Cenni sul Training Autogeno per sconfiggere lo stress

Attualmente, noi viviamo in un' epoca caratterizzata da fatica, stress e tensioni che fanno ormai parte della nostra vita quotidiana. Sembra quindi impossibile concedere qualche pausa di rilassamento al nostro corpo e alla nostra mente. Eppure il Training Autogeno (T.A.) è stato studiato apposta per questo, e consente di raggiungere il totale rilassamento fisico e psichico, aiutandoci a ritrovare l'autostima, tramite una serie di esercizi da svolgere mentalmente e assumendo (come vedremo più avanti) delle ben determinate posizioni. Il training autogeno è un po' come un'isola su cui potete rifugiarvi quando avete bisogno di staccare la spina, di riprendere contatto con i vostri desideri, di liberarvi dallo stress; é un "metodo di autodistensione"; é una tecnica di rilassamento profondo che porta ad allontanarsi temporaneamente dalla realtà. Immaginate che il vostro atteggiamento abituale sia come un vestito: il training autogeno vi permette di toglierlo per un momento e di vedere cosa c'è sotto. Vi permette cioè di percepire le sensazioni che provereste se non foste pressati da doveri, impegni e necessità. Fuggire ogni tanto sull'isola è un modo per diventare più padroni di sé, che è la condizione indispensabile per sopportare e superare le tensione o per prendere decisioni importanti. La strada che porta su quest'isola è fatta di facili esercizi che coinvolgono soprattutto il pensiero: niente ginnastica, basta ripetere nella mente alcune frasi con la massima concentrazione. Le parole che direte (per esempio "Mi rilasso" o "Le mie gambe sono pesanti") susciteranno in voi sensazioni fìsiche come pesantezza, calore o freschezza, che vi faranno raggiungere uno stato di calma psichica e di rilassamento muscolare. E come se, con il pensiero, faceste un massaggio al vostro corpo e alla vostra anima: più spesso ripetete questo massaggio, più ne sentirete i benefici. Chi pratica con costanza il training diventa meno sensibile agli stimoli stressanti, quelli che a lungo andare provocano vari disturbi, dalle contrazioni muscolari (in particolare nella zona delle spalle), alla tachicardia. Perche gli esercizi siano efficaci, però, dovete imparare a eseguirli correttamente. Dovete addestrarvi con costanza e fiducia. E poi potrete farli ovunque vi troviate, anche in ufficio..
Richiedono poco tempo, basta avere una sedia e trovare un angolo un po'appartato.

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Lo stress
Al giorno d’oggi, lo stress è la malattia del secolo: sono stressati gli impiegati, le mamme, gli studenti, i nonni e perfino i bambini.
Lo stress, se presente in giusta quantità, è NECESSARIO alla nostra vita: infatti, se immaginiamo di dover affrontare un esame, è lo stress che ci spinge a dare il meglio di noi per ottenere una prestazione ottimale. E’ però necessario tenerlo sotto controllo perché non diventi nocivo.
Lo stress è un messaggio del nostro corpo che va ascoltato: solo così capiremo cosa il nostro corpo vuole comunicarci e potremo fare un passo in direzione del nostro benessere personale.
La medicina Psico-somatica, attribuisce allo stress una vasta gamma di sintomi e di reazioni fisiologiche. Gli stimoli che danno origine allo stress, possono essere di varia natura: rumore, suoni, luce, caldo, freddo, tensioni familiari, relazioni difficili e disturbate,angosce, paure, ecc.
Il nostro organismo risponde allo stress in 3 fasi:
1) DI ALLARME: in questa fase il nostro organismo riconosce lo stimolo (per esempio la ventola rumorosa di un computer) e cerca di adeguarsi ad esso. Così “sentiremo” il rumore continuo e fastidioso solo se qualcuno ce lo farà notare.
2) DI RESISTENZA: in questa seconda fase, che segue a quella di allarme, il nostro corpo e la nostra psiche intervengono attraverso una serie di reazioni che coinvolgono tutto il nostro sistema per cercare di “combattere” il fastidioso rumore.
3) DI ESAURIMENTO: in questa ultima fase, se lo stimolo stressante persiste, l’organismo esaurisce le energie richiamate per fare resistenza, e si instaurano delle risposte organiche e psicologiche complesse quali: ansia, panico, insonnia, depressione, affaticamento, cefalea, palpitazioni, sudore, perdita di memoria o di concentrazione, tensione muscolare, disturbi sessuali (vaginismo, impotenza, eiaculazione precoce), ecc.
Trascurare i sintomi da stress, in molti casi può portare ad una cronicizzazione dei disturbi.
Se avvertite i sintomi elencati nella fase di esaurimento, se siete irascibili e vi alterate per nulla, se faticate a prendere sonno mentre la vostra mente continua a “pensare”, il Training Autogeno vi può essere di grande aiuto. La causa è in genere psico-somatica, ovvero un insieme di reazioni psicologiche ed organiche associate.
La terapia quindi, non può rivolgersi esclusivamente alla cura di un aspetto tralasciando l’altro: man mano che la cura “allevia” le cause più profonde del nostro malessere, anche i sintomi esteriori andranno via via scomparendo.
Cos'è il Training Autogeno?
Il Training Autogeno, ideato da J.H. Schultz, è il più famoso metodo di autodistensione e di rilassamento, finalizzato al recupero energetico, ad eliminare ansia,insonnia, stress, ed utilizzato per aumentare le prestazioni psicofisiche in ogni settore. Un allenamento regolare al T.A. è inoltre indicato per curare numerose patologie psicosomatiche, e può essere utilizzato per liberare le forze di autoguarigione, superare blocchi e difficoltà mentali, eliminare abitudini nocive e dipendenze (fumo, alcol, bulimia, ecc.).
Il T.A. è inoltre uno strumento utile alle persone “sane” nella vita di tutti i giorni per riscoprire, conservare e migliorare la propria capacità di essere individui armonici e sereni.
Lo stress, la depressione, la nevrosi, l’insonnia, l’irritabilità, il panico, sono parole entrate nel linguaggio quotidiano e che richiedono un’urgenza di intervento.
La DISTENSIONE è divenuta un’esigenza.

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Il Training Autogeno: Per cosa e per chi
Quali problemi risolve
Con il T.A. si impara ad avere più sicurezza e fiducia, ad essere più calmi e distesi ed a scaricare meno le tensioni sui vari organi, infatti si hanno efficaci interventi sui disturbi psicosomatici.
A causa di disagi psicologici, spesso si hanno i seguenti disturbi:
-gastro-intestinali (ulcera, colite, gastrite, stitichezza, diarrea, calcolosi);
-respiratori (asma, rinite, bronchite);
-della pelle (irritazione cutanea, eczema);
-dell'attenzione (cefalea, insonnia);
-cardiocircolatori (tachicardia, ipertensione);
-sessuali (frigidità, impotenza, eiaculazione precoce).
A chi serve in Training Autogeno
A tutti e sempre.
Non serve solo a chi sta male, ma anche a chi sta bene, per imparare a stare meglio.
A chi desidera potenziare al massimo le proprie prestazioni sia fisiche che mentali, nel lavoro, nello studio e nei rapporti.
Il T.A. ha la funzione di far raggiungere alle persone una situazione di benessere fisico e psichico; serve per aiutare a vivere meglio lo stress della vita quotidiana, ad avere una visione più positiva dei problemi.

A me che sono adulto, servirebbe perchè...
- Sono ansionso
- Sono depresso
- Sono stanco senza motivo
- Sono più triste di quanto non sarebbe giusto
- Soffro di insonnia
- Mangio troppo
- Bevo troppo
- Mangio poco
- Mangio normalmente ma ingrasso
- Mi sveglio durante la notte
- Mi sveglio stanco come se non avessi dormito
- Somatizzo, cioè soffro di disturbi di tipo psicogeno
- Mi sento fragile e insicuro
- Ho paura del futuro
- Ho paura della solitudine
- Ho paura delle malattie e della morte
- Sono introverso e faccio fatica a stabilire rapporti sociali
- Considero la mia vita ormai inutile
- Non ho più desideri sessuali
- Non sopporto più mia moglie/mio marito
- Sono irritabile e permaloso
- Soffro di ipertensione arteriosa
- Soffro di malattie della pelle
- Soffro di incontinenza "nervosa"
- Desidero migliorare il mio benessere psicofisico ed avere una piacevole sensazione di me stesso.
A me che sono giovane, gioverebbe per uno dei seguenti motivi...
- Migliorare la capacità di memorizzazione e di concentrazione
- Migliorare il rendimento scolastico
- Migliorare il rendimento sportivo
- Migliorare il rendimento lavorativo
- Migliorare il mio aspetto estetico
- Superare la timidezza
- Sentirmi meno stanco e più vitale
- Sentirmi più sicuro di me stesso
- Avere un rapporto migliore con gli altri
- Migliorare il mio rapporto di coppia
- Risolvere i miei disturbi psicosomatici
- Superare l'ansia e le paure.
Come sportivo dovrei apprenderlo per...
- Controllare meglio il mio tono muscolare
- Recuperare più in fretta le energie
- Controllare l'emotività prima della gara
- Imparare a visualizzare il percorso o le varie fasi della gara
- Saper padroneggiare e dosare lo sforzo atletico
- Prefiggermi dei risultati precisi da conseguire
- Mantenere inalterato il senso di fiducia nelle mie possibilità.
Coraggio e autostima sono le componenti essenziali per l'attività sportiva ed esse si conseguono se si riesce a plasmare la personalità con i corretti "atteggiamenti positivi".

