caso la psicoanalisi non regge ugualmente. E non regge, tra altre ragioni, perché i dati clinici non sono attendibili: essi sono irrimediabilmente contaminati dall'analista. Ne conclude pur criticando le posizioni di Popper sulla scientificità della psicoanalisi che tuttavia attualmente la psicoanalisi non è in ottimo stato, "per lo meno per quanto riguarda i suoi fondamenti clinici".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire dagli anni settanta del ventesimo secolo, studiosi come Ellenberger, Cioffi, Sulloway hanno messo in dubbio l'integrità scientifica di Freud, appoggiandosi su prove documentali: sono state sottolineate ad esempio discrepanze fra le descrizioni di casi clinici negli articoli pubblicati di Freud e i resoconti degli stessi casi nella sua corrispondenza privata. Sulla scorta di questi studi, lo psicologo clinico Jacques Bénesteau (autore del libro Mensonges freudiens: Histoire d'une désinformation séculaire, vincitore nel 2003 del premio assegnato dalla Société française d'histoire de la médecine per il migliore libro dell'anno per la ricerca nella storia della medicina) ha sostenuto che Freud ha mentito su tutti i casi da lui trattati nei suoi scritti: "[...] abbiamo appreso, di pubblicazione in pubblicazione, e rivelazione dopo rivelazione, che Freud aveva manipolato i fatti, inventato dei malati, con i loro sintomi e una eziologia, fabbricato degli effetti terapeutici inesistenti e delle false prove, il tutto dissimulando le sue costruzioni sotto la protezione di una retorica straordinaria e dietro "fantasmi" supposti inconfutabili, quali il complesso d'Edipo, questa fantastica barriera disinformativa. La disinformazione e la sottrazione dei documenti dovevano fare il resto del lavoro."[2] Studiosi come il filosofo della scienza Frank Cioffi hanno tratto dalle critiche sulla veridicità degli scritti di Freud conseguenze riguardo alla validità della teoria psicoanalitica: "Allora, perché Freud è uno pseudoscienziato? La ragione principale è la seguente: ha dichiarato di aver testato -e dunque di aver fornito delle prove suscettibili di legittimare in modo convincente- delle teorie che erano inconfutabili o, quando erano confutabili, non erano state testate."[3]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Premio Nobel per la medicina Peter Medawar ha scritto nel 1975: "Gli psicoanalisti continueranno a prendere le più spaventose cantonate finché persevereranno nella loro convinzione impudente e intellettualmente debilitante secondo cui godono di un 'accesso privilegiato alla verità'. Si sta affermando l'opinione secondo cui la teoria psicoanalitica dottrinaria è la più prodigiosa truffa intellettuale del ventesimo secolo: nonché un prodotto terminale- qualcosa di simile a un dinosauro o a uno Zeppelin nella storia delle idee, una vasta struttura dal progetto radicalmente mal concepito e senza posterità."[4] E. Fuller Torrey, definito dal Washington Post "il più famoso psichiatra americano", scrivendo in "Witchhdoctors and Psychiatrists" (1986) ha sostenuto che le teorie psicoanalitiche non hanno un fondamento scientifico superiore a quello delle teorie dei guaritori indigeni tradizionali. Un numero crescente di scienziati considera la psicoanalisi una pseudoscienza (F. Cioffi, 1998), anche se diverse migliaia di psichiatri e psicologi, in particolare in paesi come la Francia e l'Argentina, la ritengono tutt'ora una delle teorie più clinicamente utili nell'ambito della psicoterapia. Nell'Europa del Nord e nei paesi anglosassoni, invece, secondo quanto riferisce Catherine Meyer, curatrice de "Le Livre noir de la psychanalyse", "essa non è quasi più insegnata nelle facoltà di psicologia e ha trovato rifugio nelle facoltà di lettere o di filosofia. Nei Paesi Bassi, paese in cui si consumano meno ansiolitici, la psicoanalisi è quasi inesistente come terapia. Negli Stati Uniti, solo 5000 persone seguono una psicoanalisi (secondo la rivista Times, 2003): in confronto a 295 milioni di Americani, questa cifra appare al giorno d'oggi del tutto marginale. [...] Il "Myers", quel manuale che serve da opera di consultazione per gli studenti di psicologia americani, consacra solo 11 pagine alle teorie freudiane, su 740 pagine complessive." Secondo Meyer, la Francia e l'Argentina rappresentano nel mondo più l'eccezione che la regola per quanto riguarda la predominanza della psicoanalisi nei campi della psicologia e della psicoterapia.[5]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È del 2000 il libro: “Il caso Marilyn M. e altri disastri della psicoanalisi” del prof. Luciano Mecacci, docente di Psicologia generale all’Università di Firenze. Si tratta di una durissima e documentata requisitoria contro la psicoanalisi, in cui si sostiene che le teorie psicanalitiche sono troppo soggettive ed arbitrarie per essere credibili e inoltre che la formazione degli psicanalisti non garantisce affatto che abbiano risolto i loro problemi interiori (come credono e vorrebbero far credere) e che quindi i pazienti e gli analisti stessi si trovano dentro rapporti a grave rischio. Il libro va a scavare negli intrecci perversi tra la vita privata degli psicanalisti più celebri, quella di allievi analizzandi, pazienti e loro familiari (intrecci e “costellazioni” dagli esiti spesso letali). Rivela impietosamente i tragici insuccessi (verificatisi più a causa della psicanalisi che nonostante essa), l’impressionante numero di suicidi tra psicanalisti, loro figli e loro pazienti, le falsificazioni dei casi clinici, ecc., insomma gli innumerevoli scheletri nell’armadio che la psicanalisi ha cercato di rimuovere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Il dibattito sull'efficacia terapeutica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche per quanto riguarda l'efficacia terapeutica della psicoanalisi il dibattito è stato molto forte, ed ha visto posizioni spesso contrapposte. Tra i critici, il succitato Jacques Bénesteau ha affermato che "È ormai ammesso che nessun malato è stato guarito da Sigmund Freud, e non si possiede alcuna prova che uno solo sia stato realmente migliorato dal suo "metodo". [...] In base alle expertise sull'efficacia terapeutica, i cui risultati sono regolarmente pubblicati, al giorno d'oggi è possibile dire che, dall'inizio del ventesimo secolo, il metodo psicoanalitico non ha avuto alcun successo terapeutico al suo attivo, neppure di miglioramento dei problemi psicologici di un solo paziente. Se la psicoanalisi avesse avuto una qualche efficacia superiore a 400 altre psicoterapie esaminate, ci si sarebbe affrettati a far valere, con i fatti, la superiorità di questi brillanti risultati, e la discussione sarebbe chiusa poiché il mondo medico avrebbe avuto l'obbligo morale di aderirvi."