venerdì 14 maggio 2010

Cure definitive per l'ansia

Mi sembra di vedere le vostre facce mentre pensate: finalmente c’è qualcuno che mi dirà se si può guarire definitivamente dall’ansia oppure no.
Okay. Le cose stanno così: dipende.

Scusate per il preambolo (che non è il massimo per una persona ansiosa), arriverò subito al punto e poi approfondirò alcune cose.
Prima di tutto non esiste un solo tipo di disturbi ansiosi e non esiste una sola causa per l’ansia.

Le risposte dipendono in massima parte dal tipo di cura che si intraprende, e da quanto tempo il disturbo d’ansia fa parte della vita dell’individuo. Inoltre bisogna anche tenere presenti componenti ansiogene facenti parte della personalità e di altri disturbi correlati.

Quindi quello che vi serve è una diagnosi. Dunque questa è la risposta ufficiale. Una risposta più informale potrebbe essere: sì se non fa parte della vostra personalità. Tenete conto che anche in questo caso potrete abbassare il livello della vostra ansia fino a farlo diventare un sottofondo invisibile e, se intraprenderete un percorso curativo o autocurativo, potrete tenerlo sotto controllo praticamente per sempre senza l’uso dei farmaci.

Se invece l’ansia deriva da qualcosa di più specifico come un trauma che potremmo definire lieve e in assenza di altre patologie più gravi, allora diciamo che con un percorso curativo adatto in linea di massima dovreste poter risolvere il problema, anche definitivamente. Fermo restando, naturalmente, le eccezioni alla regola e la vostra motivazione al cambiamento.

giovedì 13 maggio 2010

Il disturbo da attacchi di panico

Ma è vero che quando ci prende un attacco di panico vuol dire che soffriamo di disturbo di panico? Non è detto che avere un attacco ogni tanto siginfichi che soffriamo del disturbo associato. In parte questo dipende dalla risposta alla domanda se abbiamo o no la preoccupazione più o meno costante che si possa verificare il prossimo attacco.

La paura dell’attacco o, come è stata definita, la paura della paura, è una costante quasi indiscindibile dal disturbo di panico. Ma il manuale diagnostico delle cosiddette malattie psichiatriche avverte che, per convenzione, diciamo che una persona soffre di disturbo di panico anche se ha avuto quattro o più attacchi in un anno.

Insomma se una persona ha meno di quattro attacchi in un anno e non ha paura che possano tornare, perché dovrebbe farsi curare? Secondo le convenzioni diagnostiche non soffre di disturbo di panico.

Un attacco può anche essere considerato un momento di riflessione nella vita. Se ci pensate un attimo e chi lo ha avuto sa che è così, il fatto di avere avuto un attacco che mima perfettamente i segnali di un infarto, per esempio, la paura di morire, eccetera, e poi lo scoprire, dopo gli accertamenti del caso, che si tratta solo di un attacco di panico, induce ad alcune riflessioni profonde della vita, del significato delle cose quotidiane, degli affetti, della direzione in cui stiamo andando e così via.

Certamente possiamo dire che si tratta “solo” di un attacco di panico se abbiamo la fortuna che questo non si ripeta troppe volte e conseguentemente non degeneri in un disturbo di panico. Nel caso in cui questo non fosse che il primo di una serie di attacchi, allora gli episodi non devono essere presi alla leggera, ed è molto meglio farsi curare da subito che aspettare che il disturbo cronicizzi e diventi parte (malata) della vita di una persona.

Ma se capita come prima volta allora prenderlo alla leggera può essere la strategia migliore.

mercoledì 12 maggio 2010

Autoipnosi per curare l'ansia

L’autoipnosi può essere impiegata con successo nella cura dell’ansia?

I disturbi d’ansia sono particolarmente adatti per l’ipnosi come terapia, sia per via del fatto che l’ipnosi agendo sul sistema parasimpatico, provoca un rilassamento generale del soggetto in trance, sia per la natura dissociativa dell’ipnosi, capacità questa particolarmente sviluppata in coloro i quali soffrono di disturbi d’ansia.

L’ultima affermazione merita una discussione approfondita che sarà fatta altrove. Per quanto riguarda l’ipnosi, c’è da fare i conti con la conoscenza erronea ma diffusa della possibilità di perdere il controllo in stato di trance.

La paura intrenseca nei soggetti ansiosi nei confronti di questa credenza, fa sì che apparentemente per il soggetto ansioso sia più difficile sviluppare una trance.

In realtà le cose non stanno così e, anzi, il soggetto ansioso che vuole sinceramente rilassarsi troverà lo stato di trance molto più facilmente raggiungibile e ancora più gratificante (per via dell’eserienza di rilassamento che riescono finalmente a provare in uno stato, sì modificato, ma vigile).

martedì 11 maggio 2010

Il GAD - Disturbo d'Ansia Generalizzata

Il disturbo d’ansia generalizzata, conosciuto anche come “GAD”, (dall’inglese Generalized Anxiety Disorder), viene comunemente conosciuto come disturbo a se stante dal manuale di riferimento mondiale per i disturbi psichiatrici e psicologici, manuale noto con il nome di manuale diagnostico statistico o, più semplicemente, DSM IV-TR, dall’inglese “Diagnostic Statistical Manual” versione IV, Text Revision.