Interpretazione dei sogni


Continua a sognare di Lorna CordwellConosciamo veramente l'importanza dei nostri sogni? Solo poche persone la conoscono.
Al giorno d'oggi ci disinteressiamo di cio'
che non e' misurabile o logico.
Considerando che passiamo una gran parte della nostra vita sognando, dovremmo dare ai nostri sogni un ruolo piu' prominente.
La ricerca sulla psiche umana ci mostra che ( anche se non ci atteniamo ad un modello della mente che include l'inconscio ), c'e' una parte della mente che si preoccupa di cio' di cui non siamo consapoveli a livello cosciente. I nostri ricordi, convinzioni, le funzioni corporali, le attitidini etc.etc., sono imma gazinate e pronte ad entrare nella nostra coscienza quando noi ne abbiamo bisogno.
Freud diceva che i sogni sono la strada maestra al nostro inconscio. Allo stesso modo, Fritz Perls sostiene che sono la strada maestra all'integrazione. I due studiosi asseriscono che per la nostra salute psichica, abbiamo bisogno di portare alla coscienza quelle emozioni, e sentimenti che a volte si celano dietro i nostri pensieri negativi o bizzarri. Comprendendo i messaggi che il nostro inconscio ci manda, noi abbiamo una migliore comprensione di noi stessi. Terapie e metodi di analisi usano strumenti diversi cercano di ottenere questa comprensione.
Uno degli strumenti che io uso e' l'analisi dei sogni in ipnosi. Nelle mie sedute di ipnoterapia, io ed il cliente lavoriamo in uno dei seguenti due modi. Guardiamo ad un sogno specifico che la persona porta in terapia, di solito perche' il sogno angosciante, affascinante o perche' sembra avere un significato.
Oppure induciamo nuovi sogni sotto ipnosi, per dare alla persona una direzione quando si incontrano ostacoli che impediscono la comprensione nel corso della terapia.
Le tecniche di rilassamento sono usate in diversi campi della psicologia umana, ad esempio nel trattamento di pazienti depressi. In questi casi devono essere intese, non come alternativa agli approcci tradizionali alla depressione, ma come uno strumento addizionale della terapia.
Sulla base della mia esperienza mi sento di poter dire che il nostro inconscio non comunica per vie logiche, e che a noi viene insegnato di pensare logicamente, i messaggi inconsci devono essere affrontati in maniera diversa. Nella teoria della memoria di Milton Erickson, lo stato ipnotico essendo piu' vicino allo stato di sonno che a quello di veglia, ci permette di ricordare i nostri sogni facilmente, dal momento che la nostra parte inconscia riconosce la seduta terapeutica come un'opportunita' per lasciar passare il messaggio.
In ipnosi, i pensieri coscienti dell'individuo possono riposarsi ed il terapista puo' mantenere una comunicazione chiara con i processi del pensiero inconscio. Di solito il terapista lavoro intuitavamente, aiutando la persona a scoprire il significato del messaggio in arrivo.
Io non interpreto i sogni delle persone. Non consulto il dizionario dei sogni e non baso il mio lavoro sul significato generale di immagini e simboli che i miei pazienti sognano. Io ritengo che tutti possano scoprire il significato dei propri sogni. D'altro canto i nostri sogni sono unici per noi, ed anche se facessimo esattamente lo stesso sogno di un'altra persona, il significato ed il messaggio potrebbero essere completamente diversi.
Spesso, lo stato ipnotico, essendo uno stato di rilassamento favorisce un diverso livello di consapevolezza, che e' gia' sufficiente di per se'.Grazie alla guida del terapista si puo' comprendere il significato del messagio del sogno. Inoltre, lo stato ipnotico permette prolungamenti lucidi del sogno originale, o permette nuovi strumenti di interpretazione.
Alcune persone soffrono di sogni ricorrenti o spaventosi. E' un peccato che alcuni di noi abbiano ancora paura dell'inconscio, percependolo come un luogo buio e pericoloso, tanto da non voler esplorare i messaggi che si celano dietro i nostri sogni. Di solito i sogni ricorrenti sono quelli che facciamo quando non ascoltiamo il nostro inconscio, e questo continua a bussare alla nostra porta nella speranza che noi prima o poi ce ne accorgiamo.
Quando cominciamo il lavoro interiore, i nostri sogni possono aiutarci da aprirci in modo completo a noi stessi, facendoci iniziare un viaggio di trasparenza ed integrazione, guidandoci in un luogo di pace interiore, conoscenza e comprensione.
Sotto ipnosi, una singola seduta puo' rivelare il messaggio di un sogno.
Una volta che la persona comincia ad esplorare i diversi elementi , esaminando il significato ed il messaggio in ogni sua parte, la paura o l'ansia del sogno svaniscono immediatamente. Essere inseguiti dal mostro, non fa piu' paura quando ci si mette nella pelle del mostro e ci si lascia andare ai suoi pensieri ed emozioni.
Io consiglio di tenere un diario. Una volta svegli se avete deciso di richiamare alla mente i vostri sogni, potrete farlo facilmente. E' consigliabile trascrivere i sogni subito appena svegli. Questo non solo ci dara' l'opportunita' di farlo a mente fresca, ma impedira' anche alla parte cosciente di interpretarli a modo proprio, cambiadone i messaggi per renderli meno efficaci. Io tengo un diario da anni. Non contiene solo descrizioni scritte, ma anche disegni, simboli, poesie. La nostra vera creativita' puo' aprirsi e crescere attraverso i sogni. I musicisti spesso sognano la musica ed i pittori quadri.
Non aver paura dei messaggi dall'inconscio, sono uno splendido arazzo da tessere ed interpretare.
LORNA CORDWELL per www.psychologyreaders.it
indirizzo e-mail : hypno.therapy@mac.com
Traduzione di Daniele Teti

Tecniche per ridurre lo stress


Come premesso la prima domanda da farsi è: cosa può aver originato lo stress? Se si tratta di fattori esterni come eventi importanti o difficoltà di relazioni può essere efficace una tecnica basata sul pensiero positivo o sulla visualizzazione. Qualora lo stress sia un fenomeno a più lungo termine possono essere d'aiuto interventi sul sistema di vita o piccoli assestamenti nell'organizzazione giornaliera.

Tecniche mentali
Si tratta di sistemi che controllano lo stress nel caso ad originarlo siano eventi specifici o un generale stato ansioso: ansia prima di un discorso, esami, performance, eventi spiacevoli.
  • Anticipare lo stress. I sistemi migliori sono prepararsi all'evento, provare a riprodurre la situazione, analizzare cosa in particolare lo causi e in ultima analisi evitare la situazione stressante, qualora sia possibile

  • Ridurre l'importanza dell'evento. Nel caso ci siano prospettive di una promozione, di un ritorno economico o di una crescita personale si può generare stress, è quindi necessario sminuire la situazione. Concentrarsi così più sulla qualità che non sui vantaggi eventuali e convincersi che l'opportunità non è unica ma può ripresentarsi.

  • Ridurre l'incertezza. Se non si ha idea di cosa si stia prospettando il rimedio è di chiarire, laddove è possibile, ciò che lascia perplessi.

  • Visualizzare. È un metodo molto efficace di ridurre lo stress, spesso unito a tecniche di rilassamento fisico. Si tratta di immaginare un posto nel quale ci si trovi particolarmente a proprio agio o di evocare un ricordo piacevole.

Pensiero positivo
Non sentirsi all'altezza, dubitare delle proprie capacità, aspettarsi un fallimento imminente, tutti comportamenti piuttosto comuni. Per fronteggiarli è opportuno innanzitutto prendere coscienza di quello che passa per la testa e in seconda battuta cercare di eliminare i pensieri negativi. Il tutto può essere agevolato trascrivendo i propri pensieri per aumentare la consapevolezza e ricorrendo alle cosiddette affermazioni positive.

Meditazione
Oltre alla visualizzazione di cui abbiamo già parlato esistono altre tecniche di meditazione ugualmente efficaci.
In generale si tratta di tecniche che permettono di fissare la propria attenzione su qualcosa di specifico allentando così i pensieri. Le più comuni sono: respirazione, fissare un oggetto , concentrarsi su un suono


Tecniche fisiche
Sono particolarmente utili quando la causa principale di stress viene dal nostro organismo: eccessiva tensione muscolare o iperproduzione di adrenalina.

Esercizio fisico
Oltre a migliorare la salute e ridurre lo stress contribuisce a rilassare la tensione muscolare e aiuta a dormire. La sua azione positiva si esercita sulla circolazione sanguigna, sull'attività neuronale, sull'aumentato rilascio di endorfine.

Rilassamento muscolare
Tecnica che consiste nel tendere un gruppo muscolare per contrarlo il più possibile, quindi mantenere i muscoli in uno stato di tensione per qualche secondo e infine ritornare alla condizione di partenza. Il lavoro può essere fatto su singole zone o su tutto il corpo.

Controllo del respiro
È un approccio di rilassamento molto comune, unito a rilassamento muscolare, visualizzazione e meditazione per ridurre lo stress.

Biofeedback
Questo sistema si basa sull'uso di sensori elettronici che rilevano lo stress, i risultati vengono poi espressi tramite un grafico o dall'intensità di suono emessa da microfoni collegati. Si tratta anche di una verifica diretta, l'unica esistente, dell'efficacia di tecniche anti-stress. I tre metodi più utilizzati sono:

  • temperatura cutanea

  • conducibilità elettrica cutanea

  • attività muscolare elettrica

Lo yoga

Per vincere i propri timori e liberarsi dall'ansia, talvolta, gli psicoterapeuti invitano i pazienti a partecipare a sedute di yoga. E' una tecnica che trova le sue origini in tempi antichissimi. Serve per rilassarsi e soprattutto concentrarsi sul corpo e sui messaggi che invia.

Troppo spesso, infatti, si è distratti dagli stimoli esterni. Se fatto con metodo e costanza lo yoga può far ritrovare una grande forza interiore combattendo tutti i fattori che procurano tensione. Nella tecnica yoga mente e corpo lavorano insieme.