[6]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti altri importanti autori non condividono però queste posizioni, definite come "ipercritiche"; vi è anzi, sottolineano questi ultimi, una solida e ricca produzione scientifico-clinica sugli esiti positivi degli interventi psicoterapeutici psicodinamicamente orientati, produzione che nel corso degli anni si è progressivamente irrobustita ed ulteriormente articolata: si veda ad esempio l'ampia meta-analisi sull'efficacia della psicoterapia psicodinamica breve in numerosi disturbi psicologici di F.Leichsenring, S.Rabung, E.Leibing, nei prestigiosi Archives of General Psychiatry, 61, 2004, reperibile di seguito assieme ad altri studi clinici controllati sull'argomento Archivi. In ogni caso, come fanno notare nello stesso studio Leichsenring et al., diversamente da quanto avviene per la psicoterapia psicodinamica a breve termine, "per la psicoterapia psicoanalitica a lungo termine e la psicoanalisi, c'è un urgente bisogno di ricerca convincente sui risultati."[7]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Francia, l'Institut national de la santé et de la recherche médicale (l'organismo pubblico francese dedicato alla salute e alla ricerca medica) ha pubblicato nel 2004 l'expertise collettiva "Psychothérapie: Trois approches évaluées", una rassegna critica di studi clinici e di meta-analisi precedenti, in cui veniva valutata l'efficacia di tre diversi approcci psicoterapeutici, fra cui quello di ispirazione psicoanalitica.[8] Gli otto esperti che hanno realizzato tale rapporto provenivano da indirizzi diversi di psicologia clinica, sei di loro erano stati psicoanalizzati e uno era uno psicoanalista lacaniano. Lo psichiatra e psicoterapeuta Jean Cottraux, uno di questi otto autori, riassume le caratteristiche e i risultati dell'expertise nel modo seguente: "[...] il rapporto INSERM non si occupava della psicoanalisi nel senso stretto del termine, esso valutava l'efficacia delle terapie psicoanalitiche brevi, della terapia familiare [di vari indirizzi] e delle terapie cognitivo-comportamentali. Le sue conclusioni erano particolarmente misurate. Erano stati studiati sedici disturbi. Le terapie cognitivo-comportamentali hanno dimostrato un effetto positivo in quindici disturbi su sedici, le terapie familiari in cinque disturbi su sedici, le terapie d'ispirazione psicoanalitica in un solo disturbo su sedici. Si trattava di disturbi della personalità in cui anche le TCC [sigla che sta per "terapie cognitivo-comportamentali"] hanno dimostrato la loro efficacia. Erano proposte indicazioni precise per ciascun disturbo, il che permetteva alle diverse correnti di dividersi il terreno in funzione dei loro poli di eccellenza. Il rapporto consentiva così ai pazienti di compiere una scelta informata. Le terapie psicoanalitiche brevi venivano considerate una buona indicazione in almeno il 30% delle domande di psicoterapia che provenivano da pazienti affetti da un disturbo di personalità isolato o associato alla depressione, o da un disturbo ansioso."[9]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito dell'efficacia della psicoanalisi è poi interessante il parere aneddotico di Eric Kandel, uno dei più famosi neuroscienziati riduzionisti del mondo, che ha recentemente ricordato come anni fa si sottopose ad un'analisi personale, che gli produsse notevoli effetti benefici. Tuttavia, lo storico della psicologia Allen Esterson, criticando Mark Solms, ha fatto notare come Kandel non ritenga che lo stato attuale delle conoscenze neuroscientifiche confermi la teoria psicoanalitica: secondo quanto Eric Kandel ha scritto nel 1999, "la base neurale di un insieme di processi mentali inconsci" delineata dalle scoperte attuali in neuroscienza "non mostra alcuna somiglianza con l'inconscio di Freud. [...] [Questo inconscio] non è collegato a pulsioni istintive o a conflitti sessuali, e l'informazione non entra mai nella coscienza. Questi insiemi di scoperte rappresentano la prima sfida a una scienza neurale orientata psicoanaliticamente."[10]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Critiche recenti alla psicoanalisi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recentemente, nel 2005, si è fatto un gran parlare sui media in Francia (dove la psicoanalisi dopo l'insegnamento di Lacan in particolare, rispetto ad altre nazioni regna regina incrontrastata) di un libro-libello contro la psicoanalisi dal titolo significativo: Le livre noir de la psychanalyse ("Il libro nero della psicoanalisi") un poderoso volume di ben 800 pagine che punto per punto mette in pubblico i misfatti della psicoanalisi definita dagli autori, una quarantina molto qualificati e di diverse nazionalità, "una colossale mistificazione".&lt;br /&gt;La polemica si è infuocata su stampa, radio e televisioni e non è tardata a venire la risposta: "L'anti libro nero della psicoanalisi" che critica la corrente della TCC (terapia cognitivo-comportamentale) che ha fra i suoi antenati Pavlov e Skinner, e alla quale appartengono diversi autori del "Libro nero". Tuttavia, gli autori principali del "Livre noir", hanno negato che questo "Anti-livre noir" possa considerarsi una vera replica al loro volume: essi osservano infatti come l'"Anti-libro nero" consista nel rimaneggiamento di 47 relazioni presentate a un "Forum anti-TCC" tenutosi 5 mesi prima della pubblicazione del "Libro nero della psicoanalisi", e come solo tre di queste relazioni rielaborate, oltre alla prefazione, citino quest'ultima opera.[11]&lt;br /&gt;In verità queste critiche alla psicoanalisi non sono una novità ma quello che ha suscitato uno choc negli stessi psicoanalisti è stata la virulenza e la potenza mediatica di questo attacco portato alla psicoanalisi che non ha paragoni in passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La traduzione italiana del "Livre noir" (Il libro nero della psicoanalisi) è stata pubblicata nell'autunno del 2006 con una "Premessa all'edizione italiana" della direttrice dell'opera Catherine Meyer.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-6141351057705213271?