Recentemente, sempre più esperti hanno cominciato ad esprimere dubbi sulla legittimità di tale classificazione. Il GAD, essi dicono, non presenta le caratteristiche di un disturbo a sé stante, per una serie di motivi. Si veda per esempio il grafico nella figura al lato.

Ma se non è un disturbo, allora, che cos’è? Un tratto di personalità, sostengono tali studiosi. Se questa ipotesi fosse verificata, alcune importanti conseguenze.

Il GAD non sarebbe curabile come malattia. Potrebbe solo essere attenuato e circoscritto.

Non avrebbe più senso somministrare farmaci Antidepressivi come viene fatto oggi.

Il GAD non dovrebbe più comparire tra i disturbi dell’ansia.

lunedì 10 maggio 2010

Fobie Semplici

Le fobie si possono dividere in semplici (o specifiche), agorafobia e fobia sociali. Questo secondo il manuale (il DSM IV-TR). In realtà, tuttavia, presentano molte differenze, non soltanto riguardo l’oggetto fobico, ma anche secondo modalità e problematiche.

Per oggetto fobico, in questo caso voglio comprendere non solo gli oggetti fisici veri e propri, ma anche situazioni, immagini, animali. Nelle fobie può essere presente una forte paura, immotivata nei confronti di qualcosa di conosciuto.

Ed è precisamente questo l’aspetto che differenzia la fobia dall’ansia più propriamente detta o, in alcuni casi, dall’attacco di panico. La fobia semplice, più specificamente, è irrazionale, spesso riconosciuta tale anche da chi ne è colpito, ed il suo oggetto fobico, è di per sé spesso innocuo, ma diventa terrificante solo per l’individuo che soffre di questo disturbo.

Nella fobia semplice, in genere, viene riscontrata anche una recondita e controversa ricerca dell’oggetto fobico da parte di tale individuo. È una ricerca sottile e inconscia che fa in modo che la persona si trovi alla fine sempre in un modo o in un altro vicino all’oggetto fobico.

domenica 9 maggio 2010

L'ansia collettiva

L’allarme terrorismo ha scatenato e scatena, in tutto il mondo occidentale reazioni ansiose in una fetta della popolazione relativamente larga. Quali sono le persone che più di altre soffrono di ansia relativamente al pericolo degli attentati?

Secondo una riflessione rapida, tutte quelle persone già sofferenti di disturbo di ansia generalizzata sono sfortunatamente ottime candidate per ricoprire il nuovo ruolo di persone ansiose per il terrorismo. L’ansia per il terrorismo può assumere varie forme per varie situazioni.

Per esempio nella metro, nella grandi città, soprattutto Roma, oppure dove ci sono grandi raduni di persone come nelle manifestazioni, concerti, eventi sportivi. E soprattutto, naturalmente, negli aerei e negli aeroporti.

Le ultime disposizioni in materia di sicurezza, sicuramente dovute, non fanno che aumentare l’ansia nelle persone di cui abbiamo parlato prima. Dal 18 agosto del 2006, il bagaglio a mano che è consentito ha subito notevoli restrizioni per parecchie destinazioni.

Mentre questo provvedimento fa rabbia (nei confronti dei terroristi, per lo più) nella maggior parte dei passeggeri abituali e non, a tutta quella fascia di persone già menzionate, il procedimento mette soprattutto ansia.

Ansia perché significa che “oggettivamente” viaggiare in aereo è diventato più pericoloso, ansia perché non ci si può portare dietro le cose che attenuano la sensazione fastidiosa (come la bottiglia d’acqua) e ansia perché le persone cominciano ad avere l’impressione di avere sempre meno controllo sul viaggio in sé.

sabato 8 maggio 2010

L'Immaginazione Guidata

Per combattere l’ansia esistono svariati metodi.

A parte quelli più ovvi come le varie psicoterapie, quello di cui voglio parlare oggi è un metodo relativamente nuovo nella sua delineazione attuale, ma sostanzialmente ben conosciuto all’interno di altri trattamenti come alcune psicoterapie (ipnotica ericksoniana, gestalt, cognitivo-comportamentale), il training autogeno, l’ipnosi tradizionale.

Essenzialmente un operatore suggerisce al soggetto che ha gli occhi chiusi, di trovarsi in un certo posto, di compiere alcune azioni e descrive il contenuto di tale fantasia con tutti i particolari ritenuti necessari affinché possa esserci un efficace risultato terapeutico.

Data la ridotta interattività tra operatore e soggetto terapeutico, l’immaginazione guidata si presta particolarmente bene all’uso per così dire “in differita” della guida dell’operatore e, pertanto, può essere possibile l’uso di nastri pre-registrati con immaginazioni guidate standard.