Tecniche di rilassamento

Daniele Teti: tecniche di rilassamentoIl rilassamento viene definito come uno
stato psico-fisico nel quale l'individuo si sente sollevato dalla tensione.
Raggiungere uno stato di rilassamento significa quindi essere in grado di controllare il livello di eccitazione, in modo tale da essere in grado di liberarsi dalla tensione.
Quando lo stress condiziona il normale funzionamento della persona il rilassamento puo' essere utile al ristabilimento dell'equilibrio.
Molte persone usano il rilassamento perche' lo trovano di aiuto nel ridurre il livello di stress, condizione necessaria per seguire una vita salutare. Noi tutti molto spesso siamo cosi' presi dalla nostra routine quotidiana da essere incapaci di riconoscere alcuni dei sintomi premonitori, tra questi citiamo:
- Ansia
- Stanchezza
- Irritabilita'
- Aumento del consumo di nicotina e/o alcol
- Disturbi del sonno
Le tecniche di rilassamento sono usate in diversi campi della psicologia umana, ad esempio nel trattamento di pazienti depressi. In questi casi devono essere intese, non come alternativa agli approcci tradizionali alla depressione, ma come uno strumento addizionale della terapia.
In psicologia dello sport gli atleti imparano a rilassarsi per poter convivere con lo stress della competizione. Uno stato di rilassamento deve diventare la risposta alla tensione che scaturisce nel pre-gara.
In psicologia clinica le tecniche di rilassamento vengono usate con i pazienti e/o clienti per sollevarli dallo stress emotivo ed insegnargli a mantenersi concentrati sulla strada che porta alla risoluzione dei problemi.
Il rilassamento si e' dimostrato molto utile anche nel trattamento di vari disturbi psicosomatici quali: mal di testa, insonnia, ipertensione, asma.
Alcune ricerche evidenziano un miglioramento della memoria dopo un periodo di utilizzo di tecniche di rilassamento.
Cosa succede durante una seduta di rilassamento?
- Il metabolismo rallenta
- L'afflusso di sangue a muscoli e cuore diminuisce
- Aumenta il trasporto di ossigeno al cervello
- Le pupille si restringono
- Il sistema nervoso centrale si libera dallo stato di eccitazione
In oriente le tecniche di rilassamento sono note da secoli. I maestri di yoga le praticavano come un aspetto molto importante della loro disciplina.
L'occidente al contrario, ha mostrato uno scarso interesse fino a tempi piuttosto recenti allo studio di mente e corpo come sistema unico ed interagente.
Un contributo fondamentale allo studio del rilassamento fu portato dal professor J. H. Schultz il quale sviluppo' un metodo chiamato Training Autogeno. Si tratta di uno stato di leggero trance autoindotto attraverso tecniche di autosuggestione, il quale porta ad uno stato di rilassamento fisico e mentale.
Dopo Schultz, molti psicologi e medici hanno cominciato ad usare le tecniche di rilassamento in aggiunta alle terapie di tipo convenzionale. Grazie al crescente interesse nel campo, oggi sappiamo che tecniche diverse possono essere adattate a diverse tipi di personalita'.
Pronti a rilassarvi?
I due esempi che seguono li suggeriamo come tecniche di rilassamento da sperimentare quando avete tempo da dedicare a voi stessi.
Prima di iniziare vi consigliamo di prepare l'ambiente:
- Sedete su una sedia comoda o sdraiatevi sul divano
- Abbassate la luce
- Mettetevi in una posizione confortevole
- Indossate abiti comodi
ESERCIZIO DI RESPIRAZIONE CONTROLLATA
- Chiudete gli occhi
- Fate un respiro profondo, contando lentamente fino a tre
- Trattenete il respiro per tre secondi
- Espirate lentamente contando fino a cinque
- Usate il naso per inalare, la bocca per espirare
- Concentratevi sula respirazione e provate a fare l'esercizio per dieci minuti
- Mentre espirate cercate di liberare la vostra mente da problemi e preoccupazioni
- In questo esercizio possiamo distinguere una parte attiva ed una passiva che corrispondono a inspirare ed espirare
- Esercitatevi per pochi giorni e scoprirete come sia facile raggiungere un stato di rilassamento.
RILASSAMENTO MUSCOLARE PROGRESSIVO
Cominciate a respirare lentamente e profondamente. Se volete potete usare l'esercizio descritto in precedenza.
Lo scopo di questa tecnica e' di raggiungere il rilassamento tendendo e rilassando alcuni gruppi muscolari. Ad esempio potete iniziare stringendo i pugni per cinque secondi per poi aprirli e rilassare la muscolatura.
Potete quindi proseguire con altre parti del corpo: piedi, gambe, stomaco, spalle, collo, mandibole, occhi.
Dr. Daniele Teti

Come Rilassarsi

Tratto dal nuovo libro, Io amo meditare, di Swami Kriyananda

Il modo migliore per rilassare il corpo è cominciare col tenderlo, poiché così facendo potrai distribuire uniformemente il flusso di tensione dalla testa ai piedi. In questo modo, quando poi rilasserai i muscoli, se ne saranno andate anche tensioni che nemmeno sapevi di avere.
Questo procedimento è utile anche in caso di tensione emotiva. Molto spesso possiamo liberarci da un'emozione solo quando ha raggiunto l'apice della sua intensità, poiché prima non era ancora abbastanza definita perché potessimo metterla a fuoco chiaramente.
Anche le nostre debolezze psicologiche sono difficili da affrontare finché sono sostenute da un'energia mentale debole. Una persona può sembrare del tutto innocua, fino a quando la buona salute e la rinnovata energia non fanno emergere improvvisamente in lei una vena di meschinità che era in agguato da sempre.
Le crisi spirituali e le prove della vita sono una benedizione, nel senso che contribuiscono a mettere "sotto tensione" i nostri difetti, rendendoci più consapevoli della loro esistenza. La calma accettazione che annuncia il superamento di una prova è spesso accompagnata dalla liberazione da quella debolezza.
Per raggiungere uno stato di rilassamento fisico, necessario per poter meditare profondamente, dapprima tendi e poi rilassa tutto il corpo.
Per cominciare, fai alcuni respiri lenti e profondi per liberare il sangue dall'eccesso di anidride carbonica. Se hai abbastanza tempo, esegui questo esercizio:
1) inspira, contando mentalmente fino a 12
2) trattieni il respiro, contando fino a 12
3) espira, sempre contando fino a 12.
Ripeti da 6 a 12 volte, poi inspira profondamente e tendi tutto il corpo, non di colpo ma gradatamente, con tensione bassa, media e infine alta. Tendi con forza sufficiente a far vibrare tutto il corpo. Poi espira velocemente e rilassa ogni tensione. Ripeti ancora una o due volte.
Da qui in avanti, è importante che tu mantenga il corpo immobile. All'inizio può esserti difficile stare seduto perfettamente fermo, abituato come sei a muoverti di continuo; nel momento in cui decidi di stare immobile, è probabile che ti assalga il bisogno irrefrenabile di muoverti! Tuttavia, più a lungo riesci a mantenere il corpo completamente immobile, più ti sarà facile continuare a farlo. La tua irrequietezza fisica svanirà dopo cinque minuti o poco più e ben presto potrai apprezzare quella sensazione di libertà dalla coscienza del corpo.
Ricorda, essere legato ai muscoli significa essere schiavo del corpo. Getta via mentalmente il corpo e soffermati sul pensiero dello spazio.
Visualizzati circondato di spazio: spazio tutt'intorno a te; spazio che penetra lentamente nel tuo corpo attraverso i pori della pelle, come una purissima luce evanescente; spazio che permea il tuo corpo e lo rilassa completamente.
Di tanto in tanto, controlla mentalmente che il corpo sia ancora rilassato. Concentrati sulle tensioni che senti, visualizzando spazio o pura luce in quei punti.
Oppure, se senti che tutto il corpo sta diventando teso, inspira nuovamente, tendi il corpo, espira con forza e rilassati.
Anche il rilassamento mentale è importante. Non puoi meditare profondamente - anzi, non puoi meditare affatto - se la mente è tesa. Tra le cause principali di tensione mentale ci sono sentimenti di ostilità, rabbia e competitività, come pure il desiderio di esercitare il potere, in un modo o nell'altro, sulle persone o sugli avvenimenti.
Per rilassare la mente, concentra la tua attenzione nel cuore. Immagina in quel punto una pura luce bianca. Visualizza raggi di amore e di armonia che si irradiano da quella luce nel mondo intorno a te. Il cuore è il centro del sentire emotivo. Se le emozioni sono altruistiche e calme, si trasforman in intuizione e portano un'espansione della libertà interiore; se invece sono egoistiche o perturbate, causano solo confusione e un senso di schiavitù interiore.
Molto spesso, l'energia che fluisce dal cuore verso l'esterno ha l'effetto di intrappolare le persone nelle cose, negli avvenimenti o nella vita degli altri. Questi individui sono pieni di desideri e di avversioni; afferrano altri raggi di energia per possederli, oppure li combattono nella speranza di indebolirli e di vincerli. Immagina invece che nel tuo cuore ci sia una luce benefica. Irradia all'esterno questa luce, come una benedizione per tutti. Benedici mentalmente tutti coloro che si trovano intorno a te. Poi invia benedizioni dal tuo cuore agli abitanti di ogni Paese, su tutta la Terra. Invia raggi d'amore a tutte le creature, a tutte le cose. Benedici le rocce, i deserti, gli immensi oceani e le alte montagne. Circonda il mondo intero di un'aura di luce, di amore, di gioia, perché tutto è vivo. Tutti gli esseri, tutte le cose create manifestano coscienza a vari livelli e sono parte della medesima vita, senza principio né fine, che anima anche te.
Più offri te stesso come canale di pace e di benedizioni per tutti, più ti sentirai colmato di benedizioni e di pace interiore.
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Tecniche cognitive per curare gli attacchi di panico

Tecniche cognitive per curare gli attacchi di panico

La prima parte della cura è soprattutto informativa; molte persone vengono già aiutate moltissimo per il semplice fatto di comprendere esattamente che cosa è un disturbo da attacchi di panico, e che molti altri soffrono dello stesso problema. In molti casi, dunque, curare gli attacchi di panico significa semplicemente conoscere più approfonditamente il fenomeno. Molte persone che soffrono del disturbo da attacchi di panico temono che gli attacchi significhino che stanno "impazzendo" o che il panico possa indurre un attacco di cuore. La "ristrutturazione cognitiva" (il cambiamento del modo di pensare) aiuta le persone a rimpiazzare questi pensieri con modi più realistici e positivi di vedere gli attacchi.