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/6141351057705213271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=6141351057705213271' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6141351057705213271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/6141351057705213271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/psicoanalisi-psicanalisi.html' title='Psicoanalisi (psicanalisi)'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-5719249620477446950</id><published>2006-12-08T07:58:00.003-08:00</published><updated>2006-12-08T07:58:33.324-08:00</updated><title type='text'>Psicoterapia ericksoniana</title><content type='html'>La psicoterapia ericksoniana è una psicoterapia che deriva dal lavoro clinico di Milton H. Erickson e basa una parte importante della sua efficacia sull'ipnosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipnosi è un metodo che viene utilizzato anche in altre psicoterapie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ipnoterapia ericksoniana, o psicoterapia ericksoniana, viene definita anche come psicoterapia breve (si deve proprio a Erickson il primo uso di questa locuzione). Si basa su alcuni assunti importanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * il paziente è un individuo unico e pertanto unico sarà l'approccio utilizzato per curare il paziente (tayloring)&lt;br /&gt;    * l'inconscio di ciascun individuo è pieno di risorse per risolvere i problemi del vivere quotidiano; le persone sono considerate come capaci di autoguarirsi e autocorregersi se riescono a farlo&lt;br /&gt;    * qualche individuo ha bisogno di aiuto per correggere i propri problemi e guarire dai propri sintomi; qualche volta una persona deve prima imparare delle abilità o deve orientare la propria attenzione verso nuovi modi di vedere le cose o di pensare&lt;br /&gt;    * i sintomi e i problemi comportamentali sono frutto di un'inadeguata relazione tra mente conscia e mente inconscia&lt;br /&gt;    * l'attività psicoterapeutica dell'ericksoniano è principalmente orientata alla risoluzione dei sintomi o dei problemi comportamentali portati nel setting dal paziente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-5719249620477446950?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/5719249620477446950/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=5719249620477446950' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5719249620477446950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/5719249620477446950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/psicoterapia-ericksoniana.html' title='Psicoterapia ericksoniana'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-4552151239616636105</id><published>2006-12-08T07:58:00.001-08:00</published><updated>2006-12-08T07:58:12.099-08:00</updated><title type='text'>Depressione</title><content type='html'>Depressione (psicologia)&lt;br /&gt;Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.&lt;br /&gt;(Reindirizzamento da Depressione (psichiatria))&lt;br /&gt;Vai a: Navigazione, cerca&lt;br /&gt; Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi il disclaimer&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La depressione è quell'insieme di sintomi psichici e fisici caratterizzati da una diminuzione da lieve a grave del tono dell'umore, talvolta associata ad ideazioni di tipo suicida od autolesionista, notevole diminuzione delle capacità di concentrazione ed estrema ed immotivata prostrazione fisica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può essere di tipo unipolare, quando l'umore si mantiene basso e sono presenti rallentamento psicomotorio ed alterazioni del ciclo sonno veglia mentre la melanconia è prevalente nelle prime ore del mattino; di tipo maniaco-depressivo, altrimenti nota come sindrome bipolare, di tipo nevrotico o di tipo reattivo, detta anche reazione depressiva, comune reazione umana a fattori di stress o shock emotivi.&lt;br /&gt;Indice&lt;br /&gt;[nascondi]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * 1 Cause&lt;br /&gt;    * 2 Diagnosi&lt;br /&gt;    * 3 Trattamento&lt;br /&gt;          o 3.1 Terapia farmacologica&lt;br /&gt;          o 3.2 Psicoterapia&lt;br /&gt;          o 3.3 Terapia elettroconvulsivante&lt;br /&gt;    * 4 Collegamenti esterni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Cause&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene i meccanismi interni alla base della Depressione siano attualmente sconosciuti, è ormai accertato che la malattia è in genere scatenata da un periodo di stress, sia esso negativo che positivo. La malattia infatti si può innescare durante alcune fasi importanti della vita: Un lutto, un licenziamento, un grande dispiacere ma anche dopo un innamoramento, una grossa vincita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'evento che innesca la depressione è definito "Stressor". Comunque affinché la Depressione si inneschi in pianta stabile è necessaria la predisposizione genetica. Se la malattia guarisce senza alcun trattamento si definisce Depressione Reattiva. Se la malattia si innesca senza alcun evento scatenante è definita Depressione Endogena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Diagnosi&lt;br /&gt;I tre principali mediatori chimici coinvolti nella depressione e come essi interagiscono nella patogenesi depressiva&lt;br /&gt;Ingrandisci&lt;br /&gt;I tre principali mediatori chimici coinvolti nella depressione e come essi interagiscono nella patogenesi depressiva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, quarta edizione (DSM-IV), propone i seguenti criteri per la diagnosi di depressione maggiore (unipolare):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto o come osservato da altri.&lt;br /&gt;   2. Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno.&lt;br /&gt;   3. Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno.&lt;br /&gt;   4. Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.&lt;br /&gt;   5. Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno.&lt;br /&gt;   6. Faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno.&lt;br /&gt;   7. Sentimenti di autosvalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa quasi ogni giorno.&lt;br /&gt;   8. Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni, quasi ogni giorno.&lt;br /&gt;   9. Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, oppure un tentativo di suicidio o l'elaborazione di un piano specifico per commettere suicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Trattamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Terapia farmacologica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terapia d'elezione è a base di farmaci antidepressivi (solitamente SSRI, NSRI, NaSSa, SSNRI e Litio), per quanto meno recenti molto utili anche Triciclici ed i meno maneggevoli iMAO (Reversibili e Non).