Con il susseguirsi delle sessioni del trattamento le tecniche cognitive possono aiutare il paziente a identificare i possibili fattori scatenanti degli attacchi. In un caso specifico il fattore scatenante può essere un pensiero, una situazione o qualcosa di impercettibile come un leggero cambio nel battito cardiaco. Una volta che il paziente capisce che l'attacco di panico è separato e indipendente dal fattore scatenante, questo fattore comincia a perdere un po' del suo potere nell'indurre un attacco.

Tecniche comportamentali per curare gli attacchi di panico

La componente comportamentale della terapia può consistere in ciò che un gruppo di clinici ha definito "esposizione interocettiva" (o anche esposizione enterocettiva). Questa è simile alla desensibilizzazione sistematica usata per curare le fobie, ma ciò su cui si concentra è l'esposizione delle sensazioni fisiche che qualcuno sperimenta durante un attacco di panico.

Le persone con il disturbo da attacchi di panico sono più spaventate dall'attacco vero e proprio che da oggetti o eventi; per esempio la loro paura di volare non consiste nel pensare che l'aereo possa cadere, ma nel pensare di poter avere un attacco di panico in un posto, l'aereo appunto, in cui non possono ricevere aiuto. Altri non bevono caffè o non vanno in un ambiente surriscaldato perché temono che questi possano scatenare i sintomi di un attacco di panico.

L'esposizione interocettiva può aiutare queste persone a sperimentare i sintomi di un attacco (frequenza cardiaca elevata, vampate di calore, sudorazione, e così via) in condizioni controllate e insegnare loro che questi sintomi non devono necessariamente svilupparsi in un attacco completo. Le tecniche comportamentali vengono usate anche per trattare gli evitamenti situazionali associati con gli attacchi di panico. Un trattamento per le fobie efficace è l'esposizione dal vivo, che nei termini più semplici significa frantumare una situazione spaventosa in passi piccoli e maneggevoli facendone uno per volta finché viene padroneggiando il livello più difficile. Va detto tuttavia che questa tecnica in passato si è rivelata inutilmente traumatica, e nel caso si debbano curare gli attacchi di panico nello stesso soggetto, le tecniche più consigliate rimangono altre (come la desensibilizzazione sistematica immaginativa usata in ipnosi, per esempio).

Le tecniche di rilassamento possono aiutare ulteriormente qualcuno a superare un attacco di panico. Queste tecniche includono una rieducazione alla respirazione e la visualizzazione positiva. Alcuni esperti hanno scoperto che le persone con disturbo da attacchi di panico tendono ad avere una frequenza di respirazione leggermente più alta del normale. Imparare a rallentare la frequenza respiratoria può aiutare qualcuno ad vincere gli attacchi di panico e può anche prevenire futuri attacchi.

Una terapia per il disturbo di panico

La terapia per gli attacchi di panico può essere vista come la preparazione fisica di un calciatore precedentemente infortunato da parte del suo allenatore, il coach della squadra, in vista del suo rientro in campo. Questa metafora è corretta da diversi punti di vista, che vale la pena evidenziare.

Il calciatore, a causa del suo infortunio, non è in grado di funzionare come prima, così la persona che soffre di attacchi di panico ha delle limitazioni nella sua vita lavorativa, sociale, personale. Diciamo che torna a bordo campo con il gesso ad una gamba per vedere gli altri giocare.

Per continuare questa metafora, immaginiamo che il calciatore in questione non sappia che il suo infortunio possa essere guarito o che non sappia come fare. Poniamo che il calciatore dopo essersi fatto mettere il gesso alla gamba da un medico, abbia provato da solo rimedi errati come rifiutandosi di togliere il gesso per cercare di evitare il dolore, cercando finanche di allenarsi con il gesso e finendo magari con lo stare immobile sulla panchina per paura di farsi ancora più male. Il cliente comincia a prendere farmaci tranquillanti, poi non ne può fare a meno. E anche così dopo un po' continua ad avere gli attacchi di panico. Quindi aumenta la dose, a volte anche senza un parere medico, e questo potrebbe andare avanti per anni, se non si decide, prima o poi, a fare una terapia psicologica sotto il controllo di uno psicologo o di uno psichiatra che abbia un'adeguata preparazione psicoterapeutica.

Più il calciatore infortunato continua a portare il gesso e a stare seduto immobile, però più qualunque movimento risulta essere doloroso, con i muscoli che hanno cominciato ad atrofizzarsi e non sanno che dovrebbero fare fisioterapia... Alcune persone che soffrono di disturbo di panico da tanti anni si trovano in una situazione dolorosamente analoga. Le dosi dei farmaci aumentano con lo scorrere del tempo, mentre sembrano aumentare, dopo situazioni di temporaneo miglioramento, sia la frequenza che l'intensità degli attacchi di panico.

Depressione ed ansia: esercizi per migliorare i sintomi

Mediante alcuni esercizi si può migliorare la sintomatologia della depressione e dell’ ansia: ne possono servire anche piccoli quantità.
I seguenti consigli e obiettivi realistici possono aiutarvi a iniziare a farli.
In caso di depressione o ansia, è possibile che il medico vi prescriva una dose regolare di esercizi in aggiunta al farmaco o alla psicoterapia.
L’esercizio non è una cura della depressione o dell’ansia, ma i suoi benefici psicologici e fisici possono migliorare i sintomi.
"Non è una bacchetta magica, ma un’attività fisica più intensa è una strategia positiva ed efficace per aiutare a gestire depressione ed ansia," dichiara Kristin Vickers-Douglas, uno psicologo alla Mayo Clinic, Rochester, Minn.
Quando si è depressi o ansiosi, esercitarsi può essere l’ultima cosa a cui si pensi, ma bisogna scrollarsi di dosso questo senso di inerzia.
Qui di seguito alcuni esercizi che possono alleviare i sintomi di depressione ed ansia ed in più alcuni consigli ragionevoli per iniziare ad eseguirli

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In che modo gli esercizi aiutano nella depressione e nell’ansia
Da molto tempo si considera l’esercizio fisico come un modo per mantenere la condizione fisica e prevenire l’ipertensione, diabete, obesità ed altre malattie.
Un crescente volume di ricerche mostra che può anche migliorare i sintomi di certe patologie mentali, quali la depressione e l’ansia, ed anche a prevenire una ricaduta dopo un trattamento della depressione o della ansia.
Potrebbero bastare almeno 30 minuti di esercizi al giorno per almeno tre-cinque giorni alla settimana per migliorare in modo significativo la sintomatologia.
Comunque, anche più piccole quantità di attività — da 10 a15 minuti per volta — hanno mostrato di migliorare l’umore nel breve termine.
Non è ancora chiaro come ciò avvenga, ma i ricercatori ritengono che l’esercizio fisico causi cambiamenti sia nella mente che nel corpo.
Certe evidenze suggeriscono che l’esercizio influisce positivamente sui livelli di certi neurotrasmettitori cerebrali che innalzano l’umore, aumentare la produzione di endorfine, ridurre la tensione muscolare, aiutare a dormire meglio e ridurre i livelli di cortisolo, ormone dello stress.
L’esercizio aumenta anche la temperature corporea, con conseguenti effetti calmanti.
Se esercitandosi regolarmente, depressione o ansia continuano a compromettere l’attività e l’efficienza giornaliera parlatene al medico: l’esercizio non può ovviamente sostituire il trattamento medico

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I benefici dell’esercizio su depressione e ansia
Fiducia
Impegnarsi nell’attività fisica offre un senso di realizzazione. Porsi degli obiettivi o delle sfide, non ne importa l’entità, può stimolare un senso di fiducia in se stessi nel momento in cui se ne ha più bisogno.
L’esercizio può anche farvi sentire meglio riguardo al proprio aspetto ed autostima.
Distrazione
Se siete depressi o ansiosi, è facile autocompiangersi, ma questo compromette la capacità di risolvere i problemi e reagire in modo sano, ed nel lungo periodo la depressione può peggiorare.
L’esercizio può costituire una buona distrazione spostando il focus da pensieri spiacevoli a qualcosa di più piacevole, quale l’ambiente attorno o l’ascolto della musica durante l’esercizio
InterazioniDepressione ed ansia possono portare all’isolamento che a sua volta può peggiorare la malattia.
L’esercizio può creare opportunità per interagire con gli altri, anche solo uno scambio di sorrisi amichevoli o di saluti con i propri vicini mentre si cammina.
Affrontare la malattia in modo sanoFare qualcosa di benefico per gestire la depressione o l’ ansia è una strategia positiva per superarla: cercare di sentirsi meglio bevendo in modo eccessivo, compiangersi per il proprio stato, o sperando che la depressione e l’ansia se ne andrà da sola non sono modi giusti per affrontarla.

Consigli per iniziare a fare esercizi quando si è depressi o ansiosi
Naturalmente, sapere che c’è qualcosa di buono per te non rende più facile farla.
La depressione o l’ansia, rende abbastanza difficile anche solo lavare i piatti , fare la doccia o andare a lavoro.

Come è possibile pensare di fare qualche esercizio fisico?
Qui di seguito alcuni passi da fare che vi aiuteranno a iniziare un esercizio fisico:

- Ottenere il supporto del vostro medico: parlare con il vostro medico o terapeuta per essere guidati e supportati. Discutete i problemi legati ad un programma di esercizi e come questo si inserisca in un programma complessivo di trattamento.

- Identificare ciò che vi piace fare.
Capire quale tipo di esercizio o attività si è più propensi ad eseguire ed immaginare quando e come sareste più disponibili a farli.
Per esempio, sarebbe più gradevole fare un po’ di giardinaggio di sera o fare una corsa di primo mattino?
Passeggiare nel bosco o giocare a pallacanestro con vostro figlio dopo la scuola?

- Porsi degli obiettivi ragionevoli.
Il vostro compito non deve essere quello di fare passeggiate di un ora quattro o cinque volte la settimana: considerate quanto potreste realmente fare: venti o dieci minuti?
Cominciate da qui ed aumentate. Fatevi un piano adatto alle vostre necessità e capacità piuttosto che seguire delle indicazione teoriche che potrebbero aggiungere altre tensioni.
Non pensare all’esercizio come ad un peso. Se deve essere solo un altro obbligo nella vostra vita con cui non ritenete di dover convivere, sarete portati a considerarlo come un fallimento. Piuttosto, considerare al piano di esercizi analogamente a modo con cui affrontate le sessioni di terapia o un trattamento farmacologico— come uno degli strumenti per aiutarvi a stare meglio.

- Address your barriers.
Identificare le vostre barriere individuali agli esercizi.
Se vi sentite intimiditi da altri o siete imbarazzati, potete desiderare di esercitarvi nel privato della vostra casa.
Se affrontate meglio gli obiettivi con un partner, trovate un amico con cui lavorare.
Se non avete abbastanza denaro da spendere per l’equipaggiamento, fate qualcosa virtualmente privo di costi — camminate.
Se pensate bene a ciò che vi impedisce di fare esercizi, potete trovare probabilmente un soluzione alternativa.

- Preparsi ai contrattempi ed agli ostacoli.Esercitarsi non è sempre facile e divertente ed è allettante biasimarsi per questo: soggetti depressi sono particolarmente portati vergognarsi dei fallimenti percepiti. Non cadete in questa trappola, datevi credito da soli per ogni passo nella giusta direzione non importa quanto piccolo. Se una volta saltate un esercizio, non significa che state fallendo e potete anche non farlo proprio.
Tenterete di nuovo in un altro giorno

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Iniziare un esercizio quando siete depressi o ansiosiIniziare un programma di esercizi è duro: un problema chiave da risolvere è come superare i momenti in cui sembra di non potercela fare o non volere fare gli esercizi.
Cosa accadrebbe se la vostra auto non parte? Probabilmente sareste capaci di trovare subito varie soluzioni per superare questo ostacolo, come chiamare un auto service, prendere il bus, o chiamare in aiuto il vostro partner o un amico. Ma i più non approcciano l’esercizio in questo modo.
Cosa accade se volete andare a fare una passeggiata ma sta piovendo?
La maggior parte deciderebbe di non uscire e non tenta di trovare alternative.
Con gli esercizi spesso ci creiamo un ostacolo e diciamo 'E’ così! Non posso eseguirlo, dimenticalo,”
Invece, occorre trovare la maniera di superare questa barriera, proprio come superereste altri ostacoli nella vostra vita. Immaginare altre opzioni — passeggiare sotto la pioggia, andare in palestra ed esercitarsi al coperto, per esempio.

COME AFFRONTARE L'ANSIA DA PRESTAZIONE SESSUALE

La vita sessuale di un individuo contribuisce a mantenere il suo equilibrio psico-fisico. Per tale motivo, quando non viene vissuta con tranquillità, sorgono problemi sia psicologici che fisici.

Dott.ssa Maria Rosa Greco
Psicologo clinico e Psicoterapeuta della Gestalt


La vita sessuale di un individuo contribuisce a mantenere il suo equilibrio psico-fisico.
Per tale motivo, quando non viene vissuta con tranquillità, sorgono problemi sia psicologici che fisici.
Voglio citare Alexander Lowen, padre della Bioenergetica, per descrivere un tipo di atteggiamento che egli definisce “sofisticazione sessuale”. Sono analisi che risalgono a qualche anno fa, ma le trovo ancora molto attuali, infatti, nelle modalità di approccio alla sessualità adottate da molte persone, in questi anni di esperienza, ho trovato e continuo a trovare frequentemente elementi che si inseriscono con facilità nel tipo di comportamento sopra definito appunto come “sofisticazione sessuale”.

Come si differenzia dalle altre il ”sofisticato sessuale”? La persona sessualmente sofisticata, in genere, conosce le varie tecniche sessuali, si vanta di non avere inibizioni riguardo la propria vita erotica, è un appassionato di letteratura sexy ed è sessualmente emancipato, almeno a parole. Questi atteggiamenti, infatti, capita spesso che non siano associati ad una equilibrata attività sessuale, la quale, invece, si contraddistingue in questi individui perché segnata da ansia di insuccesso nelle “prestazioni”.

In realtà, considerare come una prestazione l’espressione della propria vita sessuale implica il trovarsi ad affrontare una vera e propria prova, con tutto l’insieme di sfaccettature che seguono il concetto di “prova”, come, ad esempio, la paura di non riuscire e di non saper soddisfare l’altro o l’altra.

Tutto ciò, ovviamente, provoca l’incapacità del sapere vivere con naturalezza il piacere sessuale, senza per forza finalizzarlo e associarlo a sentimenti interiori.

Se fino a non molto tempo fa l’ansia da prestazione era espressione soprattutto del mondo maschile, perlopiù ansia legata alla paura di non avere erezioni o di avere eiaculazioni precoci, ai giorni nostri la medesima ansia è sempre più condivisa anche dal mondo femminile, stato emotivo legato alla difficoltà di raggiungere l’orgasmo (prima considerata assolutamente normale) o alla paura di non essere in grado di soddisfare i desideri del partner.

Come affrontare l’ansia e la paura

Rassicurare anche con il contatto fisico
Se ci sembra che il malato sia in una condizione di ansia o di paura, possiamo rassicurarlo spiegandogli che capiamo quello che prova, ma che non c'è nulla di cui preoccuparsi. Se sembra che il malato non capisca quello che stiamo dicendo, possiamo forse stringergli una mano, oppure mettergli un braccio attorno alle spalle. Nel caso di allucinazioni che lo spaventano, è meglio non far finta di vederle, ma nemmeno cercare di convincerlo che non esistono.
Rispondere ai sentimenti che esprime
I malati di demenza possono avere difficoltà ad esprimersi: quello che dicono può non essere la vera causa dell'ansia o della paura. Per esempio, se il malato è spaventato e continua a chiedere: «Quanto tempo?», possiamo intenderlo come "Quanto tempo manca al pranzo?". Invece potrebbe significare "Quanto tempo rimani fuori?" oppure "Quanto tempo riuscirai ancora ad aver cura di me?". Meglio conosciamo il malato, tanto più facile sarà capire che cosa cerca veramente di dire. Possiamo comunque sempre rispondere all'emozione che esprime, dandogli sicurezza e dimostrandogli quanto è importante per noi.
Se possibile, distrarre il malato
È esperienza comune che se si riesce a distrarre il malato, egli dimentica la paura o l'ansia. È invece spesso difficile conoscerne la ragione, ma se crediamo di sapere quale sia la causa alla base della sua inquietudine, possiamo per prima cosa cercare di rimuoverla (ad esempio togliendo un soprammobile, un poster o uno specchio, riducendo il numero delle persone presenti nella camera, migliorando l'illuminazione per eliminare le ombre, ecc.). In alternativa, può essere utile allontanare il malato dalla possibile situazione di paura.
Se l’ansia è grave, rivolgersi al medico
I farmaci ansiolitici talvolta sono efficaci, ma bisogna farvi ricorso soltanto nei casi di ansia grave e dopo aver provato tutte le possibili alternative non farmacologiche. Questi farmaci presentano sempre il rischio di effetti collaterali, che per i malati di demenza possono portare ad un peggioramento dello stato confusionale.

Un aiuto per coppie in crisi

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Guide Un aiuto per coppie in crisi

Introduzione.
Questa guida affronta il tema della comunicazione nel rapporto di coppia.

Le coppie felici considerano spesso il partner come il loro migliore amico, al contrario due innamorati in crisi comunicano poco e male.
Scopri con la nostra giuda come comunicare più efficacemente con il tuo partner e come gestire meglio i conflitti!

I segreti delle coppie felici.
Alcune ricerche psicologiche (Wallerstein & Blckeslee, 1995, Gottlieb, 1990) hanno cercato di capire quali sono i segreti delle coppie felici.


Sorprendentemente, le risposte date dalle persone felicemente sposate erano molti simili:

* Considerano il partner come il loro migliore amico. Gli confidano sogni, emozioni, progetti, sono aperti e sinceri l'uno verso l'altro.
* Accettano l'altro così come è e non cercano di cambiarlo.
* Si concentrano sui lati positivi del partner, lo sanno apprezzare e ringraziare per tutto quello che fa , anche per le piccole gentilezze di ogni giorno.
* Si rispettano reciprocamente, hanno lo stesso potere all'interno della coppia. Prendono insieme le decisioni importanti .
* Hanno lo stesso modo di vedere la vita : sono d'accordo sulle cose importanti, sui valori di base e sugli obiettivi da raggiungere.
* Sanno come gestire i conflitti. Accettano di non essere d'accordo su tutto, sono disponibili a fare dei compromessi. Esprimono l'aggressività in un modo costruttivo.
* Stanno bene insieme e cercano di fare insieme delle cose interessanti. Combattono la routine, cercando nuovi interessi.
* Sanno rispettare gli spazi dell'altro.
* Considerano il loro rapporto molto importante e sono disponibili ad investire tempo ed energia per farlo funzionare.

Naturalmente nessun rapporto di coppia è così perfetto! Quello che emerge da questa ricerca sono una serie di indicazioni, tratte dall'esperienza di un vasto campione di coppie felicemente sposate, per avere una relazione sentimentale appagante e duratura.