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I principali neurotrasmettitori implicati nella malattia depressiva sono stati identificati in Serotonina, Noradrenalina e Dopamina e sembra ormai accertato che la depressione sia causata dall'insufficiente disponibilità di uno o più di questi tre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Psicoterapia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato dimostrato che la psicoterapia in associazione alla cura farmacologica è più efficace di ogni altro tipo di terapia da sola nel disturbo depressivo maggiore. Le psicoterapie possibili sono diverse, per esempio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   1. Terapia cognitiva&lt;br /&gt;   2. Terapia comportamentale&lt;br /&gt;   3. Terapia a orientamento psicoanalitico&lt;br /&gt;   4. Psicoterapia di sostegno&lt;br /&gt;   5. Terapia di gruppo&lt;br /&gt;   6. Terapia familiare&lt;br /&gt;   7. Comicoterapia&lt;br /&gt;   8. Neurotecnologia&lt;br /&gt;   9. Meditazione&lt;br /&gt;  10. Training Autogeno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti psichiatri ritengono che la psicanalisi freudiana o postfreudiana sia poco o per nulla indicata in patologie che hanno una matrice biologica come la depressione o il disturbo bipolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E. Fuller Torrey, definito dal Washington Post "il più famoso psichiatra americano", scrivendo in "Witchhdoctors and Psychiatrists" (1986) ha sostenuto che le teorie psicoanalitiche non hanno un fondamento scientifico superiore a quello delle teorie dei guaritori indigeni tradizionali. Difatti, un numero crescente di scienziati considera la psicoanalisi una pseudoscienza ( F. Cioffi, 1998).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio la matrice biologica ci fa comprendere come sia essenziale una cura basata su farmaci antidepressivi che vanno ad agire sulla chimica cerebrale e più esattamente sui meccanismi di neurotrasmissione e ricezione. Appare chiaro quindi che i farmaci non vanno a curare solo i sintomi ma i meccanismi che hanno generato il disturbo depressivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Terapia elettroconvulsivante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei casi di farmacoresistenza o di impossibilità a somministrare antidepressivi di sorta, un modello di trattamento discusso è rappresentato dalla terapia elettroconvulsiva (elettroshock). Secondo qualcuno è efficace, nel caso delle forme più gravi del disturbo, ma non tiene affatto conto dei fattori secondari e della soggettività del paziente di un trattamento così traumatico. Tuttavia l' elettroschock risulta ancora oggi lo strumento terapeutico più efficace con oltre l'85% di successi terapeutici in termini di rimessione. Il problema dell'ECT risulta essere quello relativo alla non prevenzione delle ricadute, che dopo questo genere di terapia sembrano essere frequenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-4552151239616636105?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/4552151239616636105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=4552151239616636105' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/4552151239616636105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/4552151239616636105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/depressione.html' title='Depressione'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-1255933288373686995</id><published>2006-12-08T07:57:00.001-08:00</published><updated>2006-12-08T07:57:38.440-08:00</updated><title type='text'>Ansia</title><content type='html'>L'ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo "combatti o fuggi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto. Può esistere come disturbo cerebrale primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, inclusi altri disturbi psichiatrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ansia sembra avere una componente cognitiva, una somatica, una emozionale e una comportamentale (Seligman, Walker &amp; Rosenhan, 2001). La componente cognitiva comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto. Dal punto di vista somatico, il corpo prepara l'organismo ad affrontare la minaccia (una reazione d'emergenza): la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. Esternamente i segni somatici dell'ansia possono includere pallore della pelle, sudore, tremore e dilatazione pupillare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista emozionale, l'ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi. Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all'evitare la fonte dell'ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d'ansia. Comunque l'ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un'emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si pensa che i circuiti neurali che coinvolgono l'amigdala e l'ippocampo soggiacciano all'ansia (Rosen &amp; Schulkin, 1998). Quando i soggetti vengono sottoposti a stimoli spiacevoli e potenzialmente dannosi come odori o gusti ripugnanti, le scansioni PET eseguite su di loro mostrano flussi sanguigni aumentati nell'amigdala (Zald &amp; Pardo, 1997; Zald, Hagen &amp; Pardo, 2002). In questi studi, i partecipanti riportarono anche un'ansia moderata. Questo potrebbe indicare che l'ansia è un meccanismo protettivo progettato per prevenire un comportamenti potenzialmente dannosi per l'organismo come nutrirsi di cibo avariato. Se l'ansia ricorre cronicamente e questa ha un forte impatto sulla vita di una persona, si può diagnosticare un disturbo d'ansia. I più comuni sono il disturbo d'ansia generalizzata (DAG), il disturbo di panico (DP), la fobia sociale, le fobie specifiche, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e il disturbo post-traumatico da stress (DPTS).