Come cambiare una situazione di coppia insoddisfacente.
In tutte la coppie in crisi, scatta un meccanismo psicologico particolare: ciascuno considera il partner il principale responsabile della situazione di tensione che si è venuta a creare. In altre parole, ciascuno sente di essere dalla parte della ragione: è il brutto carattere del partner il vero problema. E' inutile dire che questo modo di vedere le cose causa dei grossi problemi alla relazione: ciascun coniuge si arrocca sulle sue posizioni e cerca invece di fare delle pressioni perché il partner cambi.

Ma non è possibile cambiare un'altra persona: il solo risultato che si ottiene è quello di far sentire il partner poco capito, poco apprezzato e poco amato.

Per migliorare il rapporto di coppia, occorre invece rendersi conto delle nostre responsabilità nel aver contribuito ad instaurare una situazione insoddisfacente.

Il rapporto di coppia è come una danza: bisogna essere in due per ballarla. Perciò se i modifico i miei passi , cioè le mie reazioni e i mie comportamenti, anche il mio partner modificherà i suoi.

Alcuni suggerimenti per migliorare il tuo rapporto di coppia puoi trovarli nell'articolo Come far funzionare il rapporto di coppia

Se però, nonostante gli sforzi per migliorare la situazione, non ci sono progressi, potreste aver bisogno di una terapia di coppia. La terapia di coppia è particolarmente consigliata per le coppie che si trovano in una situazione di stallo: dove non riescono a stare bene insieme ma neppure a lasciarsi.

Conoscere e superare l'abuso

Questa guida si rivolge ad adulti che hanno subito degli abusi sessuali, fisici o psicologici durante l'infanzia e/o l'adolescenza.

L'abuso è un fenomeno ancora poco conosciuto e la cui frequenza è ampiamente sottostimata. All'attenzione dell'opinione pubblica arrivano solo i casi di violenza più eclatanti: il resto degli abusi si consuma, in segreto, fra le mura domestiche.


Benché gli esperti del settore siano concordi nell'affermare che l'abuso comporta degli effetti a lungo termine sulla personalità di chi lo subisce, poche ricerche sono volte ad aiutare gli adulti che hanno subito degli abusi durante l'età della crescita.

In questa guida, si cercherà di definire che cos'è l'abuso e verranno brevemente spiegate le dinamiche psicologiche che possono portare un adulto ad abusare di un bambino.
Inoltre verranno esaminate le problematiche psicologiche che si possono riscontrare nelle persone che hanno abusi.

Non è possibile trattare in poche pagine un fenomeno tanto complesso, ricordiamo pertanto che il taglio di questa guida è divulgativo e informativo.

Per superare un trauma come l'abuso è importante, come prima cosa,conoscere più informazioni possibili sull'argomento.

Potrai capire che i tuoi problemi non sono una parte immodificabile del tuo carattere, ma sono una risposta che hai dovuto sviluppare nel tempo per sopravvivere ad una situazione molto difficile. Tu sei più forte di quello che credi.

Conoscere le dinamiche psicologiche delle famiglie abusanti, ti aiuterà a superare il senso di colpa legato alla violenza subita. Ti guarderai con occhi nuovi e smetterai di punirti per quello che è successo. L'abuso è uno dei traumi peggiori che possano accadere ad una persona , per questo potresti avere bisogno di aiuto professionale.

Forse potresti pensare che nessuno possa veramente capirti o potresti persino dubitare che qualcuno ti creda, ma io ti invito a dare a te stesso la possibilità di farti aiutare.
L'aiuto che non ti è stato dato a suo tempo dalle persone che stavano intorno a te, è ora disponibile e può aiutarti a stare meglio.

Gli psicofarmaci

Gli psicofarmaci sono dei farmaci che contengono delle sostanze psicotrope, cioè sostanze in grado di agire sul sistema nervoso.

Gli psicofarmaci si dividono in 3 grandi categorie:

  • Ansiolitici e ipnoinducenti
  • Neurolettici o antipsicotici
  • Antidepressivi

Gli psicofarmaci sono prescritti da medici come il medico di base, lo psichiatra e il neurologo.




Ansiolitici e ipnoinducenti
Gli ansiolitici più comuni sono a base di benzodiazepine (BDZ) un princiop attivo utilizzati sin dall'inizio degli anni '70.

I sedativi ipnotici sono utilizzati terapeuticamente nel trattamento di:

  • ansia e depressione (BDZ)

  • ipertensione (BDZ)

  • epilessia (barbiturici, in particolare Gardenale)

  • insonnia (BDZ)

  • tensione muscolare (BDZ)

Sono utilizzati anche in pre-anestesia e in anestesia, possono ritrovarsi associati con altri farmaci come gli analgesici. La somministrazione avviene usualmente per via orale, in forma di compresse, alcuni sono assunti sotto forma di sospensione liquida. Sono inoltre disponibili anche forme iniettabili. Gli effetti dei sedativi ipnotici consistono in una generale depressione del SNC, del sistema respiratorio e del sistema cardio-vascolare. In alcuni casi tali sostanze inducono una reazione d'ira, durante la quale la persona diventa violenta e imprevedibile.

I sedativi ipnotici:

  • diminuiscono la trasmissione degli impulsi nervosi

  • diminuiscono il tempo di addormentamento e il sonno REM

  • diminuiscono la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca

  • diminuiscono l'ampiezza e il tono delle contrazioni gastro-intestinali

Neurolettici o antipsicotici
Gli antipsicotici presentano un'azione prevalentemente antidelirante e antiallucinatoria e non sono dei tranquillanti maggiori "supersedativi", come alcuni credono. Vengono impiegati prevalentemente per la terapia della schizofrenia e di altre manifestazioni psicotiche. Possono essere somministrati per via orale, intramuscolare, e per via venosa. Alcuni tra i farmaci più diffusi in questa categoria sono:

  • Serenase

  • Haldol

  • Largagtil

  • Moditen

  • Melleril

  • Nozinan

  • Orap

Assunti a dosaggi adeguati riducono il delirio, le allucinazioni (le voci), i comportamenti devianti degli psicotici, favorendone il reinserimento sociale. Assunti da un soggetto non psicotico, non producono uno stato di sedazione quanto piuttosto una estrema indifferenza agli stimoli ambientali e un fortissimo appiattimento emotivo. Non inducono né assuefazione né dipendenza, non sono particolarmente tossici, ma possono produrre però importanti e consistenti effetti collaterali: riduzione della mimica facciale, rigidità e tremori muscolari simili al morbo di Parkinson.

Antidepressivi
In generale i cosiddetti antidepressivi sono psicofarmaci utili nel trattamento della sintomatologia depressiva. In soggetti che non presentano disturbi di questo tipo, i farmaci antidepressivi generalmente non danno alcun effetto psicologico desiderabile, mentre possono comportare una generale sensazione di fatica e alcuni sgradevoli effetti collaterali. Per questo i farmaci antidepressivi non sono oggetto di abuso tossicomanico.

In persone depresse, invece, gli antidepressivi si dimostrano spesso capaci di migliorare il tono dell'umore, di sbloccare l'inibizione psicomotoria tipica del depresso, di attivare l'appetito e, in qualche caso, di moderare l'ansia del soggetto.
Gli antidepressivi attenuano i sintomi della depressione, ma non risolvono le cause del proprio malessere psicologico, per cui vanno sempre associati alla psicoterapia
A causa dei loro effetti collaterali sono indicati sopratutto nel trattamento delle depressioni gravi. Si rivelano molto meno efficaci e quindi altamente sconsigliati per le forme di lieve depressione.

Dottoressa Anna Zanon

Perché i bravi ragazzi non piacciono alle donne?

Bravi ragazzi: troppo scontati e prevedibili?
Appuntamenti rimandati all'ultimo momento senza una spiegazione, ore passate a chiedersi perché lui è sparito all'improvviso, notti in bianco trascorse a piangere, ripensando a quella cosa che lui ha detto o ha fatto che ci ha ferito così tanto ...

Alcune persone finiscono per scegliere solo da partner sfuggenti e non disponibili sentimentalmente, mentre respingono con decisione partner affettuosi e disponibili a costruire qualcosa. Queste persone amano solo chi non le ama e desiderano solo chi non li desidera. I partner affidabili e sinceri, i cosiddetti "bravi ragazzi" vengono considerati noiosi e scontati mentre gli uomini inaffidabili e sfuggenti vengono visti come partner eccitanti e affascinanti. I "bravi ragazzi" non interessano perché percepiti come troppo "normali": si sta bene in loro compagnia, ma non ci sono brividi, non c'è passione e non ci sono emozioni forti. Il batticuore e i brividi si provano invece per gli altri, uomini complicati e imprevedibili del cui amore non si è mai certe. Uomini che hanno sicuramente meno qualità ma che hanno il grande merito di farci sentire vive. E allora che fare? Rinunciare alla passione oppure vivere un rapporto passionale ma che ci fa soffrire?

Perché i partner inaffidabili affascinano di più?
In genere, le storie difficili sono accompagnate da un grande coinvolgimento fisico ed emotivo: sono storie di "pancia" dove l'attrazione fisica e il sesso sono intensi e sconvolgenti. Ma tutto questo coinvolgimento ha poco a che fare con la vera intimità,un sentimento che presuppone una profonda fiducia nell'altro, e molto a che fare con il desiderio per quello che non si può avere.

La passione, infatti, si nutre di incertezza e di fantasia e nelle relazioni difficili la componente immaginativa gioca un ruolo di primo piano. Sul partner irraggiungibile (perché sposato con un'altra, non disponibile sentimentalmente, ecc) si possono proiettare tutte le nostre fantasie senza confrontarle con i limiti della realtà. Per esempio, all'uomo taciturno e sfuggente posso attribuire chissà quali pensieri profondi e immaginare che abbia chissà quante cose da dire, mentre se lo conoscessi meglio di più, potrei scoprire che non è così interessante come credevo. Proprio perché è una relazione instabile, dove manca una vera quotidianità e una vera condivisione, io posso fantasticare sul che come sarebbe se (se lui lasciasse finalmente la moglie/ si rendesse conto di amarmi/ trovasse un lavoro, ecc). Ma a volte la fantasia è molto più eccitante della realtà:niente routine, niente calzini sporchi da raccogliere, niente discussioni sulle bollette da pagare.