&lt;br /&gt;Indice&lt;br /&gt;[nascondi]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * 1 Diagnosi&lt;br /&gt;          o 1.1 Diagnosi per mezzo degli esami del sangue&lt;br /&gt;    * 2 Disturbo di ansia generalizzato&lt;br /&gt;    * 3 Disturbo di panico&lt;br /&gt;    * 4 Fobia&lt;br /&gt;    * 5 Disturbo ossessivo-compulsivo&lt;br /&gt;          o 5.1 Trattamento&lt;br /&gt;    * 6 Terapia&lt;br /&gt;          o 6.1 Terapia farmacologica&lt;br /&gt;          o 6.2 Psicoterapia cognitivo-comportamentale&lt;br /&gt;          o 6.3 Altre strategie di coping&lt;br /&gt;          o 6.4 Psicoterapia&lt;br /&gt;    * 7 Ansia da esami&lt;br /&gt;    * 8 Collegamenti esterni&lt;br /&gt;    * 9 Riferimenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Diagnosi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una buona anamnesi e una visita medica sono essenziali per la diagnosi iniziale di qualunque disturbo d'ansia per poter escludere qualunque condizione medica trattabile che potrebbe provocare gli stessi sintomi dell'ansia. Una storia familiare di disturbi d'ansia o altre malattie psichiatriche rafforza la probabilità di un disturbo d'ansia. Siccome vi è una forte associazione dell'ansia con altri problemi psichiatrici, compresi l'abuso di sostanze e la depressione, la visita medica dovrebbe comprendere il controllo della presenza di uso di droghe iniettate intravena e precedenti episodi di autolesionismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Diagnosi per mezzo degli esami del sangue&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2005 un'equipe di ricercatori dell'Hebrew University di Gerusalemme sviluppò un metodo per scoprire i disturbi d'ansia facendo un semplice esame del sangue. Il gruppo, guidato dal professor Hermona Soreg, decano della facoltà di Scienze alla Hebrew University, creò un indice che calcolava i livelli ottimali di AChE, BChE e PON in rapporto all'età, alla BMI ed altri fattori rilevanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Disturbo di ansia generalizzato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo di ansia generalizzato è un disturbo cronico comune che interessa due donne per ogni uomo colpito e può portare ad una menomazione considerevole (Brawman-Mintzer &amp; Lydiard, 1996, 1997). Come implica il nome, il disturbo di ansia generalizzato è caratterizzato da una ansia durevole che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione. In altre parole è aspecifica o fluttuante. Le persone che hanno questo disturbo si sentono di temere qualcosa ma sono incapaci di esprimere specificatamente di che paura si tratti. Temono costantemente e trovano molto difficile controllare le loro preoccupazioni. A causa della tensione muscolare persistente e le reazioni autonomiche alla paura, possono sviluppare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia. Questi disturbi fisici, combinati alla intensa ansia di lunga durata, rendono difficile il compito di affrontare le normali attività quotidiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Disturbo di panico&lt;br /&gt; Per approfondire, vedi la voce Attacchi di panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il disturbo di panico, una persona soffre di brevi attacchi di terrore e apprensione intensi che causano tremore e scosse, vertigini e difficoltà respiratorie. Chi è spesso colpito da improvvisi accessi di ansia intensa potrebbe essere afflitto da questo disturbo. L'APA, cioè American Psychiatric Association (2000), definisce l'attacco di panico come una paura o disagio che incomincia bruscamente e ha il suo picco in 10 minuti o meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene gli attacchi di panico qualche volta sembrino venire fuori dal nulla, generalmente capitano dopo esperienze spaventose, stress prolungato o perfino dopo esercizio fisico. Molte persone che hanno attacchi di panico (specialmente il primo) pensano di avere avuto un attacco di cuore e spesso finiscono dal loro medico o al pronto soccorso. Perfino se tutti gli esami risultano nella norma, le persone si preoccupano ancora, con le manifestazioni fisiche dell'ansia che da sole rinforzano il loro timore che ci sia qualcosa che non vada per il verso giusto nel corpo. La consapevolezza estrema di qualunque piccola cosa che capita o che cambia nel corpo può produrre dei momenti stressanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I normali cambiamenti nella frequenza cardiaca, come quando si sale una rampa di scale verrà notata da un paziente di disturbo di panico e lo porterà a pensare che qualcosa non va con il cuore o che sta per avere un altro attacco di panico. Qualcuno comincia a preoccuparsi eccessivamente e lascia perfino il lavoro o si rifiuta di uscire da casa. Il disturbo di panico può essere diagnosticato quando diversi attacchi apparentemente spontanei portano l'individuo ad essere preoccupato sui futuri attacchi. Una complicazione comune del disturbo di panico è l'agorafobia, ansia riguardo l'essere in una situazione da cui la via d'uscita è difficile o imbarazzante (Craske, 2000; Gorman, 2000).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Fobia&lt;br /&gt; Per approfondire, vedi la voce Fobia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa categoria riguarda una forte e irrazionale paura ed evitamento di un oggetto o situazione. La persona sa che la paura è irrazionale tuttavia l'ansia rimane. Il disturbo fobico differisce dal disturbo di ansia generalizzata e dal disturbo da panico perché vi è uno stimolo o situazione specifici che elicita una forte risposta di paura. Si immagini come ci si sentirebbe ad essere talmente spaventati da un ragno da tentare di saltare fuori da un'auto in corsa per fuggire via da esso. Questo mostra cosa potrebbe sentire una persona che soffre di una fobia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le persone che hanno una fobia, hanno anche un'immaginazione particolarmente potente, tanto che anticipano vividamente conseguenze terrificanti nel caso in cui incontrassero oggetti come coltelli, ponti, sangue, posti chiusi o certi animali. Questi individui riconoscono che le loro paure sono eccessive e irragionevoli ma sono generalmente incapaci di controllare la loro ansia. Oltre alle fobie specifiche, come la paura dei coltelli, ratti o ragni, vi è un'altro tipo di fobia, conosciuta con il nome di fobia sociale. Gli individui con questo disturbo sperimentano una paura intensa di essere valutati negativamente dagli altri o di essere imbarazzati in pubblico a causa di atti impulsivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi tutti sperimentano la “paura del palcoscenico” quando parlano o si esibiscono di fronte ad un gruppo. Ma le persone che soffrono di fobia sociale diventano così ansiosi che la performance è fuori questione. Di fatto, la loro paura del giudizio pubblico e la potenziale umiliazione diventa così pervasiva che la vita normale è impossibile (den Boer 2000; Margolis &amp; Swartz, 2001). Un'altra forma di fobia sociale è la “timidezza d'amore” che colpisce alcuni uomini. Le persone colpite si trovano incapaci di cominciare una relazione intima adulta (Gilmartin 1987).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Disturbo ossessivo-compulsivo&lt;br /&gt; Per approfondire, vedi la voce Disturbo ossessivo-compulsivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d'ansia caratterizzato da ossessioni e/o compulsioni. Le ossessioni sono pensieri o immagini angoscianti e ripetitivi che l'individuo spesso realizza essere senza senso. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi che la persona si sente costretta a compiere per alleviare l'ansia. Un esempio sarebbe l'ossessione di pulizia estrema e la paura di contaminazione che può portare alla compulsioni di lavarsi le mani centinaia di volte al giorno. Un altro esempio può essere l'ossessione che la propria porta sia non chiusa a chiave, che può portare al costante controllare e ricontrollare le porte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Trattamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terapia d'elezione per l'ansia consiste nella prescrizione di farmaci ansiolitici e/o psicoterapia breve basata su tecniche cognitive e comportamentali. Una combinazione delle due può essere più efficace di una delle due presa da sola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Terapia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Terapia farmacologica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sintomi acuti dell'ansia sono spesso controllati con farmaci ansiolitici come le benzodiazepine. Il diazepan (valium) era uno dei primi farmaci di questo tipo. Oggi vediamo una vasta serie di farmaci anti-ansia che sono basati su benzodiazepine, sebbene solo due sono state approvate per gli attacchi di panico, Klonopin e Xanax. Tutte le benzodiazepine provocano assuefazione e l'uso prolungato dovrebbe essere attentamente monitorato da un medico, preferibilmente uno psichiatra. È molto importante che una volta messo a regime l'uso regolare di benzodiazepine, l'utente non dovrebbe interrompere la cura bruscamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni dei SSRI (selective serotonin reuptake inhibitors) sono stati usati con vari gradi di successo per curare pazienti che hanno ansia cronica, i migliori risultati si sono visti con quelli che esibiscono sintomi di depressione clinica e contemporaneamente un disturbo di ansia generalizzata. I beta-bloccanti vengono anche usati per curare i sintomi somatici associati con l'ansia, specialmente l'insicurezza della “paura del palcoscenico”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti studiosi credono che le benzodiazepine e altri farmaci anti-ansia siano eccessivamente prescritti e portano potenzialmente assuefazione. Il fatto che la classe delle benzodiazepine portino dipendenza diventò chiaro nella metà degli anni sessanta, quando il Valium (diazepan), il primo psicofarmaco della sua classe ad essere approvato dalla FDA (Federal Drug Administration), che risultò in migliaia di persone che rapidamente mostravano i sintomi classici della dipendenza quando veniva usato costantemente per più di una settimana o due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La benzodiazepina che porta dipendenza più delle altre sembra essere Xanax a causa del suo inizio rapido e la emivita nel flusso sanguigno. Lo Xanax ha anche la dubbia prerogativa di essere la sola benzodiazepina che richiede il ricovero in ospedale in caso di interruzione come precauzione contro gli attacchi pericolosi e qualche volta fatali che sono parte del processo di disintossicazione. Nessun altro farmaco in questa classe ha mostrato questo effetto collaterale mortale, sebbene l'interruzione brusca di qualunque benzodiazepina può risultare in dolore allo stomaco, crampi, aumento dell'ansia, insonnia ed altri segni della privazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Psicoterapia cognitivo-comportamentale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La psicoterapia cognitivo-comportamentale, è una delle più diffuse psicoterapie fra le psicoterapie efficaci per la cura dell'ansia. L'obiettivo del terapeuta cognitivo-comportamentale è di ridurre il comportamento di evitamento ed aiutare il paziente a sviluppare abilità di coping (fronteggiare le situazioni). Questo può comportare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Sfidare credenze false o auto-lesionistiche&lt;br /&gt;    * Sviluppare l'abilità di parlare a sé stessi in modo positivo (self-talk positivo)&lt;br /&gt;    * Sviluppare la sostituzione di pensieri negativi&lt;br /&gt;    * Desensibilizzazione sistematica (usata principalmente per l'agorafobia e le fobie specifiche)&lt;br /&gt;    * Fornire conoscenza al paziente che lo aiuterà a fronteggiare le situazioni (per esempio se qualcuno soffre di attacchi di panico, gioverà l'informazione che le palpitazioni in se stesse, anche se rapide e prolungate sono del tutto innocue).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisognerebbe notare che, al contrario delle prescrizioni mediche, l'efficacia della terapia cognitivo-comportamentale dipende da vari fattori soggettivi come la competenza del terapeuta. Oltre alla terapia convenzionale, vi sono dei programmi cognitivo-comportamentali che i pazienti possono svolgere a casa come parte della loro cura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Altre strategie di coping&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una varietà di integrazioni e farmaci senza ricetta sono anche usati per le loro presunte proprietà anti-ansia, anche se vi sono poche prove che sostengono queste affermazioni. Si ritiene che alcune erbe abbiano principi anti-ansia, come la radice di valeriana o la camomilla. Alcuni metodi di terapia breve strategica si stanno affermando velocemente per la loro comprovata efficacia e perché risultano essere molto meno dispendiosi in termini di tempo e decisamente più economici rispetto alle tradizionali forme di psicoterapia. Integrazioni alimentari per combattere l'ansia includono il magnesio e le vitamine del complesso B. Alcune attenzioni a sé stessi e le tecniche di rilassamento giocano un ruolo importante nell'alleviare i sintomi dell'ansia. Per esempio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Una dieta appropriata – Questo comprende la riduzione del consumo di caffeina, zucchero e, in generale, un miglioramento delle abitudini alimentari. La riduzione della caffeina dovrebbe essere graduale. Alcuni che soffrono di ansia riferiscono riduzioni considerevoli nella loro ansia semplicemente prendendo queste misure.&lt;br /&gt;    * Esercizio fisico – Si pensa che un po' di esercizio allevia lo stress. Chi soffre d'ansia dovrebbe notare che le palpitazioni di cuore durante l'esercizio fisico possono scatenare un attacco di panico quindi, probabilmente, è meglio sviluppare gradualmente un esercizio di routine all'interno di un programma cognitivo-comportamentale.