Tutta questa attività di fantasia non è possibile con il "ragazzo della porta accanto" o comunque con una persona raggiungibile e disponibile. Proprio perché lo conosciamo bene, ci sembra che non possa riservarci nessuna sorpresa. Non c'è mistero: sappiamo di piacergli, sappiamo quello che pensa e che vuole, come sappiamo di poter contare sempre su di lui. Dal momento che abbiamo un rapporto reale con lui, non possiamo averne un immagine idealizzata: lo vediamo in modo spassionato e realistico, con tutti i suoi difetti e i suoi limiti. Lui ci sembra una persona molto positiva che stimiamo e che rispettiamo, ma certo non all'altezza del principe azzurro dei nostri sogni. Nessuno visto da vicino è così straordinario, ma tutti, conosciuti meglio siamo almeno un po'ordinari.

La fantasia dell'"io ti salverò/ io ti conquisterò".
Le relazioni impossibili sono eccitanti proprio perché si basano sua sfida inconscia: quella di riuscire a conquistare, far innamorare o salvare l'altro. Molte donne si innamorano del potenziale inespresso di un uomo e sognano di farlo sbocciare grazie al loro amore incondizionato. Così nell'uomo affettivamente freddo, vediamo qualcuno che non è stato amato abbastanza ma che ha tantissimo amore da dare e a cui noi possiamo insegnare ad amare. Nel playboy vediamo un uomo che non ha ancora incontrato la persona giusta (noi!) e sogniamo di farlo innamorare, riuscendo dove le altre hanno fallito. Nell'irresponsabile vediamo qualcuno non è mai stato incoraggiato e che grazie al nostro aiuto, può iniziare a credere in se stesso. L'elenco potrebbe continuare a lungo: è questa sfida, questo desiderio di farcela ad ottenere quello che vogliamo che conferisce alle relazioni impossibili quell'elemento di suspence ed eccitazione. Elemento che invece manca nelle relazioni "normali" quelle in cui non c'è bisogno di dimostrare niente perché lui è "nostro" e ci ama. Tutto questo può sembrare ad una donna che ama troppo, qualcosa di troppo facile, troppo tranquillo, troppo scontato e quindi noioso e banale.

Imprevedibilità ed eccitazione.
Le relazioni impossibili sono caratterizzate da una tempesta di emozioni che ci fa sentire un giorno in paradiso e il giorno dopo all'inferno. In genere gli uomini che soffrono di problematiche della sfera affettiva hanno degli atteggiamenti contradditori: alternano dei gesti affettuosi (pochi) a dei comportamenti freddi e insensibili (la maggioranza del tempo). E'proprio questa alternanza di comportamenti a provocare delle forti emozioni: i pochi gesti gentili vengono, per contrasto con il comportamento di abituale disinteresse, apprezzati tantissimo. Come il bianco vicino al nero spicca e sembra ancora più chiaro, i momenti belli della storia, in confronto con i numerosi momenti brutti, sembrano fantastici e vengono vissuti in modo amplificato.

Al contrario le costanti attenzioni e la disponibilità di un fidanzato o di un uomo innamorato vengono date per scontate e considerate troppo prevedibili.

Una paziente spiegava così la sua motivazione di lasciare il suo fidanzato per un uomo inaffidabile e infedele:" G. (il fidanzato) mi dava sempre il 100%, faceva per me moltissime cose ma io non lo apprezzavo, anzi non ci facevo quasi più caso. Però quando capitava che non riuscisse a darmi il 100% e mi dava, per esempio, l'80% io mi arrabbiavo e mi risentivo perché ormai mi ero abituata alle sue attenzioni. Le consideravo un mio diritto. Invece P. (l'altro) mi dava solo il 10% e non si sarebbe mai sognato di fare per me quello che faceva il mio fidanzato. Ma quando mi dava il 30%, beh, allora era fantastico!".

Con il bravo ragazzo non c'è suspence: telefona quando ha detto che avrebbe chiamato, mantiene le sue promesse, dice quello che pensa. Con lui non bisogna arrovellarsi per sapere se è veramente uscito con gli amici o con un'altra donna o tormentarsi per cercare di capire quello che prova per noi.

Può sembrare strano, ma sono proprio l'imprevedibilità, la tensione, l'attrazione per quello che non si può avere, che caratterizzano i rapporti difficili, a creare un clima di eccitazione che favorisce il sesso e la passione. Ed è questa una delle ragioni per cui gli amori impossibili sono molto coinvolgenti dal punto di vista sessuale. Se la persona amata è poco disponibile e sfuggente, i momenti con lei vengono vissuti con grande intensità: ogni incontro è un incontro rubato, potrebbe essere l'ultimo. In una relazione "più tranquilla" l'intensità emotiva è sicuramente minore: proprio perché non ci sono abissi di dolore, non ci possono essere neanche delle vette di gioia. La relazione offre un dolce senso di benessere e di appagamento a cui ci si abitua anche fin troppo facilmente e che viene interpretato come "mancanza di emozioni", "noia" o "troppa tranquillità". Ma è davvero così? Le cose più importanti per noi, spesso sono quelle a cui pensiamo di meno: per esempio, alla nostra salute. Nessuno apprezza veramente il fatto di essere sano prima di essere stato malato. E spesso ci accorgiamo del valore di una cosa o di una persona solo quando la perdiamo.

Quando il cuore ti porta in una direzione sbagliata..
In molti casi, le relazioni impossibili cominciano sulla spinta di una potente motivazione istintuale e questo spiega perché siano così coinvolgenti e sconvolgenti. L'altra persona ci attrae perché vediamo in lei la possibilità di sanare le nostre ferite emotive e di prenderci una rivincita sul passato. Nelle relazioni più sane c'è meno proiezione, si vede l'altro per la persona che è e meno per la persona che vorremmo che fosse, e quindi c'è meno passione e meno pathos. Ma non sempre seguire l'"attrazione di pelle" è la cosa migliore perché il nostro inconscio ha un lato oscuro e può portarci a scelte distruttive. Una donna, per esempio, si innamorava solo da uomini con problematiche di alcool o droga. Invitata ad una festa, in una sala piena di gente si sentì fortemente attratta da un uomo per scoprire parlando con lui, che era appena uscito da una comunità per tossicodipendenti! Il suo inconscio, in sala piena di uomini, l'aveva portata a flirtare con l'unico tossicodipendente presente alla festa! Nelle scelte amorose l'attrazione gioca un ruolo fondamentale, ma deve essere bilanciata con la razionalità. L'amore e la passione sono due sentimenti che all'inizio possono assomigliarsi, ma mentre l'amore presuppone anche stima, rispetto, fiducia nell'altro, la passione può essere una cieca attrazione per una persona che non stimiamo e di cui non ci fidiamo.

Dottoressa Anna Zanon

Riconoscere la depressione, quali sono i sintomi.

Depressione: la sola parola incute un po' di timore, eppure si tratta di una condizione psicologica molto diffusa e comunque superabilissima. Le statistiche dicono che una persona su dieci sperimenterà nel corso della sua vita un episodio depressivo, ma, a parere degli addetti ai lavori il numero delle persone che soffrono di depressione è molto più elevato.
Infatti, solo una minoranza delle persone depresse si rivolge ad un professionista per una diagnosi e per un aiuto terapeutico.
Tra le ragioni di questa riluttanza a farsi aiutare c'è sicuramente il fatto che ammettere di non stare bene e di avere bisogno d'aiuto richiede un grande coraggio in una società come la nostra in cui il "malessere dell'anima" è ancora un tabù.


Ma un'altra delle motivazioni per il quale solo pochi depressi si fanno curare è perché esiste ancora molta disinformazione sulla depressione.

La depressione è una condizione psicologica che può esprimersi con una sintomatologia molto diversa non solo da persona a persona ma anche con sintomi diversi in diverse fasi della vita.

Per questo motivo, molte forme di depressione non vengono riconosciute o addirittura confuse con altre problematiche di tipo diverso : così capita che la depressione nel bambino venga scambiata dai genitori per iperattività, nel adolescente etichettata come inquietudine, nell'anziano confusa con la demenza senile.

Nell'adulto invece la depressione viene spesso confusa con una condizione estrema di stanchezza e di malessere.

Questo articolo si propone di far luce brevemente sui sintomi della depressione ,anche quelli meno conosciuti dai non addetti ai lavori.

La depressione: un disagio con molte facce.
La depressione può presentarsi con una sintomatologia molto diversa da individuo ad individuo, ma c'è un sintomo che accomuna tutte le persone depresse ed è la anedonia.

L'anedonia ovvero la ridotta capacità di provare gioia e piacere è in un certo senso l'essenza della depressione. Chi è depresso prova una profonda sensazione di noia e apatia, o, nei casi più gravi, di impotenza e disperazione. Tutto appare grigio e senza scopo, non si riesce più a divertirsi, a provare entusiasmo per niente. Anche la capacità d'amare risulta (momentaneamente) menomata : le persone care ci diventano improvvisamente indifferenti quando non sentiamo di detestarle.

Proprio per l'impatto distruttivo che la depressione ha non solo sul nostro benessere psicologico ma anche sulle relazioni con gli altri, è importante riconoscere questo disturbo e curarlo il prima possibile.

La depressione nelle fasi della vita.
In questo paragrafo spiegheremo brevemente come si manifesta la depressione nelle diverse fasi della vita.

La depressione nel bambino.
Per molte persone è assurdo pensare che un bambino possa essere depresso, invece la depressione infantile è in costante aumento. I bambini, tuttavia, non hanno ancora la capacità di verbalizzare il loro malessere, ma esprimono la loro sofferenza con il comportamento.