&lt;br /&gt;    * Ridere&lt;br /&gt;    * Tecniche di respirazione.&lt;br /&gt;    * Sonno appropriato.&lt;br /&gt;    * Tecniche di rilassamento – Uno stato di rilassamento può essere raggiunto con l'aiuto di registrazioni di auto-ipnosi, training autogeno, yoga, meditazione. Ci sono una serie di libri specializzati nella gestione dello stress.&lt;br /&gt;    * Gestione dello stress – Questo può comportare cambiamenti nello stile di vita e nella gestione del tempo. Ci sono un numero di libri specializzati nello stress management.&lt;br /&gt;    * Strategie per affrontare gli attacchi di panico. Strategie specifiche per trattare con gli attacchi di panico, come una tecnica di respirazione adatta e self-talk rassicurante.&lt;br /&gt;    * La ricerca del significato e dello scopo – Alcuni esperti hanno indicato che l'ansia generalizzata residua può essere il risultato di una specie di noia dell'esistenza. Essi raccomandano di cercare un'occupazione che il paziente trova significativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le bevande alcoliche sono probabilmente la sostanza più usata per l'alleviamento dell'ansia. Coloro i quali soffrono d'ansia dovrebbe essere messi in guardia che l'alcol è anche un potente depressivo ed ha una pletora di effetti collaterali fastidiosi e pericolosi oltre a provocare assuefazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Psicoterapia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato dimostrato che la psicoterapia è più efficace di ogni altro tipo di terapia da sola nel disturbi dell'ansia ed alle sue conseguenze sull'organismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le psicoterapie possibili sono diverse, per esempio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   1. Psicoterapia ericksoniana&lt;br /&gt;   2. Psicoterapia cognitivo-comportamentale&lt;br /&gt;   3. Psicoanalisi&lt;br /&gt;   4. Psicoterapia sistemico-relazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Ansia da esami&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ansia da esami è l'inquietudine, l'apprensione o il nervosismo sentito dagli studenti che hanno paura di fallire un esame. Gli studenti che soffrono ansia da esami possono provare: l'associazione tra i voti e il valore personale, essere imbarazzati da un insegnante, frequentare una classe che è oltre le proprie possibilità, la paura dell'alienazione da parenti o amici, la pressione del tempo o la sensazione di perdita di controllo. Nell'ansia possono essere presenti componenti emotive, cognitive, comportamentali e fisiche. Sono comuni sudorazione, vertigini, emicrania, tachicardia, nausea, giocherellare nervosamente e tamburellare su un piano. Un livello di attivazione ottimale è necessario per completare al meglio un compito come un esame; comunque, quando l'ansia o il livello di attivazione eccede quello ottimale, il risultato è un declino della performance.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1902972755936861833-1255933288373686995?l=ansiaedepressione.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/feeds/1255933288373686995/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1902972755936861833&amp;postID=1255933288373686995' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1255933288373686995'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1902972755936861833/posts/default/1255933288373686995'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ansiaedepressione.blogspot.com/2006/12/ansia.html' title='Ansia'/><author><name>S</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15465607412932793181</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1902972755936861833.post-747464896694044658</id><published>2006-12-08T07:53:00.000-08:00</published><updated>2006-12-08T07:57:09.566-08:00</updated><title type='text'>Stress</title><content type='html'>Il termine stress può avere diversi significati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voce inglese, che propriamente significa "sforzo, spinta". Ha lo stesso etimo dell'italiano "strizzare", e deriva, attraverso il francese antico, dal latino "districtia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vocabolo stress è per la nostra lingua un apporto recente, che s'è diffuso tra i medici in occasione d'un ciclo di conferenze tenute da Hans Selye in varie città italiane, verso la metà degli anni '50, mentre fin allora suonava piuttosto come un termine tecnico forestiero, che si citava, per così dire, tra virgolette, ed era consueto soltanto entro alcuni gruppi specialistici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più tardi, s'è fatto strada anche nel linguaggio corrente, seguito da qualche derivato (stressante, stressato, etc.). E bisogna ammettere che, a livello colloquiale, esso ha dato luogo ad impieghi non di rado incongrui, o quanto meno superflui. Ma nel suo impiego fisiopatologico, stress può ritenersi ormai stabilmente acclimatato, come "shock" e "sport": si tratta di prestiti "di ritorno", come sport deriva da diporto, così stress è forma aferetica di distress. Insomma, etimologicamente sarebbe una stretta, una strizzata, un'angustia (o un'angoscia.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando l'italiano ha accolto "stress", il vocabolo aveva subìto anche in inglese un'evoluzione semantica, che l'aveva alquanto allontanato dall'accezione originaria, conferendogli un nuovo peculiare significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1440 stress è l'accento tonico di una parola, o l'enfasi nel pronunciarla; nel 1843 una tensione o pressione fisica, applicata su qualsiasi oggetto materiale, nel 1968 anche un sovraccarico di un organo o una pressione mentale; nel 1971 si registra pure una sindrome da adattamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'atto di battesimo dello stress che a noi tutti interessa è uno studio di Hans Selye del 1936: A syndrome produced by diverse nocuous agents. (Nature,London 138,32,4.VII.1936). Ma già l'anno avanti lo stesso autore ne aveva fatto cenno, indicando con quel termine uno stato di tensione aspecifica della materia vivente, che si manifesta mediante trasformazioni morfologiche tangibili in vari organi, e particolarmente nelle ghiandole endocrine che stanno sotto il controllo dell'ipofisi anteriore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hans Selye, nato a Vienna il 26 gennaio 1907, laureato a Praga, emigrato in Canada, morto nel 1982, è il padre del moderno concetto di stress. Aveva avuto naturalmente qualche precursore, tuttavia per questi lo stress era essemnzialmente il meccanismo di stimolo, successivamente Selye riserverà il termine alla condizione dell'essere vivente che subisce lo stimolo stressante, che invece si chiamerà stressor.