Tipicamente, il bambino depresso è una piccola peste : iperattivo e sempre agitato, sprezzante del pericolo, non riesce a rispettare le regole. I rapporti con gli adulti e gli altri bambini sono conflittuali : il bimbo depresso non riesce ad integrarsi con i coetanei a causa dei suoi atteggiamenti aggressivi e oppositivi, non riesce a tollerare la frustrazione ma reagisce con frequenti scoppi di rabbia ad ogni minima contrarietà.

Il rendimento scolastico non è adeguato all'intelligenza del bambino : anche se il bambino è molto intelligente, a scuola incontra notevoli difficoltà a causa della sua iperattività, del suo scarso interesse per la scuola e della sua difficoltà a mantenere l'attenzione per un tempo prolungato.

A volte la depressione si esprime con il rifiuto della scuola: il bambino ha paura di essere abbandonato e di non trovare più i suoi genitori quando tornerà a casa.

Sono frequenti i disturbi del sonno ( incubi, frequenti risvegli, sonnolenza durante il giorno) e dell'alimentazione ( mangia troppo oppure troppo poco).

In molti casi il bambino depresso presenta enuresi notturna (cioè fa la pipì a letto).

La depressione nell'adolescente.
La depressione nell'adolescente non dovrebbe mai essere sottovalutata : se è vero che i momenti di crisi fanno parte di una normale adolescenza, è anche vero che questa è la fase della vita in cui si verifica il maggior numero di suicidi.

La depressione negli adolescenti può esprimersi con una sintomatologia simile a quella dell'adulto oppure in una forma " mascherata" difficilmente riconoscibile.

Nel primo caso, l'adolescente appare depresso e apatico e/o irritabile e di cattivo umore, non ha amici né legami sentimentali ,niente sembra interessarlo. Trascorre tutto il giorno chiuso nella sua stanza a giocare ai video giochi ,a guardare la televisione oppure a non far niente. Sono frequenti i disturbi del sonno: l'adolescente depresso si rifugia nel sonno, dormendo per tutto il giorno oppure al contrario, soffre d'insonnia.

L'aspetto fisico anche nelle ragazze è trascurato; sono frequenti i disturbi dell'alimentazione ( anoressia, diete punitive, abbuffate con conseguente aumento di peso oppure un alternanza di digiuni e abbuffate) .

Si verifica spessissimo un calo vistoso del rendimento scolastico : anche gli adolescenti che prima riuscivano bene in tutto, ora accumulano insufficienze su insufficienze. Questi problemi scolastici sono dovuti sia ad un generale disinteresse verso la scuola che all'affaticabilità e alla difficoltà di concentrazione tipiche della depressione.

Come negli adulti la depressione può manifestarsi con disturbi psicosomatici : i ragazzi depressi si sentono sempre stanchi e lamentano vaghi e confusi malesseri ( tipicamente cefalee e disturbi digestivi) .

Anche i sintomi psicologici della depressione sono gli stessi degli adulti : gli adolescenti depressi hanno un immagine negativa di sé, si vedono brutti e pieni di difetti, si sentono poco amati, giudicano la loro vita un fallimento e non hanno nessuna speranza per il futuro.

Tuttavia , la depressione negli adolescenti può manifestarsi anche con comportamenti " ribelli" e trasgressivi , che a prima vista sembrano non avere alcun legame con la depressione, quali uso di droghe, frequenti ubriacature, promiscuità sessuale, risse e comportamenti spericolati. Queste condotte servono per tenere a bada la sofferenza stordendosi o provando forti emozioni.

La depressione nell'anziano.
La depressione nella persona anziana viene confusa con il normale processo di invecchiamento oppure con un principio di demenza senile, per questo solo una piccola parte degli anziani depressi riceve un trattamento adeguato. Come negli adolescenti, la depressione senile non va sottovalutata: dopo l'adolescenza, la terza età è la fase della vita in cui si verificano più suicidi.

In genere nell'anziano la depressione è spesso nascosta sotto sintomi somatici quali cefalee, palpitazioni, dolori alle articolazioni , vertigini, difficoltà respiratorie, insonnia ecc..

L'anziano tende quindi a concentrarsi e a lamentare questi sintomi che riporta e sottolinea ad ogni occasione. L'anziano depresso tende a chiudersi in se stesso, diventando passivo ed evitando i contatti con gli altri o diventando lamentoso e irritabile. .

Altri sintomi tipici della depressione senile sono alterazioni delle memoria, eloquio rallentato e motricità rallentata. Questo non deve stupire perché la depressione comporta a tutte le età, ma specie nella vecchiaia, un globale rallentamento delle funzioni cognitive.

La depressione nell'adulto.
Anche nell'adulto, specie se di sesso maschile, la depressione può presentarsi con sintomi atipici. Molte persone non riescono a riconoscere nemmeno con se stesse di stare male perciò il disagio psicologico viene somatizzato. Il corpo esprime la fatica di vivere con una serie di malesseri : ci sono i dolori alle gambe per indicare la fatica di reggersi sulle proprie gambe, la stanchezza cronica diventa l'espressione della propria stanchezza interiore, la cefalea parla di una testa troppo piena di ansie e preoccupazioni, i disturbi gastrointestinali diventano il simbolo delle cose che facciamo fatica a " digerire" e così via.

Il desiderio sessuale ha un vistoso calo: la persona depressa sperimenta poca o nessuna voglia di fare l'amore. Il sonno è disturbato : ci può essere un insonnia persistente oppure si può avere un eccessivo bisogno di sonno. In genere queste persone girano da un medico all'altro e si sottopongono ad una serie di esami che risultano essere negativi ma continuano a pensare di avere un " brutto male".

Tipici casi di depressione nell'adulto
In questo paragrafo invece descriveremo brevemente come si presenta solitamente la depressione lieve, media e grave nell'adulto.

Depressione lieve.
Una persona che è depressa in modo lieve può nascondere facilmente a se stessa e agli altri la sua condizione psicologica. Apparentemente è tutto come prima : si lavora e ci si occupa della famiglia ma in modo diverso : manca il piacere di fare le cose e,a volte, tutto sembra un peso.

Si verifica una flessione dell'umore: la persona depressa si sente "spenta", niente sembra coinvolgerla ed entusiasmarla. Ci sente annoiati e apatici, oppure irritabili e di cattivo umore : si scatta per ogni piccolezza. Il pensiero tende al pessimismo: si ha la tendenza a rimuginare su fatti spiacevoli e a pensare che ormai nella propria vita non può succedere niente di bello.

I rapporti con gli altri risentono dello stato di depressione: parenti e amici della persona depressa percepiscono da parte di quest'ultima freddezza e distacco. L' anedonia coinvolge anche la sfera sessuale : la persona depressa ha sempre meno voglia di fare l'amore. C'è una sensazione di ridotta energia : ci sente sempre stanchi anche al mattino appena alzati. Il sonno difficilmente è ristoratore e spesso è disturbato : si fa fatica a dormire oppure ci sono frequenti risvegli verso le quattro o le cinque del mattino.

Depressione media.
In questo caso, si sperimenta una profonda stanchezza : tutto, anche le attività più semplici, costa molta fatica e sembra un peso insormontabile. La persona non ha più l'energia per assolvere ai compiti della vita quotidiana: " perde colpi" sul lavoro, trascura il suo aspetto, la casa, la famiglia.

La capacità di provare amore è diminuita: non si prova più niente nemmeno verso il partner e i propri figli che appiano all'improvviso degli estranei. Il desiderio sessuale è assente. Tipicamente, la persona depressa si colpevolizza moltissimo per questo stato di cose e si sente un individuo indegno. L'autostima è a terra : la persona dà un interpretazione negativa della sua vita. Cominciano a comparire pensieri di morte, anche se spesso non c'è un vero intento suicida. In questa fase la persona comincia a pensare che gli altri starebbero meglio senza di lui, oppure che nessuno sarebbe dispiaciuto per la sua morte.

Non si riesce più a pensare con chiarezza: si fa fatica a concentrarsi, ci si dimentica le cose, anche la capacità decisionale diminuisce : chi è depresso lamenta spesso di non riuscire a prendere da solo neanche le decisioni più semplici.

Il mattino è il momento più critico della giornata : la persona depressa fa moltissima fatica ad alzarsi dal letto, mentre verso sera si verifica un leggero miglioramento del tono dell'umore.

Il sonno è disturbato come pure l'alimentazione.

Depressione grave
Una persona gravemente depressa non è più in grado di lavorare e di occuparsi di se stessa .Nei casi peggiori il depresso grave trascorre tutto il giorno a letto. I movimenti sono lenti ed incerti come se la persona si muovesse al rallentatore. Più raramente, si può invece verificare un comportamento agitato. Anche il pensiero è rallentato : pensare diventa faticoso e la persona soffrente non riesce più a pensare in modo coerente. Alcuni clinici sottolineano che il comportamento di un depresso grave assomiglia a quello di un morto vivente come se la persona diventasse immagine vivente dell'angoscia mortifera che sente dentro di sé. Infatti, il depresso grave sperimenta una sofferenza e un angoscia di un intensità tali che la morte viene vista come l'unica via d'uscita. Il depresso grave è infatti tormentato da pensieri di colpa eccessivi ( tipico è la sensazione di aver rovinato la propria vita e quella delle persone care) di biasimo verso se stessi ( ci si percepisce come delle persone cattive o fallite), di morte e di suicidio. L'alimentazione e il sonno sono gravemente disturbati.

Dalla depressione si può guarire
Se ti sei riconosciuto in questi sintomi, non devi disperarti. La depressione è una condizione psicologica molto comune, che non solo può essere curata ma da cui si può guarire completamente, riconquistando un equilibrio psicologico migliore.

E' molto difficile, però, che un depresso possa guarire da solo con la " forza di volontà" o con altre tecniche tipo i fiori di bach o il pensiero positivo, ecc.

La depressione può essere curata facendo ricorso alla psicoterapia associata in alcuni casi ad un trattamento farmacologico.

Dottoressa Anna Zanon