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stress in senso medico si definisce l'insieme degli stimoli percepiti da un organismo come sollecitazioni, sia cognitive (coscienti), inconscie, ambientali, fisiologiche, biologiche, psichiche o relazionali. Si chiamano stressori e sono da intendere come autori di processi di adattamento dell'organismo a condizioni variabili inerenti l'ambiente e l'organismo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni sollecitazione (stressore percepito coscientemente o meno) chiama immediatamente delle reazioni regolative: emotive, neurologiche, locomotorie, ormonali e immunologiche; in organismi sviluppati essi sono ulteriormente corretti da funzioni cognitive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stress non è quindi una frusta dell'umanità moderna ma una condicio sine qua non di tutti gli organismi viventi. Le sollecitazioni sono una condizione di vita, ma sia nel caso in cui gli stimolatori siano presenti per eccesso che per difetto possono creare disturbi fisici e mentali. Nota:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * Stress per eccesso o difetto può essere causa di  malattia e generare le patologie più diverse,&lt;br /&gt;    * Malattie e i correlati dolori sono causa di notevole stress.&lt;br /&gt;    * Malattia &lt;=&gt; Stress formano quindi un circolo vizioso difficile da decifrare in termini di causa ed effetto e che causa notevoli grattacapi terapeutici.&lt;br /&gt;      Stimoli e reazioni umane&lt;br /&gt;      Ingrandisci&lt;br /&gt;      Stimoli e reazioni umane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stress patologico provoca dei disturbi metabolici, viscerali, compotamentali dell'organismo provocato dall'azione di più svariati agenti. Tra questi agenti (agenti stressanti) si possono riscontrare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * traumi&lt;br /&gt;    * shock chirurgici&lt;br /&gt;    * freddo&lt;br /&gt;    * malattie infettive&lt;br /&gt;    * emozioni&lt;br /&gt;    * sforzi fisici&lt;br /&gt;    * radiazioni&lt;br /&gt;    * intossicazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stress costituisce l'elemento principale della sindrome generale di adattamento formulata da Hans Selye. Questa capovolgeva alcuni punti di vista della medicina del tempo: l'attenzione era diretta sulla risposta dell'organismo, di conseguenza si poteva cominciare a pensare ad una cura in grado di modificare e di contenere questa risposta. Il termine deriva da una parole inglese che significa "forza", "violenza", mentre nel linguaggio medico indica la "somma di tutte le forze che agiscono contro una resistenza". Il termine, in italiano, è simile al significato di "tensione".&lt;br /&gt;Vie di regolazione somatica umana nello stress&lt;br /&gt;Ingrandisci&lt;br /&gt;Vie di regolazione somatica umana nello stress&lt;br /&gt;Indice&lt;br /&gt;[nascondi]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * 1 Stressori&lt;br /&gt;    * 2 Forme di stress&lt;br /&gt;    * 3 Programmi biologici per la regolazione di stress umano&lt;br /&gt;    * 4 Reazione umana a stimoli stressanti&lt;br /&gt;    * 5 Reazioni cognitive al distress cronico&lt;br /&gt;    * 6 Stress e implicazioni socio - psico - somatiche&lt;br /&gt;    * 7 Distress cronico come amplificatore di fattori rischio per malattie&lt;br /&gt;    * 8 Sindrome di adattamento, Esaurimento nervoso, Burning out, Cronique fatigue syndrome&lt;br /&gt;    * 9 Trattamento del distress cronico&lt;br /&gt;          o 9.1 Lavoro comportamentale&lt;br /&gt;          o 9.2 Medicazione dello Stress&lt;br /&gt;    * 10 Voci correlate&lt;br /&gt;    * 11 Bibliografia&lt;br /&gt;    * 12 Collegamenti esterni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Stressori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di stressori ce ne sono miriadi. E quello che è stress per uno, è distensivo per l‘altro. E quello che mi stressa la mattina, il pomeriggio può non interessarmi più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo bisogno di continui stimoli per non finire in apatia o catatonia. L‘eccesso di stimoli ci manda d‘altronde in panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta quindi di evitare stressori o concetti ideali di vita armoniosa ma di metterci possibilmente in situazioni dove armonie e dissonanze si susseguono in modo gestibile (che per ognuno di noi è diverso).&lt;br /&gt;Stressori&lt;br /&gt;Ingrandisci&lt;br /&gt;Stressori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stress è qualcosa che ci tocca e mette in moto diversi meccanismi inconsci vegetativi di preparazione all‘azione. La nostra vita quotidiana e le regole sociali sono fatte in maniera che è difficile agire spontaneamente: la preparazione non trova sfogo. E‘ un po' come far funzionare un' automobile senza lasciare la frizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovare regolarmente sfogo è quindi un‘ottima misura antistressante. C‘è chi si fuma una sigaretta (antistressante con notevoli effetti collaterali), c‘è chi si sforza fisicamente senza esito (sport, già meglio) e c`è chi fa legna (ottimo, perché distrugge materialmente qualcosa a scopo utile). Il grafico accanto raggruppa classi di stressori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[modifica] Forme di stress&lt;br /&gt;Forme di stress&lt;br /&gt;Ingrandisci&lt;br /&gt;Forme di stress&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stress è normalmente classificato secondo il suo potenziale patogeno in:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * normale, gestibile: eustress&lt;br /&gt;    * continuo, a bassa intensità: distress cronico&lt;br /&gt;    * accidentale, esistenziale, momentaneo: stress traumatico&lt;br /&gt;    * per alcuni autori anche la noia (deficienza di stimoli) può essere paragonata allo stress: sia perché fa degenerare i meccanismi di controllo sia perché causa meccanismi intrapsichici stressanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre classificazioni usano i nomi dei programmi di gestione per caratterizzare il tipo di stress come:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    * elementare organico (p.e. malattie, incidenti)&lt;br /&
